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lezioni di viaggio

9 Ago
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by c.calati

 

 

Partire è un po’ imparare, ha detto qualcuno. Non l’ha detto? Bè, avrebbe dovuto, perché nel viaggio c’è sempre da imparare. Osservo il pannello in cui, appena tornati, avevamo raccolto cartoline, foto, mappe, impressioni  di venti giorni vissuti fuori dall’ordinario. Sarà passata una decina d’anni, il pannello è ormai sbiadito come pure la precisione dei ricordi, ma quello che resta nella memoria è il viaggio per antonomasia, l’autonomia delle risorse, occhi, muscoli e stupore, l’originalità delle intenzioni, lasciata l’auto al limite del mare sulla costa tedesca proseguire in bicicletta usando le isole sparse nel Baltico, Rugen, Bornholm, Gotland come punti d’appoggio per andare dalla Germania alla Svezia. È assumere l’imprevisto come norma, nessun traghetto prenotato, tanto per due bici il posto c’è sempre, nessun pernottamento fissato prima di partire, che le tappe saranno in funzione delle gambe e dell’ambiente, se bello o deludente. Continua a leggere

scrittura bruciata troppo in fretta

27 Lug

by c.calati

 

 

 

 

 

Davanti alle parole divento pendolo, oscillo tra desiderio di preservare quanto scritto e impulso a seppellirlo con nuovo scrivere, come terra da gettare sulla fossa, o fuoco che incendi la catasta. Sì, ardo di novità e intanto brucio brani di appena ieri. Continua a leggere

non è successo niente

23 Lug
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by c.calati

 

 

 

Non abbandonare i sentieri battuti è la prima regola se fai montagna d’inverno.

Ma poi succede che si cede alla tentazione, quando già si è sulla via del ritorno.

E non ti sembra un’imprudenza ma una cosa quasi naturale lasciare il percorso sicuro, neve pressata e alti paletti rossi a perdita d’occhio, per inoltrarti nella verginità del bosco, male che vada tornerai a ritroso sui tuoi passi, vecchio pollicino senza sassolini ma con orme profonde lasciate chiare nella neve fresca. È che una nevicata così, che tutto avvolge e trasforma, te la sognavi sin da bambino e ora te la vuoi godere fino all’ultimo fiocco. Continua a leggere

oltre Gressoney

20 Lug
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by c.calati

 

 

 

Sono arrivato a un’età in cui il timore maggiore è il declino, come a quarant’anni lo è che compaiano i primi capelli bianchi o a trenta la pancetta. In questi giorni avevo la sensazione che le gambe in bici non avessero più la forza (già scarsa, in termini assoluti!) degli scorsi anni, avevo difficoltà a tenere il passo del mio compagno di sgroppate e muscoli indolenziti dopo ogni uscita. Continua a leggere

una colazione italiana

3 Lug
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by c.calati

 

 

Non voglio essere blasfemo, al contrario penso che, credenti o meno, noi italiani conserviamo un’attrazione innata per la simbologia religiosa, i suoi gesti ieratici che inconsciamente riversiamo e ritroviamo in altro. Almeno a me capita, nelle più disparate situazioni, pur non avendo fede. Insomma tutta questa premessa per dire che a volte mi alzo dieci minuti prima del dovuto per officiare la colazione in solitudine e lentezza. Continua a leggere

pasta e avanza!

25 Giu

by c.calati

 

 

Amico caro, non so se hai scelto il giorno giusto per (auto)invitarti a pranzo, che oggi il caldo, la noia, la pigrizia, il frigo scarso, la doccia rotta, la caldaia in blocco, la vicina troppo vicina, mi fanno maligno l’estro e il cervello in pappa. Continua a leggere

il torto della tortora, la grazia della gazza

16 Giu
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by c.calati

 

 

 

Torno sull’argomento, perché mi preme capire che cosa faccia la differenza tra simpatia e antipatia. In fondo sono due uccelli simili, stessa taglia, entrambi semi-domestici nel senso che non temono l’uomo e preferiscono i giardini ai boschi, medesimi spostamenti a breve raggio. Eppure per la tortora ho un’avversione viscerale, per la gazza fascino a pelle (e piume) Continua a leggere