comunque

8 Mar
c.calati

                                                         

Già dalle prime volte avevo notato come lei usasse quella parola un po’ a casaccio, non per controbattere una mia affermazione, o per aprire o chiudere un suo discorso. No, la usava in modo bizzarro, dopo un silenzio che si faceva pesante, e la faceva seguire da altro, inquietante, silenzio. Comunque, e si accendeva una sigaretta che poi fumava con una perplessità muta. Oppure, Comunque, diceva, e si alzava dalla panchina per andare via salutandomi con un cenno della mano.

Sì, l’avevo conosciuta su una panchina di quel misero parchetto che c’è al Giambellino. Non l’avevo abbordata io, io ero già lì, impegnato a inseguire nella mia testa trame di improbabili racconti, in pratica ero sfaccendato come sempre, lei si era seduta all’altro estremo con un gattino in braccio, una distanza consona alla sua riservatezza. Non sembrava proprio il tipo che attacchi a parlare con uno sconosciuto e infatti nonostante le proponessi il mio profilo migliore, il sinistro privo di cicatrici e ingentilito da un raggio di sole, mi ignorò bellamente, tutta presa dal suo animaletto. Gli parlava e lo coccolava sbaciucchiandolo di continuo, ma lui non sembrava gradire tutte quelle smancerie. Ogni tanto sentivo un suo miagolio soffocato. A un certo punto il piccolo felino ne ebbe abbastanza, si divincolò graffiandole una mano e fece un balzo verso la libertà. Ma la bestiola, poco esperta in acrobatiche fughe, completò il balzo proprio addosso a me che fui lesto ad agguantarlo e a restituirlo alla sua padrona.

Fu così che ci conoscemmo. Seppi il nome del gatto prima del suo.

 A quello seguirono altri incontri, i primi casuali, abitava anche lei in zona, i successivi concordati con cauta curiosità, cinema, cenette in trattoria, uscite per acquisti. La mia era una lentissima marcia d’avvicinamento verso una conoscenza più soddisfacente, che però non raggiunsi mai. Già, perchè lei, anche se sembrava gradire la mia compagnia, restava vaga nei propositi, indecifrabile negli atteggiamenti. Quando mi facevo più intraprendente con proposte più ardite, non sempre decenti, lei guardando fisso davanti a sé, che fosse lo schermo del cinema, il traffico di strada o la facciata dell’ospizio in fondo al viale, immancabilmente mi smontava con quell’unica parola soffiata al vento: Comunque!

E poi silenzio.

32 Risposte a “comunque”

  1. unallegropessimista 8 marzo 2021 a 23:32 #

    Comunque ti saluto.

  2. vittynablog 9 marzo 2021 a 00:15 #

    Comunque non sarà stato il momento più adatto!!!! 🙂

    • massimolegnani 9 marzo 2021 a 01:26 #

      secondo me quella parola era un NO buono per tutte le stagioni:)
      Buonanotte Vitty
      ml

  3. Cesare 9 marzo 2021 a 01:39 #

    Anche il gatto ha diritto alla sua libertà.

    • massimolegnani 9 marzo 2021 a 09:29 #

      Sicuramente e ti dirò che dei tre era quello con le idee più chiare 🙂
      Ciao Cesare
      ml

  4. coulelavie 9 marzo 2021 a 10:55 #

    Questo mi ricorda la querelle su (attenzione, sto per mettere parolacce, ma tant’è: visto che la questione è inerente queste, non le posso proprio censurare!)… “mecojoni” e “sticazzi”, che al nord non è detto che usino nel migliore dei modi… 😀

    • massimolegnani 9 marzo 2021 a 11:19 #

      ahah, hai tradotto perfettamente il significato recondito di comunque 🙂
      ciao
      ml

  5. rodixidor 9 marzo 2021 a 11:07 #

    Gli avverbi sono una via diretta al pensiero vero, quello taciuto, quello nascosto. Bisogna ascoltare in un discorso solo gli avverbi, estrapolarli, cercarli, setacciarli e raccoglierli come un cercatore di pepite d’oro, sono l’essenza del discorso. Sono la verità, l’inconscio. Così i suoi “comunque”, congiunzioni avverbiali, forse erano voltar pagina, di sicuro erano considerazioni in un suo discorso intimo che in maniera carsica le emergevano sulle labbra. Dovresti indagare sui suoi “comunque”, gli avverbi non sono mai fuori posto. Il significato lo devi trovare tu però, può avere tanti significati: Comunque sono qua. Comunque quello è un altro discorso. Comunque mi accendo una sigaretta. Comunque preferirei tacere ….

    • massimolegnani 9 marzo 2021 a 11:21 #

      rodix sei un grande, mi hai aperto un mondo
      sì, l’avverbio è stile di vita
      indagherò 🙂
      ml

  6. pino 9 marzo 2021 a 17:21 #

    E’ come il “preferirei di no”, ripetuto in ogni occasione da quel personaggio uscito dalla penna di Melville “Bartleby lo scrivano” 🙂

    • massimolegnani 9 marzo 2021 a 18:03 #

      esatto! il richiamo a Bartleby e al suo sfiancante preferirei di no è perfetto.
      grazie Pino
      un caro saluto
      ml

  7. elettasenso 9 marzo 2021 a 20:32 #

    Che bello questo racconto così sfumato in un “comunque”… 🌷

  8. maxilpoeta 9 marzo 2021 a 21:31 #

    conosco il genere di donne, spesso complicate, con le quali non riesci mai ad andare oltre qualche parola..
    Ottima narrazione..

  9. newwhitebear 9 marzo 2021 a 22:04 #

    Comunque… è un bel racconto. Non sono rimasto in silenzio 😀
    Una piccola storia nata per caso e proseguita per caso.

  10. Giuliana 10 marzo 2021 a 08:38 #

    Conosco il genere, mia sorella è così anche se lei usa il termine “vabbè”. Dopo lunghissimi anni ancora sono in dubbio se con questa parola manda a quel paese o se apre un ventaglio di possibilità a noi oscure 😄

    • massimolegnani 10 marzo 2021 a 09:46 #

      già, confondono le acque e disorientano l’interlocutore, però lo fanno senza malizia,
      a volte nemmeno loro sanno se intendevano il bianco o il nero 🙂
      buona giornata Giuliana
      ml

      • Giuliana 10 marzo 2021 a 12:27 #

        Vero, probabilmente è solo incertezza 😊

      • massimolegnani 10 marzo 2021 a 16:24 #

        sì 🙂

  11. whitebutterfly 11 marzo 2021 a 16:53 #

    Beh, il massimo direi. Peggio di una cosa detta senza peli sulla lingua. La scultura del disegno è tua?

    • massimolegnani 11 marzo 2021 a 16:59 #

      è vero, più significativa che una frase stizzita fuori dai denti.
      No non è mia, l’ho fotografata durante una passeggiata in montagna, però mi ci rivedo nel fisarmonicista cantastorie
      ciao Lila
      ml

  12. amleta 14 marzo 2021 a 10:15 #

    Immagino se lei avesse potuto guardare dentro la tua mente e vedervi il groviglio dei racconti dai quali sarebbe uscito pure quello su di lei…. 😅

    • massimolegnani 14 marzo 2021 a 10:44 #

      …forse non si sarebbe limitata a un delicato comunque 🙂
      buongiorno Amleta
      ml

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: