lasciatemi sbagliare

5 Mag
by c.calati

                                                  

È successo il luglio scorso, una giornata da subito afosa con un cielo coperto da nuvoloni che sembravano non sapere cosa fare, se amalgamarsi e scrosciare o separarsi e lasciar perdere. Il meteo dava temporali in arrivo sulla zona dei laghi, e io giusto tra due laghi sarei voluto andare, l’Orta e il Maggiore, per affrontare la salita del Mottarone che altre volte mi aveva fatto penare. Ma oggi mi ero svegliato con le gambe buone e lo spirito battagliero, condizione insolita, da cogliere al volo, più potente delle nuvole. Così mi preparo, infilo la bici in macchina, e parto alla volta dell’alto novarese (o il basso verbanese? Il medio vercellese?).

Inizio a pedalare su un asfalto umido di pioggia recente, buon segno, mi dico, qui il temporale è già passato. Ma intanto so che il giudice implacabile che si nasconde dentro o fuori di noi si è già messo al lavoro e segna su un foglio le mie infrazioni al comune buonsenso privo di coraggio. Io tiro dritto e attacco la salita con la mia cadenza strascicata peggio di una lumaca, ma la lumaca arriva sempre alla lattuga, sibilo alle risa che mi sembra sentire tra il pubblico al processo. Sì, mi sento sotto accusa, sento i rimproveri e le minacce, non so da parte di chi, forse di me stesso, quella parte di me che conserva la coscienza dei limiti e dei rischi. Sono spaccato in due come una noce di cocco, di qui il senso d’avventura, il bell’azzardo, di lì la saggezza e la prudenza. Butto via la metà di cocco che non mi piace e vado avanti.

La salita è dura come la ricordavo, soprattutto i primi tratti su cui faticano anche i trattori carichi di tronchi. Ma sono fiducioso, sto pedalando bene. Bè, bene è una parola grossa, bene per me è non piantarmi su un tornante, è non essere preso dai crampi, è procedere lemme lemme accanto alla lumaca.

Intanto il cielo s’è fatto nero e la strada di montagna è spazzata da raffiche di vento gelato. Ogni tanto incrocio un ciclista che scende e che mi fa un cenno di saluto con la mano o forse è un invito a tornare indietro. Mi mancano non più di tre chilometri, l’ultimo sforzo, dai! Intravedo la vetta oppressa da nuvole nere e tempestata dai fulmini, uno spettacolo da brividi, ma chissà ora che arrivo su magari il temporale ha smesso. Incrocio un altro ciclista, mi grida Su grandina! e scompare oltre la curva.

Che fare? Mi fermo, incomincio ad avere qualche dubbio sulla possibilità di arrivare in cima. I primi goccioloni mi tolgono ogni incertezza: ho caldo, sono sudato, ma il vento e la pioggia stanno abbassando rapidamente la temperatura, mi metto un maglione, indosso la giacca a vento e giro la bicicletta.

In un attimo è il diluvio.

Questi sono luoghi isolati, impensabile trovare una casa dove ripararmi, così cerco di scendere più veloce della pioggia, ma l’asfalto è diventato scivoloso come sapone.

E mi raggiunge la grandine come un cane feroce che ti azzanna gli stinchi. Mi fiondo sotto una pianta a bordo strada sperando di non essere incinerito da un fulmine assieme all’albero. Mentre me ne sto accucciato con un rivolo d’acqua che m’inonda le le scarpe, ricompare il giudice: massimolegnani le imputo i seguenti reati…Non ora, signor giudice, non oraaa! Il mio tono furibondo lo tacita, so però che la sentenza è solo rinviata, ma in questo momento ho altro di cui preoccuparmi.

Appena smette di grandinare mi rimetto in bicicletta, nonostante la pioggia  sia più forte di prima. Sono fradicio e ho un freddo cane, le mani intirizzite faticano a stringere i freni, che d’altronde così bagnati funzionano poco. È una discesa da ubriaco ma non ho scelta, devo togliermi di lì il prima possibile.

In qualche modo raggiungo la pianura e in poche pedalate arrivo alla macchina.

È uscito un pallido sole, io batto i denti dal freddo, sono rigido come uno stoccafisso e ho larba ispida come il pelo di un gatto arrabbiato.

Cerco di ricompormi prima di mettermi in contatto telepatico con il mio giudice: Vostro onore mi dichiaro colpevole di comportamento non conforme alla mia età e alle condizioni atmosferiche. Ma voi, Signori della corte, lasciatemi sbagliare, sono i miei ultimi errori.

52 Risposte a “lasciatemi sbagliare”

  1. unallegropessimista 5 maggio 2021 a 21:48 #

    Sei continui così sicuro.

  2. Alessandro Gianesini 5 maggio 2021 a 22:03 #

    Il labile confine tra perseveranza e ostinazione 😅
    (non li so distinguere nemmeno io i due lati 😜)

    • massimolegnani 5 maggio 2021 a 23:00 #

      eh sì, il confine è labile
      e poi una volta che ci sei dentro puoi solo ballare 🙂
      ciao Alessandro
      ml

  3. Donatella Calati 5 maggio 2021 a 22:28 #

    al momento deve esser stato dramma puro ma, a riviverlo ora, sei riuscito a divertirci e forse anche a divertirti per la tua cocciutaggine. Per il sorriso che ci ha strappato, chiedo clemenza, vostro onore.

    • massimolegnani 5 maggio 2021 a 23:03 #

      sì sì, poi quando ripenso a queste disavventure rido e mi diverto, ma finisco col dare qualche ragione al giudice 🙂
      buonanotte Dona
      io

  4. BD 5 maggio 2021 a 23:30 #

    So che per te é stata dura ma io mi sono troppo divertita…

    • massimolegnani 6 maggio 2021 a 00:05 #

      fai bene a ridere
      e poi sono passati mesi per cui ora rido anch’io 🙂
      ciao Biagina
      ml

  5. attornoallago 5 maggio 2021 a 23:39 #

    Conosco bene questo tipo di “avventure”, sono capitate alcune volte anche a me, generalmente quando esco in solitaria 😁

    • massimolegnani 6 maggio 2021 a 00:07 #

      a me sembra di ricordare che il primo brano letto da te fosse un tuo avventuroso giro in moto, forse con tuo papà.
      ciao 🙂
      ml

  6. sibillla5 NADIA ALBERICI 6 maggio 2021 a 07:30 #

    bel racconto e una grande ironia!!

    • massimolegnani 6 maggio 2021 a 09:28 #

      eheh, a rivivere certe disavventure balorde non si può che guardarsi con ironia.
      grazie Nadia
      ml

  7. vittynablog 6 maggio 2021 a 13:00 #

    Sei proprio un temerario ! Se ti metti qualcosa in testa , non ti ferma nessuno, neppure il brutto tempo, neppure il buon senso!!!! Però hai ragione tu, si vive una volta sola…quindi è giusto azzardare, specialmente quando le cose alla fine ,finiscono bene!!! 🙂

    • massimolegnani 6 maggio 2021 a 14:09 #

      eheh, il buonsenso! quello mi difetta proprio 🙂
      ciao Vitty e grazie per l’incoraggiamento ad azzardare
      ml

  8. pino 6 maggio 2021 a 15:50 #

    Ma qual è stata poi la sentenza di quel giudice? sei stato assolto o condannato? Eh…se anch’io fossi capace di commettere questi reati mi sentirei più forte 🙂

    • massimolegnani 6 maggio 2021 a 16:11 #

      condannato con la sospensione condizionale della pena, ma temo che alla prossima scatterà il sequestro del mezzo con cui delinquo, la bici 🙂
      ciao Pino
      ml

  9. elettasenso 6 maggio 2021 a 17:52 #

    Bellissimo testo e bellissima la foto. Entrambi dicono: Lasciatemi fare quello che voglio fare😜

    • massimolegnani 6 maggio 2021 a 19:26 #

      eheh, la foto me la sono scattata appena arrivato a valle, a futura memoria dell’avventura scampata 🙂
      grazie della condivisione, Eletta
      ml

  10. whitebutterfly 6 maggio 2021 a 18:31 #

    Già il tuo giudice…Una domanda: lo rifaresti ancora? Ciao da Lila-an 🙂

    • massimolegnani 6 maggio 2021 a 19:28 #

      la salita sì, ma di sicuro sarei più prudente alle prime avvisaglie di maltempo 🙂
      ciao an 🙂
      ml

      • whitebutterfly 6 maggio 2021 a 22:29 #

        E’ pur vero che le avvisaglie in montagna sono imprevedibili almeno da quello che mi hanno raccontato. Tu però non demordere, sarebbe un peccato anche perché la prossima volta magari il tuo giudice ti lascia anche sbagliare 🙂

      • massimolegnani 6 maggio 2021 a 23:33 #

        a essere onesti, questa volta c’era la possibilità di cogliere dei segni premonitori, a cominciare dai gesti che mi facevano i ciclisti che scendevano, per non parlare del cielo che lo avrebbe capito anche un bambino 🙂
        la prossima volta aspetterò una giornata più favorevole 🙂

      • whitebutterfly 7 maggio 2021 a 16:52 #

        Mi auguro per te che ce ne sia presto una 🙂

      • massimolegnani 7 maggio 2021 a 18:43 #

        grazie an, me lo auguro anch’io 🙂

  11. Luigi Catillo 6 maggio 2021 a 22:29 #

    Mi auguro che i componenti della corte abbiano recepito il tuo messaggio. Buona serata! 🙂

  12. growingupfra 7 maggio 2021 a 14:05 #

    Ma questi sono i tipici errori che si continuano a fare perché il cuore è ancora quello degli anni dell’adolescenza! Io, quasi quasi, vado contro al parere della corte e ti auguro di farne ancora di questi sbagli 😉

    • massimolegnani 7 maggio 2021 a 18:43 #

      condivido le tue parole e spero ardentemente che tu venga sorteggiata nella giuria popolare 🙂
      ciao 🙂
      ml

