non solo Garda

6 Nov

                         

Forse è stata l’ultima gita dell’anno in bicicletta, certo è stata la più entusiasmante. Dopo giorni di pioggia, la previsione di un breve periodo di bel tempo mi ha spinto a partire senza indugio, nonostante fosse quasi un mese che non pedalavo. L’idea iniziale era di limitarmi al periplo del lago di Garda suddiviso in due giornate, in modo da prendermela comoda. Ma poi, come si suol dire,  l’appetito vien mangiando, così al piatto principale ho aggiunto altri laghi di contorno.

Garda in grande spolvero oggi, come non l’ho mai visto, l’aria è tersa e una brezza costante da Nord tende le vele che sfrecciano sull’acqua più veloci di quanto io faccia sulla sponda. Sto pedalando lungo la costa orientale sulla pista in cemento quasi a pelo d’acqua inaugurata da poco. Ogni tanto la spuma di un’onda più vigorosa delle altre mi lambisce le ruote e mi regala una piccola emozione come quella del bambino che sulla battigia si diverte a sfidare e schivare la risacca.

Il sole che scalda e non accalda come d’estate, la luminosità dell’aria, il venticello che pur contrario non ostacola la marcia,  la mia miopia che ovatta i confini e confonde i dettagli (scambio per cigni le bianche boe d’ormeggio, e per boa un cigno intento a pescare sul fondo col culo in aria), ogni elemento contribuisce a rendere pigra e piacevole la mia gita. Nonostante la lentezza arrivo all’apice del lago ben prima del previsto, rispettando la teoria secondo cui la lumaca arriva prima del coniglio (in effetti un ciclista dalla tuta sgargiante che mi aveva passato di slancio nei dintorni di Desenzano sopraggiunge a Torbole poco dopo di me).

Il cielo è limpido, altrove è sole, ma Riva del Garda è già oscurata dall’ombra lunga di una montagna che la fa assomigliare a una cittadina norvegese relegata in fondo a un fiordo.

La differenza di temperatura con il tratto precedente è notevole così decido di inseguire il sole verso sud lungo la Gardesana occidentale, ma arrivato a Limone cambio idea e torno verso Riva perché mi è venuta voglia di salire in Val di Ledro. Il vantaggio di non prenotare il pernottamento è proprio quello di poter cambiare itinerario secondo l’ispirazione del momento. Per qualche chilometro, tra Limone e Riva, pedalo su una ciclabile sospesa a sbalzo nel vuoto e ancorata alla roccia in un’opera di alta ingegneria: la struttura è interamente metallica, compreso il fondo a griglia attraverso cui vedo le acque scure del lago una cinquantina di metri sotto di me…una vertigine!

Tornato alla sommità del lago non riesco a trovare la vecchia strada che sale alla valle di Ledro. Dopo tanto girovagare a vuoto mi rassegno a prendere il nuovo tracciato più battuto da auto e camion e presto mi ritrovo all’imbocco di una galleria interdetta alla biciclette senza che venga proposto un percorso alternativo che l’aggiri. Quindi, o infrango il divieto e affronto il mostro, oppure rinuncio a raggiungere Ledro e il suo lago. Ho faretti rossi a intermittenza e una copertura del bagaglio di un giallo fosforescente che mi rendono ben visibile, così decido di proseguire. Entro nell’antro abbastanza fiducioso ma la lunga galleria (3,5 km in costante pendenza) si rivela un calvario senza fine: il sopraggiungere alle mie spalle di ogni mezzo a motore, macchina, camion, moto, è preannunciato da un rombo mostruoso che parte da lontano e diviene sempre più intenso e minaccioso a mano a mano che si avvicina il momento del sorpasso. Vivo ogni volta istanti di puro terrore ma a questo punto posso solo andare avanti, badando a non ondeggiare e a mantenermi il più a destra possibile. Riaffioro all’esterno esausto, mi hanno sfiancato più questi pochi chilometri che i cento precedenti.

