7 momenti A pedali

23 Mar
by c.calati

                                                

                                                               Andare

Pedalare è un po’ imparare e un po’ morire, ha detto qualcuno. Non l’ha detto? Bè, avrebbe dovuto, perché in bicicletta c’è sempre un mondo da conoscere, volti da ricordare, errori da ripetere, come mai fatti. Quasi fatali.

                                                             Il tifoso

Sto risalendo la valle, lunga e faticosa. Entro nell’ultimo paese, case scoscese che sembrano sul punto di scivolare verso il fondo. Un signore incappottato, io sono in maglietta e sudo, osserva dal marciapiede il mio lentissimo passaggio. Quando gli passo accanto sento che bisbiglia bravo, bravo. È come se lui, ad occhio mio coetaneo e la cui unica attività fisica credo sia la passeggiata fino all’edicola, mi avesse eletto a suo nobile rappresentante di categoria. Ora ho un motivo in più per arrivare fino in cima.

                                                        Acqua dolce

Sono un ciclista d’acqua dolce. Datemi un lago da costeggiare, un fiume come compagno, un torrente alpino da risalire, anche solo un ruscello da seguire e sarò felice. Acqua dolce, che il sale ce lo metto io, a gocce di sudore.

                                                       Salita all’alto colle

L’aria rarefatta sfarina i miei pensieri, non ci sono più pini a farmi ombra e darmi ossigeno. Sono solo senza più un me stesso razionale che mi guidi o che mi fermi. Allora salgo con una lentezza estrema, è un centellinare forze come cucchiate di minestrone alla mensa dei poveri.

                                                             Bici in inverno

Il bello dell’inverno è che non sudi. Sarà, ma dopo una breve galoppata mi sento come quei cavalli avvolti nel vapore della loro fatica, sai quando all’arrivo gli buttano sopra una coperta a che non schiantino. Io m’infilo un altro pile prima del panino.

                                                         Le formiche

Con la scusa della fame mi ero fermato sullo slargo di un tornante, in realtà era una resa alla fatica. Seduto sulla spalletta del parapetto sgranocchiavo una barretta e intanto guardavo giù verso il fondovalle, centinaia di metri sotto di me. Osservavo le persone, esseri minuscoli, svolgere le proprie attività, spesa, lavoro, ozio, senza che arrivasse fino a me alcun rumore dal paese. Per quanto fossi spossato, provai una sensazione inebriante di potere: con la mia fatica mi ero elevato sopra il mondo delle formiche, lo dominavo dall’alto.

                                                  La piena dell’Inn

Primavera, ma pioveva da giorni in Baviera, un maltempo feroce, molto tedesco, preannunciato e puntuale. Noi non avevamo voluto modificare i nostri piani, così ora pedalavamo battuti dal vento e da scrosci di pioggia, su una ciclabile ridotta a un pantano e lambita dalle acque minacciose del fiume. Insomma, un’impresa senza senso da perfetti imbecilli.

A un certo punto le ruote mi sprofondano in un fango sabbioso. Ogni tentativo di togliermi di lì peggiora la situazione perché sceso dalla bici anche i miei piedi sono risucchiati da quella specie di sabbie mobili. Una scena drammatica e comica, infatti il mio compagno di viaggio, al sicuro su una zolla di terreno solido, ride come un matto. Io sono preso dal panico, quando sollevo una ruota l’altra sprofonda e peggio fanno le mie gambe, ne libero una, l’atra viene risucchiata fino al ginocchio. Una sensazione orrenda da girone infernale. Quando Mauri si decide ad aiutarmi finisce anche lui nel fango, ma non smette di ridere. Alla fine in qualche modo ne usciamo, stravolti dallo sforzo prolungato. La sabbia s’è infilata dappertutto, addosso a noi, negli ingranaggi delle bici, negli indumenti riposti nelle sacche. Il viaggio è compromesso e anche il ritorno alla macchina distante un centinaio di chilometri non sarà una passeggiata.

Ancora oggi Mauri ogni tanto mi dice, ti ricordi quella volta? E ride. Io no.

28 Risposte a “7 momenti A pedali”

  1. BD 23 marzo 2021 a 00:14 #

    per me di sicuro pedalare è un po’ morire….

  2. Alessandro Gianesini 23 marzo 2021 a 07:24 #

    Sai raccontare bene il tuo modo di vivere il mondo della bicicletta: grazie 😊

  3. Cesare 23 marzo 2021 a 08:41 #

    Ben scritto, poetico, egocentrato. Solo qualcun altro ti salva dalle sabbie mobili dell’egocentrismo.

    • massimolegnani 23 marzo 2021 a 10:47 #

      anche l’autoironia un po’ mi salva (dall’egocentrismo) che sono il primo a ridere delle mie disavventure, anche se sostengo il contrario 🙂
      grazie Cesare
      ml

      • Cesare 23 marzo 2021 a 12:23 #

        L’autoironia ci permette di respirare.

