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il primo mattino del mondo

11 Nov
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by c.calati

 

 

Può piovere per settimane intere, in fondo è il mestiere di Novembre la pioggia, può essere buio a mezzogiorno, com’è successo ieri, tanto da farti temere che non ci sia più un domani, può alzarsi il vento a raffiche siberiane o a folate di scirocco a spostare i coppi e turbinare foglie. Ma poi sempre, una mattina, torna inaspettato il sole. Continua a leggere

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zucche

4 Nov
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by c.calati

 

Finalmente posso dire zucche senza che mi si risponda halloween. Continua a leggere

una favola che mi devo

30 Ott

by c.calati

 

Ho ritrovato, dopo tanto cercare, questa favoletta che avevo scritto per mia figlia affranta dalla perdita del suo gattino.

“Ora, Titta, ti racconto, a  te che chiedi dove vanno i nostri gatti che troppi ne spariscono e troppo ti confondono. Continua a leggere

un sorriso per Birolli

29 Ott
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by c.calati

 

 

Ho le ginocchia vuote senza il peso senza peso del mio gatto. Continua a leggere

ogni cosa al suo posto

27 Ott
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by c.calati

 

Già la scrittura di questa affermazione mi mette in difficoltà, non so mai se è ogni cosa “al suo posto” o “ha il suo posto”. In realtà il concetto cambia di poco, il vero dubbio è..al suo posto, ma al posto di chi? Non ha importanza, non divaghiamo, il punto è un altro: nella mia tana su in mansarda ho una scrivania, che poi scrivania è un termine davvero altisonante per un piano in legno sostenuto da due cavalletti, che ho comprato a Milano dal mitico Pedano quando il signor Ikea ancora costruiva mobiletti per i contadini della Skania. Bene, questi due metri quadri di pianura sono l’unica superficie di mia giurisdizione in tutta la casa. Continua a leggere

in fondo al viale

19 Ott

c.calati

 

 

In fondo al viale dell’autunno l’occhio va a quella specie di parete informe che gli fa da sfondo, bianca, lattiginosa, densa di mistero Continua a leggere

fantasma d’Olanda

16 Ott
donna in bici

by web

 

 

 

Andare controvento sulla strada dell’argine è roba da donChisciotte e i suoi mulini, una battaglia ingenua che sfianca e acciacca. Mi ostino a spingere, ma ogni metro avanti ti sembra di scivolare indietro. Lotto per un’ora, sperperando energie e bestemmie, poi faccio l’unica cosa logica, abbandonare l’argine per la strada bassa, che spero più protetta. Supero un ragazzo che piantato ad un incrocio sta consultando una cartina. Quella cartina dalle notizie incerte, nell’era degli infallibili display, me lo rende subito simpatico, ha il mio stesso anacronismo. Gli sorrido e gli faccio cenno di seguirmi, la direzione è questa, per qualunque dove provenendo da Ferrara.  Continua a leggere