dialogo tra un turista jet e un ciclista minimal

17 Lug
t.legger

         

Allora, cosa hai fatto di bello questa settimana?, chiede Giacomo, ma si capisce dalla faccia arricciata che gli interessa poco la risposta. Domanda per avere di rimbalzo l’occasione di raccontare che cosa ha fatto lui.

Sono stato in una valle non lontana da qui, quasi nascosta e poco frequentata perché la strada s’inerpica ripida e sconnessa. Io poi avevo pure la tenda legata sopra lo zaino, quindi è stata davvero una fatica! Ma, arrivato su, c’è un pianoro dalla bellezza spartana. Camillo gesticola, fa un gesto ampio con la mano come disegnasse la piana nell’aria. Una prateria sconfinata con attorno boschi e più lontano cime scintillanti. Ho appoggiato la bici a un palo e ho proseguito a pie…

Giacomo lo interrompe, già annoiato:

Sì, vabbè, hai tempo da sprecare, tu. Pensa che mentre tu cincischiavi rasoterra in questa valle, io volavo alto!

In che senso?

 Sono volato in Nepal! E di spartano ho trovato solo l’alloggiamento temporaneo a Katmandu, per un disguido, prima che l’elicottero ci trasferisse al campo base. Himalaya!

Sei stato sull’Everest? Domanda sbalordito Camillo.

Bè, non era l’Everest ma un’altra cima del gruppo dell’Himalaya. Ero pur sempre a 5800 metri di altitudine.

Incredibile, 5000 metri più in alto di dov’ero io!

Naturalmente non ci hanno fatto arrivare fino in vetta, ma comunque era come stare su un balcone affacciato sulla cima del mondo.

Ma come hai fatto? Non mi pare che tu abbia un grande allenamento.

Giacomo ride: Semplice, mi ero iscritto al programma di un tour operator inglese: tutto perfettamente pianificato per farci risparmiare tempo e fatica, elicotteri per gli spostamenti e sherpa a portarci i bagagli. Unico problema l’altitudine che ti toglieva il fiato e ti tagliava le gambe.

M’immagino. Io non ce l’avrei fatta con il mio carico sulle spalle, tu almeno camminavi leggero.

Leggero e servito di tutto punto! Pensa che sia al campo base che all’arrivo ai piedi del ghiacciaio eravamo sistemati in tende a cinque stelle.

Nemmeno nella mia canadese mancava il necessario: un saccoapelo, un fornelletto e un pentolino per la minestra. Ho passato due giorni splendidi su quell’altopiano, il fruscio del vento e una civetta a farmi compagnia di notte, non potevo chiedere di meglio.

Povero Camillo, tu ti accontenti proprio di poco. Minestrina? Saccoapelo? Noi pasti principeschi seduti a tavola, e per dormire letti da favola.

Ma così ti perdi tutto lo spirito della montagna.

Sciocchezze! Ma chi l’ha detto che bisogna soffrire per ammirare la natura?

Beh, senza sudore non è la stessa cosa. È come se la fatica accumulata ti spalancasse gli occhi.

Ti garantisco che ho visto panorami mozzafiato che tu nemmeno t’immagini. Ho ancora l’Everest imponente davanti agli occhi.

Sì, ma è come se tu fossi stato in poltrona davanti alla tele.

Balle! Ogni passo a quell’altezza valeva cento pedalate tue. Non c’era ossigeno nell’aria, boccheggiavo come un pesce, eppure era un’aria così tersa! Non mi sono mai esaltato così tanto.

Allora anche tu hai faticato. Bene!

Certo, ma mi sono risparmiato le sofferenze inutili.

Niente è inutile in montagna! Ma ognuno la vede a suo modo e in fondo va bene così.

36 Risposte a “dialogo tra un turista jet e un ciclista minimal”

  1. Donatella Calati 17 luglio 2022 a 12:09 #

    Camilliani e Giacomini anche in famiglia; frizzante il dialogo, riesci a dare spazio a tutti e due anche se è chiaro dove batte il tuo cuore.

  2. ilmestieredileggereblog 17 luglio 2022 a 12:34 #

    batte vicino al mio…. la montagna va vissuta con umiltà e rispetto

    • massimolegnani 17 luglio 2022 a 18:11 #

      sono d’accordo, a piedi o in bici, la montagna va rispettata e sofferta
      buona serata, Pina
      ml

  3. attornoallago 17 luglio 2022 a 14:14 #

    Concordo, senza la fatica non è la stessa cosa. Anzi, è la fatica che dà più gusto all’esperienza in montagna. E non solo, mi verrebbe da dire…

    • massimolegnani 17 luglio 2022 a 18:13 #

      assolutamente sì, la fatica è indispensabile perchè ti dà la bella sensazione di aver “conquistato” qualcosa.
      ciao 🙂
      ml

  4. pino 17 luglio 2022 a 14:47 #

    Non posso che stare dalla parte di Camillo, nonostante io sia un campagnolo che non va in bicicletta…però mi piace guardare il Giro. O meglio, mi piaceva guardarlo quando il giro d’Italia iniziava dall’Italia e non già dall’estero. Ma oggi tutto viene stravolto dal dio denaro…

    • massimolegnani 17 luglio 2022 a 18:16 #

      io in questi giorni sto seguendo il tour e mi sembra di condividere con loro la fatica.
      un saluto accaldato, Pino
      ml

  5. Brezza d'essenza 17 luglio 2022 a 14:58 #

    Io non mi schiererei da nessuna delle due parti, è bello sia faticare che non faticare per godersi la bellezza.

