di nuovo in giostra

6 Apr
dal web

                                                   

Ormai sono cresciuto, da due mesi faccio la prima media, e ora alla Fiera dei morti ci vado per conto mio, di solito in bicicletta dopo la scuola, con o senza il permesso dei miei genitori.

Oggi ci sono venuto con i miei amici, abbiamo legato le bici a un palo e ci siamo tuffati nella folla. Mi piace lo stordimento delle musiche sparate dagli altoparlanti e delle voci degli imbonitori urlate nei microfoni, adoro l’odore di fritto dei krapfen e quello dolciastro dello zucchero filato, mi attira anche la calca della gente che ti sballotta di qui e di là. Ho la sensazione di entrare in un mondo a parte, che mescola reale e fantastico, infanzia e vita adulta, gioco e avventura.

Mentre mi aggiro tra i banchi, mi rendo conto di avere una mia personale aspettativa da questo pomeriggio che non voglio condividere con gli amici: spero di ritrovare lo strano baraccone dell’anno scorso, una giostra “a chiamata”, dove una ragazza che sembrava una fata diventava padrona del nostro destino.

Con una scusa abbandono i miei amici e mi metto a cercare il baraccone che mi interessa. Lo trovo dopo una ricerca che stava diventando affannosa. Apparentemente è una giostra come le altre, cavallucci e camion dei pompieri, insomma roba da piccoli, un po’ ridicola alla mia età, ma ha un’attrattiva che la renderebbe invitante a qualunque età: ha un aeroplano biposto dove la ragazza-fata ogni tanto invita qualcuno per un giro gratuito.

A permessi e spintoni riesco a guadagnare la prima fila e la vedo, ancora più bella di come la ricordavo, alta e con un vago sorriso che le increspa le labbra. Indossa un corpetto argenteo che luccica di lustrini, e sopra una giacca rossa da domatore con le spalline dorate e gli alamari lasciati slacciati. La guardo imbambolato muoversi sicura tra le macchinine e fissare con dolcezza il suo piccolo pubblico.

Mi domando se si ricordi di me, l’anno scorso non mi aveva scelto per quanto mi sbracciassi per farmi notare. Ma ora sono più grande e determinato, serro la bocca, mi faccio serio e mi do una sistemata ai capelli, ma intanto per questo giro lei ha già scelto un altro, uno che a me sembra un ciccione brufoloso privo del minimo fascino. I due salgono sull’aereo, li vedo parlottare fitto e ridere, fremo di rabbia.

Intanto, senza che me ne accorgessi, mi ha raggiunto il mio amico Mauro. Mi dà di gomito e con la punta del mento mi indica  la fata dai neri capelli al vento, come se conoscesse il mio segreto, o forse vuole condividere con me un suo apprezzamento. Mi guardo intorno e noto che anche nei volti degli altri ragazzi assiepati ai bordi della giostra c’è la mia stessa attesa trepidante. Sarà una dura lotta. Ho l’impressione che la ragazza mi fissi ogni volta che mi passa davanti, così al giro successivo provo a sorriderle e lei mi fa un chiaro cenno di saluto.

Questa volta è fatta!

Il ciccione è stato scaricato e per ora nessuno ha preso il suo posto.

Scalpito e spero, ma non sono io il prescelto del momento e nemmeno di quello successivo. Mauro che nota il mio malumore mi propone un giro in giostra, visto che siamo lì da un’ora. Riluttante mi siedo con lui su una macchinetta della polizia che ci va decisamente stretta. Mi sento ridicolo e arrossisco quando mi accorgo che lei mi ha visto. Appena finisce il giro schizzo fuori e torno a occupare il mio posto in prima fila giusto in tempo per vedere chi va a sedersi nell’aeroplano con la mia fata: è Ross, l’italoamericano che era stato in classe con me in quinta elementare. Uno sbruffone pieno di sé che quando ci voleva stupire si metteva a parlare in quella lingua sconosciuta. Se prima mi stava antipatico ora lo odio con tutte le mie forze, anche perché lei gli regala ben due giri consecutivi di giostra, cosa mai successa. Però il viaggio deve essere stato turbolento perché alla fine Ross scende giallo come un limone, barcolla un po’ e poi sparisce tra la folla. Anche la mia fata non sembra tanto in forma, è pallida e per un po’ non convoca nessuno.

Io resto inchiodato lì, cocciutamente in attesa del momento buono. Sto rovinando il pomeriggio anche a Mauro che mi resta fedele a fianco.

La ragazza ha ripreso a scrutare il suo pubblico alla ricerca di un nuovo compagno. Di nuovo mi vede e mi sorride, e io torno a sperare, ma subito il suo sguardo si sposta sul mio amico e gli fa cenno di averlo scelto. Mauro resta perplesso, mi guarda e arrossisce imbarazzato. Poi, rivolto a lei, scuote la testa in segno di rifiuto. Sono troppo amareggiato per essergli riconoscente, scappo via e mi rifugio dove la musica è più assordante e la confusione al culmine. Nessuno bada a me mentre scoppio in un pianto di rabbia.

Ondeggio imbambolato tra la gente con lo sguardo risvolto ai sassi che prendo a calci, quando vado a sbattere proprio contro di lei.

Ti ho visto scappare e ho mollato tutto per venirti a cercare. Non voglio vederti triste.

Mi parla con una voce soave che mi mette i brividi.

La giostra è così, felicità per qualcuno, delusione per tanti. Mi sei simpatico ma per quest’anno non ti faccio salire sull’aereo, perdonami.

