breve vilipendio della O

12 Feb
dal web

La O mi sta antipatica, punto.

D’altronde non si può piacere a tutti e non tutte ci piacciono, vocali, donne, giornate. E questa è una giornata no, perché mi sono svegliato con questo pensiero della O conficcato nel cervello.

Mi disturba la sua rotondità perfetta, da prima della classe, manco dovessimo essere tutti dei Giotto, che pure lui non mi era tanto simpatico. Mi s’inceppa la mano quando la scrivo, perchè non riesco ad agganciarla alle altre lettere, sta lì isolata e tronfia e tonda nella frase; lei non offre appigli, è scivolosa come la saponetta che ti sfugge nella doccia.

E poi è una vocale negativa, così ambiguamente simile allo zero, che già nel codice fiscale non so mai se quel segno rappresenti il numero o la lettera. D’accordo in aritmetica zero non è negativo, ma tu prova a svegliarti una mattina sentendoti uno zero perché hai fatto brutti sogni e dimmi se non inizi la giornata con il segno meno in testa.

Già nell’alfabeto si è posizionata pericolosamente accanto alla enne e quando queste decidono di unirsi vanno a formare la quintessenza della negazione, della bocciatura: NO!, qualunque cosa tu avessi chiesto o proposto, magari con dolcezza ed entusiasmo. NO! Che mortificazione!

E sarà un caso ma la O è l’iniziale di parole davvero sgradevoli: Odio, Ostruzione, Orrido, Onnipresente, Orco, sia come mezza imprecazione che come spauracchio per i bambini che eravamo, quelli di adesso dell’orco se ne fregano beatamente. Per non parlare di Ombrello e di Orologio, due parole patetiche, emblema dell’eterna illusione di avere sotto controllo il tempo, atmosferico o cronologico che sia. Perché basta un colpo di vento a stravolgere l’ombrello o un’emozione a far durare un secondo più di un’ora, con buona pace per le fette esatte che ha tagliato il tuo strumento al polso, come fosse il tempo una torta che la nonna  suddivide tra nipoti gelosi uno dell’altro.

Di bello la O ha solo la bocca che la scandisce, quel coincidere esatto tra la forma tonda che assumono le labbra nel pronunciarla e il segno analogo che hai tracciato sopra il foglio. Ti guardo mentre la dici, il mento spinto un poco avanti, le guance strette, le labbra a cerchio e vorrei che tu fumassi per far uscire nello stesso istante la vocale e un anello di fumo che lentamente svanisca nell’aria assieme al suono. Ti guardo e m’incanto felice alla tua bocca promettente, qualunque no in realtà tu mi stia rifilando.

31 Risposte a “breve vilipendio della O”

  1. alemarcotti 12 febbraio 2021 a 17:45 #

    Non ci avevo mai pensato… Me l’hai fatta stare antipatica anche a me adesso😌😅

  2. Cesare 12 febbraio 2021 a 19:08 #

    Bravissimo!

  3. dimaco 12 febbraio 2021 a 19:41 #

    Carissimo, questa volta mi trovi in disaccordo.
    La “o” è la vocale delle tante opzioni (guarda caso parola che comincia per o), e in un momento come questo è meglio avercene, e quindi è una vocale di libertà.
    E’ anche la vocale di “operaio”, la cui classe purtroppo non c’è più ma rappresentava la spinta dal basso al cambiamento della società.
    Sarebbe anche la vocale di “ottimismo” ma lì, vabbè, ho capito: lasciamo perdere.
    Comunque è sempre anche la vocale di “orgasmo”, che ogni tanto mica ci dispiace.
    Ma soprattutto è la vocale di “ooooooh!”: della meraviglia. Sarebbe bello meravigliarsi ancora, di tanto in tanto.

    • massimolegnani 12 febbraio 2021 a 22:17 #

      stupendo questo elogio della O in contrapposizione al mio vituperio
      e le parole che citi mi erano passate davanti mentre scrivevo il post e mi avevano fatto tentennare
      (poi ho deciso comunque di schiacciare l’acceleratore)
      felice del tuo intervento
      ciao Dimaco
      ml

  4. Walter Carrettoni 12 febbraio 2021 a 23:16 #

    Ohohoh, rido a mo’ di Babbo Natale giusto per usare la O. Bellissimo volo pindarico per sdrammatizzare una negazione.

