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nessuna più (Vilma, parlandone da diva)

14 Mar
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c.calati

                                              

                                                                                       

Nessuna più in ambulatorio a far la diva involontaria, che lei calcava il pavimento come fosse un palcoscenico facendo di se stessa un personaggio sfaccettato, un po’ macchietta per ridere con noi, un po’ convinta di avere un ruolo tragico. Ma mai diva del muto, che lei non era capace di tacere, probabilmente parlava anche nel sonno. Incredibilmente, nonostante il suo profluvio di parole e di stranezze annesse e sconnesse, l’ambulatorio non aveva mai funzionato così bene come da quando ne era lei la responsabile. Continua a leggere

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l’occasione fa l’uomo bravo

7 Mar
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c.calati

 

 

Pino gonfia i palloncini e ride.

A guardarlo sembra un citrullo.

In realtà lui ride all’allegria che non sapeva di possedere e che ora sparge intorno come chicchi di semenza. E ride anche a quell’uovo di Colombo che è la vita. Continua a leggere

la nostalgia delle sirene

18 Dic

dal web

 

 

 

Cammino nel primo buio di città, che vero buio non è mai, tra una folla in fervore natalizio, la folla, non io, che devo solo fare una commissione che col Natale non c’entra nulla e ho scelto l’ora peggiore per farla.

Passi affrettati a togliermi d’impiccio e un umore nero che mi serpeggia dentro, quando una sirena  improvvisamente squarcia i canti d’atmosfera diffusi da ogni dove per la via: un’ambulanza si destreggia nel traffico e presto ne resta intrappolata, nelle auto musica palla o chiacchiere distratte, bambini che strepitano, genitori che litigano e nessuno che si sposta. Adulti, anziani e piccoli si tappano le orecchie infastiditi dal persistere del sibilo come fosse colpa della lettiga l’essere lì bloccata. Io le orecchie le dilato al bel suono del soccorso e provo un furore da highlander, potessi ammonticchierei le macchine ai lati della strada per aprire un varco come quell’altro le acque del MarRosso. Continua a leggere

Fidia, LinaCarla e le altre

10 Set
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c.calati

 

 

Deehh, dottore, le cartelle sono sulla scrivania e i bambini sono qui fuori dalla porta, in attesa della visita; basta che lei li chiami per nome, loro sanno che devono entrare uno alla volta. Perdoni se non mi alzo, ma oggi sono proprio stanca.  Continua a leggere

genitori

29 Giu

c.calati

 

 

Non c’è come un ricovero in Pediatria per svelare il carattere delle persone e ora che sono fuori dal reparto posso ripensare ai tanti genitori che ho incontrato. Lo so non si dovrebbe mai generalizzare, perché ogni episodio, tragico o lieve, provoca reazioni differenti, ma ci sono tratti nei comportamenti che accomunano tutte le madri e rendono uguali tutti i padri. O quasi. Continua a leggere

di sentinella

26 Giu

c.calati

 

 

È venuto il capitano, all’inizio del turno, a tastarmi il morale e a ricordarmi i doveri. Il capitano è giovane e in carriera, di gradi recenti e baffetti curati, è di quelli convinti che la sola presenza, il suo ruolo, non certo l’esempio, esaltino la truppa e lo esentino dal fare. La truppa? Ci sono solo io a dovermi esaltare e grazie non posso, ho troppo da fare, se vuol favorire.  Continua a leggere

un vecchio fresco di giornata

7 Giu

c.calati

 

 

Ogni tanto mi sbattono in missione in questo posto sperso, sapete quando, come unica indicazione, vi dicono “in fondo a destra” e voi camminate per un corridoio stretto, poco illuminato, e poi girando a destra e trovate una stanzetta squallida, giusto poco più che nulla. Ecco, lì mi tocca andare una o due volte al mese a combattere la noia più che le malattie, che sono sempre meno quelli che si rivolgono ad un ospedale così piccolo. E la noia è una brutta bestia di cui non ti puoi fidare, ti tradisce non appena ti sei adattato al suo ritmo sonnacchioso. Ti tradisce e ti sbatte in prima linea quando meno te l’aspetti, come un’amaca che prima ti culla e poi ti ribalta a terra. E tu ti senti come un riservista tenuto in naftalina fino ad un momento prima dell’attacco.  Continua a leggere