  13. newwhitebear 7 maggio 2021 a 21:28 #

    Fatta ammenda, il giudice deve essere comprensivo. Più che una condanna hai rischiato la polmonite.
    Però c’eri quasi riuscito… non ricordo più dove.
    Serena serata

    • massimolegnani 7 maggio 2021 a 21:50 #

      sei un ottimo avvocato difensore 🙂
      quasi riuscito…a beccarmi la polmonite? eheh, ho la pellaccia dura! o ad arrivare in vetta? sì, alte due volte ce l’avevo fatta.
      buona serata, GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 7 maggio 2021 a 22:06 #

        Ci puoi riprovare questo luglio, tanto c’è il liberi tutti con un occhio al meteo.

      • massimolegnani 7 maggio 2021 a 22:38 #

        il meteo lo controllerò di sicuro 🙂

      • newwhitebear 7 maggio 2021 a 22:53 #

        e fai bene. Il giudice Mottarone non farà sconti di pena.

      • massimolegnani 7 maggio 2021 a 22:56 #

        è severissimo 🙂

      • newwhitebear 7 maggio 2021 a 23:38 #

        l’ho capito subito dal tono della voce.

      • massimolegnani 8 maggio 2021 a 08:36 #

        vero 🙂 🙂

      • newwhitebear 8 maggio 2021 a 15:50 #

        ciao

      • massimolegnani 8 maggio 2021 a 18:27 #

        ciao

  14. Dario Angelo 7 maggio 2021 a 22:58 #

    Il Mottarone è un nome che mi rievoca certi mitici tapponi del Giro d’Italia (forse mi sbaglio, del resto sono nozioni che colgo distrattamente come di cose che non mi riguardino da vicino) e non saprei immaginare quale irresistibile (insanabile?) determinazione potrebbe indurmi a inforcare una bicicletta e inerpicarmi su per una tale salita, nuvoloni o meno. O forse sì. Dev’essere la stessa che due giorni su tre mi fa scattare la sveglia automatica mezz’ora prima che suoni quella del telefono e mentre mi tiro su dal letto le mie gambe già anelano a macinare chilometri e superare gli ostacoli di qualunque tipo di terreno, suola su suolo a passo di marcia da trovarsi in modo spontaneo e da lì in poi autoregolato. Io le assecondo, le gambe, lascio che vadano e che facciano e che trovino il loro ritmo, mentre ascolto musica in cuffia e mi godo il panorama. Che ci sia il sole o che piova. E’ vero, la riconosco: è una bella sensazione 🙂
    Quanto agli errori di valutazione, chi non ne commette, per troppa generosità verso se stessi e la propria voglia di consumare energie vivendo un po’ più intensamente per quell’ora o due. L’importante è poterlo poi raccontare senza che ci siano state conseguenze all’infuori di un’infreddatura, con una giusta dose di autoironia. Etciù!

    • massimolegnani 8 maggio 2021 a 08:36 #

      cambia il mezzo, scarpette da corsa o pedali da bici, ma lo spirito che trovo nelle tue parole è il medesimo mio di quando racconto salite, fatiche e discese. E tu spieghi bene quale sia la molle che ci spinge ad andare e, talvolta, a sbagliare (“per troppa generosità verso sè stessi” centra esattamente il problema).
      grazie davvero per questa sentita condivisione
      ciao Dario
      ml

      • Dario Angelo 8 maggio 2021 a 09:06 #

        Buongiorno Massimo! Non c’è di che, grazie a te come sempre 🙂

      • massimolegnani 8 maggio 2021 a 09:40 #

        buona corsa 🙂

      • Dario Angelo 8 maggio 2021 a 09:50 #

        Grazie! Le mie sono solo camminate a passo svelto, correre non è più nelle mie corde (non lo è mai stato, lo diventava solo se mi si buttava un pallone davanti) e da tempo non è più nemmeno un’opzione percorribile, conseguenze di decenni di vita sedentaria. Oggi me la sono presa comoda, ma il weekend è lungo e pregusto già certi saliscendi nei boschi limitrofi ed escursioni ardite a circumnavigare le mura di qualche città vicina 😉

      • massimolegnani 8 maggio 2021 a 11:09 #

        ognuno ha il passo per lui giusto. Il nostro, mio e tuo, è lento e resistente 🙂

  15. Neda 9 maggio 2021 a 10:41 #

    Sto ridendo: hai descritto la tua avventura con un’ironia che vorrei avere io quando fatico a fare le scale…(quelle di casa non quelle della torre di Pisa).

    • massimolegnani 9 maggio 2021 a 10:46 #

      l’ironia è l’unica medicina che ci può salvare e vedo che anche tu ne fai uso 🙂
      ciao Neda
      ml

      • Neda 9 maggio 2021 a 10:49 #

        Se non si impara a ridersi addosso, si fa una vita ben triste.
        Buona domenica.

      • massimolegnani 9 maggio 2021 a 10:54 #

        sono d’accordo con te 🙂

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