a margine dei morti

8 Mag
c.calati

                                       

Quando mi muovo per turismo, che sia una pedalata tra le vigne vicino a casa o un viaggio tra le betulle su in Finlandia, sento il bisogno di scoprire il nucleo limpido del luogo, di arrivare al segno distintivo che accomuna la gente di quel posto e la fa diversa dalle altre. La via più breve sarebbe coltivare i contatti umani, due chiacchiere al pieno di benzina, un sorriso e una domanda mentre compri i panini al sesamo, una piccola indagine con il barista mentre sorseggi un caffè al banco. Ma tutto questo implica avere una predisposizione, per l’appunto, per i contatti umani e io non sono tagliato per certe imprese. 

E allora, visto che il bisogno di sapere è forte e la predisposizione zero, anziché luoghi di ritrovo frequento cimiteri, cerco notizie nei silenzi. Ma non assomiglio ad Ossian né tanto meno al Foscolo, anzi evito con cura i sepolcri più o meno illustri che san parlare solo di sé stessi e i mausolei che mi dicono la Storia troppo maiuscola e distante dalla gente. Semmai è come leggere SpoonRiver, fiuto dalla lapide la vita che è passata.

Amo le vecchie pietre con le croci arrugginite, le frasi ingenue scritte in tante lingue, l’erbaccia come tomba a ridosso della chiesa. Quelle mi raccontano la vita dura, che vecchi si era a cinquant’anni, e la morte era una cosa da bambini, che quanti ne morivano! Guardo quei morti, capisco com’erano da vivi, setaccio le notizie e intuisco ciò che è rimasto nei discendenti del loro carattere, la caparbietà distintiva di un popolo, la rassegnazione atavica in un altro. 

Ecco, rubato all’acqua delle risaie, poco lontano da qui, c’è un camposanto microscopico di forma circolare che si raggiunge da un viottolo, poco più di un divisorio in terra tra due campi, così stretto che le bare dalla strada immagino dovessero portarle sulle spalle. Lì riposano contadini spremuti come muli accanto alle mondine, sai quelle dei canti e dei sorrisi con l’acqua alle ginocchia. Beh, quando non ridevano e non cantavano, le mondine morivano di febbri e reumatismi. Loro mi dicono che questa era una terra faticosa, che a me sembrava ricca e spensierata, a vedere i loro figli, panciuti possidenti in fuoristrada. 

E come questo ne scovo altri di cimiteri, modesti ma ricchi di notizie, sulle scogliere dell’Irlanda le pietre misere di Aran, scolpite in incomprensibile gaelico a dirmi l’attaccamento alle radici, sulle rive dei laghi finlandesi i pini centenari fanno compagnia a quieti cumuli di terra e ti spiegano l’animo finnico meglio del design, le querce pietose di Milstatter a fare ombra ai morti, nei camposanti dei villaggi valdostani ruggine e neve, lapidi di ferro, per leggere la storia della valle quando non c’erano funivie, skilift e soldi ma solo polenta, povertà e pochi tocchi di fontina. 

E così, ovunque sono, a margine dei morti, mi sento vicino ai vivi di quel luogo. 

26 Risposte a “a margine dei morti”

  1. sibillla5 NADIA ALBERICI 8 Maggio 2022 a 10:25 #

    mi piace un sacco!!!

  2. pino 8 Maggio 2022 a 12:11 #

    Mi ritrovo nelle tue belle parole. Mi fai pensare che in occasione del lockdown Franco Arminio aveva redatto un decalogo di regole comportamentali che comprendeva, tra le altre, anche quella di andare al cimitero perché “c’è poca gente e i morti non sono contagiosi”. Ora, può sembrare una battuta per suscitare una facile risata, però, conoscendo un po’ la sensibilità poetica di Arminio, in quella frase c’è un invito a lasciar perdere – ogni tanto – l’inutile bla bla dei vivi e affidarsi al silenzio dei morti e dei luoghi a loro destinati, i cimiteri. Luoghi dove il silenzio è pieno di parole e di risposte per noi poveri mortali.

