inseguendo il fresco

19 Giu
c.calati

                                                        

I nostri laghi alpini hanno la bellezza di essere circondati dalle montagne, come piccoli mari di Liguria o un minimo Tirreno giù in Calabria. Ma qui non è la Sila o il Giogo di Toirano a far corona all’acqua, sono rilievi tozzi, spesso senza nome, a incombere a strapiombo sulla costa, senza nulla di minaccioso. Assomigliano le rocce alle dita delicate di un gigante. Fanno ombra alla strada, i monti, si riflettono nell’acqua e danno un senso di refrigerio già al solo pensiero di salire ai loro boschi. Un’ascesa scoscesa che nella semplificazione della  mente diventa un andare senza sforzo. Ma non è mai così: a piedi o sui pedali la conquista del fresco costa sudore, non c’è un motore, oltre quello del tuo corpo, che faccia per te il lavoro sporco della fatica. È il controsenso del ciclista, per non sudare più, prima devi sudare tanto e a lungo.

Oggi mi sono mosso in ritardo, come spesso mi capita. Non riesco quasi mai a partire all’alba, troppa l’indecisione, troppa la pigrizia da vincere, se mai la vinco, dopo un estenuante braccio di ferro tra il sellino e il divano.

Così ora qui in pianura l’aria è già calda, pesante.

Sto costeggiando il lago sopra Laveno e pedalo perplesso, incerto se sopportare la calura in una sorta di espiazione o inseguire il fresco in altitudine. Arrivo al bivio, se prendo a destra salgo verso Nasca e il Cuvignone, se vado a sinistra scendo in picchiata verso Portovaltravaglia. La tentazione della breve ebbrezza della discesa è forte, ti sembra che in fondo al rettilineo ti tuferai nel lago. Ma alla fine decido di salire.

La salita non è lunga, ma è tremendamente dura. Mi preoccupa un po’ che da qualche tempo tutte le salite che affronto mi sembrano tremendamente dure. Significherà qualcosa? I primi chilometri sono sotto un sole a picco e io procedo così lentamente che ho il tempo di contare le gocce di sudore che cadono sull’asfalto,e  sono più di mille. Il lago alle mie spalle si va facendo sempre più piccolo e lontano, come un ricordo che sfoca, mentre in lontanza vedo venirmi incontro l’ombra del bosco, come un desiderio che piano piano prende forma.

L’intrico di rami forma una volta verde che mi protegge dal sole, nell’aria si diffonde il profumo di resina e di terra umida. Per ora è solo una suggestione di frescura, il mio motore è ancora rovente mentre m’inoltro nell’ombra della strada che non smette di salire. Il fresco vero arriverà più tardi, una volta fermo e riposato, ma già ora mi gusto l’aria differente.

28 Risposte a “inseguendo il fresco”

  1. Walter Carrettoni 19 giugno 2021 a 10:00 #

    Tutta salute 😄 e anche un po’ di invidia da parte mia 👍🏻

    • massimolegnani 19 giugno 2021 a 12:48 #

      già, tutto quello che non uccide (o scioglie, in questo caso) fortifica 🙂
      ciao Walter
      ml

  2. Dona 19 giugno 2021 a 10:16 #

    Ci fai rivivere perfettamente la perseveranza sudata in attesa del fresco premio come un bambino che sogna il gelato alla fine di interminabili … divisioni in colonna

  3. Anna Bernasconi Art 19 giugno 2021 a 10:17 #

    Proprio vero, per non sudare più prima dobbiamo sudare tanto e a lungo! Saluti al pedalatore da una camminatrice. 😄

  4. Alessandro Gianesini 19 giugno 2021 a 11:21 #

    Stamattina sono uscito anch’io: un’uscitina solo per sgranchirmi le gambe e portarmi la macchina fotografica per vedere di immortalare alcuni scorci. Beh, è stato bello, anche se di pratico, girare in bici con la macchina fotografica, non c’era nulla.

    • massimolegnani 19 giugno 2021 a 12:54 #

      bisognerebbe uscire sul presto quando l’aria è ancora fresca, ma io non ci riesco quasi mai 😦
      ciao Alessandro
      ml

      • Alessandro Gianesini 19 giugno 2021 a 12:56 #

        Sì ci sarebbe da fare proprio così… Ma ci si accontenta anche di un po’ di meno 😜

      • massimolegnani 19 giugno 2021 a 13:15 #

        vero 🙂

  5. franco battaglia 19 giugno 2021 a 12:45 #

    Dici mooolto bene. Cercare il fresco schiantandosi di pedalate è un bell’ossimoro, ma alla fine, specie dove t’inerpichi, si può trovare sollievo. Alla fine. Nella piatta pianura da me (se esci per una passeggiata ovvio, perché se vuoi impennarti di strade ce ne sarebbero anche) pedali pedali e resta solo l’afa ad assediarti, fino a che speri si presenti un cavallo di legno, per poterti simpaticamente arrendere..

    • massimolegnani 19 giugno 2021 a 12:56 #

      un cavalluccio o una qualunque altra cosa che giustifichi ai tuoi propri occhi la sosta e magari la resa 🙂
      ciao Franco
      ml

  6. newwhitebear 19 giugno 2021 a 16:17 #

    Mi preoccupa un po’ che da qualche tempo tutte le salite che affronto mi sembrano tremendamente dure.
    Forse un filo di preoccupazione mi sarebbe venuto 😀
    Prima il sudore poi il refrigerio del bosco. È una sorta di pena del contrappasso del ciclista.

    • massimolegnani 20 giugno 2021 a 17:34 #

      ma la spiegazione è purtroppo semplice: si invecchia! e c’è poco da preoccuparsi perchè da lì non si scappa 🙂
      buona serata GianPaolo
      ml

  7. vittynablog 19 giugno 2021 a 20:44 #

    Ammiro la tua determinazione, forza d’animo. Io non ce la farei mai a pedalare sotto il sole!!! Schianterei molto prima di raggiungere l’amata ombra!!!! Complimenti Massimo, sei proprio tosto!!! 🙂

    • massimolegnani 20 giugno 2021 a 17:36 #

      grazie Vitty 🙂
      a raccontarlo sembra più impegnativo che a farlo, una breve fatica e poi la soddisfazione del bosco 🙂
      un sorriso
      ml

  8. Bloom2489 22 giugno 2021 a 08:25 #

    Si dice spesso che il ciclismo, la bicicletta e le salite siano metafore di vita, tu riesci a tirare fuori qualcosa di non banale, non scontato quando descrivi queste uscite forse perché al contrario non usi il mezzo per parlare della vita, ma ci metti suggestioni, colori, profumi per parlare del mezzo. Ne esce un post ricco di immagini che poi si, somigliano alle cose della vita 🙂

    • massimolegnani 22 giugno 2021 a 11:11 #

      è vero, con la bici mi interessa più trasmettere le sensazioni dirette che le allusioni indirette. Che poi il parallelo con le cose della vita viene quasi spontaneo 🙂
      grazie Bloom, una buona giornata
      ml

  9. elettasenso 28 giugno 2021 a 10:33 #

    Mi chiedo sempre come fate, quando vi incontro in salite ardite io tranquilla in auto, e voi pedali e fatica nel salire 🌹

    • massimolegnani 28 giugno 2021 a 11:32 #

      usiamo su noi stessi il bastone dell’autoincitamento severo (dai, cazzo, ce la devi fare!) e la carota della prospettiva del fresco 🙂
      buona giornata Eletta
      ml

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