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tante biciclette rosa

22 Mag

c.calati

 

 

Oggi ho risalito la valle dell’Orco, dal fondovalle fino alla prima neve sotto il lago Serrù. Qui tra due giorni passerà il Giro, credo per la prima volta, e io volevo toccare con mano, o meglio col pedale, le asperità, le strettoie, i punti più arcigni in cui è probabile che qualcuno attacchi e magari s’involi solitario fino al traguardo.

È stata un’esperienza durissima ma gratificante. Continua a leggere

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vento contro

15 Mag

c.calati

 

Di vento contro ne incontro spesso, arrogante e furioso, e io stesso divento furioso ed arrogante, cerco lo scontro. Continua a leggere

il tavolino di nonna Rebecca

11 Mag

c.calati

 

 

Il calcio di un cavallo uccise mio nonno, segnando, per me, l’inizio dell’era moderna. Quel calcio infatti è la prima notizia certa che ho della mia famiglia.

Il Novecento, iniziato da un decennio, procedeva fiacco, si credeva un secolo tranquillo, nessuna guerra ancora, né rivoluzioni. Solo il calcio mollato da un cavallo al suo padrone nel chiuso di una stalla. Un dramma minimo che non avrebbe oltrepassato le ultime case del paese. Continua a leggere

canne al vento

8 Mag

c.calati

 

 

È un titolo banale, trito e abusato, me ne rendo conto, ma oggi ho la mente fiacca e fiacchi pure i muscoli. Infatti mi sono fermato qui, all’inizio della ValChiusella, sulla riva di uno specchio d’acqua che non ha nulla di speciale se non la solitudine e i canneti delle sponde che fremono nell’aria, canne al vento, appunto.

Sono bastati i tre tornanti a salire dalla piana per farmi alzare bandiera bianca e stendermi mezzo nudo sul prato, carne al vento. Continua a leggere

lago d’Orta

26 Apr

by c.calati

 

 

Non è la prima volta che da solo o in compagnia compio il periplo del lago, anzi sono talmente tante le volte che ad altri sarebbe già venuto a noia. Non a me che amo le sue dimensioni contenute, stretto com’è dalle montagne, e la modestia a cui è costretto dalla vicinanza del Maggiore. Continua a leggere

Divago

18 Apr

photo by c.calati

 

Il bello del teatro, anche al mio livello ultra amatoriale, è il continuo dentro e fuori da sé stessi, come intrappolati in una porta girevole, pezzo forte di Charlot. Ti assegnano una parte, la leggi, la studi e ti senti assai distante da chi devi interpretare, caratteri diversi, pose, parole, filosofie opposte tra te e lui. E pensi che dovrai scindere persona e personaggio, per qualche ora alla settimana dovrai essere diverso da te stesso, dovrai indossare una maschera, farti personaggio.

Così pensi all’inizio e ti senti schizofrenico. Continua a leggere

domani non parleremo che di lei

15 Apr

by c.calati

 

 

 

 

Nella foto siamo solo in tre, manca Giusi che si è sacrificato dietro l’obbiettivo. Gli abbiamo detto dai scatta tu che poi ci diamo il cambio. Lui che ci teneva a essere immortalato con noi, si è fidato, ma noi, al momento buono, appena fatta la foto ci siamo dileguati sulle bici per pura cattiveria, tanto lui non se la prende.

Questa mattina ci siamo trasferiti in macchina sul Garda e ora partiamo da Peschiera  puntando dritti a Sud, alla volta del Po.

Percorso piatto, pedalata pigra come il Mincio che ci scorre a fianco.

Si chiacchiera e si pedala senza fretta. Continua a leggere