      • massimolegnani 23 marzo 2021 a 12:51 #

        è così! diversamente verremmo soffocati dalla nostra stessa boria 🙂

  4. franco battaglia 23 marzo 2021 a 09:09 #

    Dei miei tempi andati di bici invernale, con gli antichi ferma pedali a gabbietta, non scorderò mai il mio tornare a casa con i piedi praticamente congelati, che iniziavano a sciogliersi solo quando mi immergevo nella vasca d’acqua calda.. potevo fare tutti i chilometri che volevo, al freddo, ma i piedi rimanevano ghiacci, nonostante anche la classica busta di plastica tra due calzini.. che tempi ragazzi.. ora che ricomincio.. è il sedere a gridare epiteti irripetibili.. 😉

    • massimolegnani 23 marzo 2021 a 10:50 #

      eh le mani e i piedi sono il punto debole d’inverno per quanto le proteggi.
      quanto al sedere devi avere pazienza e sofferenza finchè non ci formi letteralmente il callo 🙂
      buona giornata, Franco
      ml

  5. unallegropessimista 23 marzo 2021 a 09:25 #

    Anch’io ho riso.

    • massimolegnani 23 marzo 2021 a 10:52 #

      eheh, le disavventure altrui sono comiche, c’è poco da fare 🙂
      un saluto, Allegro
      ml

  6. pino 23 marzo 2021 a 09:33 #

    Qualcuno ha detto che non si smette di pedalare quando si invecchia, si invecchia quando si smette di pedalare. E tu, caro amico, non invecchierai mai 🙂

    • massimolegnani 23 marzo 2021 a 10:53 #

      mi piace l’aforisma che citi, Pino
      cercherò di applicarlo finchè posso 🙂
      ciao, amico mio
      ml

  7. Neda 23 marzo 2021 a 15:56 #

    So che mi ripeto, ma mi piace davvero come scrivi: l’uso di ogni vocabolo, la costruzione della frase e del periodo, la dolcezza dei sentimenti e quel poco di ironia che condisce il tutto. Leggerti è un vero piacere. Grazie.

    • massimolegnani 23 marzo 2021 a 16:53 #

      Neda, ripetiti pure all’infinito che sono musica per me le tue parole 🙂
      un abbraccio e un grazie
      ml

  8. vittynablog 23 marzo 2021 a 16:25 #

    Io con la bicicletta sono un po’ una frana… ho paura a muovermi nel traffico e finisco, quando la uso, di portarla a mano. Però per un periodo la bici ha voluto dire vita, libertà. Ti racconto una cosa che non credo di aver mai raccontato a nessuno. Ma ormai sono trascorsi un bel po’ di anni, quindi si può dire. Ero una ragazzina ed ero fidanzata ( fuori ) col mio attuale marito. Ma data la sua maggiore età ( 15 anni ) di me, non era ben visto in casa mia. Dunque mi feci regalare per un mio compleanno una bicicletta di quelle pieghevoli, era un amore! Arancione. Il pomeriggio la prendevo e dicevo che andavo a fare un bel giro…invece mi aspettava il mio fidanzato. Chiudevamo la bici, la mettevamo nel portabagagli e via….a trascorrere un bel pomeriggio insieme. Mamma non l’ha mai saputo, altrimenti la bici me l’avrebbe volata in ferrovia ( abitavamo nelle palazzine lungo la ferrovia )

    • massimolegnani 23 marzo 2021 a 16:54 #

      eheh, vedi che la bicicletta è utile e fa bene 🙂
      ciao Vitty
      ml

  9. elettasenso 23 marzo 2021 a 20:14 #

    Bella e davvero originale questa cronaca di pedale 🌷❤️

    • massimolegnani 23 marzo 2021 a 22:02 #

      grazie Eletta, ho voluto mettere insieme alcuni brevi episodi che mi sono rimasti nella memoria 🙂
      buona serata
      ml

  10. newwhitebear 23 marzo 2021 a 22:38 #

    Mauri è un vero sadico. Ridere delle disgrazie altrui.
    Pensieri da fatica, perché pedalare è fatica e sudore. Immagino quante volte ti avranno chiesto perché lo fai. La risposta migliore e ‘la salita all’alo colle’.
    Bravo a pedalare come a scrivere

    • massimolegnani 23 marzo 2021 a 23:29 #

      sì, un po’ lo è sadico, ma soprattutto e per fortuna è uno che non va mai nel panico, anche quando c’è dentro pure lui nel casino.
      sì, forse vado e salgo per raccogliere quelle quattro cucchiaiate di soddisfazione 🙂
      grazie davvero, GianPaolo per la condivisione e le riflessioni
      ml

      • newwhitebear 24 marzo 2021 a 00:44 #

        Che Mauri mantenga lucidità di pensiero era chiaro dal suo comportamento.
        Per il resto appare senza dubbio che si fa per una soddisfazione personale

      • massimolegnani 24 marzo 2021 a 01:09 #

        Sì,è così

      • newwhitebear 24 marzo 2021 a 16:58 #

        ciao

      • massimolegnani 24 marzo 2021 a 18:31 #

        Ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: