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vigilia di Natale in macelleria (riedizione riveduta)

22 Dic

                                            

c.calati


Mancavano dieci minuti all’apertura del negozio e Margherita dalla sua postazione osservava preoccupata la massa di gente assiepata dietro le vetrine.

Schiacciati come mosche contro i vetri, c’erano nasi che alitavano nel freddo e mani appoggiate a lasciare su questi impronte e desideri.
Quegli occhi sgranati come fosse fame e quei nasi premuti, deformati, rendevano i volti dell’attesa simili alle teste dei maiali appese dietro il bancone; maiali ancora vivi, quei volti, che, fiutato il cibo sotto il fango, scalpitano e si spintonano grufolando, come fosse una vita che non mangiano.

Sarebbe stato un massacro, questo era evidente.

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illusion

15 Apr

c.calati

 

 

Non poteva che andarsene in quel modo, non c’era altro sistema. Le finestre avevano le grate in ferro e lui nessuno strumento per segarle, la porta era chiusa a doppia mandata e le chiavi le custodiva sua figlia che una volta alla settimana lo andava a trovare portandogli la spesa e parole di conforto. Continua a leggere

la (im)perfezione (2° edizione)

3 Feb

c.calati

 

 

Giacomo Ferletti, professore di matematica e geometria alla scuola media di Trausella, era arrivato da qualche giorno, ma ancora non era sceso a mare. La pensione si trovava a mezza costa, circondata da castagni e roverelle e carezzata mattino e sera da un venticello tiepido. Dalla terrazza lo sguardo dominava il golfo.

La padrona, servendogli la colazione all’ombra di un pergolato, gli chiese se quello sarebbe stato il giorno buono per una nuotata. Il professore, costernato, dovette farsi ripetere due volte la domanda, prima di comprendere la sua parlata così chiusa. Allora fece un sorriso un po’ colpevole, accennando un no con la testa:

– Devo ancora prendere possesso dei luoghi, studiare le geometrie del golfo, comprendere i venti, capire le correnti.

– ‘Na nuotata dovete fare, mica il varo di una nave.

La donna fece una risata massiccia alla propria battuta e si allontanò scuotendo più volte la testa. Continua a leggere

noi non siamo buoni, siamo bravi*

3 Gen

c.calati

 

 

In seconda elementare lo avevano bocciato e trasferito d’ufficio alle Differenziali, una istituzione comunale che raccoglieva i bambini differenti, cioè non in grado di seguire il normale corso di studi. Camillo che viveva in un costante annebbiamento mentale, una nuvoletta di confusione che lo accompagnava ovunque, non comprese la portata del cambiamento e non si accorse dell’etichetta umiliante che con quel gesto gli avevano appiccicato addosso. Continua a leggere

il grande dito medio

5 Mag

c.calati

 

 

Beeebii, la birra!

Cosimo aveva gridato, sbattendo la porta di casa.

La voce gli era uscita stridula, come spesso gli succedeva quando cercava di alzarne il tono. Era l’unica cosa che non sopportasse di sé. In effetti uno come lui avrebbe dovuto avere una voce stentorea, in linea con il proprio carattere focoso, invece aveva un chiocciare sottile, acuto, che rischiava di renderlo ridicolo. Continua a leggere

legami di latte

2 Apr

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c.calati

 

 

Maddalena era stata terra solcata dall’aratro, mare attraversato da più navi, ma le sue acque non avevano portato pesci nè il suo campo aveva germogliato frutti.

E se all’inizio l’assenza di figli era stata un sollievo, col tempo questo vuoto era divenuto un peso, presto insostenibile.

Anni di desiderio inesaudito e inesaurito.

Poi fu una differente attesa, la scelta di una nuova strada, ben più lunga delle quaranta settimane, una cova vuota che sembrava non finire mai, come se nel suo caso il tempo non avesse fretta. Continua a leggere

una coppia venuta da fuori

17 Feb

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c.calati

 

 

Che coppia stramba, borbottavano in paese vedendoli passare la mano nella mano, mai le dita intrecciate, solo il palmo stretto al palmo, come si fa con i bambini per paura che ti sfuggano. E nessuno sapeva dire chi dei due potesse sfuggire all’altro. Lei sempre curata, di un’eleganza estrosa, nastri tra i capelli, camiciole e gonne a fiori, lui sciatto, sandali nei piedi, una barba ispida da ladro e una selva di capelli bianchi a scendere confusi sulle spalle o trattenuti malamente da uno spago. Continua a leggere

la migrazione sovversiva delle rondini

19 Gen

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L’argomento era nato in sordina sui social da parte di un qualche ideologo del nuovo corso, come possiamo tollerare che le rondini vadano e tornino dall’Africa liberamente?, aveva buttato lì in una serata di dibattiti fiacchi. Gli avevano risposto alcuni nostalgici del Pascoli, citando abbastanza a sproposito alcuni versi del 10 agosto. Continua a leggere

di aringhe e d’acciughe

14 Gen

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c.calati

 

 

Una, l’aringa, era arrivata da lontano viaggiando però comoda avvolta nei vestiti di ricambio nel magro bagaglio delle nostre bici.

L’altra, l’acciuga, un viaggio breve e periglioso, tutto di fatica dal mare di Liguria su, controcorrente, per fiumiciattoli a risalire Continua a leggere

il prete (racconto immorale o post natalizio?)

2 Gen

by c.calati

 

 

Quasi ogni mattina don Mario, sbrigate le incombenze in canonica, prendeva il vecchio Ford Transit e faceva il giro della parrocchia, che si estendeva per un territorio piuttosto ampio. Da Torre saliva tra i boschi di betulle e faggi fino a Silva, alla cappella di S.Anna, da aprire e spazzare, e alle case del borgo dove c’era sempre qualche infermo da visitare. Poi scendeva dall’altro versante della collina fino a S. Martino dove lo aspettavano i vecchi dell’ospizio. Spesso si fermava a pranzare seduto al tavolo con qualcuno di loro prima di ripetere a rovescio il percorso del mattino. Continua a leggere