Non ho il tempo di rifiatare, si sta facendo tardi e devo salire fino al lago se voglio trovare da dormire. La salita è più dura del previsto o forse sono io che sto finendo la benzina. Arrivo stremato a Molina, un paesino posto al termine dell’ascesa. Lì scopro un alberghetto dal nome accattivante, Locanda delle tre oche: entro pieno di speranza e chiedo una camera per la notte. Il proprietario mi squadra infastidito come gli stessi portando rogne, consulta un librone mezzo sfasciato e sì una stanza c’è ma non sa se è stata rifatta (alle cinque del pomeriggio?!). Mi aspetto che mandi qualcuno a verificare ma non succede nulla; ci fronteggiamo in uno stallo incomprensibile. Mentre attendo che qualcosa si muova, gli chiedo se più tardi è possibile cenare. La sua risposta furibonda mi lascia basito: lei mi piomba qui senza aver prenotato e pretende di essere servito e riverito?

Me ne vado sbattendo la porta dopo essermi scusato per il disturbo arrecato con un sarcasmo che forse lui nemmeno coglie. Rimonto in sella alla ricerca di un’altra sistemazione e intanto sta imbrunendo rapidamente. Arrivo sul lago ma le poche strutture recettive che incontro sono chiuse. Mi spingo più avanti quasi per inerzia, sempre più sconfortato e infreddolito, non è stagione da passare la notte all’aperto, ma quando già penso che l’unica soluzione sia tornare indietro fino al Garda affrontando nuovamente il dramma della galleria, ecco che a Mezzolago mi appaiono come un miraggio le luci accese di una pensione adagiata sulla riva. Lieto fine dei miei affanni.

Solo il mattino seguente, rigenerato da una sana dormita e da una sontuosa colazione, ho modo di apprezzare la bellezza dei luoghi in cui mi trovo. Il lago, piccolo e quieto, come in letargo, fa parte di un ampio altopiano “di prima montagna” costellato di praterie, acquitrini, cascate, boschi e pochi villaggi e tanti monti intorno. Qui sono tutti boscaioli o falegnami, qui è il regno incontrastato del legno, lo vedo uscire in assi rettilinee dalle segherie, lo ritrovo nei balconi e nei tetti delle case, nei pannelli di benvenuto all’ingresso di ogni paese, nelle staccionate che limitano le proprietà, nelle cataste regolari attorno alle case. Ovunque i colori caldi dell’autunno mi costringono a continue soste per catturare con gli occhi scorci idilliaci e panorami impareggiabili per farne scorta per quando verrà l’inverno, come riempirsi le borracce dell’acqua fresca di sorgente prima di affrontare un tratto privo di risorse e di attrattive.

66 Risposte a “non solo Garda”

  1. alemarcotti 6 novembre 2020 a 16:55 #

    Che posti meravigliosi… 😊

    • massimolegnani 6 novembre 2020 a 18:54 #

      sì, stupendi e in alcuni, come la valle di Ledro, non ero mai stato.
      ciao Ale 🙂
      ml

  2. corpus2020 6 novembre 2020 a 17:03 #

    non so se questo l’avevi visto: coincidenze (anche di foto). ma io non giro in bici: ti invidio…

    https://corpus2020.wordpress.com/2020/10/28/escursioni-da-covid-dalla-val-di-ledro-a-riva-del-garda-441/

  3. Neda 6 novembre 2020 a 17:16 #

    Grazie per avermi fatto partecipare a questa tua bellissima avventura. Luoghi che ben conosco, scusa, che ho conosciuto e frequentato per anni, ma non più ultimamente. Pensare che sto a venticinque chilometri a sud di Desenzano, chilometro più, chilometro meno.

