zucchine e zucconi

3 Dic
c.calati

                              

Forse era stata la somiglianza tra le due parole o forse il reiterare l’antico rito di disporre file ben ordinate, fatto sta che mentre sistemava con una cura maniacale le fette di zucchine sulla piastra rovente gli tornarono in mente i primissimi tempi a scuola.

Sei uno zuccone gli diceva la vecchia maestra dai capelli scarmigliati sbavando e sputacchiando saliva come una piccola pioggia sulla testa dell’alunno deludente che era.

Sì Camillo era uno zuccone, non riusciva proprio a scrivere come si deve la A impegnativa e l’impossibile B, per non parlare della G. Lui si era fossilizzato sulle aste, quelle gli venivano proprio bene, chiare e rettilinee le replicava ovunque, gli sembravano tanti soldatini sull’attenti, e fosse stato per lui non c’era altro da imparare a scuola.  Per le lettere, invece, non si sentiva pronto, troppo astratte, troppo sfuggenti, e poi lui non era in grado di comandare la matita a fare tutte quelle curve. Quei contorsionismi sopra il foglio non erano alla sua portata.  Così, quando vi era costretto, sul quaderno abbozzava di malavoglia uno scarabocchio, lontano parente , quasi irriconoscibile, della lettera che la maestra aveva tracciato alla lavagna, e poi, subito a fianco a questa, segnava di sua iniziativa una serie di aste non richieste, almeno quattro o cinque, alla cui realizzazione dedicava un’attenzione spropositata.

Rise Camillo ripensando a quanto s’arrabbiava la maestra, non tanto per lo sgorbio della sua scrittura, quanto per quella bizzarra aggiunta arbitraria. Zuccone! Zucconeee!! E gli avrebbe spaccato volentieri il righello in testa, non fosse stata una persona pacifica.

Osservando le zucchine ormai quasi pronte e ancora perfettamente disposte sulla piastra nonostante le avesse rivoltate più volte, Camillo concluse che da un punto di vista squisitamente estetico le aste, e la replica che ne faceva ossessivamente ogni volta che doveva allineare degli oggetti, erano la cosa che gli era riuscita meglio nella vita.

38 Risposte a “zucchine e zucconi”

  1. endorsum 3 dicembre 2020 a 00:15 #

    😀 quando allineare diventa una forma d’arte del vivere.

    • massimolegnani 3 dicembre 2020 a 01:02 #

      eheh, così almeno la pensa Camillo 🙂
      ciao
      ml

      • endorsum 3 dicembre 2020 a 01:18 #

        ah, è un personaggio! ok 🙂 ciao

      • massimolegnani 3 dicembre 2020 a 01:36 #

        È un personaggio che ogni tanto uso come alter ego

      • endorsum 3 dicembre 2020 a 02:35 #

        giusto 🙂

      • massimolegnani 3 dicembre 2020 a 09:44 #

        🙂

  2. Alessandro Gianesini 3 dicembre 2020 a 00:17 #

    “Bei” ricordi! 😀

    • massimolegnani 3 dicembre 2020 a 01:03 #

      sì in fondo lui ne ride dello zuccone che era 🙂
      ciao Alessandro
      ml

  3. Donatella Calati 3 dicembre 2020 a 00:34 #

    Strepitoso! ricavare una “lezione di vita” partendo da aste e zucchine non è da tutti

  4. scribastonato 3 dicembre 2020 a 06:41 #

    Ho sentito il profimo6delle zucchine, il gesso sulla lavagna a far le aste, perfino gli sputacchi – ahimè – della maestra. Ancora Camilo, raccontaci ancora! 😊

  5. franco battaglia 3 dicembre 2020 a 07:50 #

    Visto che è specializzato avrà un gran bel patrimonio immobiliare!! 😉

    • massimolegnani 3 dicembre 2020 a 09:50 #

      sì, le casette del monopoli ben allineate sul tavolo 🙂
      ciao Franco
      ml

  6. unallegropessimista 3 dicembre 2020 a 09:20 #

    Mi hai fatto venire l’orticaria, che brutti ricordi.

