Archivio | gennaio, 2021

la capra della Vargas

30 Gen

                                      

by web

Non avevo mai letto nulla di questa giallista francese perchè a suo tempo aveva organizzato una campagna di supporto a Cesare Battisti, il terrorista, per evitare la sua estradizione dalla Francia. Questo fatto mi aveva infastidito così avevo messo all’indice la scrittrice e i suoi libri.  Ogni tanto qualcuno me ne parlava come di un’ottima giallista ma io tenevo duro. Poi ho letto una recensione elogiativa di Baricco, affascinato non tanto dall’intreccio delle sue storie quanto dal livello eccelso, così diceva, della sua scrittura. Ho deciso di offrirle una seconda possibilità e ho acquistato un suo libro a caso, Il morso della reclusa, edizioni Einaudi super ET.

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quinto piano senz’ascensore

28 Gen
dal web

                

Il palazzo settecentesco di piazza Filiberto aveva avuto il suo periodo di splendore e ancora adesso nonostante i ripetuti rimaneggiamenti e il diffuso grigiore della facciata manteneva una sua dignità, vagamente nobiliare.

Panfilio de Nittis ci passava davanti ogni mattina andando in banca, anziano impiegato dalla minima carriera, e sempre gli lanciava un’occhiata piena di ammirazione e desiderio, abitare lì sarebbe stato un riscatto dalla sua vita scialba. Non inganni il nome di famiglia altisonante, suo nonno, prima ancora che lui nascesse, aveva  provveduto a sperperare con metodo e costanza ricchezza e nobiltà fino al suicidio di prammatica e da lì i de Nittis non si erano più ripresi. Nonostante ciò suo padre gli aveva imposto quel nome impossibile, già appartenuto ai suoi antenati, nella speranza che fosse di stimolo a recuperare una posizione più consona nella società. Ma la cosa non aveva funzionato. Lui se lo portava addosso con rassegnazione, come un abito lussuoso pieno di rammendi e decisamente fuori moda.

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Cincinnato ter*

26 Gen
by c.calati

Cinico e cinereo

cincischiava coi bagagli.

Vennero da Roma due emissari:

A Cincinnato, ma ‘ndo vai?

A Cincinnati c’ho ‘no zio!

Ma l’America è lontana e ancora da scoprire,

ti facciamo ambasciatore in Cina.

Sì ci sto, la Cina è più vicina.

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il mondo oltre la collina

23 Gen
by c.calati

            

Camillo, mentre guidava senza meta nella pioggia, l’andatura lenta e i vetri appannati a isolarlo in una bolla, immaginava di superare il Monferrato, valicare l’Appennino, puntare deciso verso il mare per raggiungere una verginità di volti e borghi da fare suoi.
A dir la verità lui non amava il mare, tanto meno la Liguria, così difficile da ritrovare autentica tra gli aperitivi di Alassio e i condomini anni 60 di Camogli, quello che inseguiva era altro dai luoghi che sapeva. Sperava di arrivare oltre la pioggia, appena prima della costa, alla quiete di panni stesi nei paesi da un lato all’altro della strada, ai colori differenti delle case, ocra o rosso pompeiano un po’ scrostati, alle imposte verdi aperte verso il basso come palpebre annoiate, al bianchetto al banco di un oste con la barba di tre giorni e un sorrisetto consapevole. Quanto è distante il mare? gli avrebbe chiesto, dopo un silenzio sufficiente, contando su una risposta che non fosse di chilometri e mere indicazioni su una carta stradale. E l’oste l’avrebbe accontentato: Quel che basta per non vederlo ma saperlo appena oltre. Qui a sera arriva il sale, sperso nell’aria come nell’acqua della pasta.
Camillo, allora, con il bicchiere in mano, sarebbe andato fin sulla porta, scostando le listarelle di brutta plastica sgargiante: nella piazzetta ormai in ombra quattro ragazzetti inseguivano un pallone tra pugni e parolacce urlate per sembrare grandi, da qualche punto indefinito irrompeva una musica sguaiata, pochi corvi volteggiavano gracchiando dove avresti voluto vedere dei gabbiani, una ragazza di troppa carne e poca stoffa portava in giro un ombelico tremolante. Spettacoli incresciosi di piccole indecenze.

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l’isola che c’è

19 Gen
Stromboli, dal web

                        

Tinte calde alle pareti, arredo sobrio, locali luminosi, musica in sordina, pochi tavolini, ciascuno con la sua lampada da lettura, qualche divanetto tra gli scaffali dei libri, ogni cosa invitava a restare, una sosta che non fosse di minuti contati. Su un bancone a ferro di cavallo erano sparsi con elegante casualità stuzzicanti cabaret di paste, libri aperti, piccoli panini ai più svariati semi, book fotografici, zuccheriere, qualche bottiglia, volumetti di poesia. E al centro lei, Carlina, ad accogliere, offrire, consigliare, con una discrezione attenta ai bisogni dei clienti.

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le parole, preziose pietre

16 Gen
photo by margherita calati

Camillo trema allo spreco di parole, saluti-auguri-sputi-lazzi e Curiazi, come fossero risorse inesauribili e non le pietre preziose che lui pensa, pietre da conservare in cofanetti foderati di raso rosso e da mostrare raramente, solo a occhi amici.

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la fatica e la memoria

11 Gen
by c.calati

In quest’inverno pigro rivivo le avventure dei mesi passati a pedalare, mesi recenti o assai lontani, che la memoria fa dei singoli episodi un minestrone.

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parole che mancano all’appello

7 Gen
by c.calati

Quelle sbriciolatesi nel difficile passaggio dal sonno alla veglia, non sai se sogni o pensi, tutto è perfetto, lapidario, scolpito nel marmo della mente, ma quando arrivi al foglio sono trucioli di legno, segatura.

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senza E*

3 Gen
dal web

Non fu cosa gloriosa, d’accordo, ma andava fatta. Così lo castigai, in un modo un poco da vigliacco.

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