    • massimolegnani 6 novembre 2020 a 18:59 #

      Desenzano è stato il mio punto base dove avevo lasciato la macchina.
      quindi ti sono passato vicino 🙂
      buona serata Neda
      ml

      • Neda 7 novembre 2020 a 10:39 #

        Poco lontano, Calvisano è nella bassa, sicuramente sei entrato a Desenzano più a nord. Il Garda lo conosco bene sia la parte occidentale che quella orientale. Sei mai stato al Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera? Il complesso è molto interessante da visitare, anche per tutta la raccolta di oggetti artistici e anche di uso comune dell’epoca Liberty e il parco è stupendo.

      • massimolegnani 7 novembre 2020 a 15:59 #

        al vittoriale c’ero stato in altre occasioni, questa volta ci sono passato senza fermarmi 🙂

      • Neda 9 novembre 2020 a 11:56 #

        Lo hai trovato interessante, (anche se un po’ demodé) ?

      • massimolegnani 9 novembre 2020 a 13:42 #

        mah, è passato tanto tempo da che l’avevo visitato.
        L’impressione che mi aveva lasciato era di un’eccessiva pomposità, pesantezza di arredi e di oggetti, una certa superbia delle architetture, io sono per un’estetica più raccolta, meno sbandierata. Forse conservo un bel ricordo solo della prua della nave proiettata dalla collina verso il lago, così assurda da commuovere.

      • Neda 10 novembre 2020 a 11:42 #

        Io ero stata colpita dal “buio” di certe stanze, come quella della musica, dalla sala da pranzo liberty, spaziosa e colorata, con la tartaruga che invitava i commensali ad essere parchi nel cibarsi, soprattutto dalla quantità di libri, credo almeno trentamila, su cui avrei voluto poter mettere le mani e poi, il bagno, blu, grande e con l’infinità di oggetti e ninnoli, interessanti per me, donna curiosa, e mi sono chiesta che cosa ci facesse un pelato con così tante spazzole e pettini.

      • massimolegnani 10 novembre 2020 a 14:45 #

        eheh, probabilmente ci pettinava le sue dame, che mai mancavano in quelle stanze 🙂

      • Neda 11 novembre 2020 a 12:02 #

        Però la sua camera da letto, quella del lebbroso, aveva anche un letto stretto e scomodo come quelli chirurgici, assolutamente inadatto per capriole giocose. Credo che i suoi ultimi anni, proprio quelli al Vittoriale, fossero molto platonici, la Baccara, a mio avviso, era più una musa che un’amante. Del resto il Vate non mangiava mai a tavola con i commensali (era sdentato e senza un occhio e la dentiera gli dava parecchi fastidi e se ne vergognava pure), si nutriva quasi esclusivamente di uova, per lo meno pare ne mangiasse parecchie al giorno, credo siano state anche la causa del suo ictus cerebrale.
        Mah, un personaggio d’altri tempi, un po’ avventuriero e un po’ guascone che si è inventato una propria storia e ha cercato di realizzarla riuscendosi in parte. L’epoca lo permetteva e lui ha sfruttato tutto ciò che poteva. Ci fossero stati i social network di oggi, forse ne sarebbe uscito male.

      • massimolegnani 11 novembre 2020 a 13:49 #

        interessanti questi tuoi aneddoti dannunziani, ne sapevo poco 🙂

  4. Giuliana 6 novembre 2020 a 17:58 #

    Sei proprio un temerario 😄 mi sono stancata a starti dietro. Meno male il lieto fine…

    • massimolegnani 6 novembre 2020 a 19:03 #

      eheh, a volte esagero un po’ (il giorno dopo il rientro, ho avuto un febbrone da cavallo, ma niente a che fare col covid, più un disturbo da ciclista)
      un sorriso Giuliana
      ml

      • Giuliana 6 novembre 2020 a 21:27 #

        Riguardati che vent’anni li hai già passati! 😄

      • massimolegnani 6 novembre 2020 a 22:00 #

        eheh, sono discolo 🙂

      • Giuliana 7 novembre 2020 a 07:56 #

        😄

      • massimolegnani 7 novembre 2020 a 15:55 #

        🙂

  5. sibillla5 NADIA ALBERICI 6 novembre 2020 a 17:59 #

    è uno spettacolo il lago di Garda! da sempre! e tu molto avventuroso!!! complimenti e buone serate

