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domani smetto (racconto lungo per l’estate)

4 Ago

by c.calati

 

 

 

Tolsi il grembiule, persi qualche istante a darmi una sistemata ai capelli, odio l’eterno cespuglio che ho in testa, e mi precipitai fuori correndo. Arrivai sul portico trafelata. Mi bloccai piena di sconcerto di fronte a quel signore che…ma lei, ma lei.., gli gridai come fosse stato lontano, mentre mi stava ormai a pochi metri. Si era appoggiato alla staccionata e fumava, per nulla turbato dalla mia comparsa. Ora gli potevo vedere la lunga cicatrice che attraversava la guancia destra. Anche la cicatrice, non è possibile! Ma lei.. ma lei… Ero troppo sbalordita per riuscire a proseguire. Lui mi guardava, impassibile, mentre facevo ancora qualche passo incerto verso di lui.  Continua a leggere

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fidati!

17 Lug
foto

by c.calati

 

 

 

Il fatto è che non gli avevo mai creduto.
Eppure gli avevo risposto sempre sì, va bene, qualche volta con un sorriso tirato a sfoglia sulle labbra, altre piangendo silenziosamente nel buio della stanza mentre lui mi amava, instancabile e sereno.  Continua a leggere

tre tonalità di viola (2) l’accento

19 Apr

by web

 

 

 

Lui ama il brivido e il livido che lascia al suo passaggio Continua a leggere

Milena e John (il panama)

16 Feb
panama

by margherita calati

 

 

 

 

 

Stiamo sbucciando piselli sotto il portico e intanto ascoltiamo un vecchio CD di DeAndrè

…ecco, Milena, tu non sei certo una da “fiori appassiti al sole”.

 

Clelia ha preso al volo le parole della canzone per indirizzarmi una frecciatina dal retrogusto astioso.

Do una lieve scrollata di spalle, accenno un sorriso e non ribatto. Non ribatto mai alla mia amica quando mi provoca. Continua a leggere

..e mai una freccia.

23 Nov
photo by margherita calati

photo by margherita calati

 

 

Tu che controlli il tempo e non lo usi, tu che ti lasci scorrere come fossi eterno, tu, prova a misurare l’intervallo che intercorre tra la comparsa di una peluria scura sopra il labbro e la mutazione candida dei baffi. Almeno quarant’anni, te lo dico io, che ho misurato mille volte l’arco inutilmente teso tra i due estremi. Quell’arco è stato il nostro tempo. E mai una freccia.  Continua a leggere

almeno la metà di me *

27 Ott
by web

by web

                     

 

Mi hanno strappata al mare quando ero più fragile, una patella staccata dallo scoglio senza bisogno del coltello. Continua a leggere

la vita schifa del lavoro

24 Giu
photo by c.calati

photo by c.calati

 

…e poi ti capita che ti fermano per strada, una sola volta nella vita, per dirti poche parole tra sorrisi e imbarazzi. “Io a lei la porto nel cuore”. Tè capì? Mica “volevo ringraziarla, venga le offro un caffè”, no, una faccia imbambolata e quel “Io a lei la porto nel cuore”, uscito quasi involontario.  Continua a leggere