una ruota tira l’altra

18 Set

photo by c.calati

                                            Una ruota tira l’altra

Quando si pedala in compagnia, le ruote della bici si trovano a metà strada tra le ciliegie che invitano a prenderne ancora e le mani che una lava e aiuta l’altra.

Mi ha sempre affascinato il sincronismo dei cambi quando una ruota deve andar davanti e con fatica tirare le altre.

Che sia una fuga di tre campioni al Tour o di tre gregari alla Bernocchi, piuttosto che il quartetto olimpico impegnato nell’inseguimento su pista, la speranza di successo, più che nella potenza dei singoli atleti, sta nella capacità di mantenersi incollati alla ruota che li precede e nella perfezione dell’alternarsi in testa a fendere l’aria. Ogni corridore diventa la rotellina di un meccanismo che deve essere preciso al millimetro. Sembra una cosa facile l’armonia dei movimenti, in realtà richiede grande attenzione in quel che fai e la massima fiducia in quello che fa chi ti sta davanti, che ti avvisi con un gesto di un ostacolo improvviso e che non modifichi di colpo la cadenza della pedalata, basta un rallentamento senza preavviso perché la ruota di chi è dietro tocchi la posteriore di chi tira con conseguenze disastrose.

Una volta ci abbiamo provato anche noi a fare un trenino quasi da professionisti. Pochissimi centimetri tra una bicicletta e l’altra mentre pedalavamo con il vento a favore lungo un rettilineo ben asfaltato non lontani da Manfredonia. Eravamo ben affiatati, cambi al millimetro e una velocità per noi pazzesca. Ma poi è successo il patatrac!

Non abbiamo mai capito chi e come avesse sbagliato, se sia stato un rallentamento di Giovanni che era in testa, una distrazione di Giusi che era in mezzo o se sia stato io, da ultimo, a tamponare loro due per eccessiva foga. Il risultato fu una caduta collettiva, Giusi una clavicola rotta, io una strisciata di faccia sull’asfalto, Giò quasi illeso. Un mezzo disastro, eppure fino a quel momento eravamo stati davvero in gamba, una ruota che tirava l’altra.

34 Risposte a “una ruota tira l’altra”

  1. Franco Battaglia 18 settembre 2021 a 16:44 #

    Porca miseria che brutta cosa che narri!! Si, in effetti è pericoloso anche in due, se non si è padroni di mezzi, velocità e distanze.. io già non capisco come facciano a stare intruppati in gruppo, ‘sti professionisti delle due ruote.. e come dico spesso a proposito delle fantastiche protagoniste del nuoto sincronizzato: “io manco da solo me sincronizzo!” ahah

    • massimolegnani 18 settembre 2021 a 22:34 #

      ahah, sì una brutta caduta, ma a ripensarci è stato un epilogo non così drammatico e poi la dottoressa del 118 era di una simpatia unica!
      ciao, Franco 🙂
      ml

  2. ilmestieredileggereblog 18 settembre 2021 a 17:46 #

    una brutta esperienza…. bello pedalare in compagnia, ma in assetto rilassato!!

    • massimolegnani 18 settembre 2021 a 22:36 #

      vero, ma qualche disavventura ogni tanto ci vuole, se poi si può riderne assieme 🙂
      buona notte Pina
      ml

  3. vittynablog 18 settembre 2021 a 20:45 #

    Mi dispiace per la rovinosa caduta, meno male che non vi siete fatti troppo male. Sono cose che succedono, l’importante è poterle raccontare 🙂

    • massimolegnani 18 settembre 2021 a 22:40 #

      esatto! in fondo ci è andata bene, io me la sono cavata con qualche punto di sutura, il mio amico con qualche dolore in più.
      E ancora ne ridiamo quando ci incontriamo.
      ciao Vitty 🙂
      ml

  4. Keep Calm & Drink Coffee 19 settembre 2021 a 17:53 #

    Ma sai che io da bambina faticavo ad afferrare questo concetto del “tirare” gli altri dietro?

    • massimolegnani 19 settembre 2021 a 18:18 #

      bè è comprensibile, è un termine gergale che per quanto esatto nel concetto uno non può comprendere se non ne ha avuto esperienza diretta 🙂
      buona serata Keep
      ml

  5. Bloom2489 19 settembre 2021 a 20:08 #

    Caspita eppure quando vedo le tappe in tv sembra danzino con una semplicità che non fa immaginare quanto può essere pericoloso un minimo sbaglio!

    • massimolegnani 19 settembre 2021 a 22:34 #

      i corridori professionisti sono straordinari, un tutt’uno con la bici, ma il rischio è grosso, basta una minima incomprensione con chi è davanti ed è un disastro. Noi dei professionisti siamo riusciti a imitare solo il disastro 🙂
      ciao Bloom 🙂
      ml

      • Bloom2489 19 settembre 2021 a 23:03 #

        Eh ma pensa quanti ne avranno fatti loro prima di imparare 🙂
        Ciao 🙂

      • massimolegnani 20 settembre 2021 a 10:07 #

        …anche dopo aver imparato 🙂

      • Bloom2489 20 settembre 2021 a 10:26 #

        Giusto 😉

      • massimolegnani 20 settembre 2021 a 12:44 #

        🙂

  6. newwhitebear 19 settembre 2021 a 22:03 #

    Non male l’esito di una ruota tira l’altra. Forse sarebbe stato meglio non tentare di imitare i grandi.

    • massimolegnani 20 settembre 2021 a 22:31 #

      è sparita la mia risposta (o per errore non l’ho inviata)
      ti dicevo che hai ragione, non bisognerebbe, ma qualche volta è forte la tentazione di strafare, andare oltre i propri limiti.
      ciao GianPaolo
      ml

  7. elettasenso 23 settembre 2021 a 20:55 #

    Che divertente questo finale, non certo per voi… 😉

    • massimolegnani 25 settembre 2021 a 21:42 #

      eheh, a ferite e fratture rimarginate è diventato divertente anche per noi 🙂
      buona notte Eletta
      ml

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