la terza cascata

4 Lug
c.calati

                                    

Per una volta ho rinunciato ai pedali per privilegiare i piedi, riscoprire il piacere faticoso del passo di montagna, poggiare lo scarpone sul terreno con un piccolo tonfo ritmato, la bella cadenza che più lenta non si può, e misurare il tempo in metri guadagnati all’altitudine, duecento all’ora è il limite che sfioro.

Come in bicicletta, anche camminando ho bisogno di non pensare a dove vorrei arrivare, mi devo ingannare ponendomi minimi obbiettivi intermedi e l’itinerario di oggi si presta a questo imbroglio: il sentiero che risale il torrente conduce a tre cascate in successione, molto distanziate tra loro. Affronto la salita come un vecchio cavallo da tiro, la cascata è la carota che mi spinge avanti, la pendenza è il bastone che mi sfianca i muscoli. Mi dico che mi basterebbe arrivare alla prima.

E la prima cascata è uno spettacolo di spume e di frastuono, un rombo che ho sentito da lontano e che mi ha fatto accelerare il passo fino a vederla quest’acqua impetuosa che s’incunea tra due alte rocce. Guardo la cascata e rivedo la medesima potenza della Dora a Ivrea, quando in una piena di anni fa s’infilava rabbiosa tra le pietre del vecchio ponte del Borghetto e sembrava non riuscisse a passarci tutta. Riconosco la stessa furia tumultuosa, è lo stesso fiume anche se per ora ha un altro nome, Rutor. Ma so che pochi chilometri più a valle diventerà Dora di La Thuile. La Dora ha un’origine complessa, più incasinata del Danubio, non c’è valle, qui, Rhemes, Grisanches, Ferret, Veny, le cui acque non abbiamo il nome di Dora, tutte con pari dignità e pari apporto nel formare il fiume definitivo che mi sta a cuore. E questo è un ulteriore motivo ad andare avanti per risalire di cascata in cascata fino alla sorgente.

La salita nel bosco è affascinante, mi rilassa camminare su un tappeto di aghi di pino ed essere avvolto dal profumo di resina, ma ben presto il sentiero si inerpica in modo più deciso, difficile mantenere il passo costante tra gradoni di roccia e tronchi divelti da scavalcare. Trasudo fatica da ogni poro e solo lo sguardo rivolto laggiù al torrente, che in questo tratto scorre placido come un gatto prima del balzo, mi fa trovare le energie per procedere.

c.calati

La seconda cascata è un arcobaleno che filtra tra i rami dei larici. Ancora non la vedo ma m’incanto al pulviscolo acquoso che danza dorato nell’aria prima di depositarsi sulla mia pelle sudata, che refrigerio! Questa cascata, quando ci arrivo, non ha potenza della prima ma ha un che di gioioso nei suoi continui saltelli che l’altra non aveva. Alzo lo sguardo verso il ghiacciaio del Rutor che brilla mille metri sopra di me, è un richiamo fortissimo che mi fa riprendere la marcia.

Ormai sfioro i duemila, il bosco si dirada e si trasforma in una pietraia assolata e fredda. Procedo a fatica, sudo e subito rabbrividisco del mio stesso sudore.

c.calati

La terza cascata è un brivido che ti guizza nella schiena, già mentre guardi dal basso la pioggia ghiacciata provocata dal torrente che sbatte sulle rocce. Salgo fino al centro della pioggia, c’è un frastuono che mi fa tremare. Una passerella attraversa la cascata da parte a parte, percorro le assi scivolose con passo preoccupato. L’attraversamento è un’esperienza fantastica, la cascata mi bagna fin nelle ossa, eppure provo un’emozione intensa, piacevole. Questa pioggia col sole è il coronamento della gita.

Se la salita è fatica, la discesa è dolore, i muscoli che contrastano l’inerzia del corpo verso valle, i piedi che puntano negli scarponi a frenare lo slancio.

A metà valle, dove il torrente disegna un’ansa tranquilla, mi concedo un riposo sotto i pini, il sollievo dei piedi nudi al sole.

c.calati

34 Risposte a “la terza cascata”

  1. Alessandro Gianesini 4 luglio 2022 a 16:13 #

    Che meraviglia… fatica compresa! 🙂

    • massimolegnani 4 luglio 2022 a 22:26 #

      eh, la fatica, a piedi o in bici, quella non manca mai 🙂
      grazie Alessandro
      ml

  2. sibillla5 NADIA ALBERICI 4 luglio 2022 a 16:39 #

    che bello sentir parlare di fresco e di torrente tumultuoso e di ghiacciao…sembra tutto intatto come una volta..anche la fatica nell’aria fresca!!! buona serata Massimo!

