breve storia del pollice

23 Feb
c.calati

                                                              

Mi è venuto questo vezzo di tenere il pollice infilato tra indice e medio. Non saprei dire quando e come abbia cominciato, credo non da molto, ma so che ultimamente il gesto si è fatto più frequente; appena le mani sono libere da impegni ecco che il pollice si pone nel tepore delle altre due dita, come un gatto che d’istinto si rifugia nell’angolo più confortevole della casa.

Credevo fosse una prerogativa (una mattana) esclusivamente mia finchè un giorno mia sorella, memoria storica della famiglia, vedendomi in quella posa, mi ha fatto presente che papà aveva il medesimo atteggiamento, per esempio quando sedeva a capotavola in attesa che mamma scodellasse la pasta nei piatti. Ha aggiunto che era l’atto finale di un gioco che ci faceva, quello di appoggiarci indice e medio piegati sul naso e fingere di staccarcelo, mostrandoci poi il pollice tra le due dita come fosse il naso rubato.

Io naturalmente di tutto questo non conservo memoria alcuna, ma il problema adesso è un altro: a chi ho strappato il naso senza più restituirlo?

48 Risposte a “breve storia del pollice”

  1. Un cielo vispo di stelle 23 febbraio 2021 a 10:29 #

    E’ incredibile questa cosa dell’ereditarietà delle pose (a nostra insaputa)… Anch’io ne ho intercettata qualcuna in famiglia…

    • massimolegnani 23 febbraio 2021 a 17:25 #

      sì, assorbiamo atteggiamenti e parole caratteristiche dell’ambiente familiare e poi ne dimentichiamo l’origine.
      ciao Paolo!
      ml

      • Un cielo vispo di stelle 23 febbraio 2021 a 19:15 #

        Io nutro il sospetto che ci sia qualcosa di più recondito dell’apprendimento diretto. Mi riferisco ad atteggiamenti davvero simili fra persone che non si sono (quasi) mai frequentate. Io stesso ho scoperto di assumere una posa (in piedi, mani giunte sul ventre) in tutto simile a quella di un mio zio, che davvero ho frequentato pochissimo… Da lì il sospetto che ci possa essere una predisposizione innata… Mah!

      • massimolegnani 23 febbraio 2021 a 19:30 #

        questo è interessante e va oltre le leggi strette dell’ereditarietà 🙂

  2. Alessandro Gianesini 23 febbraio 2021 a 10:55 #

    E’ stata la prima cosa che ho pensato vedendo l’immagine: di chi è quel naso?
    Noi non ci conosciamo, ma per sicurezza ho dato un’occhiata: ce l’ho! 😉

    • massimolegnani 23 febbraio 2021 a 17:26 #

      eheh, no il naso non è tuo, lo si vede bene che ce l’hai nella tua foto 🙂
      ciao Alessandro
      ml

  3. quartopianosenzascensore 23 febbraio 2021 a 10:55 #

    Ma che bello.
    Abbiamo scolpiti dei gestì nella memoria che poi, piano piano, ritornano.
    Leggerlo mi ha messo di buonumore

    • massimolegnani 23 febbraio 2021 a 17:28 #

      bene! sono contento della ventata di buonumore che ti fatto arrivare 🙂
      buona giornata, Maura
      ml

  4. vittynablog 23 febbraio 2021 a 11:40 #

    Anche il mio naso è al suo posto!!! Per noi toscani questo segno si chiama fare la castagna e funge da portafortuna. Insomma se pensi che qualcuno ti auguri qualcosa di male, si fa la castagna e addio brutto augurio!!! 🙂

    • massimolegnani 23 febbraio 2021 a 17:30 #

      non conoscevo la storia della castagna, mi piace 🙂
      ciao Vitty
      ml

  5. ilmestieredileggereblog 23 febbraio 2021 a 12:29 #

    Non vorrei dirlo ma…. questo gioco me lo faceva sempre il nonno….

    • massimolegnani 23 febbraio 2021 a 17:32 #

      sì, poi ci ho ripensato e ho immaginato che fosse un gioco diffuso.
      la cosa curiosa è che che a me è rimasto solo quel gesto, scisso dal gioco 🙂
      buona giornata, Pina
      ml

      • ilmestieredileggereblog 23 febbraio 2021 a 17:34 #

        più che altro…. il messaggio subliminale…. aveva a che fare con le generazioni…..