    • massimolegnani 6 novembre 2020 a 19:06 #

      sì, soprattutto fuori stagione quando non c’è più la pressione della folla
      grazie Nadia, buoni giorni (per quanto possibile!) a te
      ml

      • sibillla5 NADIA ALBERICI 6 novembre 2020 a 19:22 #

        ma si..me la cavo…due chiacchiere con i vicini, qualche telefonata..si legge..giro con la cagnina e i giorni passano…

      • massimolegnani 6 novembre 2020 a 21:58 #

        bene 🙂

  6. lamelasbacata 6 novembre 2020 a 21:05 #

    Bellissime foto e un resoconto in pieno stile Legnani! 😍

    • massimolegnani 6 novembre 2020 a 21:59 #

      grazie Mela, soprattutto per lo “stile legnani”
      un abbraccio
      ml

  7. vittynablog 6 novembre 2020 a 21:31 #

    Avrei giurato di aver lasciato un commento , ma evidentremente non devo averlo inviato!! Bellissimo il tuo giro del lago! Mi hai fatto tremare quando sei entrato nel tunnel e indignata con quel locandiere così maleducato, in questo periodo poi, dove i clienti sono cosa rara!!! Stupende le immagini che hai condiviso con noi. E complimenti alle tue gambe per le eccezionali pedalae.

    Ovvia vediamo se ti arriva!!! 🙂

    • massimolegnani 6 novembre 2020 a 22:06 #

      arrivato!
      eheh quel locandiere sapeva come trattare i clienti (a pesci in faccia!)
      le gallerie lunghe e in salita, per quanto ora siano illuminate, sono una vera tortura
      di solito c’è un percorso esterno per i ciclisti ma lì mancava 😦
      buona serata Vitty e grazie per l’apprezzamento
      ml

      • corpus2020 6 novembre 2020 a 22:37 #

        Massimo, il percorso c’è ed è stupendo: è la vecchia statale del Ponale, che sale in costa alla montagna tra strapiombi sul lago, ponti e gallerie; parte a Riva poco dopo la centrale elettrica scendendo verso Limone; ma attualmente è chiusa per pericolo di frane; ho visto gente che vi si avventurava a piedi lo stesso e altrettanto avrei voluto fare io prima che il lockdown ci rificcasse in casa…
        temo che per le bici sia davvero impercorribile: un vero delitto.

      • massimolegnani 7 novembre 2020 a 00:41 #

        è la strada che mi sarebbe piaciuto fare, ora ho capito da dove parte e speriamo sia a posto per la prossima volta 🙂

  8. ilmestieredileggereblog 6 novembre 2020 a 22:59 #

    E ci siamo fatti anche noi un bel giro!!! ben ritrovato!!!

  9. tramedipensieri 6 novembre 2020 a 23:06 #

    Mi son persa in queste splendide immagini! ….e non ho letto 😦

    • massimolegnani 7 novembre 2020 a 00:43 #

      eheh, hai preso la scorciatoia, ma tanto anche le foto sono mie quindi va bene così 🙂
      ciao .marta 🙂
      ml

  10. maxilpoeta 7 novembre 2020 a 02:41 #

    c’è una strada che da Riva del Garda porta al Lago di Ledro, è proprio una ciclabile, io volevo farla a piedi, lo farò appena tornerò da quelle parti, ormai con la pandemia attuale mi sa che sarà in primavera. Bello il tuo racconto, sembra proprio di viverlo in prima persona. Molto scortese l’albergatore, poi si chiedono come mai vanno male gli affari! Io di solito prenoto sempre con booking, scelgo con cura gli itinerari, poi spostandomi in macchina e a piedi riesco a gestirmi al meglio la giornata….