    • massimolegnani 4 luglio 2022 a 22:27 #

      grazie Nadia per la “fresca” condivisione 🙂
      buonanotte a te
      ml

      • sibillla5 NADIA ALBERICI 5 luglio 2022 a 06:30 #

        poi un po’ di fresco è arrivato per davvero…una piccola tromba d’aria qui ieri verso sera…buona giornata Massimo

      • massimolegnani 5 luglio 2022 a 16:33 #

        ecco, purtroppo di ‘sti tempi il fresco in pianura è accompagnato spesso da fenomeni violenti, grandinate, trombe d’aria 😦

      • sibillla5 NADIA ALBERICI 5 luglio 2022 a 20:30 #

        vero..e oggi di nuovo caldo….

      • massimolegnani 6 luglio 2022 a 15:49 #

        anche qui, speriamo che stasera faccia una pioggia tranquilla 🙂

      • sibillla5 NADIA ALBERICI 6 luglio 2022 a 21:35 #

        si incrociamo le dita!!!

      • massimolegnani 7 luglio 2022 a 09:52 #

        sì 🙂

  3. cathe b 4 luglio 2022 a 18:49 #

    cascate…
    la loro forza mi ha affascinata sin da piccina. E poi che brivido leggere tutto quei nomi della splendida Vallée.
    Fatica tanta, lo so, ma poi passa mentre quel che resta impresso è lo spettacolo.
    un sourire
    cb

    • massimolegnani 4 luglio 2022 a 22:30 #

      sì, credo che la bellezza di quelle cascate la ricorderò a lungo:)
      un sorriso a te, Cathe
      ciao
      ml

  4. Nemesys 4 luglio 2022 a 20:47 #

    Bellissimo!!!

  5. Neda 5 luglio 2022 a 10:25 #

    Sublime, semplicemente sublime, questa descrizione di paesaggio e sentimenti. Grazie per avercela fatta percorrere con te. Grazie davvero.

    • massimolegnani 5 luglio 2022 a 16:34 #

      felice che ti sia lasciata coinvolgere dall’atmosfera che ho cercato di descrivere.
      grazie Neda
      ml

      • Neda 6 luglio 2022 a 08:58 #

        Sempre grazie a te.

      • massimolegnani 6 luglio 2022 a 15:49 #

        !! un sorriso

  6. Franco Battaglia 5 luglio 2022 a 12:09 #

    Splendida narrazione..e hai ragione.. la discesa fa male, un controsenso che si avvita su se stesso a volte, ma incrina muscoli e ossa.. a margine: fa impressione tutta questa acqua meravigliosa quando ne manca ad ettolitri altrove..

    • massimolegnani 5 luglio 2022 a 16:38 #

      la discesa fa bene solo da giovani quando si sa saltare come camosci da una pietra all’altra 🙂
      (però quest’acqua non va persa, attraverso una serie di canali va a irrigare i campi e le risaie di mezzo Piemonte)
      ciao Franco e grazie
      ml

  7. newwhitebear 5 luglio 2022 a 17:53 #

    Che bella scarpinata ti sei fatto. Salire è gioia ma scendere è dolore perché devi puntare i piedi per non ruzzolare a valle in un amen.
    Comunque lo spettacolo è assicurato delle tre cascate . Un po’ meno i tuoi piedi 😀

  8. elettasenso 5 luglio 2022 a 18:41 #

    Sembrava fossi dalle mie parti finché non ho letto attentamente 🌼🌼🌼bello riposare dopo tanta fatica e bellezza

    • massimolegnani 6 luglio 2022 a 15:48 #

      Da lì il Rosa lo vedevo in lontananza, lo scenario principale era occupato dal Bianco e dal Rutor 🙂
      sì, ho riposato soddisfatto su quel prato 🙂
      buona giornata, Eletta
      ml

      • elettasenso 6 luglio 2022 a 17:01 #

        Eh… Non svelare Simenon 😎 comunque sempre bella la montagna ovunque sia 😘buona serata

      • massimolegnani 7 luglio 2022 a 09:52 #

        ahah, tranquilla, il Rosa ha tante valli, potresti addirittura in Svizzera 🙂

      • elettasenso 7 luglio 2022 a 09:53 #

        😎 Davvero tante valli e luoghi… Buona giornata caro Massimo 😉

      • massimolegnani 7 luglio 2022 a 10:10 #

        🙂

  9. zipgong 11 luglio 2022 a 12:00 #

    Se mi metto a piedi nudi nella foresta decimo la popolazione animale in men che non si dica.

    • massimolegnani 11 luglio 2022 a 12:02 #

      ahah, anche da me qualche cerbiatto è crollato a terra streavolto dalle emanazioni 🙂
      benvenuto zipgong
      ml

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