lo scoiattolo

19 Nov
c.calati

                                                     

Aveva bisogno di far tacere il ronzio di quel nido di vespe che erano i suoi pensieri, così era andato al parco, come un qualunque anziano che bighellona in attesa della morte. Ma lui non era vecchio, purtroppo, anzi aveva un’età in cui la resa non è una soluzione praticabile. E d’altronde quel mattino al parco non c’erano anziani, chissà dov’erano finiti, reclusi in casa, intubati in terapia intensiva o già ridotti in cenere. Non gl’importava, aveva altro a cui pensare o, meglio ancora, a cui non pensare. Lui stava pagando, di tasca propria e involontariamente, per salvare la pelle ai vecchi e ai giovani, alle donne, agli idioti e ai furbi, ma a lui chi ci pensava, chi lo salvava? Diede un calcio a un mucchio di foglie che volarono per aria e a poco a poco ricaddero sparse sull’erba.

Si sedette su una panchina, era esausto. Il suo cervello non smetteva di pensare, un’angoscia. In pochi mesi si era già venduto la moto, il suv, l’alano arlecchino, tirando su una cifra miserabile che, tra debiti e bisogni, sarebbe durata ancora poco. E poi?

Uno scoiattolo saltellava sull’erba, non lontano dalla panchina, come volesse attirare la sua attenzione; all’improvviso, forse spaventato da un suo movimento brusco, scappò via arrampicandosi rapido sul primo albero incontrato nella fuga.

E poi, si chiese di nuovo. Se non gli riaprivano in tempi brevi il negozio sarebbero stati dolori. Ma, aperto o chiuso, se non c’erano più clienti, che cosa cambiava? No, doveva inventarsi qualcosa di diverso, riciclarsi… come  fosse pattume. Era pattume!

Lo scoiattolo era tornato, più intrepido di prima; ora era più vicino e stava eretto sulle zampe posteriori, immobile come una marmotta, gli occhi fissi sull’uomo. Lui lo guardò come si accorgesse solo in quel momento della sua presenza. Notò che era uno scoiattolo grigio, di quelli importati chissà da dove che stavano soppiantando i rossicci autoctoni. Gli montò dentro un odio feroce, piccolo bastardo, sibilò e si tuffò nel prato cercando di agguantarlo. L’animale fu rapido a scartare di lato e a fuggire. In preda a un furore selvaggio l’uomo gli lanciò contro sassi, pigne, terriccio senza riuscire a colpirlo. La piccola bestia si era rifugiata su un alberello che ora lui scuoteva urlando. Alla fine lo scoiattolo perse la presa e cadde su prato, tramortito. Lui fu lesto ad afferrarlo per una zampa con un’espressione terribile dipinta sul volto. Gridando frasi incomprensibile lo sbattè più volte con violenza contro un tronco. Quando fu sicuro di averlo ucciso lo lanciò lontano e si avviò verso l’uscita del parco. Si sentiva euforico, come avesse in quel modo risolto tutti i suoi problemi. Ma non aveva ancora varcato i cancelli che già il ronzio di vespe aveva ripreso a trapanargli il cranio, con un pensiero in più rispetto a quando era entrato.

30 Risposte a “lo scoiattolo”

  1. sibillla5 NADIA ALBERICI 20 novembre 2020 a 07:28 #

    terribile! tempi di disperazione che sfocia in cattiveria!

    • massimolegnani 20 novembre 2020 a 11:40 #

      sì, una cattiveria che non porta a nulla, non risolve, come quasi tutte le cattiverie.
      grazie della lettura e del commento
      ciao Nadia
      ml

  2. coulelavie 20 novembre 2020 a 11:04 #

    un povero mentecatto che deve esser tolto dalla circolazione perché sennò fa danni…

    • massimolegnani 20 novembre 2020 a 11:43 #

      indubbiamente una pessima persona, ma ame premeva soprattutto come e perchè una persona “normale” diventi un mentecatto.
      ciao Coul
      ml

  3. pino 20 novembre 2020 a 12:24 #

    Il racconto può essere letto in modi diversi. Io credo che scaricare la propria violenza e le proprie frustrazioni sugli altri, e ancor di più su un animale, sia la cosa più perversa e raccapricciante che possa fare un essere umano

    • massimolegnani 20 novembre 2020 a 15:23 #

      assolutamente d’accordo con te, gesto di una bassezza infinita, capirne le cause non vuole certo essere un’assoluzione per tale individuo.
      ciao Pino,
      ml

  4. Giuliana 20 novembre 2020 a 12:46 #

    Capisco la frustrazione, ma questa è sicuramente un’iperbole

    • massimolegnani 20 novembre 2020 a 15:29 #

      sì, ho fatto compiere al protagonista un atto folle, volutamente iperbolico, per evidenziare i meccanismi che fanno degli uomini persone indegne.
      buona giornata, Giuliana
      ml

      • Giuliana 20 novembre 2020 a 19:01 #

        Per fortuna non tutti reagiscono con la violenza. Buona serata a te

      • massimolegnani 20 novembre 2020 a 20:31 #

        vero 🙂

  5. Alessandro Gianesini 20 novembre 2020 a 16:01 #

    Non c’è niente di peggio che la crudeltà gratuita, amplificata contro chi non si può nemmeno difendere (uno scoiattolo, in questo caso). Sì, fa venir rabbia pensare alla scena.
    Lui non risolve di certo la situazione, ma, a ragione, non può tutto da solo, quindi la frustrazione sfocia, in un modo o nell’altro.
    E lo capisce anche lui l’errore (il finale è eloquente, con quella vespa in più che gli ronza in testa).

