amo ciò che curva e non conclude

19 Feb
c.calati

                                

Mi attira tutto ciò che curva e non conclude, il suo restare  aperto, così disposto all’utopia dell’impossibile, la sua rinuncia a completare un compitino che piacerebbe solo alla maestra.

 Ho in odio il tondo chiuso, la precisione scontata del compasso, la sua scolastica accademia, la costrizione del collare e la finta libertà della corona, il ticchettio dell’orologio che è cerchio perfido anche se lo chiamano quadrante per sviare l’attenzione, il “tutto incluso” dentro un circoletto che sa di venditore truffaldino, la O di Giotto, implacabile e perfetta, i circoli del bridge e quelli nautici, viziosi e chiusi, i cerchi dei divieti e i cinque cerchi d’ipocrisia olimpica, la luna esagerata quando è piena, la botte tonda quando è vuota.

Sì, ho una languida ossessione per la linea curva, che sia la striscia bianca sul nero dell’asfalto su cui piegare le due ruote senza sapere cosa ti aspetta oltre o sia il profilo del tuo culo da sfiorare con un dito, oppure il petto bianco della gazza che curvilineo rasenta l’ideale, che sia il seno femminile quando è piccolo o la gobba della neve sopra il masso quando è grande,  la sinuosità dell’orbettino al sole o il ventre teso di una madre allo scadere del suo tempo, che sia la doppia ansa del Danubio a Schlogen dove sembra ripensarci girando su se stesso come rifiutasse un percorso già segnato per tornare alla sorgente o il movimento vago di una mano all’aria che spiega il dubbio più della parola, che sia il segno sulla tela col pennello di Mirò o la sottile linea bianca al primo quarto, quando il cielo è altrimenti nero, che sia la grazia di una virgola in un brano che ti prende, pausa necessaria nell’incanto, l’inarcarsi di vecchie sopracciglia per un ultimo stupore o il primo incanto del bambino che ancora non conosce il trucco.

Che sia quello che vuoi, in ogni caso e sempre la linea curva mi commuove.

Amo il suo astrarsi dalla concretezza per volare in alto e altrove, amo la sua timida arroganza, l’accenno a una perfezione a cui rinuncia.

Quel sommesso dirti forse sarei in grado, ma già così mi pare troppo.

57 Risposte a “amo ciò che curva e non conclude”

  1. titti onweb 19 febbraio 2021 a 00:10 #

    Come i cerchi sempre aperti!!⭐⭐⭐⭐

  2. le hérisson 19 febbraio 2021 a 00:11 #

    e io sono d’accordo con ogni singola parola di questo tua meraviglia di poesia in prosa.
    buona serata, Massimo
    cb

  3. Cesare 19 febbraio 2021 a 00:23 #

    Sì, non mi sembri un tipo da Olimpiadi. Ma forse, distrattamente, ne hai già vinta qualcuna.

    • massimolegnani 19 febbraio 2021 a 10:10 #

      distratto come sono, se ne ho vinte non me ne ricordo 🙂
      ciao Cesare
      ml

  4. Ehipenny 19 febbraio 2021 a 00:55 #

    Ma che meraviglia hai scritto! Pensare che dalle prime righe ho pensato “no, io ho sempre preferito i cerchi, le linee sicure, quelle apparentemente perfette”, ma ora mi hai fatto vedere le linee curve sotto una nuova luce

    • massimolegnani 19 febbraio 2021 a 10:14 #

      che bello, sono contento di averti prospettato un altro punto di vista 🙂
      grazie Penny per l’apprezzamento
      ml

  5. sibillla5 NADIA ALBERICI 19 febbraio 2021 a 07:10 #

    bellissima!!!!!

  6. Elish_Mailyn 19 febbraio 2021 a 08:58 #

    Sublime, come sempre 😍😍😍

    • massimolegnani 19 febbraio 2021 a 10:16 #

      grazie Elish!
      ben ritrovata 🙂 🙂
      ml

      • Elish_Mailyn 19 febbraio 2021 a 10:30 #

        Ogni tanto passo…più per leggervi che per scrivere…ma ci sono😊

      • massimolegnani 19 febbraio 2021 a 10:55 #

        sono contento 🙂

  7. Walter Carrettoni 19 febbraio 2021 a 09:34 #

    Io contro i cerchi chiusi non ho niente, figuriamoci, anzi, ho un sacco di amici che sono cerchi chiusi… 😁
    Battute a parte, come sempre uno scritto perfetto.

    • massimolegnani 19 febbraio 2021 a 10:18 #

      già, anche gli amici, i gruppi, sono a volte cerchi chiusi, più o meno magici 🙂
      grazie Walter
      ml

  8. Giuliana 19 febbraio 2021 a 09:37 #

    … una mente che non sa volare

    • massimolegnani 19 febbraio 2021 a 10:19 #

      che piacere ritrovarti Giuliana
      un abbraccio
      ml

      • Giuliana 19 febbraio 2021 a 15:11 #

        È un periodo oscuro, ogni tanto però esco dalla tana

      • massimolegnani 19 febbraio 2021 a 15:38 #

        stringi i denti 🙂

      • Giuliana 19 febbraio 2021 a 15:52 #

        Lo faccio. Un abbraccio 😊

      • massimolegnani 19 febbraio 2021 a 17:35 #

        ..a te 🙂

  9. fleurerose 19 febbraio 2021 a 12:36 #

    Leggo e mi commuovo. Ogni parola risuona dentro di me, profondamente.