    • massimolegnani 8 Maggio 2022 a 22:05 #

      condivido le tue parole, caro Pino, “affidarsi al silenzio dei morti” è una bellissima espressione che condivido, come anche le tue altre tue parole e quelle (serissime) di Arminio. Le sue cartoline dei morti, lo sappiamo entrambi, sono il senso poetico di quanto io e te affermiamo.
      ml

  3. Keep Calm & Drink Coffee 8 Maggio 2022 a 17:28 #

    Il cimitero è uno dei pochissimi luoghi in cui mi sento veramente in pace.
    Non leggerla come una battuta, perché non lo è.

    • massimolegnani 8 Maggio 2022 a 22:07 #

      so bene che non è una battuta, e la condivido in pieno.
      un caro saluto, Keep
      ml

  4. newwhitebear 8 Maggio 2022 a 21:08 #

    anche le pietre parlano e basta avere la pazienza di ascoltarle.

  5. vittynablog 8 Maggio 2022 a 21:49 #

    E’ un’abitudine che ho anch’io… si scoprono molte cose della vita visitanto i cimiteri di gente comune. Ho adorato quelli scandinavi, semplici , talvolta messi in una piazza, non nascosti in periferia da mura alte… ma con le lapidi disseminate nel parco, fra i vivi. Una bella sensazione, a tal punto che la morte non fa più paura, ma diventa un evento naturale.

    • massimolegnani 8 Maggio 2022 a 22:14 #

      è vero, ne ricordo anch’io in Svezia e in Finlandia di tombe fatte di cumuli di erba, una croce e una scritta, disseminate nei parchi cittadini o nei giardini delle chiese. La loro semplicità e la vicinanza ai vivi hanno un che di rasserenante.
      Grazie Vitty delle tue parole
      ml

      • vittynablog 8 Maggio 2022 a 22:17 #

        Grazie a te che fai riflettere con i tuoi post!!!! 🙂

      • massimolegnani 8 Maggio 2022 a 22:18 #

        un sorriso a te

  6. Cinzia* 8 Maggio 2022 a 23:24 #

    il cimitero è un luogo di semplice silenzio…
    io ci vado per trovare i miei cari che non ci sono più… per parlare con loro… per essere ancora avvolta da quel lontano abbraccio che consola il mio dolore…
    abbiamo bisogno anche di questa triste e grigia realtà…

    • massimolegnani 9 Maggio 2022 a 08:47 #

      sì, è un luogo d’incontro intimo e a suo modo appagante.
      buona giornata, Cinzia
      ml

  7. Neda 9 Maggio 2022 a 16:23 #

    Beh, io, quando viaggiavo da sola, prima del matrimonio, quando era possibile cercavo di farmi un giretto negli ospedali, ho anche visitato alcune scuole elementari e, come te, i cimiteri, ma anche le chiese. Naturalmente prendevo i pasti nelle bettole non frequentate da turisti. Ritengo ancora oggi fosse il modo migliore per conoscere un po’ la gente del luogo.

    • massimolegnani 9 Maggio 2022 a 16:45 #

      condivido i tuoi luoghi di conoscenza, soprattutto le chiese e le trattorie alla buona.
      ciao Neda
      ml

      • Neda 10 Maggio 2022 a 10:56 #

        Buona giornata e buone pedalate.

      • massimolegnani 11 Maggio 2022 a 09:04 #

        grazie Neda

  8. elettasenso 9 Maggio 2022 a 18:27 #

    I cimiteri hanno un fascino anche per me. Dove abito c’è un piccolo cimitero che in inverno è sommerso dalla neve. Bellissimo 🐞

    • massimolegnani 10 Maggio 2022 a 09:16 #

      i cimiteri di montagna sono i miei preferiti.
      buona giornata di sole, Eletta
      ml

      • elettasenso 10 Maggio 2022 a 14:51 #

        Buon pomeriggio caro Massimo 🌷💕

      • massimolegnani 11 Maggio 2022 a 09:05 #

        grazie, lo è stato 🙂

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