    • massimolegnani 17 luglio 2022 a 18:19 #

      l’importante è apprezzare la bellezza, è vero, ma faticando la “senti” più tua.
      ciao “Aria”
      ml

  6. sibillla5 NADIA ALBERICI 17 luglio 2022 a 16:56 #

    due modi diversi di vivere le cose!!! come sempre bel raccontino con dialogo!!

    • massimolegnani 17 luglio 2022 a 18:22 #

      sì sono due modi diversi, uno punta alla distanza, l’altro alla vicinanza, uno all’eccezionalità, l’altro alla semplicità, nell’inseguire il bello.
      grazie Nadia
      buona serata
      ml

  7. Cinzia* 17 luglio 2022 a 23:56 #

    sono d accordo…
    niente è inutile in montagna…
    la bellezza sta proprio lì… nonostante la fatica… arrivare in cima… e dire… “c’è l ho fatta”… non ha eguali…
    e il premio… sono proprio quei passaggi mozzafiato che nessuno potrà vedere con i nostri occhi…

    • massimolegnani 18 luglio 2022 a 12:06 #

      e io concordo con te quando parli di “premio”, è la parola esatta per quella sensazione di fatica ripagata di fronte alla bellezza del paesaggio.
      grazie Cinzia
      ml

  8. Neda 18 luglio 2022 a 13:18 #

    Hanno inquinato e insozzato anche il povero Tetto del Mondo, in nome del dio denaro.

    • Neda 18 luglio 2022 a 13:20 #

      E poi ci meravigliamo che Madre Natura cerchi di togliersi dai piedi il suo figlio più degenere: l’essere umano (scritto volutamente minuscolo)

      • massimolegnani 19 luglio 2022 a 10:31 #

        “essere umano” dovrebbe essere una locuzione nobile, ma noi l’abbiamo svilita coi nostri comportamenti!

      • Neda 20 luglio 2022 a 08:37 #

        Già.

    • massimolegnani 19 luglio 2022 a 10:29 #

      esatto e l’accenno al “campo base a 5 stelle” non è tanto lontano dalla realtà.
      ciao Neda
      ml

  9. Cesare 18 luglio 2022 a 18:00 #

    Il turismo con qualsiasi mezzo è sempre bello ed è sempre un po’ faticoso.

    • massimolegnani 19 luglio 2022 a 10:32 #

      sì, e più fatica si fa e migliore sarà il risultato.
      ciao Cesare
      ml

  10. newwhitebear 18 luglio 2022 a 18:22 #

    Giacomo in tour a 5 stelle, il povero Giacomo in tour dei poveri. Chi è stato meglio dei due? Certamente Giacomo ascoltando di notte la civetta.

    • massimolegnani 19 luglio 2022 a 10:34 #

      eheh, GianPaolo, hai fatto un po’ di pasticcio coi nomi, ma il senso credo di averlo capito: tu stai con Camillo e questo mi fa piacere.
      ciao
      ml

  11. cathe b 19 luglio 2022 a 12:09 #

    Guarda caso Giacomo ha raccontato solo di agi e non delle bellezze e/o senzazioni che la natura ci offre… anche a due passi da casa.
    (Il Nepal è uno dei miei sogni di viaggio, ma dubito che lo vivrei come Giacomo il turista…)
    🙂
    cb

    • massimolegnani 19 luglio 2022 a 18:23 #

      quello è un po’ colpa del regista (cioè mia!) che gli ha messo in bocca solo battute sgradevoli 🙂
      (buon Nepal, quando sarà)
      ciao Cathe
      ml

      • Sossu 13 agosto 2022 a 10:00 #

        Infine lo spazio riservato a Giacomo si riduce del viaggio un accenno significativo ,glielo fai pronunciare Camillo si limita a dialogare , senza la fatica e lo stupore di girare in bicicletta vedere e sentire non riesce a dirli ,forse non sta a
        scegliere il percorso più semplice. .. Perderebbe il senso e sarebbe forse il seguire una moda ,magari salutare , intanto Giacomo come previsto si dall’inizio da te parla e straparla ,non della montagna .
        Che con la montagna non si scherza, questa è una certezza , esige grande rispetto , attenzione e amore . Vivere la montagna ormai è un ricordo faticoso e bellissimo insieme come una piccola impresa ne sono fiera e mi manca . Il tuo racconto è molto chiaro, anche nel non rivelato apertamente apprezzo Ciao Massimo 😉

      • massimolegnani 13 agosto 2022 a 16:58 #

        grazie Sossu del bel commento
        benvenuta
        ml

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