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una ruota tira l’altra

18 Set

photo by c.calati

                                            Una ruota tira l’altra

Quando si pedala in compagnia, le ruote della bici si trovano a metà strada tra le ciliegie che invitano a prenderne ancora e le mani che una lava e aiuta l’altra.

Mi ha sempre affascinato il sincronismo dei cambi quando una ruota deve andar davanti e con fatica tirare le altre.

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Nuca Nuda

17 Ago
c.calati

                                                   

Si era seduta sul divano del salotto vestita di tutto punto, un abito d’organza che la copriva fino alle caviglie, guantini di filo a nasconderle le mani.  Non mancava un cappellino all’inglese con la veletta sugli occhi. Per vezzo, per gioco, o per andare controcorrente al mondo, nulla di lei era scoperto, sembrava uscita da un dagherrotipo di fine ottocento.

Lui seduto su una poltroncina posta di fronte la guardava sconfortato.

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l’ago Maggiore

12 Ago
t.legger
c.calati

                                           

Che poi, si sa, è tutta una questione di cruna del l’ago: che tu sia cammello o  colonnello senza gobbe, più questa è grande e più hai qualche probabilità di passarci e di salvarti, sai quando si dice ce l’ha fatta per il rotto della cruna (non è così che si dice? Non importa, andiamo avanti).

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la consolazione del salice

4 Ago
t.legger

                                           

Questo luglio così orribile è finito, ma non ha finito il suo ragno di intrecciare la mala tela. Cattura vittime e tesse drammi, il mio è stato il primo, sembrava enorme, ma in questo breve tempo di tragedie altrui è diventato il male minore. Una consolazione che non consola ma stordisce.

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i disperati di Forte Alamo

30 Lug
c.calati

                                           

Erano in cinque a spartirsi i rami bassi delle querce che ogni pomeriggio cavalcavano scorticandosi le cosce per inseguire gli indiani o radunare le mandrie sperse. Ognuno di loro aveva il proprio ramo, sempre quello, a cui aveva dato un nome di poca fantasia, Fulmine, Turbine, Lampo,  Briciola. Antonio che aveva una cultura da Enciclopedia dei Ragazzi, aveva battezzato il suo: Potomac.

Potoma? Ma cos’è? Chiesero in coro gli altri, lui scrollò le spalle con sufficienza, un fiume americano che ha conservato l’antico nome indiano.

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una rosa sola

27 Lug
c.calati

                                                   

Nello specchio di una foto mi vedo bella, una vanità che mi concedo raramente.

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rileggendo emmeelle

22 Lug
photo by c. calati

                                           

(In questa estate già di per sè strana, e per me ferma a fermentare, ripenso a un luglio di pochi anni fa in Provenza. Rileggo un brano di allora perché ho bisogno di rivivere quell’esperienza come stesse accadendo ora.)

Sono salito al Col du Canadel.

Vabbè, se guardate sulla cartina la sua (misera) altitudine,  dovrei  vergognarmi tanto è basso, anziché parlarne come si trattasse di un’impresa epica. 

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inseguendo il fresco

19 Giu
c.calati

                                                        

I nostri laghi alpini hanno la bellezza di essere circondati dalle montagne, come piccoli mari di Liguria o un minimo Tirreno giù in Calabria. Ma qui non è la Sila o il Giogo di Toirano a far corona all’acqua, sono rilievi tozzi, spesso senza nome, a incombere a strapiombo sulla costa, senza nulla di minaccioso. Assomigliano le rocce alle dita delicate di un gigante. Fanno ombra alla strada, i monti, si riflettono nell’acqua e danno un senso di refrigerio già al solo pensiero di salire ai loro boschi. Un’ascesa scoscesa che nella semplificazione della  mente diventa un andare senza sforzo. Ma non è mai così: a piedi o sui pedali la conquista del fresco costa sudore, non c’è un motore, oltre quello del tuo corpo, che faccia per te il lavoro sporco della fatica. È il controsenso del ciclista, per non sudare più, prima devi sudare tanto e a lungo.

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analfabetismo floreale

22 Mag
by t.legger

                                           

Amo contemplare i fiori, le distese infinite di giallo nei campi e la singola corolla dai petali così particolari, ma spesso non so dare loro il nome, anche il più semplice.

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prospektiva Nievsky (betulle mie, fanciulle immaginarie)

19 Mag
by c.calati

Esili fanciulle le betulle, la malinconia dei corpi pallidi, le speranze nascoste nelle chiome.  

Stanno lì, slanciate verso il sole, amanti dell’estate, chiare di pelle, fragili nel cuore.

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