ore a rovescio (r)

27 Giu
c.calati

L’ascensore esterno che dalle mura della cittadella porta direttamente alla piazzetta dell’INPS è già salito e sceso tre volte senza che nessuno sia entrato o uscito dalla cabina. Un uomo solo al comando della pulsantiera schiaccia il tasto per la risalita o la discesa prima che si aprano le porte. Una specie di dirottamento del mezzo senza ostaggi né spargimenti di sangue, c’è un unico passeggero a bordo, e ha bisogno di stare solo.

Camillo, quasi ipnotizzato, non può interrompere la meraviglia dell’immagine riflessa sulla parete di alluminio anodizzato, più fedele di uno specchio. Studia come un evento straordinario il proprio volto, magro ma non emaciato, esamina la patina del tempo, pelle indurita e rughe, quelle profonde della fronte, pensierose, e quelle più sottili che fanno da corona agli occhi e precedono il sorriso, nota i baffi accattivanti, affumicati dalle annose sigarette e le sopracciglia folte ancora nere che fanno da contrasto al candore eccessivo della barba. Preme di nuovo il bottone per iniziare un altro viaggio e intanto contempla la lieve abbronzatura che gli dà un’aria vissuta e rende più attraente anche la testa quasi spoglia. Poi, con la massima obbiettività possibile, fa scorrere uno sguardo sull’intera figura, corpo muscoloso, asciutto, portamento ancora eretto, e alla  fine non ha più dubbi.

Sta diventando bello.

Adesso, la bellezza?, chiede quasi gridando all’immagine che lo fissa incredula.

Sa di beffa questa specie di regalo della sorte, dopo che l’aveva atteso per decenni. La bellezza tardiva come una Maserati offerta in dono ad uno che ha sempre guidato Topolino e Cinquecento e a cui ormai stanno per revocare la patente per sopraggiunti limiti di età.

La bellezza, che me ne faccio adesso?

Camillo è ancora nel mondo del lavoro unicamente per via della Fornero, ma la sua voglia di vita, quella, se n’è andata in pensione già da tempo. La Maserati gli sarebbe servita quando viaggiava con una 850 scalcagnata e le ragazze si vergognavano a farsi vedere in giro con lui, scordati che salga su questo catorcio, aveva detto Marisa mentre lui le teneva speranzoso la portiera aperta. E la bellezza l’ha desiderata tante volte in passato, sfrontata o tenebrosa, da duro o anche vagamente effemminata, sarebbe andata comunque bene pur di non collezionare rifiuti e sberleffi. Simonetta era stata la più candida, lei che passava da un ragazzo all’altro con un appetito quindicenne che non la faceva andare tanto per il sottile, lei lo aveva scartato adducendo una motivazione ineccepibile, se tu fossi un po’ più bello oggi avrei scelto te, ma così come faccio? Gli era sembrata la maestra che con tutto il cuore avrebbe voluto darti la sufficienza, ma con un compito così malfatto come poteva?

I ricordi gli saettano in testa come fulmini a bersaglio. La risata di Claudia in terza media gli provoca la stessa sofferenza dell’abbandono di Carlotta dopo due anni di faticosa convivenza, al risveglio sembrava sempre che lei lo guardasse come un errore imperdonabile. Gianna, Michela, Elisabetta e quell’altra di cui mai aveva saputo il nome scappata appena riemersi dal buio del cinema. Tutte loro hanno ormai ridotto in cenere quella lieve contentezza che stava provando a ritrovarsi bello.

E siccome i pensieri negativi sono peggio delle ciliegie, uno ne tira dietro altri, Camillo si mette a rimuginare su un fenomeno strano che lo riguarda nel profondo. La sua vita è costellata di avvenimenti e azioni fuori dal loro tempo canonico, veri appuntamenti con sé stesso a ore sbagliate. Mozart e Bach quando gli altri andavano ai concerti rock, una pigrizia patologica, televisione divano e patatine, nel vigore dei trent’anni, e, all’opposto, la bicicletta affrontata a un’età in cui questa di solito viene appesa al chiodo, e poi gli innamoramenti tardivi e un matrimonio, il primo e unico, nel tempo in cui i suoi coetanei già sono nonni.

Tutto questo lo sconcerta.

Esce dall’ascensore frastornato, quasi barcolla sull’acciottolato sconnesso della piazzetta. Dovrebbe entrare negli uffici dell’INPS, a che punto è la mia pensione?, ma in questo momento non gli interessa più, è distratto dal campanile che sta battendo le ore. Fissa il grande orologio come se questo racchiudesse il segreto della sua cronologia così sconclusionata. Entra dall’uscio socchiuso alla base della torre campanaria, sale a fatica un’infinità di scale e alla fine si ritrova in una stanzetta tra le campane e il quadrante dell’orologio, attraverso il quale vede la città ai suoi piedi.

Contempla in un unico sguardo il mondo e il tempo.

Mentre guarda le lancette e gli ingranaggi gli sembra di spiare dentro sé stesso, di studiare il proprio orologio biologico. E finalmente capisce. Da dove si trova, dietro l’orologio, le lancette sono in una posizione invertita e l’ora che legge sul quadrante è rovesciata. Ecco i suoi appuntamenti sbagliati, ma pure giusti se li si guardasse dalla parte opposta.

