A zero pedalare

13 Dic
by c.calati

                                        

Prima era un telo impermeabile che l’avvolgeva sul terrazzo a proteggerla dal freddo, quest’anno è un locale riscaldato che tratta la nuova bici da regina e la nasconde al mio rimorso che da un mese preferisco la poltrona ai suoi pedali e i piedi li tengo spesso sotto il tavolo ad abbuffarmi come avessi pedalato. Me lo rammenta con severità il diario elettronico delle uscite, che a dicembre è desolatamente vuoto.

Ho collezionato scuse, le più varie, per non uscire in bici, il giorno poco adatto, il raffreddore, la scrittura, il vento, gli amici, i pranzi, le letture, il gatto, la moglie, una figlia, il cane, l’età, gli scacchi, la digestione, l’indigestione, trovo sempre qualcos’altro da fare di più impellente, per esempio niente, e ogni scusa aveva il soprannome di pigrizia.

Ma oggi, oggi ho visto nascere il sole in grande spolvero, la luce spandersi come una coperta calda sulle cose, ho fiutato l’aria dal terrazzo con ancora la tazza della colazione in mano, ho guardato il termometro, uno zero limpido tendente al rialzo, e sono sceso nella stanza della bici. Ho controllato la pressione delle gomme, non un millibar di perdita, ho verificato l’oliatura agli ingranaggi, più scorrevoli delle mie giunture arrugginite che a tenere le ginocchia ferme sotto il tavolo per ore s’incrostano come una lavatrice col calcare.

Ho  ancora in circolo del vino che avevo giudiziosamente accumulato in queste settimane e c’è pure una congiunzione astrale favorevole, Marte allineato con Giunone (Giunone, e che astro è? massì, dai, il pianeta delle scimmie ubriache), perché la bici in inverno ha bisogno che tu non sia troppo razionale, non dico la follia ma un poco d’incoscienza è necessaria per deciderti a metterla su strada.

La vestizione del ciclista di dicembre ha il misticismo del torero prima dell’arena, che ogni capo ha un significato e una funzione. Così, nuova è la maglia a pelle, traspirante e termica, nuovi i pantaloni in goretex tanto aderenti che fatico ad infilarli, ben collaudato e degno di fiducia il vecchio micropile arancio-anas, poco usata ma fondamentale la giaccaavento superimbottita. Ormai sulla porta indosso gli ultimi elementi, scarpette isolanti a doppia allacciatura, guanti termici e un berretto di lana sotto il casco. E subito mi metto a pedalare di buona lena per vincere il primo freddo e il desiderio immediato della stufa.

La bici in inverno ha distanze dilatate, che lo scarso allenamento, il fango sull’asfalto e quello stato misto e misterioso di gelo e calore speculari, rendono i chilometri più lunghi. Arrivo sul mio lago assieme al sole, entrambi fiacchi ma sufficienti ad onorare il giorno, che se io arranco un poco sui pedali ma comunque vado, lui s’alza a fatica dalla linea d’orizzonte eppure illumina quei poppi spogli fino a farli alberi belli.

Il lago di Candia mi sembra il Titicaca coronato dalle Ande, aria d’altura, neve nelle montagne intorno e tante canne sulle sponde che anche qui potrebbero intrecciare in barche identiche. Amo questo lago piccolo e tranquillo, ci torno spesso e talvolta ne racconto. Sta lì tra campagna e vigne e sembra che mi aspetti, lo guardo riposare nell’inverno, due giri di pedale ed è finito, eppure ancora mi accompagna.

La bici in inverno è un viaggiare soli e accompagnati da fantasmi di pensieri e di persone, che mentre pedali stai fantasticando su improbabili itinerari del futuro, Corsica e Lucania. E già discuti con te stesso e con gli assenti amici i modi, i tempi e i dove in primavera, e così pedali che non sei più solo.

Dicono che il bello dell’inverno è che non sudi, sarà, ma io appena mi fermo mi sento come quei cavalli avvolti nel vapore della loro fatica, sai quando all’arrivo gli buttano sopra una coperta affinchè non schiattino di schianto. Anch’io, finito il giro, cerco calore. Mi metto davanti alla stufa e sto lì inebetito a scongelare.

