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la fatica e la memoria

11 Gen
by c.calati

In quest’inverno pigro rivivo le avventure dei mesi passati a pedalare, mesi recenti o assai lontani, che la memoria fa dei singoli episodi un minestrone.

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il crampo del lettore

30 Dic
c.calati

                               

Più dello schermo anonimo amo un libro da tenere vivo tra le mani, perchè sono pelle da decifrare i caratteri di carta. 

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mi devo credere

8 Dic
c.calati

                                 

Il prossimo anno tornerò in montagna, come un partigiano braccato dai tedeschi. Tornerò senza fucile, solo una sella e una borraccia, per sconfiggere la legge che ogni anno si va sempre un poco peggio. I miei nazisti saranno gli anni e gli affanni che vorrebbero strapparmi al monte e condannarmi alla poltrona.

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alla festa di Thun

25 Nov
dal web

                             

Mentre seguivo un Reno ancora giovane, da poco uscito dal lago di Costanza e sopravvissuto a stento ai salti impegnativi di Sciaffusa che non si possono dire vere cascate ma un rotolare periglioso dell’acqua tra massi e sassi, mentre seguivo il Reno divagando tra i suoi affluenti mi sono ritrovato nel cuore della Svizzera in una Thun in festa, non so per quale festa.

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non solo Garda

6 Nov

                         

Forse è stata l’ultima gita dell’anno in bicicletta, certo è stata la più entusiasmante. Dopo giorni di pioggia, la previsione di un breve periodo di bel tempo mi ha spinto a partire senza indugio, nonostante fosse quasi un mese che non pedalavo. L’idea iniziale era di limitarmi al periplo del lago di Garda suddiviso in due giornate, in modo da prendermela comoda. Ma poi, come si suol dire,  l’appetito vien mangiando, così al piatto principale ho aggiunto altri laghi di contorno.

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il borsino dei follower

13 Ott

   

Come per gli altri utenti di wordpress, anche a me la piattaforma segnala ogni giorno il numero degli iscritti al blog, gente che per lo più ha con me quell’unico contatto, nel senso che poi non si manifesta con commenti, like o semplici letture. È un numero, quello dei follower, che varia quotidianamente, oggi sale domani scende, secondo un criterio imperscrutabile e a onor del vero poco entusiasmante, perché non è da quelle cifre che posso percepire l’eventuale gradimento dei miei post. Semmai, i mutamenti possono essere spia di un generico stato di vitalità o di deperimento dell’intera blogosfera.

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la mia hate-list dei mezzi pesanti in Emilia.

8 Ott

Ovvero elenco in ordine di odio crescente di camion e camioncini incontrati (e subiti) pedalando per le brutte strade dell’Emilia:

10° Autobus urbani: ti sfiorano il culo in silenzio, ma con eleganza non vanno oltre

9°  Trattori: mastodontici e veloci, per fortuna molto rumorosi per cui fai in tempo a buttarti nel fosso prima che ti arrotino.

8° pullmann extra-urbani: giocare con te al gatto col topo perché facendo molte fermate si lasciano superare e ti ricuperano tre, quattro volte minacciando ogni volta di tirarti sotto.

7° Camioncini della nettezza urbana: procedono a strappi e di solito inchiodano appena ti hanno superato, se non sei pronto a frenare finisci con la faccia nel pattume.

6°Pullmann a lunga percorrenza: in perenne ritardo sulla tabella di marcia cercano di recuperare non sprecando tempo a superarti, ti passano direttamente sopra.

5° TIR: dalla Lituania a Soragna in una tappa sola e tu lo becchi quando sei quasi salvo…alla periferia di Soragna.

4° Bisarca: si fanno contagiare dalle gran turismo che trasportano e si comportano come tante Ferrari in pista, dove tu fai la parte del birillo.

3° Camion grandi della nettezza urbana: corrono a velocità pazzesca, mai che rallentino aspettando il momento più propizio per superarti, no, loro ti passano subito, anche dove non c’è lo spazio.

2° Camion con rimorchio: sanno bene il rischio del risucchio ma se ne fottono (e ti fottono passandoti a un millimetro)

1° Camion per trasporto sabbia: sono tanti e pericolosi, fanno sempre il medesimo tragitto, conoscono ogni segreto di quei pochi chilometri di strada, perciò la fanno ad occhi chiusi. Hai un bell’indossare colori fosforescenti, loro proprio non ti vedono.

cartoline dal lago

22 Set

c.calati

 

 

Sono voluto ripartire da dove mi ero arreso più o meno un mese fa, quando, anziché salire al lago di Antrona, a malincuore avevo dirottato la bicicletta verso Domodossola e il suo ospedale. Continua a leggere

non sono nato eroe

18 Set

c.calati

 

 

Ecco, forse dovrei stare dietro le sbarre come un delinquente, perché essere tiepido alla vita, defilato, asociale, è una dissociazione a delinquere. Continua a leggere

il pirata del Buon Gesù e il miraggio del lago

8 Set

lago d’Antrona, web

 

 

Pochi giorni or sono, saltabeccando da un blog all’altro come un passerotto in cerca di briciole, sono capitato da Max il poeta (https://paginequotidiane.wordpress.com) dove ho trovato parole e immagini che mi hanno subito conquistato. Max raccontava di una valletta appartata, ramificazione della Val d’Ossola, e di un laghetto alpino tra i più belli. Ho guardato le fotografie e subito ho deciso che quella sarebbe stata la mia prossima gita, scompaginando i programmi precedenti.

Qualcuno sostiene che i laghi sono diventati la mia idea fissa a un livello maniacale, come un collezionista mezzo rimbambito che non parli d’altro che di francobolli rari, ah il “Gronchirosa” come mi piacerebbe possederlo. Il fatto è che i laghi non sono evanescenti come i mari che, senza confini, si continuano uno nell’altro e tu non ci puoi girare attorno, i laghi hanno un perimetro tangibile e una dimensione umana, adatta ai miei piedi, i bacini più piccoli, o ai pedali, quelli più grandi. Continua a leggere