      • massimolegnani 23 febbraio 2021 a 19:28 #

        dalle generazioni precedenti spesso apprendiamo senza esserne coscienti 🙂

  6. Giuliana 23 febbraio 2021 a 13:04 #

    Basta andare in giro e cercare tutti quelli senza naso 😄 Lo facevano anche da bambina e siccome io non lo trovavo affatto divertente non l’ho mai fatto a nessuno. Ma io sono sempre stata controcorrente, anche da bambina.

    • massimolegnani 23 febbraio 2021 a 17:34 #

      in effetti sono pochi i bambini a cui quello scherzetto piace, si divertono più gli adulti a proporlo 🙂
      buon pomeriggio, Giuliana
      ml

  7. teti900 23 febbraio 2021 a 13:13 #

    se ricordo bene nella simbologia della mano il pollice è l’ego… il nasconderlo potrebbe far magari pensare a una difficoltà, ma la stranezza della punta che sfugge direi che rende più l’idea di un tratto spensierato che tende a emergere ad ogni costo… (‘fammi na ricarica’ da 20 euro per la consulenza spicciola, grazie:)

    • massimolegnani 23 febbraio 2021 a 17:37 #

      mi piace soprattutto la seconda parte della tua interpretazione simbolica e per questa ti faccio volentieri una ricarica 🙂
      ciao Teti
      ml

  8. titti onweb 23 febbraio 2021 a 13:52 #

    Ciao Massimo! È pazzesco quando vedi le stesse posizioni, modi di fare, ma soprattutto queste piccolissime cose uguali tra persone che sono cresciute insieme 🔝

  9. unallegropessimista 23 febbraio 2021 a 15:27 #

    Sicuramente a un bambino

  10. coulelavie 23 febbraio 2021 a 15:40 #

    Io delle volte traggo “piacere”(?) a stare con le dita incrociate. Non solo indice e medio, ma anche anulare e mignolo. 😀

    • massimolegnani 23 febbraio 2021 a 17:40 #

      sì, anche quello è un gesto confortante 🙂
      ciao “lavie”
      ml

  11. Cesare 23 febbraio 2021 a 16:09 #

    Ai tempi di Dante si chiamava far le fiche, gesto offensivo per colui al quale era rivolto.

    • massimolegnani 23 febbraio 2021 a 17:42 #

      tu getti una nuova luce su quell’atteggiamento, e ti dirò che il riferimento non mi dispiace affatto 🙂
      grazie Cesare
      ml

      • Cesare 23 febbraio 2021 a 23:59 #

        Per Freud sarebbe uno scherzare con il complesso di castrazione, con risultato forse rassicurante forse preoccupante…

      • massimolegnani 24 febbraio 2021 a 00:01 #

        eheh, opto per il rassicurante 🙂

  12. sibillla5 NADIA ALBERICI 23 febbraio 2021 a 16:38 #

    eh io ricordo il giochino….

  13. franco battaglia 23 febbraio 2021 a 19:34 #

    Questo del naso rubato è un giochino che ricordo da secoli.. me lo facevano i nonni e io mi spaventavo sempre, nonostante si palesasse poi come il solito gioco di prestigio.. visto che comunque sono proprietario di una discreta nasca (che Dio te l’accresca, si suol dire a Roma) magari era meglio che tra un prestige e un altro, un pezzettino sparisse davvero.. ahah

    • massimolegnani 23 febbraio 2021 a 19:46 #

      eheh
      io l’universalità del giochino l’avevo rimossa, mentre scrivevo il pezzo credevo fosse un’esclusiva della mia famiglia 🙂
      ciao Franco
      ml

  14. alemarcotti 23 febbraio 2021 a 20:23 #

  15. cuoreruotante 25 febbraio 2021 a 02:28 #

    Che dolce scoperta ☺️

    • massimolegnani 25 febbraio 2021 a 10:06 #

      eheh, un po’ è stata la scoperta dell’acqua calda, che il gioco è assai diffuso, ma probabilmente solo familiare quel persistere dell’atteggiamento del pollice anche fuori dal giochetto 🙂
      ciao Cuore, un sorriso
      ml

  16. newwhitebear 25 febbraio 2021 a 22:21 #

    Tua sorella racconta il vero. Anche mio padre si comportava così.
    A chi hai staccato il naso? Guardati allo specchio, forse è il tuo.

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