24 Risposte a “A zero pedalare”

  1. Alessandro Gianesini 13 dicembre 2021 a 11:53 #

    Col freddo è una vera tortura, ti capisco.
    Ieri, però, mi sono preso i copriscarpe e quindi un po’ di freddo lo lascio fuori… sempre che il tubeless dietro decida di collaborare e non sgonfiarsi a piacimento! 🙂

    Benritrovato, Massimo

    • massimolegnani 13 dicembre 2021 a 12:50 #

      con questo freddo una foratura o un incidente meccanico a metà giro che richieda una riparazione sul posto è il massimo della sfiga!
      un piacere incontrarti, Alessandro
      ml

  2. phileasfogg2020 13 dicembre 2021 a 13:25 #

    io pure colleziono scuse, e dire che dovrei solo fare un po’ di ginnastica in casa…

    • massimolegnani 13 dicembre 2021 a 23:14 #

      eheh, quando la pigrizia incalza, sappiamo trovare scuse assai convincenti (per noi) per non muoverci:)
      ciao
      ml

  3. Neda 13 dicembre 2021 a 17:21 #

    Io dovrei andare a fare la spesa al supermercato a cinque minuti da casa a piedi…ci andrò domani. Adesso mi infilo sulla poltrona capiente: mi sento già affaticata solo ad averci pensato.

    • massimolegnani 13 dicembre 2021 a 23:16 #

      ahah, ma fai bene, tu sempre in movimento, approfitta del freddo per riposarti!
      buona serata, Neda
      ml

  4. elettasenso 13 dicembre 2021 a 18:42 #

    Anch’io oggi ho visto e inseguito il sole vincendo accidenti e pigrizia. Danno sole e temperature alte tutta settimana e ho deciso di berlo tutto questo sole prenatalizio…

    • massimolegnani 13 dicembre 2021 a 23:18 #

      brava
      mi sarei pentito se non avessi approfittato di questo sole.
      buona serata, Eletta
      ml

  5. ilmestieredileggereblog 13 dicembre 2021 a 20:28 #

    anch’io me ne starei al caldo in casa, ma i cani non sentono ragioni…. e poco il freddo… tanto loro corrono tutto il tempo…

  6. Keep Calm & Drink Coffee 13 dicembre 2021 a 20:35 #

    Ecco: mi hai un po’ svelato questa cosa della vestizione per i ciclisti … 🙂
    Le congiunzioni astrali, di qualunque tipo, sono sempre tanta roba, dunque è bene non perderle! Applausi sinceri.

    • massimolegnani 13 dicembre 2021 a 23:22 #

      in inverno la vestizione è davvero impegnativa!
      grazie Keep m’inchino all’applauso
      ml

  7. vittynablog 13 dicembre 2021 a 22:20 #

    Bisogna proprio amarla la bicicletta per decidere di uscire dal calduccio per ritrovarsi nel freddo ( anche se asciutto ) di questi giorni! Complimenti Massimo, la tua bicicletta deve essere molto orgogliosa di te! ❤

    • massimolegnani 13 dicembre 2021 a 23:25 #

      il più è vincere la pigrizia, poi una volta che sei fuori tutto va da sè ed è piacevole.
      La tratto bene e lei, la bici, ricambia:)
      ciao Vitty
      ml

  8. kermitilrospo 14 dicembre 2021 a 01:52 #

    ho sempre preferito il caldo torrido al freddo pungente, ma andando avanti con gli anni mi accorgo che trovo mille scuse per non pedalare quando fa troppo caldo. Con la pratica ho imparato a vestirmi anche se qualche volta sudo lo stesso e se sto fuori troppo alla fine ho sempre freddo ai piedi, ma è vero che la vestizione invernale è un vero e proprio rito. La cosa peggiore secondo me è che le ore di luce son poche.

    • massimolegnani 14 dicembre 2021 a 10:29 #

      sì, il troppo caldo e il toppo sono deleteri per andare in bici e anch’io con l’età sopporto sempre meno il caldo torrido.
      ciao e grazie del passaggio qui, da ciclista
      ml

  9. newwhitebear 14 dicembre 2021 a 21:56 #

    la bici d’inverno richiede l’ispirazione per l’uscita. La congiunzione astrale favorevole (vedi Marte e Giunone 😀 ) e la voglia di sentire il freddo in faccia.
    Hai usato quella a trazione umana o quella elettrica?

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