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dialogo tra un turista jet e un ciclista minimal

17 Lug
t.legger

         

Allora, cosa hai fatto di bello questa settimana?, chiede Giacomo, ma si capisce dalla faccia arricciata che gli interessa poco la risposta. Domanda per avere di rimbalzo l’occasione di raccontare che cosa ha fatto lui.

Sono stato in una valle non lontana da qui, quasi nascosta e poco frequentata perché la strada s’inerpica ripida e sconnessa. Io poi avevo pure la tenda legata sopra lo zaino, quindi è stata davvero una fatica! Ma, arrivato su, c’è un pianoro dalla bellezza spartana. Camillo gesticola, fa un gesto ampio con la mano come disegnasse la piana nell’aria. Una prateria sconfinata con attorno boschi e più lontano cime scintillanti. Ho appoggiato la bici a un palo e ho proseguito a pie…

Giacomo lo interrompe, già annoiato:

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trotterellando nel Trentino (gioco in tr*)

21 Mag
c.calati

                            

Strade troppo trafficate da TIR tracotanti, tento tracciati alternativi, ma son sentieri stretti, sterrati da farti tremar le braccia, tracce incerte che a tradimento s’interrompono.

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Ponente

1 Mag
c,calati

                                                     

Confesso che non ho mai amato la Liguria, troppo affollata e troppo costruita. Ma ero io che forse sbagliavo i tempi, le domeniche obbligate, il mezzo, l’auto che s’imbottigliava senza trovare parcheggio e gli itinerari, passi costretti seguendo la moltitudine.

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la pietra bismantova

7 Mar
c,calati

                                             

Io credo che solo pedalando, o forse andando a piedi, possa capitare di sbalordire di meraviglia di fronte a scenari di natura che ti si parano davanti inaspettati.

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A zero pedalare

13 Dic
by c.calati

                                        

Prima era un telo impermeabile che l’avvolgeva sul terrazzo a proteggerla dal freddo, quest’anno è un locale riscaldato che tratta la nuova bici da regina e la nasconde al mio rimorso che da un mese preferisco la poltrona ai suoi pedali e i piedi li tengo spesso sotto il tavolo ad abbuffarmi come avessi pedalato. Me lo rammenta con severità il diario elettronico delle uscite, che a dicembre è desolatamente vuoto.

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una ruota tira l’altra

18 Set

photo by c.calati

                                            Una ruota tira l’altra

Quando si pedala in compagnia, le ruote della bici si trovano a metà strada tra le ciliegie che invitano a prenderne ancora e le mani che una lava e aiuta l’altra.

Mi ha sempre affascinato il sincronismo dei cambi quando una ruota deve andar davanti e con fatica tirare le altre.

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a seguire ancora la riga gialla

20 Ago
c.calati

                                              

Per qualche anno è stato un vanto usare solo l’energia delle mie gambe in bici, mentre gli altri erano già passati all’aiuto elettrico. Come un pavone a far la ruota dietro a tre struzzi, tenevo la mia ruota dietro a quelle dei miei amici sfruttandone la scia. In fondo ero già elettrico anch’io, per interposte bici, che con loro davanti a tagliarmi l’aria raggiungevo velocità per me inimmaginabili senza il loro poco volontario supporto. Questo in pianura, con mio spasso e loro scorno,  ma quando c’era da salire a loro bastava aumentare la potenza del motore per piantarmi in asso e aspettarmi in cima, freschi e rilassati, io che arrivavo stravolto e senza fiato. Ma anche in quel momento, agli inviti irridenti degli amici a usare una bici facile come la loro, opponevo un rifiuto intransigente, orgoglioso dei miei muscoli ormai fiacchi.

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inseguendo il fresco

19 Giu
c.calati

                                                        

I nostri laghi alpini hanno la bellezza di essere circondati dalle montagne, come piccoli mari di Liguria o un minimo Tirreno giù in Calabria. Ma qui non è la Sila o il Giogo di Toirano a far corona all’acqua, sono rilievi tozzi, spesso senza nome, a incombere a strapiombo sulla costa, senza nulla di minaccioso. Assomigliano le rocce alle dita delicate di un gigante. Fanno ombra alla strada, i monti, si riflettono nell’acqua e danno un senso di refrigerio già al solo pensiero di salire ai loro boschi. Un’ascesa scoscesa che nella semplificazione della  mente diventa un andare senza sforzo. Ma non è mai così: a piedi o sui pedali la conquista del fresco costa sudore, non c’è un motore, oltre quello del tuo corpo, che faccia per te il lavoro sporco della fatica. È il controsenso del ciclista, per non sudare più, prima devi sudare tanto e a lungo.

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lasciatemi sbagliare

5 Mag
by c.calati

                                                  

È successo il luglio scorso, una giornata da subito afosa con un cielo coperto da nuvoloni che sembravano non sapere cosa fare, se amalgamarsi e scrosciare o separarsi e lasciar perdere. Il meteo dava temporali in arrivo sulla zona dei laghi, e io giusto tra due laghi sarei voluto andare, l’Orta e il Maggiore, per affrontare la salita del Mottarone che altre volte mi aveva fatto penare. Ma oggi mi ero svegliato con le gambe buone e lo spirito battagliero, condizione insolita, da cogliere al volo, più potente delle nuvole. Così mi preparo, infilo la bici in macchina, e parto alla volta dell’alto novarese (o il basso verbanese? Il medio vercellese?).

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pista ciclopedonale

26 Apr
c.calati

                                              

Ci sono tratti di percorso, soprattutto nei pressi dei paesi, in cui devo condividere il tracciato con tanta gente a piedi, che peraltro ne ha diritto quanto me. Se escludiamo le persone che chiacchierano affiancate in quattro o cinque strascicando i piedi e poi si piantano lì in mezzo come fossero in centro all’ora dell’aperitivo, gli altri, quelli che corrono o marciano o anche solo che camminano ma con un piglio da attività sportiva,  quelli mi piacciono e li ammiro tutti.

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