  10. ilmestieredileggereblog 19 febbraio 2021 a 12:39 #

    Riflessione che condivido in pieno, solo che io non avrei saputo scriverla così bene…. l’imperfezione mi è molto familiare…..

    • massimolegnani 19 febbraio 2021 a 13:21 #

      vediamola così: l’imperfezione non è un difetto ma una rinuncia (voluta) all’esagerazione 🙂
      un abbraccio, Pina
      ml

  11. vittynablog 19 febbraio 2021 a 15:54 #

    Massimo, io non mi sono mai posta questo dilemma, penso siano utili tutti e due. Immagina se le ruote della tua amata bicicletta facessero una curva che non conclude, come faresti a farti i tuoi bei giri intorno ai laghi, sulla montagna? Ovvia, su rifai la pace con i cerchi che tanto ti fanno divertire durante le tue escursioni!!!! 🙂

    • massimolegnani 19 febbraio 2021 a 17:38 #

      eheh, hai ragione, io mi pongo dilemmi assurdi, anche le ruote servono 🙂
      grazie per la canzone in bicicletta 🙂
      ciao Vitty
      ml

  12. Neda 19 febbraio 2021 a 19:11 #

    Stupendo brano, pura poesia.

    • massimolegnani 19 febbraio 2021 a 20:46 #

      oh, grazie davvero, Neda.
      contento che ti sia piaciuto
      buona serata
      ml

  13. newwhitebear 19 febbraio 2021 a 19:12 #

    sei un curvilineo 😀
    La curva può tradire se non si vede cosa sta dietro.

  14. franco battaglia 20 febbraio 2021 a 10:13 #

    Strano però, perché chi escursiona, corre a piedi e in bici, in un certo senso ama gli “anelli”, il chiudere il cerchio.. non scorderò mai – quando non era ancora vietato, ma comunque pericolosissimo – un nostro giro di raccordo anulare a Roma in bici, da giovincelli sbruffoni e spavaldi.. ma partire in una direzione, e tornare nello stesso punto da quella opposta, comporta una speciale investitura di semionnipotenza difficilmente replicabile.. ahah.. che ricordi!

    • massimolegnani 20 febbraio 2021 a 10:34 #

      giusta osservazione, però anche in quel caso specifico mi disturba un po’ chiudere l’anello, tornare al punto di partenza, devio, scantono, allungo il giro come ad evitare un destino ineluttabile.
      buon week-end Franco
      ml

  15. elettasenso 20 febbraio 2021 a 18:09 #

    Bellissimo pezzo 🌷

  16. Bloom2489 21 febbraio 2021 a 22:04 #

    L’ultima frase tradisce una tenerezza, una fragilità, qualcosa di simile alla sindrome dell’impostore, quella di chi raggiunge un bel risultato ma poi lo attribuisce alla fortuna perché non pensa di meritarsi quel successo. Sicuramente non mi sento un cerchio. Quella frase è arrivata pericolosamente vicina 🙂

    • massimolegnani 21 febbraio 2021 a 22:50 #

      mi piace molto questo tuo intervento che accarezza con delicatezza l’essenza di questo mio “farneticaio”: è vero, in quelle parole c’è la sindrome dell’impostore, ma anche un certo orgoglio della linea curva per quell’incompletezza che non fa essere un cerchio 🙂
      ml
      (considerala una dote il non sentirti cerchio)

      • Bloom2489 21 febbraio 2021 a 23:07 #

        All’orgoglio ci si arriva quando quella curva incompleta non è più un senso di colpa
        Grazie 🙂

      • massimolegnani 21 febbraio 2021 a 23:18 #

        infatti, il brano punta ad annullare il senso di colpa 🙂
        (grazie a te)

  17. PuroNanoVergine 22 febbraio 2021 a 15:02 #

    Complimenti, un brano scritto molto bene.
    Non so se condividere la tua avversione per il cerchio, impegnato come sono a costruire una quadratura che al cerchio si “ispira” -)

    • massimolegnani 22 febbraio 2021 a 15:52 #

      il cerchio è già impegnativo di per sè, farlo quadrare sfiora l’impresa disperata, auguri 🙂
      ciao e grazie dell’apprezzamento
      ml

  18. pino 22 febbraio 2021 a 15:42 #

    Posso dirti solo una cosa: non potrei mai essere un cerchio. La perfezione mi spaventa. Si, meglio essere una curva, con le sue incertezze e i suoi dubbi. La curva è più umana…:)

    • massimolegnani 22 febbraio 2021 a 15:54 #

      eheh, Pino, noi non siamo fatti per esser cerchi, ma curve e linee a tratteggiare l’incertezza 🙂
      un simpatico saluto
      ml

  19. alessandra 23 febbraio 2021 a 02:00 #

    Quanta bellezza nel rinunciare alla perfezione, a voler chiudere il cerchio, e imparare a godere del presente.
    Meraviglioso 👏🏻

    • massimolegnani 23 febbraio 2021 a 10:31 #

      grazie Alessandra per le tue entusiastiche parole, mi hanno fatto piacere.
      buongiorno 🙂
      ml

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