l’equazione della bellezza

11 Nov
photo by margherita calati

                              

Camillo uscì dalla questura con un nulla di fatto. Non aveva identificato, mescolata ad altre figure, l’autrice del furto che aveva subito qualche tempo prima: era stata una questione di attimi, lui che stava rientrando in casa, lei una spallata a buttarlo a terra per aprirsi la via di fuga. Era stato colto talmente di sorpresa da non essere stato nemmeno capace di gridare al ladro, e men che meno alla ladra, anche se si era accorto subito che si trattava di una donna, nonostante questa avesse un berretto calato sulla fronte e una sciarpa tirata fin sugli occhi. Ecco, quegli occhi azzurri e spiritati li avrebbe riconosciuti fra mille, per questo aveva sporto la denuncia sebbene dall’appartamento non fossero stati sottratti oggetti di valore, spiccioli dimenticati sul tavolo, un paio di occhiali da sole, qualche vecchio cd e poco alto.

Quando lo avevano contattato dalla questura perché avevano fermato un elemento sospetto e chiedevano la sua collaborazione per l’identificazione, lui era stato sollecito nel presentarsi alle autorità, ben intenzionato a portare il proprio contributo alla giustizia. Nello stanzone Camillo era in ombra e di fronte a lui, sotto a delle luci accecanti, c’erano cinque donne di varia provenienza e in diversi atteggiamenti. Le aveva osservate a lungo facendo scorrere lo sguardo da un volto all’altro e soffermandosi ora su una donna ora su un’altra, indifferentemente. Alla fine aveva scosso la testa e con voce sicura aveva affermato che tra quelle non c’era la sua ladra. L’ispettore aveva provato a insistere, le guardi ancora con attenzione, non sia precipitoso, gli aveva suggerito, ma lui si era mostrato sicuro del fatto suo, così, a malincuore, era stato congedato.

Mentre tornava verso casa Camillo ripensò alla donna dagli occhi azzurri e spiritati che aveva appena rivisto. L’aveva riconosciuta subito ma qualcosa l’aveva trattenuto dal denunciarla. È che aveva un viso inaspettato, privo di durezza e sicuramente bello, di quella bellezza dolce dai lineamenti morbidi, che a lui era sempre piaciuta. Gli tornò in mente un episodio di quando era un bambino sui dieci anni, ancora privo di malizia. Nella pagina di cronaca nera del Corriere aveva visto la foto di una bella ragazza, l’articolo riferiva che era appena stata condannata non ricordava più per quale crimine. E si ricordò quanto avesse pianto leggendo la notizia, quanta irragionevole disperazione avesse provato per il destino di quella donna. Nella sua ingenuità era per lui impossibile che alla bellezza non corrispondesse l’innocenza, la bontà. Non poteva che trattarsi di un tragico errore giudiziario, era questo che lo disperava.

Oggi non poteva esserci alcun errore, la donna dagli occhi azzurri era colpevole, lui lo sapeva bene, eppure l’antica equazione della bellezza era riemersa con prepotenza dopo mezzo secolo di oblio e aveva guidato con mano ferma il suo comportamento. Un comportamento scorretto, illogico, decisamente immorale.

Ma Camillo, tornando verso casa, non ne era affatto dispiaciuto.

28 Risposte a “l’equazione della bellezza”

  1. PindaricaMente 11 novembre 2020 a 09:59 #

    Testo bellissimo (e poi Camillo mi ricorda un caro amico!) e la foto ancora di più! 😍

    • massimolegnani 11 novembre 2020 a 13:52 #

      grazie Pindara
      sono legato a Camillo, anche quando, come in questo caso, sbaglia 🙂
      ml

  2. raccoltaedifferenziata 11 novembre 2020 a 11:53 #

    “L’antica equazione della bellezza”… molto bello 🙂
    però alla bellezza preferisco il fascino, tutta la vita (dura anche di più) 😉

    • massimolegnani 11 novembre 2020 a 13:54 #

      vero, il fascino sarebbe più duraturo, ma lui, Camillo, era sensibile proprio a quel tipo di bellezza femminile
      grazie 🙂
      ml

  3. Neda 11 novembre 2020 a 12:11 #

    Già, anche se alcune volte alla bellezza, a quella bellezza quasi non umana tanto è perfetta, si può associare la crudeltà dettata dalla consapevolezza di sé e del proprio potere.

