la ragazza che corre

24 Ago
c.calati

                                          

Appoggiato al parapetto in legno con lo sguardo perso nella corrente del canale che trascina pigramente le prime foglie arrese al vento della notte, si gode una sosta nel cammino verso casa. Alza di colpo la testa richiamato da qualcosa che ancora non sa cosa sia, come il segugio che si blocca e fiuta l’aria per un vago sentore di selvatico che ancora non è preda. Scruta l’alzaia alla sua destra finchè vede una figura che avanza, poco più di un puntino scuro sul chiarore ocra dello sterrato. Non la distingue bene ma in qualche modo sa, come il segugio di cui sopra, che è una donna che corre.

L’uomo si gira, si appoggia coi glutei copiosi alla staccionata, cava di tasca la pipa e osserva il suo lento avvicinarsi. Ha l’impressione che sotto ai suoi piedi il terreno vibri, ma è solo una suggestione, memore forse di certi racconti africani sul passaggio degli elefanti. È che ora distingue meglio la donna, nota il suo passo appesantito, poco elegante, ed è forse quel piede che vede toccare il suolo come stramazzasse a dargli la sensazione di vibrato. Avrebbe voluto assistere a una falcata lieve, da gazzella, che soddisfacesse il proprio senso estetico (“lo sguardo è un atto estetico”, ha appena letto in un romanzo* e adesso capisce quanto sia vero), ma non è deluso, prova una sorta di indulgenza per lo scarso fascino atletico della runner, addirittura si commuove al suo incedere affranto da maratoneta alle Termopili. Quando ce l’ha più vicina si accorge che è giovane, una ragazza. Una ragazza non bella, ulteriormente imbruttita dalla fatica e infagottata in una tenuta nera che non le dona, i pantaloncini decisamente troppo grandi sembrano una gonna incongrua. Chissà da dove arriva, quanto avrà già corso, fino a che paese dovrà arrivare, si chiede, ma in realtà non gli interessano le risposte, gli interessa solo guardarla: lei ha il sole del tramonto in faccia e gli occhi quasi chiusi, ascolta musica nelle cuffiette, è isolata in un suo mondo e probabilmente di lui non s’è nemmeno accorta, in ogni caso lo ignora. Sono pochi istanti, il tonfo cadenzato dei piedi, gli sbuffi di polvere che solleva ritmicamente, la ragazza gli sfila davanti senza mai incrociare il suo sguardo e poco alla volta torna a essere un puntino scuro sul tracciato. Fino a che scompare.

 Anche lui, dopo qualche incertezza riprende il cammino, nella direzione opposta. Non è successo nulla, eppure si sente leggero, come arricchito da un’esperienza, forse l’atto estetico ha valore di per sé, non ha bisogno di uno scambio di sguardi, e forse, per assurdo, non ha bisogno nemmeno di bellezza. Accenna qualche passetto di corsa, ma subito desiste ridendo e torna alla sua camminata pigra.

*Il colibrì di Sandro Veronesi (pag.277)

40 Risposte a “la ragazza che corre”

  1. Franco Battaglia 24 agosto 2021 a 19:25 #

    Crei quadri estemporanei dal nulla.. comunque la ragazza stava pensando “Guarda questo che mo’ me fotografa pure, magari è un maniaco, meglio fare finta finta di niente..se fiata gli spruzzo lo spray urticante..poi dice che correre co’ sti pantaloni ingombranti, ma dalle tasche capienti, non serve a niente..”

    • massimolegnani 24 agosto 2021 a 22:57 #

      è stato proprio il timore del peperoncino a frenarmi dal fare qualsiasi commento:)
      ciao Franco
      (grazie)
      ml

  2. maxilpoeta 24 agosto 2021 a 19:37 #

    davvero bella questa narrazione, un attimo di poesia descritto nelle sensazioni visive di chi ama la vita in tutte le sue sfumature!! 👍👏👏👏👏👏

    • massimolegnani 24 agosto 2021 a 22:59 #

      grazie Max, credo che la poesia fosse nella luce del tardo pomeriggio e nell’acqua del canale
      🙂
      ml

  3. vittynablog 24 agosto 2021 a 20:43 #

    Il libro mi arriverà fra un paio di giorni, con questa lettura mi hai incuriosita più che mai!!!!! 🙂

    • massimolegnani 24 agosto 2021 a 23:02 #

      “il colibrì” l’ho trovato davvero emozionante, spero che piacerà anche a te.
      Grazie Vitty, buona serata
      ml

  4. Walter Carrettoni 24 agosto 2021 a 21:49 #

    Lasciamo correre gli altri. Noi osserviamo, compiaciuti di saper trasformare le immagini in parole.

  5. Neda 25 agosto 2021 a 09:28 #

    Io mi guardo bene dal “correre”: alla mia età meglio salvaguardarle le giunture…e poi, dopo aver “corso” e faticato tutta la vita, ora sento di avere il diritto di riposarmi. Il brano descrittivo è molto bello. Grazie.

    • massimolegnani 25 agosto 2021 a 10:14 #

      fai bene e hai ragione: la corsa non fa per noi, sono subito contratture e doloretti alle giunture:)
      grazie a te per aver apprezzato
      buona giornata, Neda
      ml

  6. rodixidor 25 agosto 2021 a 10:20 #

    L’ombra del fotografo si staglia ingombrante ed incongrua nella polvere della stradina lungo il canale. Lei ha il sole negli occhi, la musica negli orecchi, la polvere sulle caviglie. La calpesta e l’oltrepassa (l’ombra) sperando che la polvere alzata dal suo passo pesante possa cancellarla. L’ignora e prosegue, lungo il canale, fra polvere e zanzare.