    • massimolegnani 3 dicembre 2020 a 09:55 #

      per i primi giorni di scuola?
      sì, erano giorni duri, ora i bambini ci arrivano che sanno già usare le tastiere e leggere i messaggi, per noi invece era tutto un mondo nuovo
      un saluto 🙂
      ml

  7. tempodiverso 3 dicembre 2020 a 11:47 #

    Caro Camillo, questo è un colpo basso! Perché le aste ricordo di averle fatte anch’io, e prendere coscienza che era una roba da ‘medioevo’ è stata una vera e propria stilettata! 🙂

    • massimolegnani 3 dicembre 2020 a 13:31 #

      eheh, hai ragione, cara Cecil, le aste sono scomparse da parecchio tempo. Quando racconto a qualcuno appena più giovane di me dei quaderni che riempivamo di aste, quello ride come gli narrassi episodi incredibili dell’età della pietra!
      un sorriso
      ml

  8. Neda 3 dicembre 2020 a 13:17 #

    Il povero Camillo doveva avere una leggera disgrafia, cosa che lo ha reso sicuramente più sensibile e più intelligente (visti gli sforzi che avrà dovuto fare) della sua, per quanto pacifica, poco sensibile insegnante.

    • massimolegnani 3 dicembre 2020 a 13:44 #

      la tua diagnosi è esatta o quantomeno verosimile. Peccato che a quell’epoca la disgrafia non era contemplata, gli scolari erano divise in due sole categorie: i diligenti e gli…zucconi 🙂
      buona giornata, Neda
      ml

      • Neda 6 dicembre 2020 a 12:07 #

        Per troppo tempo dislessici e disgrafici sono stati considerati “zucconi” e l’insensibilità degli adulti li ha resi furiosi contro la scuola.

      • massimolegnani 6 dicembre 2020 a 14:26 #

        Sì, vero!

  9. ilmestieredileggereblog 3 dicembre 2020 a 17:22 #

    Ma Camillo ha tenuto duro, bravo!!

    • massimolegnani 3 dicembre 2020 a 19:10 #

      eheh..nel senso che continua imperterrito a fare aste 🙂
      ciao Pina
      ml

  10. Walter Carrettoni 3 dicembre 2020 a 18:27 #

    Rettilineo…

  11. vittynablog 3 dicembre 2020 a 21:52 #

    Camillo sarà anche stato uno zuccone, ma in quanto a precisione non lo batte nessuno!!! ❤

    • massimolegnani 3 dicembre 2020 a 23:38 #

      …purchè la precisione non l’abbia esaurita con le aste 🙂
      buona serata Vitty
      ml

  12. elettasenso 4 dicembre 2020 a 14:59 #

    Fare le aste è questione di estetica, di ordine nello spazio. Forse più vicine alla matematica che alla grammatica

    • massimolegnani 4 dicembre 2020 a 18:03 #

      ordine nello spazio, anche mentale.
      sono d’accordo con te
      ciao Eletta (anche qui neve)
      ml

  13. Maria 13 dicembre 2020 a 23:29 #

    Splendido 🙂 questo rivangare il passato da un momento presente e la chiusura che descrivere un modo di essere di una persona che è rimasta, se vogliamo, fedele a se stessa.

    • massimolegnani 14 dicembre 2020 a 10:49 #

      Camillo, o chi per esso, è rimasto ancorato alla cosa che meglio aveva imparato a scuola!
      e in questo senso è rimasto uguale a se stesso 🙂
      grazie, M.aria
      ml

      • Maria 14 dicembre 2020 a 15:45 #

        È vero! 😀
        Ciao Massimo 🌸

      • massimolegnani 14 dicembre 2020 a 18:44 #

        ciao 🙂

  14. quartopianosenzascensore 4 gennaio 2021 a 00:07 #

    La famosa “asta la vista”!!!
    😬
    Ops, scusa!
    😊

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