Con un senso di sollievo Camillo ridiscende attento la lunga scala a chiocciola, forse ringiovanito, forse invecchiato. Non ha importanza, l’importante è ritrovarsi finalmente in pace con la propria cronologia malfatta.

32 Risposte a “ore a rovescio (r)”

  1. pino 27 giugno 2022 a 11:19 #

    Non lo avevo letto questo tuo primo post che ha dato il nome al tuo blog. E devo dire che in fieri c’è già tutta l’anima di questo tuo personaggio, Camillo, che tanto ti somiglia. Come dicevamo qualche giorno fa, ogni tanto bisogna riproporre qualche vecchio post…:)

    • massimolegnani 27 giugno 2022 a 15:37 #

      sì ogni tanto occorre tirare fuori vecchi brani dalla polvere.
      in effetti Camillo è nato con questo brano.
      un caro saluto, Pino
      ml

  2. sibillla5 NADIA ALBERICI 27 giugno 2022 a 16:37 #

    grazie per questa meraviglia ancora!

  3. vittynablog 27 giugno 2022 a 16:58 #

    E’ un racconto meraviglioso, hai fatto bene a riproporlo!!! ( quanto mi piace leggerti!!! ) 🙂

    • massimolegnani 28 giugno 2022 a 10:39 #

      grazie Vitty, così ora sai l’origine del nome del blog 🙂
      ml

      • Riccio 11 luglio 2022 a 23:01 #

        Ma quindi tutto è cominciato con Camillo?

      • massimolegnani 12 luglio 2022 a 10:33 #

        sì, anzi Camillo l’ho pensato prima ancora del blog 🙂
        ciao Riccio
        ml

  4. rodixidor 27 giugno 2022 a 18:52 #

    Bello! Letto al rovescio,ultimo ma primo.

    • massimolegnani 28 giugno 2022 a 10:37 #

      ahah, per un attimo ho creduto lo avessi letto a rovescio, dall’ultima parola alla prima 🙂
      ciao rodix, un abbraccio
      ml

  5. Franco Battaglia 28 giugno 2022 a 10:00 #

    Meritava davvero il titolo del blog questo post. Abbiamo tutti a che fare con ore a rovescio, e più ne accumuliamo nell’ordine consueto, più vorremmo metterne a casaccio ritirandole fuori da agende consunte. E non è detto che scrivendo non lo si faccia..

    • massimolegnani 28 giugno 2022 a 10:43 #

      sono convinto di sì, perchè scrivendo rielaboriamo il vissuto, mescoliamo fantasia e spunti reali, modifichiamo la cronologia degli eventi 🙂
      (mi piace molto “ore a casaccio”, quasi quasi ribattezzo il blog :))
      ciao Franco, grazie
      ml

  6. Neda 28 giugno 2022 a 11:49 #

    Grazie per averlo ri-postato, sempre bello, così ben scritto. E mi hai fatto pensare Gigi Proietti che ho rivisto in un vecchio programma di molti anni fa: più bello e interessante da vecchio, il Gigi, Luigi Proietti, quasi bello nel Maresciallo Rocca, mentre da giovane era sì, bravo, anche elegante, ma poco bello in realtà.

    • massimolegnani 28 giugno 2022 a 11:59 #

      eheh sorrido perchè al laboratorio di teatro avrei dovuto interpretare una piece di Proietti, mi sentivo molto nella parte, ma poi è intervenuto il covid e buonanotte!
      grazie Neda
      ml

      • Neda 28 giugno 2022 a 14:50 #

        Sì, Massimo/Camillo credo che lo avresti ben interpretato.

      • massimolegnani 28 giugno 2022 a 22:33 #

        chissà 🙂

  7. newwhitebear 28 giugno 2022 a 20:49 #

    ottimo questo post con Camillo che fa quattro conti con se steso. Passato e presente.

  8. cathe b 28 giugno 2022 a 21:18 #

    Delizioso! Elegante e sobrio nello stesso tempo. (se ripenso al mio primo post, mi vergogno come una ladra, e in verità lo faccio ancora ad ogni post 😆).
    Trovo abbia, tra le righe, il profumo di una “presentazione”… d’altronde Camillo è un personaggio ricorrente nei tuoi scritti, no? 😊
    Grazie per averlo postato ancora, Massimo.
    Un plauso e un sorriso
    cb

    • massimolegnani 28 giugno 2022 a 22:39 #

      sono contento che ti sia piaciuto 🙂
      sì Camillo è un personaggio ricorrente che ogni tanto tiro fuori per fargli fare e dire cose che penso 🙂
      ciao Cathe
      ml

  9. Cinzia* 28 giugno 2022 a 23:20 #

    molto bello questo racconto…
    sì sente il ticchettio lontano di ogni ora vissuta…in ogni suo attimo… in ogni suo secondo…
    si spera che tu… e anche Camillo… possiate trovare pace con la vostra cronologia malfatta…
    buona notte! 😊🌙

    • massimolegnani 2 luglio 2022 a 09:57 #

      grazie Cinzia per le belle parole e l’augurio che mi fai 🙂
      scusa per il ritardo con rispondo ma ero assente.
      ml

  10. zipgong 11 luglio 2022 a 12:02 #

    Cancellare la cronologia come in Uindous é l’unica soluzione.

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