    • massimolegnani 25 agosto 2021 a 17:38 #

      sapevo che non ti sarebbe sfuggita l’ombra disturbante del fotografo! La grinta della ragazza fa pensare che i suoi pensieri fossero proprio quelli, che la polvere cancellasse l’individuo inopportuno se non proprio importuno!
      ciao rodix, un vero piacere ritrovarti qui 🙂
      ml

      • rodixidor 25 agosto 2021 a 18:40 #

        Sempre un piacere leggerti. 🙂

      • massimolegnani 25 agosto 2021 a 19:04 #

        ti ringrazio 🙂

  7. Bloom2489 25 agosto 2021 a 10:52 #

    Per il fatto di averla osservata hai cambiato impercettibilmente qualcosa nella sua realtà, così come lei l’ha cambiata nella tua, pur senza alcun contatto e nemmeno di sguardi. Solo questione di energie. Sarebbe divertente immaginare cosa avrà pensato lei notandoti con appena la coda dell’occhio 🙂 Dalla fisica non si scappa!

    • massimolegnani 25 agosto 2021 a 17:46 #

      esattamente come dici, tra lo loro non è intercorso neanche uno sguardo eppure in entrambi qualcosa si è modificato.
      quanto ai pensieri della ragazza temo che corrispondano a quanto interpretato da Franco Battaglia 😦
      ciao Bloom
      ml

      • Bloom2489 26 agosto 2021 a 10:37 #

        Ahaha ma no, non la vedo tipa da peperoncino facile, per cominciare avrebbe avuto degli occhiali da sole per essere sicura di vederci bene in qualsiasi momento e notare qualsiasi pericolo. I pantaloni larghi e il modo di correre goffo mi fanno pensare ad una ragazza che si è impegnata da morire a perdere peso, ci è riuscita anche se non ama correre, solo che in qualche modo le da la percezione di scappare dai suoi problemi e le sue convinzioni e quindi lo fa lo stesso (oltre a farle bene fisicamente)
        Perdonami, sono partita con la mia fantasia 🙂

      • massimolegnani 26 agosto 2021 a 10:53 #

        eheh, quella di Franco era un’interpretazione scherzosa, la tua è più verosimile. Quello che mi aveva affascinato era la caparbietà con cui correva, facile che dietro ci fosse una motivazione contrastante come la descrivi tu 🙂

      • Bloom2489 26 agosto 2021 a 10:54 #

        Si, credo ti abbia attirato quel contrasto apparentemente inconoscibile 🙂

      • massimolegnani 26 agosto 2021 a 11:18 #

        sì 🙂

  8. newwhitebear 25 agosto 2021 a 16:45 #

    una bella descrizione di un incontro casuale che la voce narrante riprende dalla sua ottica. Chissà quali sono i pensieri della ragazza?

    • massimolegnani 25 agosto 2021 a 17:53 #

      di sicuro, se la ragazza avesse l’occasione di riconoscersi nella foto, sarebbero pensieri furibondi per come l’ho descritta. A mia difesa le direi che non voleva essere un ritratto fedele, l’ho volutamente imbruttita per far passare un concetto.
      quanto ai suoi pensieri del momento non saprei, ma la grinta che metteva nella corsa e la stanchezza accumulata, non facevano presagire nulla di buono 🙂
      Grazie GianPaolo
      ml

  9. elettasenso 26 agosto 2021 a 16:57 #

    Chi scrive ha bisogno di guardare e vedere, a volte con sguardo distante assente, a volte con sguardo empatico. Chi scrive è un voyeur. Non se ne può fare a meno

    • massimolegnani 26 agosto 2021 a 18:13 #

      sottoscrivo totalmente le tue parole,
      capita spesso che guardi, osservi, immagini qualcosa o qualcuno, e già sai che quel tuo sguardo si tradurrà in parole scritte.
      buona serata, Eletta
      ml

  10. Keep Calm & Drink Coffee 29 agosto 2021 a 16:01 #

    La pipa ha preso il posto della bici.
    Curioso.
    O forse no: in fondo il colibrì non si sposta pur muovendosi.

    • massimolegnani 29 agosto 2021 a 22:24 #

      eheh, la pipa è simbolo di staticità. E poi lui ha cercato di contrastare l’istinto all’immobilità, ha accennato una una corsetta ma ha subito capito che non era cosa:)
      ciao Keep, un sorriso
      ml

  11. Riccio 2 settembre 2021 a 20:28 #

    Mi piacciono sempre tanto questi “quadretti in movimenti” che dipingi con le tue parole!

    E.

    • massimolegnani 2 settembre 2021 a 22:48 #

      qui i movimenti li faceva tutti la ragazza che correva, lui era praticamente immobile:)
      scherzo, apprezzo molto la definizione che hai dato a certi miei brani.
      Grazie Riccio
      ml

  12. Riccio 2 settembre 2021 a 20:29 #

    Ma chi è E.? Quando scrivo dal cellulare mi partono lettere a caso, non neanche l’iniziale del mio nome🤣

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