    • massimolegnani 7 novembre 2020 a 15:55 #

      penso che tu alluda alla strada di cui parla anche corpus2020 e che è la stessa che avrei voluto fare anch’io, ma a parte che nonsono riuscito a trovarne l’inizio da Riva, mi risulta che ora come ora non è percorribile, almeno con la mia bici da corsa. Speriamo di poterla fare in futuro 🙂
      io preferisco non prenotare perchè non so mai al mattino fin dove arriverò a sera, certo così è più rischioso (ma il patema di non trovare da dormire, a posteriori è una sensazione piacevole) ma ti dà un maggior senso di libertà 🙂
      grazie per l’apprezzamento, Max
      ml

  11. franco battaglia 7 novembre 2020 a 09:05 #

    Oggi gita a laghetto laziale (del Turano, vicino Rieti), niente di che rispetto alle vostre robe.. ma uscendo da Roma, davvero tutto fa brodo per ritemprarsi… 😉

    • massimolegnani 7 novembre 2020 a 15:57 #

      fai bene e secondo me ogni gita fuori porta ha un suo senso e un suo margine d’avventura, specie in questo momento di forti limitazioni.
      ciao Franco 🙂
      ml

  12. teti900 7 novembre 2020 a 10:43 #

    un finale di stagione strepitoso e chissà che il meteo regalerà la possibilità di qualche inaspettata fuitina.
    qui in riviera sembra maggio inoltrato e a prescindere dalla bici è un toccasana per lo spirito e le ossa!

    • massimolegnani 7 novembre 2020 a 16:04 #

      da due giorni la temperatura è salita decisamente, quasi si suda. Ma una settimana fa confesso di aver patito il freddo, non sul Garda ma al mattino in val di Ledro (al mattino 3-4 gradi sopra lo zero) e nella discesa in ombra verso la valSabbia.
      comunque freddo o tepore sono giornate di cui bisogna approfittare, compatibilmente con le restrizioni da lockdown.
      buona giornata Teti
      ml

  13. attornoallago 7 novembre 2020 a 21:51 #

    E così si venuto sul “mio” lago, anche se l’hai percorso dall’altro lato 😄
    La strada che cercavi per andare sul lago di Ledro è la strada del Ponale, venendo da Limone l’imbocco rimane subito dopo l’ultima galleria a sinistra (e poi torna indietro salendo sopra la galleria). Difficile da vedere, a meno che non si conosca. So che è stata chiusa per un po’ di tempo, poi l’hanno riaperta un paio di anni fa, ma non ho notizie recenti. Sempre meglio verificare prima di arrivare lì e trovarsi la sorpresa… Soprattutto per chi parte dalle mie zone e si deve sorbire code interminabili per arrivare a Riva. In macchina, ovviamente 😉
    Buona serata

    • massimolegnani 7 novembre 2020 a 23:40 #

      eheh, ma ho fatto anche la sponda occidentale, pur a spizzichi e bocconi (prima da Riva a Limone proprio cercando la strada del Ponale, poi sbucando dalla valSabbia da Salò a Maderno, infine il bel promontorio a sud di Salò con SanFelice e Moniga, giù fino a Desenzano) 🙂

      un sorriso
      ml

      • attornoallago 8 novembre 2020 a 11:07 #

        Alla fine hai allungato un po’ la strada, ma ti sei evitato tutta quella serie di gallerie che terminano a Gargnano e che sono piuttosto pericolose. Certo che hai avuto veramente molto coraggio a salire al lago di Ledro per la strada “nuova”. Io ho difficoltà a percorrere quella galleria in moto, ovviamente non per la fatica ma per quello che si respira…

      • massimolegnani 8 novembre 2020 a 14:18 #

        un vero incubo quella galleria ma non avevo scelta, a meno che rinunciassi alla val di Ledro 😦

      • attornoallago 8 novembre 2020 a 15:01 #

        È stata una bella motivazione! 😉

      • massimolegnani 8 novembre 2020 a 18:00 #

        Sì 🙂

  14. pino 8 novembre 2020 a 18:18 #

    I vecchietti saranno pure “non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese” – lo ha detto un governatore illuminato, un certo Toti – però io lo vorrei vedere un giovincello alle prese con le tue belle scorazzate ciclistiche. Un sorriso…