    Bel racconto, impone una riflessione profonda sulla realtà che ci circonda. E ci induce a non dare giudizi affrettati anche su situazioni che sembrano conclamate.

    • massimolegnani 20 novembre 2020 a 16:47 #

      trovo davvero esauriente il tuo commento e te ne ringrazio più ancora che per l’apprezzamento.
      avevo provato a scrivere un finale edulcorato (lo scoiattolo riusciva fuggire e il protagonista se ne andava con una frustrazione in più) perchè un po’ mi ripugnava far fare alla bestiolina quell’orrenda fine. Ma non aveva senso, era un chiudere gli occhi sulle brutture del mondo, quando era dei suoi orrori che volevo parlare.
      grazie ancora e benvenuto qui
      ml

      • Alessandro Gianesini 20 novembre 2020 a 16:53 #

        Chiudere gli occhi, a volte, è il peggiore dei peccati che possiamo fare, perché tanto, la realtà, prima o poi ce li aprirà a forza.

        Grazie a te per i racconti (ne ho letto altri e altri ne leggerò!) 🙂

      • massimolegnani 20 novembre 2020 a 17:00 #

        🙂

  6. teti900 20 novembre 2020 a 18:58 #

    (secondo me tu hai dei problemi seri con i roditori…:)

  7. Bloom2489 21 novembre 2020 a 00:16 #

    Perché lo scoiattolo è tornato?

    • massimolegnani 21 novembre 2020 a 00:40 #

      sento il dispiacere insito nella tua domanda per la sorte dello scoiattolo
      chissà! forse per curiosità o perchè pensava di scroccare qualcosa o forse non era lo stesso scoiattolo.
      Certo non s’aspettava una fine del genere
      buonanotte Bloom
      ml

      • Bloom2489 21 novembre 2020 a 11:54 #

        È vero sembra così, ma in realtà era proprio una curiosità 🙂 Era scappato e poi è tornato. Ho dato per scontato che fosse lo stesso scoiattolo, insomma forse lui un’altra possibilità a quell’uomo l’aveva data invece di tornare ad occuparsi delle sue faccende tra gli alberi…

      • massimolegnani 21 novembre 2020 a 13:05 #

        Beh, se era solo curiosità mi sento sollevato 🙂

      • Bloom2489 21 novembre 2020 a 13:19 #

        😀

      • massimolegnani 21 novembre 2020 a 14:56 #

        🙂

  8. franco battaglia 21 novembre 2020 a 12:03 #

    Crudo e, probabilmente, efficace, proprio grazie all’assenza di speranza e lucidità. Frustrazione che porta al “fuori di testa”. Senza peraltro risolvere nulla. spero che questo scenario infausto non si propaghi tra tanti che stanno perdendo speranza e futuro ..

    • massimolegnani 21 novembre 2020 a 13:13 #

      ecco è proprio la doppia assenza che dici (di speranza e di lucidità) la molla che determina il gesto terribile e inutile.
      Ciao Franco
      ml

  9. tramedipensieri 21 novembre 2020 a 13:37 #

    Che cattiveria gratuita! Confido nelle api 😀

    • massimolegnani 21 novembre 2020 a 14:59 #

      Api e vespe lo tormenteranno a lungo per quell’efferatezza che nulla ha risolto
      Buona giornata, .marta
      ml

  10. silvia 21 novembre 2020 a 18:55 #

    infatti quando, durante la prima ondata, c’era in giro questa diceria che la pandemia ci avrebbe reso migliori, io non ci ho mai creduto, anzi, sostenevo che sarebbe successo il contrario. oppure, nella migliore delle ipotesi, le anime belle avrebbero continuato ad essere anime belle, gli stronzi avrebbero continuato a fare gli stronzi, e gli idioti non avrebbero migliorato il Q.I.

    • massimolegnani 22 novembre 2020 a 10:11 #

      Vero. E aggiungi che nessun peggioramento economico può portare a un miglioramento morale e la frittata è fatta.
      Ciao
      ml

  11. Giorgio giorgi 22 novembre 2020 a 16:46 #

    Comprendo, prendo con me tutto il dolore e la rabbia. Comprendo che si possa arrivare al limite di fare del male a un innocente per sfogare una rabbia immensa. Comprendo che si possa essere sopraffatti da situazioni che non si sa come affrontare. È terribile. E penso che chi può debba aiutare chi non riesce, senza giudicare. Comprensione e condivisione del dolore, offrirsi all’altro fino al limite del possibile. Offrire umanità, offrire se stessi per quanto si riesce , a volte non si può fare di più. E tutto ciò non consola. Mi dispiace anche per lo scoiattolo innocente.

    • massimolegnani 22 novembre 2020 a 19:11 #

      Ho molto apprezzato il tuo intervento. Comprendere il dolore altrui prima che sfoci in tragedia. Qui è stato uno scoiattolo a essere vittima innocente, a volte è una famiglia intera.
      Grazie Giorgio
      ml

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