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quasi un equinozio (acquerello di paese)

26 Set

by c.calati

 

 

 

 

Qui ancora passano i cavalli, gli zoccoli a schioccare sulla strada, rari nitriti a  rompere i silenzi sul canale. Per loro è quasi un equin-ozio, che più non faticano tra le stanghe di carri carichi di mercanzie o cose di campagna, né più devono solcare la terra con l’aratro. Continua a leggere

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il senso delle Alpi

20 Set
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c.calati

 

 

Alla fine ci sono solo pietre, sbriciolate in un pietrisco deprimente o enormi come questo corno di rinoceronte che sembra attendermi a quella curva per infilzarmi da parte a parte. Continua a leggere

una donna in vetta

23 Ago
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by c.calati

 

 

Questo è un post tutto in salita, a rischio di inadeguatezza delle mie parole e di fraintendimenti, a partire dalla foto che mi espone a facili battute. Non è di stambecchi né di pedalate che voglio parlare, ma del luogo, la brulla spianata in cima al colle battuta dal vento, e della breve felicità che stava per spandersi come polline nell’aria dopo una folata improvvisa. Ieri ero lì ad asciugarmi il sudore al sole come un lenzuolo rattoppato ma ancora buono per avvolgerci la notte Continua a leggere

..e noi lì a far le facce truci senza nemmeno crederci

20 Ago
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by c.calati

 

 

È piena notte quando improvvisamente la stanza si illumina a giorno. Nonostante la luce accecante del lampadario mi sveglio a fatica, dormivo così bene, e meritatamente! Mauri è seduto sul letto, in silenzio, forse non ha digerito la cena o ha pensieri che gli tolgono il sonno. Non mi interessa, lo stramaledico e gli biascico di spegnere. La sua risposta è laconica: non l’ho accesa io, come un assassino che neghi l’evidenza, non l’ho uccisa io, signor commissario.

Inizia così la nostra notte da incubo, che dopo anni ancora la ricordo come fosse ieri. Continua a leggere

l’ombra breve

9 Ago

c.calati

 

 

È appena avanti a me, nera d’asfalto e di natura sua, piccola e anonima se non fosse per le orecchie sui due lati come i manici di un’anfora.  Osservo il pezzo d’ombra che sporge dal manubrio, un vaso di coccio che s’affaccia tra i gerani alla finestra. Detesto l’ombra breve che sa di sole a picco che ti spacca il capo come un cocco. Continua a leggere

le ore e la pioggia

5 Ago

c.calati

 

 

Per tanti anni fu un’ossessione Il tempo, quello atmosferico previsto e quello scandito ineluttabile, una gabbia senza sbarre da cui non riesci a uscire. Continua a leggere

il lavoro nobilita l’uomo?

25 Lug

c.calati

 

 

Amica mia,

forse non c’entra nulla con quello che mi chiedi, forse vengo a dirti altro da ciò che ti aspetti. Ma l’altro giorno ho incontrato Akim e devo raccontartelo. Continua a leggere