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i grandi e i piccoli

16 Ott

by G.Gillone

 

 

Orta è il piccolo tra i grandi e lo vedo ancora più piccolo e raccolto guardandolo dall’alto del percorso che tra arrossati faggi e ruderi romanici si snoda verso il Maggiore, maggiore per antonomasia. Continua a leggere

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ancora una e poi basta

10 Ott
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by c.calati

 

La terra ha bisogno di pioggia e presto anche gli uomini avranno sete, ma vorrei ancora una settimana assolata, un’ottobrata tiepida, ad accompagnarmi sui pedali. Continua a leggere

verso Sestriere

20 Set

by c.calati

 

 

Avevo scelto questo colle come ultimo duemila prima dei rigori dell’inverno, ma è stato come scendere all’inferno convinto di salire in paradiso. Continua a leggere

Ermenegildo Zegna

12 Set

by c.calati

Voi forse lo conoscete unicamente come un marchio della moda, ma lui nella prima metà del Novecento è stato un uomo ricco e lungimirante. Industriale laniero, quando Biella si era scoperta una vocazione straordinaria a trattare la lana e altri tessuti, ha investito soldi, passione e tempo nella conservazione dell’ambiente. Ha preso un’area enorme, circa 100 km quadrati, alle pendici delle Alpi, dove ha protetto e incentivato la diffusione di abeti rossi e rododendri, le due piante caratteristiche della zona e ha costruito una strada panoramica, ardita per quei tempi, che s’inerpica per chilometri in mezzo a una vegetazione rigogliosa. Continua a leggere

il giro è finito

30 Ago

by c.calati

 

 

Sono arrivato a metà mattina in un paesone della Bassa battuto dal sole e dal silenzio, poca gente in giro, negozi in ferie. Mentre cercavo ombra e una panchina da rifiato, mi sono imbattuto in questa statua. Una folgorazione. Sono io questo ciclista di ferro e ruggine, io queste giunture metalliche che sembrano sul punto di cedere ma cigolando ancora tengono, io questa ferraglia riciclata Continua a leggere

lezioni di viaggio

9 Ago
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by c.calati

 

 

Partire è un po’ imparare, ha detto qualcuno. Non l’ha detto? Bè, avrebbe dovuto, perché nel viaggio c’è sempre da imparare. Osservo il pannello in cui, appena tornati, avevamo raccolto cartoline, foto, mappe, impressioni  di venti giorni vissuti fuori dall’ordinario. Sarà passata una decina d’anni, il pannello è ormai sbiadito come pure la precisione dei ricordi, ma quello che resta nella memoria è il viaggio per antonomasia, l’autonomia delle risorse, occhi, muscoli e stupore, l’originalità delle intenzioni, lasciata l’auto al limite del mare sulla costa tedesca proseguire in bicicletta usando le isole sparse nel Baltico, Rugen, Bornholm, Gotland come punti d’appoggio per andare dalla Germania alla Svezia. È assumere l’imprevisto come norma, nessun traghetto prenotato, tanto per due bici il posto c’è sempre, nessun pernottamento fissato prima di partire, che le tappe saranno in funzione delle gambe e dell’ambiente, se bello o deludente. Continua a leggere

là, dove finiscono gli alberi

30 Lug
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by c.calati

 

 

 

 

Dopo l’odorosa resina respirata per chilometri, quasi improvvisa compare una linea di rarefazione che ti sgomenta come un orizzonte vuoto, rari si fanno i pini e raro ti sembra l’ossigeno nell’aria e nei polmoni. Varcata quella linea sei in campo aperto, nessuna protezione, nessuna salvezza, un cecchino potrebbe farti secco come un coniglio, Continua a leggere