farneticando

23 Set
c.calati

                                                                    

Certe cose che scrivo non sono mai finite, peggio di una fabbrica del Duomo in milionesimo o di una Sagrada Familia in miniatura, soprattutto se mi sono appassionato a scriverle e mi ha soddisfatto il risultato. C’è un controsenso che mi perseguita, perché più mi sembra sia riuscito bene un brano e maggiore sento il bisogno, dopo qualche tempo, di modificarlo. Non è la ricerca di un’inesistente perfezione, è l’ossessione di trovare parole che meglio dicano quello che ho dentro, ma non so che cosa ho dentro, un’emozione senza forma, una cianfrusaglia di sentimenti arrugginiti, che pretendo diventi chiara agli altri.

E allora ci lavoro di lima, aggiungo una frase o solo una parola, muto la posizione delle virgole, spezzo le frasi, altre le cucio insieme, sostituisco gli aggettivi, ne elimino qualcuno. Sono variazioni minime, impercettibili al lettore che in cuor suo forse mi taccia di riciclo. Ma non è un riciclo, cioè un rimettere pari pari un vecchio brano come fosse nuovo, che tanto il pubblico si rinnova di continuo e comunque non ricorda. Al contrario, io vorrei che ricordasse e confrontasse il vecchio e il nuovo, vorrei che quella virgola in meno o in più gli mutasse prospettiva e comprensione, vorrei che mormorasse ah ecco!, come una rivelazione che gli cambia la giornata.

In realtà, sono vaneggiamenti le mie intenzioni e contorsioni sugli specchi i risultati. Inseguo un’utopia ubriaca, ad ogni passaggio la trama mi si ingarbuglia tra le dita, sono una Penelope coi baffi e senza Proci alle calcagna.

Sono una Penelope che a colpi di Nebbiolo, di notte, tesse e sfilaccia la tela fino a farne straccio per la polvere (se solo lasciassimo la polvere posarsi, come una pietà, sulle cose del non uso, una dimenticanza lenta a preservarci la memoria, se solo lasciassimo la cenere a Pompei, la terra a strati sopra Troia, come una conservazione morbida), sono una mucca che rumina e rimugina un bolo sempre più indigesto convinta che sia foraggio prelibato (Una trasvolata atlantica, un volo senza scalo da pionieri come Lindbergh, un’ostinata migrazione di anatre stremate, un peregrinare medioevale lungo la via francigena, dov’era più facile morire che raggiungere Cluny, è questo il nostro viaggio), sono la minestra riscaldata, la finestra che s’affaccia al nulla, la ginestra di Provenza sulle rocce scorticate dove un ciclista scende come un folle incontro alla follia (vorrei fosse per te l’ultimo pensiero prima dell’errore, che l’errore appare inevitabile, la raffica di vento che ti coglie impreparato e ti sbatacchia come una campana a morto, la geometria scorretta di una curva che diventa la tangente per cui parti, un freno meno pronto del dovuto che ti sbanda e ti proietta oltre il ciglio per nulla protettivo della strada, una buca, una cunetta in controbalzo, un riccio che si blocca a metà del guado della strada, un sassolino, un passo sbagliato nella danza, un passo solo fuori tempo e hai finito di ballare, vorrei per te l’ultimo pensiero, che sia una memoria nobile degna del momento o una nuda nostalgia dei tuoi seni, vorrei, ma tutto corre, precipita, non ho più pensieri in corso, non ho un passato da cui attingere, non un futuro a cui aggrapparmi, solo il presente provvisorio costruito nel pericolo)

Ma a ripensarci forse sono solo uno che tratta le parole come il pane, da gustare a mezzogiorno quando è fresco, da recuperare a colazione il giorno dopo, da tagliuzzare a tocchetti abbrustoliti nell’insalata, quando è ormai indurito.

E mai che butto il pane.

E nemmeno le parole.

30 Risposte a “farneticando”

  1. sibillla5 NADIA ALBERICI 23 settembre 2022 a 10:27 #

    eh perchè il nebbiolo ti da buoni consigli!! Tutto vien sempre utile! buona giornata Massimo

  2. guisito 23 settembre 2022 a 10:34 #

    Bel pezzo, complimenti! Purtroppo gli scrittori di oggi, anche quelli da Premio Strega non sono così meticolosi e responsabili e non ci mettono niente a scrivere perfino cose come “macchina da scrivere” o “a Aldo Giovanni e Giacomo gli direi…”

    • Neda 23 settembre 2022 a 10:52 #

      Ciao Guido, hai scoperto Massimo/Carlo, visto quanto è bravo?

      • massimolegnani 23 settembre 2022 a 16:26 #

        sempre troppo buona, tu
        ciao Neda
        ml

    • massimolegnani 23 settembre 2022 a 16:25 #

      eheh
      grazie Guisito per l’apprezzamento.
      ciao,
      ml

  3. Franco Battaglia 23 settembre 2022 a 15:29 #

    Non butti mai niente e ci distilli scritti amabilissimi, ogni volta.

  4. elettasenso 23 settembre 2022 a 16:18 #

    È così anche per me. Non in questo periodo di trambusto traslocatorio. Ma quando sono calma e ho tempo disteso è così che io scrivo. Godendo di ogni pausa parola elisione lettera assonanza. Chiusa.