    • massimolegnani 8 novembre 2020 a 21:53 #

      ahah, Toti lo seminerei volentieri per strada 🙂
      e a proposito dei vecchietti improduttivi gli risponderei con la famosa battuta di Gilberto Govi, quando sulla scena gli chiedevano soldi: “avemo già dato!”
      buona serata Pino, un sorriso
      ml

  15. biondograno70 9 novembre 2020 a 18:34 #

    ben ritrovato….

    uomo di tempi, percorsi, attese e immagini fluenti.

    come stai?

    m.

    • massimolegnani 9 novembre 2020 a 21:19 #

      ciao Monica!
      che bella definizione hai dato di me medesimo 🙂
      io sto bene, un po’ dispiaciuto del nuovo lockdown che mi tarpa le ali e le gambe.
      e tu come va?
      ml

  16. tempodiverso 10 novembre 2020 a 23:16 #

    bellissimi paesaggi, ma la cosa che mi è piaciuta di più è questa: ” la mia miopia che ovatta i confini e confonde i dettagli…” 🙂 è tutto qui il segreto!

    • massimolegnani 11 novembre 2020 a 00:59 #

      eheh, cara Cecil, la miopia è croce e delizia, mi fa sbagliare strada perchè non sempre vedo le indicazione, ma mi regala panorami forse migliori del reale perchè mi sfuggono certi particolari negativi 🙂
      un abbraccio di buona notte
      ml

  17. Bloom2489 11 novembre 2020 a 23:14 #

    A Garda ci sono stata che ero ragazzina.
    Che sogno quest’ultimo posto…

    • massimolegnani 11 novembre 2020 a 23:48 #

      il Garda è indubbiamente un gran bel lago, ma io che sono attratto dalle piccole bellezze nascoste più che dalle opere grandiose e osannate, ho trovato davvero affascinante il laghetto di Ledro dall’atmosfera calda (nonostante la temperatura decisamente fredda)
      ciao Bianca, un sorriso
      ml

      • Bloom2489 11 novembre 2020 a 23:57 #

        Le foto che hai pubblicato sono l’autunno come uno se lo immagina da sempre 🙂

      • massimolegnani 11 novembre 2020 a 23:59 #

        grazie!
        🙂

  18. @didiluce 12 novembre 2020 a 21:43 #

    Se ti fossi fermato a dormire dallo zotico ti saresti perso quella cascata meravigliosa. “Sembravano traversie ed eran opportunità”
    Belle le foto 🧡

    • massimolegnani 12 novembre 2020 a 22:08 #

      giusta osservazione, avessi dormito dallo zotico mi sarei perso parecchie cose. il fatto di essere costretto ad andare ancora avanti mi ha permesso di trovare una sistemazione decisamente migliore per la notte e il giorno dopo di poter pedalare tranquillo con frequenti soste per gustare il panorama.
      Però c’è un momento, quando le “traversie” non sono ancora diventate “opportunità”, in cui ti prende lo scoramento che solo più tardi ripensandoci troverai quasi piacevole.
      grazie Didi per l’apprezzamento
      ml

      • @didiluce 13 novembre 2020 a 18:48 #

        E’ in quell’attimo tra traversie ed opportunità che si forma il carattere 😄

      • massimolegnani 13 novembre 2020 a 20:10 #

        sì, sempre che in quell’attimo il carattere non crolli 🙂

      • @didiluce 13 novembre 2020 a 21:18 #

        😂

      • massimolegnani 13 novembre 2020 a 21:36 #

        🙂

  19. massimolegnani 7 novembre 2020 a 15:58 #

    grazie per la citazione e per il link
    🙂

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  1. la mia quasi-settimana virtuale dal 2 al 7 novembre – 459 – Cor-pus 2020 - 7 novembre 2020

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