Archivio | dicembre, 2021

teatrino sanitario

29 Dic
c.calati

                                                  

In una mattinata di lavoro di quelle caotiche che ti tolgono il fiato, dovresti essere in tre posti contemporaneamente e contemporaneamente riflettere, decidere e fare, in una mattinata così, la soave Marina dell’ambulatorio accanto (soave lo è diventata da poco, a seguito di un evento drammatico ma con sollievo finale che le ha smussato spigoli e sguardo) mi chiede un parere veloce per un suo paziente e con dolcezza irremovibile di voce cantilenante e di occhi morbidi mi stacca da una mia incombenza per “trascinarmi” nel suo studio. Io sono pediatra, lei neuropsichiatra infantile, per cui collaboriamo spesso. Di solito segue bambini con ritardi motori o con altri problemi neurologici, raramente casi psichiatrici. Quello che mi trovo davanti è appunto uno dei suoi rari casi psichiatrici, un ragazzone di 15 anni alto come me dall’aspetto fin troppo sano e una parlantina veloce, eccitata, saltabeccante di qua e di là. Mentre lui mi mostra una mano un po’ gonfia spiegandomi con un profluvio di dettagli che si è fatto male dieci giorni prima prendendo a pugni un muro, sento la madre che elenca alla dottoressa i sedativi, gli antidepressivi e i neurolettici che assume il figlio, una lista capace di arricchire da sola cinque farmacie. Così capisco che il ragazzo, Davide, dietro il sorriso aperto e i modi educati è una polveriera.

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la storia di Rado Vukotic

21 Dic
c.calati

                                                 

Non so da che parte avrebbe dovuto combattere, se coi Serbi o coi Croati, forse non lo sapeva nemmeno lui, fino a pochi giorni prima costituivano un’unica nazione. Certo è che Rado, anima girovaga, quando ha sentito aria di guerra, ha messo quattro cose in uno zaino ed è fuggito per i boschi. Aveva vent’anni, allora, baffi folti da zingaro e nessuna voglia di rischiare la pelle per una patria sconosciuta.

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i colori del solstizio*

17 Dic
by c.calati

Giorno corto d’inverno, un orrendo nero avanza già a metà pomeriggio deturpando ogni immagine.

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A zero pedalare

13 Dic
by c.calati

                                        

Prima era un telo impermeabile che l’avvolgeva sul terrazzo a proteggerla dal freddo, quest’anno è un locale riscaldato che tratta la nuova bici da regina e la nasconde al mio rimorso che da un mese preferisco la poltrona ai suoi pedali e i piedi li tengo spesso sotto il tavolo ad abbuffarmi come avessi pedalato. Me lo rammenta con severità il diario elettronico delle uscite, che a dicembre è desolatamente vuoto.

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mi sono dimenticato di Lorenzo Marone

6 Dic
c.calati

                             

La lettura era iniziata sotto i peggiori auspici.

Il libro non l’avevo comprato io, me l’ero ritrovato casualmente tra le mani e già questa mancanza di scelta costituiva per me un handicap non da poco. Poi scorrendo la quarta di copertina scopro che lo stesso autore aveva scritto La tentazione di essere felici che sapevo di aver letto. Purtroppo non ricordavo la trama né il mio eventuale gradimento. Ricordavo solamente di  averlo comprato per la suggestione del titolo e della copertina (una donna in rosso di spalle sotto un arco) e di essermi accorto dopo poche pagine di averlo già letto. Un acquisto inutile, segno deprimente della mia smemoratezza.

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una lettera senza una lettera*

2 Dic
dal web

                                     

Caro amico di enigmistica a distanza,

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