    • massimolegnani 23 settembre 2022 a 16:30 #

      felice che condividiamo lo stesso approccio alle parole scritte 🙂
      buona casa nuova, Eletta
      ml

      • elettasenso 23 settembre 2022 a 17:18 #

        Grazie ❤️ sono distrutta 🙄

      • massimolegnani 24 settembre 2022 a 10:49 #

        ora riposo e ripresa 🙂

      • elettasenso 24 settembre 2022 a 13:21 #

        Sì 😳 ho sempre troppa roba. E sto buttando. Buona giornata caro 🌹

      • massimolegnani 24 settembre 2022 a 22:46 #

        grazie 🙂

  5. newwhitebear 23 settembre 2022 a 17:48 #

    una bella riflessione su come trasformare le parole in idee e poi in pensieri in continuo riciclo e rifinirle.

  6. cathe b 23 settembre 2022 a 19:26 #

    come un Raymond Carver che, si narra, non consegnasse mai in tempo i manoscritti al suo editore perché non era mai soddisfatto fino in fondo dei suoi scritti.
    (e, comunque, i tuoi tra parentesi son notevoli 😉 )
    un sorriso
    cb

    • massimolegnani 24 settembre 2022 a 10:53 #

      (felice che ti siano piaciute le parentesi, che sono estrapolazioni da alcuni miei brani)
      grazie davvero Cathe
      ml

  7. Nemesys 23 settembre 2022 a 23:54 #

    Ci delizi sempre con ottimi racconti iniziando dalle trame e per stile di scrittura, a mio modesto parere sei bravissimo. Buonanotte 😉

    • massimolegnani 24 settembre 2022 a 10:55 #

      grazie Giusy, quasi mi fai arrossire con questi complimenti 🙂
      buongiorno a te
      ml

  8. The Keeper 24 settembre 2022 a 15:42 #

    Tu parlando di te parli degli altri, tracciando un sentiero che potrebbe ricondurci a noi stessi quando i nostri pensieri ribollono come magma, e ci bruciano nella percezione dolorosa che forse tutto ciò che abbiamo saputo accumulare è solo cenere. È un dono che non tutti hanno, nemmeno gli scrittori che oggi vanno tanto di moda, e che raramente riescono a spingerci a quell’introspezione capace di riappacificarci con noi stessi e con il mondo. Qui c’è il bisogno dolente di trovare un senso a tutti i sentimenti che durante una vita ci sono germogliati nell’animo, nel tentativo di trattenerli e non distaccarsi da essi, e non vederli sfiorire nel gelo che ricopre ogni incomprensione. Tuttavia talvolta non basta la nostra cognizione se conquistata in solitudine, perché il nostro riconoscimento passa sempre attraverso il riflesso degli altri, e per questo non riusciamo a sfuggire l’impulso di renderla chiara a chi ci conosce e a chi ci ignora.
    Io penso che tu dovresti scrivere un romanzo, non solo per dare forma a ciò che spezzettato ti porti dentro da sempre, non solo per vendicarsi o difendersi dalle offese della vita, non solo per la sofferenza delle esperienze che abbiamo sentito raggrumarsi nella nostra carne, ma per quel barlume che ogni scrittore è capace di accendere nell’oscurità che avvolge il mondo, senza la presunzione o la pretesa di illuminare alcunché, perché rendersi conto dell’oscurità è capire che nessuna risposta può contenere la verità che si lascia solo intravedere nelle insolite e strane domande che nessuno si fa mai.
    Certo la tua scrittura come la mia non si presta facilmente a essere imbrigliata in schemi narrativi, però io dopo vent’anni l’ho fatto, e non ti lascio qui il link perché non mi piace “sporcare” la casa altrui.
    Se ti farà piacere, sarò felice di segnalartelo in privato.

    • massimolegnani 24 settembre 2022 a 22:45 #

      ciao Keeper, è un piacere incontrarti di nuovo dopo anni. Forse erano i tempi di scrivi.com apprezzavo molto i tuoi interventi, rari e profondi, così lontani dai vacui “commenti a nastro” di quei primi siti di scrittura. Tu sai entrare nel profondo delle parole che leggi, dai loro un significato e uno spessore che sono una vera gratificazione per chi li riceve. Ti ringrazio per la cura e l’apprezzamento con cui ti sei accostato a questo mio brano e sarei davvero onorato (altro che sporcare!) se mettessi qui il link al tuo romanzo.
      grazie ancora
      ml

  9. The Keeper 25 settembre 2022 a 09:52 #

    Anche se non possiamo sapere chi leggerà il nostro messaggio dentro la bottiglia lanciata nell’oceano, e nonostante la consapevolezza che alla fine restiamo lettori diversi legati alla nostra biografia, alle nostre esperienze esistenziali, ai nostri retaggi culturali, ai nostri sentimenti e ai nostri pensieri, mi arrendo davanti al tuo generoso invito capace di vincere la mia ritrosia a salire su qualsivoglia palcoscenico, a fuggire le luci della ribalta, e ogni forma di propaganda e pubblicità.
    Ma qui ci sono lettori che leggono legnani, la cui scrittura, piena di amore e di cura per quanto sta cercando di dire e per come sta cercando di dirlo, sedimenta nella saggezza un’empatia che dipana il groviglio, che talvolta ci fa sentire le spine che ci cercano il cuore, per sottrarci alle ingiurie di un’esistenza che ci rende sempre più confusi e sfocati.
    Quindi faccio capolino ringraziandoti dell’attenzione che vorrai riservarmi.
    Link: https://www.amazon.it/dp/B0BCS92LLV/

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