  5. unallegropessimista 13 febbraio 2021 a 00:08 #

    Oooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

  6. coulelavie 13 febbraio 2021 a 07:41 #

    Ma guarda non c’era bisogno di prendersela con la povera “O”. Lei già sa che non piace a quasi nessuno. Dici che è altera perché si sente perfetta? Sì, ma quanto è sola? Chi se la struscia? Lei sa bene come e quanto altre lettere (per non parlare delle vocali, dove nella classifica di preferenza è piazzata meglio solo della “U”) la sovrastino in simpatia ed empatia. Che dovrebbe fare la poveretta? Suicidarsi? Non mi sembra il caso…
    E poi vogliamo forse cassare questa vocale in grado di esprimere quasi da sola la totalità del regno maschile nell’universo? Come faremmo se non ci fosse la “O”. D’accordo, spesso maschile fa rima con violenza e patriarcato, eppure deve pur esistere un modo capace di sprigionare mascolinità, no? Senza non potremmo proprio fare… 😉

    • massimolegnani 13 febbraio 2021 a 10:53 #

      divertente la tua perorazione della O che mi ha fatto capire il perchè della sua antipatia che provo a pelle: è quella sua mascolinità che mi urta.
      Io sono istintivamente proiettato verso il mondo femminile 🙂
      grazie lavie per il tuo intervento
      ml

  7. franco battaglia 13 febbraio 2021 a 11:21 #

    Ostrega che pOst!!

  8. vittynablog 13 febbraio 2021 a 15:37 #

    Io non posso dire che la o mi stia in antipatia, per il solo fatto che è la oh! Delle meraviglie! E siccome sono una che si meraviglia parecchio, mi chiedo come farei senza di lei! E dato che porto gli occhiali….come potrei scrivere senza? E come potrei chiedere ai miei figli di obbedire, se sparisse? E una volta che mi viene il mal di denti come farei senza il mio odontoiatra?

    Non ptretendo di scrivere una ode per questa o, ma almeno ringraziarlo per farmi essere qua con te oggi.Un caro saluto, ohilà!!! 🙂

    • Cesare 13 febbraio 2021 a 17:11 #

      Ciao, Vittynacrozza (se è questo il riferimento). Il fatto dell’odontoiatra mi lascia perplesso, vista la difficoltà che ho ad abituarmi alle poltrone del suo salotto.

      • vittynablog 13 febbraio 2021 a 17:38 #

        Oh Cesare! Vittynacrozza no davvero! Spero che nessuno veda teschi su cannoni leggendo il mio nome. Mi verrebbe un oh!!!! Di orrore! In quanto ad abituarsi alla poltrona dell’odontoiatra, neppure io mi ci siedo a cuor leggero
        , ma quando ci vo’ ci vo’. E il mio devo dire che è pure bravo.

      • Cesare 13 febbraio 2021 a 17:49 #

        Se è bravo, allora devi fargli una bella A, lavorerà meglio.

    • massimolegnani 13 febbraio 2021 a 17:12 #

      simpatica Vitty, concordo pienamente su ohh, che la meraviglia appartiene anche a me.
      un sorriso
      ml

  9. vittynablog 13 febbraio 2021 a 17:39 #

    Un sorriso anche a te,caro Massimo! 🙂

  10. newwhitebear 13 febbraio 2021 a 23:22 #

    un bel pezzo che descrive tutto il tuo non amore verso la O – come vedi non ho usato OdiO.
    Serena serata

  11. Anna Bernasconi Art 15 febbraio 2021 a 19:05 #

    Vedi, non conta tanto la “O” in se, conta chi te la propina e come te la propina… così alla fine ti sei felicemente incantato… Oooooooooooooh! 😂

    • massimolegnani 15 febbraio 2021 a 22:36 #

      hai proprio ragione, tutto dipende da chi te le propina, le O e il resto 🙂
      un caro saluto
      ml

  12. raccoltaedifferenziata 15 febbraio 2021 a 20:15 #

    Ottima argomentazione, ma non mi convinci…
    c’era un circoletto zen nel tuo scritto precedente! 😉
    secondo me è il no che sta antipatico 🙂

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