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il borsino dei follower

13 Ott

   

Come per gli altri utenti di wordpress, anche a me la piattaforma segnala ogni giorno il numero degli iscritti al blog, gente che per lo più ha con me quell’unico contatto, nel senso che poi non si manifesta con commenti, like o semplici letture. È un numero, quello dei follower, che varia quotidianamente, oggi sale domani scende, secondo un criterio imperscrutabile e a onor del vero poco entusiasmante, perché non è da quelle cifre che posso percepire l’eventuale gradimento dei miei post. Semmai, i mutamenti possono essere spia di un generico stato di vitalità o di deperimento dell’intera blogosfera.

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la mia hate-list dei mezzi pesanti in Emilia.

8 Ott

Ovvero elenco in ordine di odio crescente di camion e camioncini incontrati (e subiti) pedalando per le brutte strade dell’Emilia:

10° Autobus urbani: ti sfiorano il culo in silenzio, ma con eleganza non vanno oltre

9°  Trattori: mastodontici e veloci, per fortuna molto rumorosi per cui fai in tempo a buttarti nel fosso prima che ti arrotino.

8° pullmann extra-urbani: giocare con te al gatto col topo perché facendo molte fermate si lasciano superare e ti ricuperano tre, quattro volte minacciando ogni volta di tirarti sotto.

7° Camioncini della nettezza urbana: procedono a strappi e di solito inchiodano appena ti hanno superato, se non sei pronto a frenare finisci con la faccia nel pattume.

6°Pullmann a lunga percorrenza: in perenne ritardo sulla tabella di marcia cercano di recuperare non sprecando tempo a superarti, ti passano direttamente sopra.

5° TIR: dalla Lituania a Soragna in una tappa sola e tu lo becchi quando sei quasi salvo…alla periferia di Soragna.

4° Bisarca: si fanno contagiare dalle gran turismo che trasportano e si comportano come tante Ferrari in pista, dove tu fai la parte del birillo.

3° Camion grandi della nettezza urbana: corrono a velocità pazzesca, mai che rallentino aspettando il momento più propizio per superarti, no, loro ti passano subito, anche dove non c’è lo spazio.

2° Camion con rimorchio: sanno bene il rischio del risucchio ma se ne fottono (e ti fottono passandoti a un millimetro)

1° Camion per trasporto sabbia: sono tanti e pericolosi, fanno sempre il medesimo tragitto, conoscono ogni segreto di quei pochi chilometri di strada, perciò la fanno ad occhi chiusi. Hai un bell’indossare colori fosforescenti, loro proprio non ti vedono.

cartoline dal lago

22 Set

c.calati

 

 

Sono voluto ripartire da dove mi ero arreso più o meno un mese fa, quando, anziché salire al lago di Antrona, a malincuore avevo dirottato la bicicletta verso Domodossola e il suo ospedale. Continua a leggere

non sono nato eroe

18 Set

c.calati

 

 

Ecco, forse dovrei stare dietro le sbarre come un delinquente, perché essere tiepido alla vita, defilato, asociale, è una dissociazione a delinquere. Continua a leggere

il pirata del Buon Gesù e il miraggio del lago

8 Set

lago d’Antrona, web

 

 

Pochi giorni or sono, saltabeccando da un blog all’altro come un passerotto in cerca di briciole, sono capitato da Max il poeta (https://paginequotidiane.wordpress.com) dove ho trovato parole e immagini che mi hanno subito conquistato. Max raccontava di una valletta appartata, ramificazione della Val d’Ossola, e di un laghetto alpino tra i più belli. Ho guardato le fotografie e subito ho deciso che quella sarebbe stata la mia prossima gita, scompaginando i programmi precedenti.

Qualcuno sostiene che i laghi sono diventati la mia idea fissa a un livello maniacale, come un collezionista mezzo rimbambito che non parli d’altro che di francobolli rari, ah il “Gronchirosa” come mi piacerebbe possederlo. Il fatto è che i laghi non sono evanescenti come i mari che, senza confini, si continuano uno nell’altro e tu non ci puoi girare attorno, i laghi hanno un perimetro tangibile e una dimensione umana, adatta ai miei piedi, i bacini più piccoli, o ai pedali, quelli più grandi. Continua a leggere

l’ombra bianca degli alberi

31 Ago

c.calati

 

Mi piace l’ombra bianca che lasciano le piante sul selciato quando piove, mentre tutt’attorno il terreno si scurisce. Continua a leggere

in montagna senza pedali

12 Ago

c.calati

 

 

Per una volta avevo lasciato la bicicletta a casa, convinto che in questo modo avrei fatto una vacanza più riposante. Ma non è andata così, con gli scarponi ai piedi al posto delle scarpette sui pedali mi sono stancato allo stesso modo. Anzi, mi sono stancato in modo opposto Continua a leggere

col casco, casco

24 Lug

c.calati

 

 

Quando ero un (neanche tanto) giovane idiota di poche speranze, mi rifiutavo di utilizzare il casco in bicicletta. Mi sembrava poco virile indossare quella protezione, un’ammissione di pavidità, meglio l’adrenalina di una discesa folle. A chi mi rimproverava l’imprudenza rispondevo con una tiritera che voleva essere spavalda ma, a ripensarci ora, era quanto mai sciocca e per nulla spiritosa: col casco casco di sicuro, senza casco non casco. Continua a leggere

rondini e falchetti (Concarena 3)

7 Lug

c.calati

 

 

Dovessimo dare ascolto al meteo il nostro viaggio slitterebbe ancora, pessime previsioni per tutta la settimana, ma noi siamo stufi di rinvii, Concarena sta diventando il titolo di una novela senza tele e senza fine. Così partiamo in un’alba che non promette niente di buono, un breve tratto in macchina per portarci in zona, e poi via con i pedali come fossimo giovani incoscienti. Continua a leggere

la carta e la ruota (Concarena2)

21 Giu

by c.calati

 

Tra pochi giorni parto, finalmente, per provare a tradurre sull’asfalto il sogno che avevo messo sulla carta*. Ma c’è un abisso tra la carta che sogna e la ruota che gira. La carta accoglie con benevolenza i desideri di chi scrive, ha un’indulgenza istintiva per lo sproposito dei progetti, così spiana le salite, abbrevia le distanze, rende fluidi i muscoli. La ruota è intransigente, non fa sconti, ogni suo giro è un pezzo di fatica, non ti conforta mai ma ti confronta a muso duro coi tuoi limiti. Continua a leggere