Mi accarezza una guancia con un gesto caldo, adulto, mentre io mi accorgo che è più giovane di quel che credevo: sotto i lustrini il torace è piatto e in bocca porta l’apparecchio dei denti. Ma per me resta la fata irraggiungibile di prima.

Mi allontano senza risponderle e penso che con la sua dolcezza mi ha tolto anche il diritto di odiarla.

36 Risposte a “di nuovo in giostra”

  1. alemarcotti 6 aprile 2021 a 23:34 #

    Bello davvero

  2. Dona 6 aprile 2021 a 23:51 #

    Questa volta ti sei liberato della sorella saccente e, nonostante il giro di giostra mancato, hai vissuto una giornata indimenticabile e l’hai fatta assaporare anche a noi

    • massimolegnani 7 aprile 2021 a 00:29 #

      eheh, vero
      questo però non diario ma “narrativa”, anche se uso la prima persona 🙂
      buonanotte Dona
      io

  3. vittynablog 6 aprile 2021 a 23:53 #

    Bello, però si rimane con l’amaro in bocca!!! E glielo poteva far fare subito il giro sull’aereoplanino invece di aspettare il prossimo anno!!!!

    • massimolegnani 7 aprile 2021 a 00:33 #

      cosa vuoi, la “fata” è ancora una bambina ma ha già il cuore tremendo di donna 🙂
      ciao Vitty
      un sorriso
      ml

  4. Giuliana 7 aprile 2021 a 07:30 #

    Come sanno essere crudeli le donne!

  5. unallegropessimista 7 aprile 2021 a 08:47 #

    bello il racconto

  6. ilmestieredileggereblog 7 aprile 2021 a 10:16 #

    quando si dice girl power…. ah ah !!

  7. whitebutterfly 7 aprile 2021 a 21:54 #

    Mi piace come è scritto e in particolar modo la parte finale del tuo racconto. La giostra ha un significato simbolico, per me rappresenta un pò la vita con i suoi alti e bassi. La ragazza fata forse non è stata poi così malvagia. Buona serata. Lila

    • massimolegnani 7 aprile 2021 a 22:22 #

      condivido la lettura che hai fatto del racconto e ti ringrazio per le parole di apprezzamento.
      la ragazza non era cattiva d’animo, sono d’accordo, ma sono quelle piccole crudeltà involontarie che possono ferire 🙂
      buona serata a te
      ml

      • whitebutterfly 8 aprile 2021 a 16:15 #

        La mia lettura del racconto è diversa. Per quella ragazza forse il giro di giostra è solo un giro di giostra. La vita che ho assunto a metafora di quel giro in giostra a volte può essere anche più crudele della ragazza (anche se indubbiamente il ragazzo del racconto è naturale che ci rimanga male)
        ciao
        an

      • massimolegnani 8 aprile 2021 a 19:00 #

        ho compreso le differenze tra le nostre vedute che però non sono sostanziali. Se la giostra è la vita, la ragazza ne è comunque l’elemento che ne provoca le variazioni, in questo frangente almeno.
        ciao a te 🙂

      • whitebutterfly 8 aprile 2021 a 22:15 #

        Adesso mi è più chiaro Massimo!

      • massimolegnani 8 aprile 2021 a 23:04 #

        🙂

  8. newwhitebear 7 aprile 2021 a 22:30 #

    Insomma la tua fatina ti ha tirato il bidone. Simpatico ma troppo piccolo? Ci sarà una terza puntata della giostra?

    • massimolegnani 7 aprile 2021 a 22:50 #

      Ahah, sì 😦
      Una puntata di diario, un’altra di fantasia, direi che può bastare così
      Ciao GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 8 aprile 2021 a 16:02 #

        mi stavo appassionando al tuo amore – poco disinteressato – per le giostre 😀

      • massimolegnani 8 aprile 2021 a 18:53 #

        eheh, ma io con queste giostre mi stavo immalinconendo 🙂

      • newwhitebear 8 aprile 2021 a 21:41 #

        allora come non detto.

      • massimolegnani 8 aprile 2021 a 22:09 #

        🙂

      • newwhitebear 8 aprile 2021 a 22:58 #

        ciao e notte

      • massimolegnani 8 aprile 2021 a 23:09 #

        buonanotte a te 🙂

  9. Alidada 7 aprile 2021 a 22:48 #

    a volte le donne sono proprio crudeli

    • massimolegnani 7 aprile 2021 a 23:29 #

      spesso senza volerlo, altre con dolo.
      🙂
      ml

      • Alidada 7 aprile 2021 a 23:35 #

        a volte capita perché gli uomini parlano una lingua diversa e sorgono dei fraintendimenti. Gli uomini sono più schietti e concreti, le donne più cervellotiche 🙂

      • massimolegnani 7 aprile 2021 a 23:44 #

        è vero, capita che usiamo lunghezze d’onda differenti dalle vostre 🙂

  10. Neda 10 aprile 2021 a 12:55 #

    Ho sempre odiato le giostre, anche da piccola, giri, giri, ma non vai da nessuna parte. Anche la vita sembra essere una giostra.

    • massimolegnani 10 aprile 2021 a 13:38 #

      sì, infatti, tracciavo un parallelo inespresso con la vita.
      (mi sono permesso di aggiungerti io la P mancante :))
      buona giornata Neda, senza giri di giostra
      🙂
      ml

      • Neda 14 aprile 2021 a 09:50 #

        Grazie. Buona giornata.

      • massimolegnani 14 aprile 2021 a 15:56 #

        🙂

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