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la vita attorno al pozzo

14 Lug

c.calati

 

 

Gli altri parlavano, lui ogni tanto abbozzava un sorriso, più per educazione che per interesse ai loro discorsi. In realtà non li ascoltava, Continua a leggere

e ti addormenti al ritmo dispari dei passi

29 Giu

c.calati

 

Non hanno sesso i passi, né un’età, quando li senti che sei ormai in prossimità del sonno. Continua a leggere

la carta e la ruota (Concarena2)

21 Giu

by c.calati

 

Tra pochi giorni parto, finalmente, per provare a tradurre sull’asfalto il sogno che avevo messo sulla carta*. Ma c’è un abisso tra la carta che sogna e la ruota che gira. La carta accoglie con benevolenza i desideri di chi scrive, ha un’indulgenza istintiva per lo sproposito dei progetti, così spiana le salite, abbrevia le distanze, rende fluidi i muscoli. La ruota è intransigente, non fa sconti, ogni suo giro è un pezzo di fatica, non ti conforta mai ma ti confronta a muso duro coi tuoi limiti. Continua a leggere

le nuvole in Toscana fanno parte del paesaggio

12 Giu

c.calati

Tu ti preoccupi del cielo minaccioso, temi l’acqua e non ti muovi.

Ma tu non sai che le nuvole in Toscana fanno parte del paesaggio, come le pietre irregolari a reggere le case, le pecore nei prati cariche di lana o i cipressi che accompagnano i viandanti su fino in cima al poggio. Continua a leggere

i quattro angoli del cerchio

5 Giu

by c.calati

 

 

È una ginnastica mentale, un difficile esercizio che però fa bene al cuore, partire dal tondo senza spigoli di una realtà che altri hanno smussato e levigato di lima e pialla come una palla da biliardo, partire da lì e non accontentarsi.
Dai pulpiti catodici  rotola la sfera senz’appigli di verità a cristalli liquidi, s’infila di bocca in buca, facendo facili filotti di quei piccoli birilli che stavano schierati, inebetiti ad ascoltare. Continua a leggere

la topa bionda (r)

20 Mag

dal web

 

 

Lo senti questo tramestio di piccole bestie sulla testa? È un andirivieni fitto di zampette che all’improvviso tacciono in un silenzio all’unisono che mi angoscia, per poi riprendere frenetiche e precise secondo un’orchestrazione che non può essere casuale. Cosa succede lì nel sottotetto, una terra che credevo di nessuno, dove avevo ricavato uno spazio mio per stare quieto? E invece non ho requie, guardo il legno biondo del soffitto cercando un senso a quei fruscii cardinalizi, ai passetti trafelati e ai ticchettii da tacco dieci strascicato all’ora dell’aperitivo. Non so se appena sopra la mia testa avvenga un’orgia sconcia, un rituale religioso o un lavorio meticoloso da api a quattro zampe, le unghie a raspare il legno, i denti a rodermi il cervello. Bevo per cancellare i rumori, ma l’anestesia dura pochi attimi, poi il concerto riprende più ossessivo di prima. Continua a leggere

il giudizio della nebbia*

12 Mag

by margherita calati

 

 

 

 

 

Deve essere stato il fulmine a svegliarmi, un botto tremendo che credevo fosse venuto giù il lampadario. Mi ero appisolato, nonostante fosse metà pomeriggio, con ancora indosso la tenuta da ciclista.

Ora sono seduto sul letto, frastornato. C’è un odore di aria bruciata che penetra dai vetri aperti, forse il fulmine ha colpito una pianta del cortile. A parte i rumorosi scrosci di pioggia è tutto silenzio qua dentro. Troppo silenzio. La stanza del “Monferrato”, la pensione in cui ho preso alloggio, mi sta improvvisamente stretta, ho bisogno di uscire all’aperto anche se piove.

Ma quando esco non piove più e ha smesso pure di tuonare. Continua a leggere

di contorta nostalgia

28 Apr

photo by margherita calati

 

 

Camillo al primo pianto, ancora sporco di vernice, si disperava di non poter tornare all’utero, il luogo acquoso del tepore. Un desiderio immenso di ritorno da allora lo accompagna, tornare sempre, non importa dove, alla partenza forse, come un Ulisse ubriaco o come un’oca che gioca a fare un altro giro. Continua a leggere

illusion

15 Apr

c.calati

 

 

Non poteva che andarsene in quel modo, non c’era altro sistema. Le finestre avevano le grate in ferro e lui nessuno strumento per segarle, la porta era chiusa a doppia mandata e le chiavi le custodiva sua figlia che una volta alla settimana lo andava a trovare portandogli la spesa e parole di conforto. Continua a leggere

la Concarena e il Coronavi…

12 Apr

c.calati

 

 

Non so di preciso cosa sia, se un’area geografica, una montagna, o la frazione di un paese. Avevo sentito quella parola da due ragazzi che parlavano tra loro di un entusiasmante itinerario ciclistico in ValCamonica. Io, seduto al tavolo vicino, mi ero segnato su un foglietto i nomi dei luoghi a mano a mano che li snocciolavano. Continua a leggere