    • massimolegnani 11 novembre 2020 a 13:58 #

      sicuramente, a me è venuto in mente il volto angelico di quella ragazza che pochi anni fa, d’accordo o su ordine del suo uomo, spruzzava d’acido ex amanti o chi le si avvicinava troppo.
      ml

  4. Giuliana 11 novembre 2020 a 12:50 #

    Io non l’ho mai associata alla bontà o l’innocenza nell’essere umano

  5. vittynablog 11 novembre 2020 a 17:17 #

    L’animo di Camillo fa davvero tenerezza! Così sensibile al fascino, al sorriso femminile da ritenere impossibile immaginare la cattiveria negli occhi e nell’anima di una donna! ❤

    • massimolegnani 11 novembre 2020 a 21:36 #

      ..però è fin troppo ingenuo con le sue equazioni di bassissimo grado 🙂

      ciao Vittina
      ml

  6. tramedipensieri 11 novembre 2020 a 23:15 #

    La bellezza incanta. E ci frega.
    (certo che ad essere buoni…)

    ciao Massimo

    • massimolegnani 11 novembre 2020 a 23:51 #

      hai ragione, la bellezza non può diventare il metro per un giudizio morale, ma comprendo anche Camillo che si è lasciato fuorviare dall’incanto 🙂
      buona notte .marta
      🙂
      ml

  7. Luigi Catillo 12 novembre 2020 a 00:06 #

    Bel racconto, oltre al finale ho apprezzato particolarmente la riflessione di Camillo (versione bambino) riguardante la bellezza in relazione all’innocenza e alla bontà.
    Buonanotte Massimo! 🙂

    • massimolegnani 12 novembre 2020 a 00:31 #

      ti ringrazio, Luigi
      quella riflessione l’ho presa direttamente dai miei ricordi d’infanzia 🙂
      ml

  8. maxilpoeta 12 novembre 2020 a 02:37 #

    spesso la bellezza di una donna ci rende ciechi, hanno il potere con la grazia della loro dolcezza di far sembrare giusto anche ciò che è sbagliato.

  9. franco battaglia 12 novembre 2020 a 07:57 #

    Ci si incanta ancora, davanti la bellezza, e a volte si fanno stupidaggini che non avremmo mai creduto possibili… 😉

  10. Walter Carrettoni 12 novembre 2020 a 08:45 #

    Ok, ma vogliamo parlare della ragazza nella foto? 😁

  11. Riccio 13 novembre 2020 a 09:17 #

    Forse quindi alla bellezza si perdona più facilmente?
    Io sicuramente a Camillo perdono quasi qualsiasi cosa – indipendentemente che lui sia bello o meno, non ci ho mai pensato – anche l’essersi comportato in maniera non proprio corretta.

    R.

    • massimolegnani 13 novembre 2020 a 11:03 #

      ecco, io a volte invidio Camillo, anche se è una mia creatura, per la benevolenza che sa attirare su di sè, qualunque manchevolezza compia.
      e dire che non è nemmeno bello 🙂
      Ciao Riccio
      ml

  12. Berica 14 novembre 2020 a 14:40 #

    Da equazione ad algoritmo della bellezza, il passo è breve. 😉

    • massimolegnani 14 novembre 2020 a 15:52 #

      eheh, vero.
      forse la bellezza per Camillo è diventata un algoritmico che in automatico lo porta a scelte illogiche 🙂
      buona giornata Berica
      ml

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: