Ilaria e i lecci

11 Nov

c.calati
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L’ho incontrata tardi, solo ora, questa città che credevo secondaria ed è meravigliosa essenza di Toscana. Ma forse la mia è l’età giusta per capirla, da giovane sarei andato veloce tra i vicoli e le piazze per immagazzinare in fretta i luoghi letti sulla guida. Ora ho il passo lento, mi soffermo agli angoli e alle pietre, mi guardo intorno e ogni sguardo è uno stupore.

Ilaria, pallido marmo, il più bel volto femminile di una città che scopro simile a lei, il giro delle mura come il cercine di stoffa che le contorna il capo.

I lecci in cima alla torre dei Guinigi sono straordinari, una bandiera verde che da secoli sventola nel vento. Ripenso al Bosco verticale di Boeri, poca e tardiva cosa al confronto dell’idea realizzata dal Signore di Lucca mezzo millennio prima: tra tutte le torri che allora come ora abbellivano la città, la sua la riconosci subito da qualunque punto delle mura, ammiri la bellezza dei suoi lecci e in essa tu, messere medioevale o turista del duemila, sei costretto a riconoscere il potere dei Guinigi. Chissà se Ilaria nella sua breve vita di sposa è mai salita quassù. La immagino già malata affrontare uno scalino dopo l’altro e gioire in affanno dopo aver raggiunto il piccolo bosco della cima.

Dopo aver visto il suo volto scolpito nel marmo mi sembra di rivedere la delicata Ilaria in ogni viso gentile che incontro per le antiche strade di Lucca.

Ilaria è la signora dall’umiltà radiosa che lava il pavimento della chiesa di San Pietro. Senza interrompere il suo lavoro ci permette l’accesso ai resti del chiostro, di solito interdetto ai turisti, poi ci raggiunge per illustrarci i cambiamenti dell’edificio nei secoli. Ci indica le pietre primitive e le aggiunte successive, la via a lastroni verso il campanile che è diventata una specie di navata aggiunta. Con la ramazza e il secchio questa Ilaria ha un’autorevolezza da guida diplomata e ci fornisce notizie che nessuna guida diplomata forse conosce.

È Ilaria la ragazza dagli occhi celesti che ci accoglie  alla Casa del Boia, ricavata da un bastione delle mura poi trasformata in cannoniera e ora suggestivo museo della via francigena. Avevo pagato l’ingresso senza visita guidata, ma Ilaria sembra avere un debito di riconoscenza con questi unici visitatori. Così ci porta di stanza in stanza come una solerte padrona di casa coi suoi ospiti, ci mostra i pannelli interattivi che illustrano la via francigena nei secoli, ci invita a partecipare al “gioco dei pellegrini”, ci racconta aneddoti divertenti nella stanza dei cannoni. Poi s’imbarazza quando un video parte senza sonoro, riprova, ritenta e arrossisce capendo che non riuscirà a riparare il guasto. Con un candore che commuove vorrebbe restituirci il prezzo del biglietto, non si rende conto che anche senza video lei, ai miei occhi, si è fatta emblema della città gentile.

c.calati
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28 Risposte a “Ilaria e i lecci”

  1. ilmestieredileggereblog 11 novembre 2021 a 10:32 #

    Colpita dritta al cuore ❤️ sono felice che la mia città natale ti abbia conquistato 😊

    • massimolegnani 11 novembre 2021 a 11:11 #

      confesso che speravo mi leggessi e condividessi perchè ricordavo che tu sei di Lucca:)
      la città mi ha letteralmente colpito non tanto per i luoghi affascinanti quanto per l’atmosfera particolare che vi ho respirato.
      grazie Pina
      ml

  2. Neda 11 novembre 2021 a 12:08 #

    Grazie per questo bellissimo post. Ci fui nell’84 in questa bella città e mi hai rinfrescato i ricordi.
    E sempre grazie per il tuo scrivere, leggiadro eppur profondo e sempre molto, molto accurato e anche poetico.

    • massimolegnani 11 novembre 2021 a 19:31 #

      oh, grazie Neda, mi hai riempito di complimenti.
      buona serata
      ml

  3. pino 11 novembre 2021 a 12:40 #

    Bellissima città, Lucca, “la città dall’arborato cerchio, ove dorme la donna del Guinigi”, come scriveva Gabriele D’Annunzio in una sua famosa poesia. E molto bella la tua descrizione…

    • massimolegnani 11 novembre 2021 a 19:32 #

      sì, è una città che mi ha sorpreso e appassionato.
      ciao Pino
      ml

  4. unallegropessimista 11 novembre 2021 a 14:28 #

    Ci sono stato. Passato una bella giornata. Sulla torre dolce consorte si è rifiutata di salire. Sono andato da solo.

    • massimolegnani 11 novembre 2021 a 19:35 #

      bè, si è persa uno spettacolo unico, e tu che sei salito lo sai: la vista da lassù e gli alberi incredibile valevano la fatica di salire
      ciao “Allegro”
      ml

  5. aure1970 11 novembre 2021 a 22:12 #

    Ci sono stato in gioventù, ne ho un bellissimo ricordo.

  6. Bloom2489 12 novembre 2021 a 13:59 #

    Mi rispecchio nel tuo modo di leggere l’atmosfera della città, è così che visito un posto nuovo in genere ed è l’unica cosa che ricordo dopo a distanza di anni

    • massimolegnani 12 novembre 2021 a 23:40 #

      sono d’accordo con te, quello che resta è il ricordo dell’atmosfera percepita:)
      buonanotte Bloom
      ml

  7. newwhitebear 12 novembre 2021 a 22:36 #

    una bella descrizione fuori dagli schemi usuali di Lucca e dei due simboli: Ilaria del Carretto, splendido marmo di Jacopo della Quercia, e la torre di Guinigi.

  8. Keep Calm & Drink Coffee 13 novembre 2021 a 20:08 #

    Io purtroppo non ci sono mai stata fisicamente, ma ora è come se ne avessi vissuto un attimo attraverso le tue parole, perché ho avuto la sensazione di indossare perfettamente “l’età giusta per capirla.”

    • massimolegnani 14 novembre 2021 a 11:07 #

      mi piace questa tua condivisione per intuito e sensazioni
      grazie Keep
      ml

  9. elettasenso 15 novembre 2021 a 17:57 #

    Adoro da sempre Toscana ed Umbria. Quando vado mi sento a casa. 🌷

    • massimolegnani 16 novembre 2021 a 11:23 #

      è vero, sono regioni che mettono a proprio agio.
      buona giornata, Eletta
      ml

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