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la libreria

23 Feb
c.calati

                                                  

Camillo sforza gli occhi ma non riesce a distinguere i dorsi e i titoli dei libri negli scaffali più in alto, e anche se ci riuscisse servirebbe a poco. Osserva la parete con preoccupazione e si chiede se valga la pena arrampicarsi fin lassù inseguendo la memoria vaga, forse fallace, di un frammento di parole lette chissà in quale romanzo.

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mi sono dimenticato di Lorenzo Marone

6 Dic
c.calati

                             

La lettura era iniziata sotto i peggiori auspici.

Il libro non l’avevo comprato io, me l’ero ritrovato casualmente tra le mani e già questa mancanza di scelta costituiva per me un handicap non da poco. Poi scorrendo la quarta di copertina scopro che lo stesso autore aveva scritto La tentazione di essere felici che sapevo di aver letto. Purtroppo non ricordavo la trama né il mio eventuale gradimento. Ricordavo solamente di  averlo comprato per la suggestione del titolo e della copertina (una donna in rosso di spalle sotto un arco) e di essermi accorto dopo poche pagine di averlo già letto. Un acquisto inutile, segno deprimente della mia smemoratezza.

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Sofia si veste sempre di nero.

1 Mar
c.calati

                                      

Per una volta sono stato attratto in modo irresistibile dalla copertina. Inizialmente non avevo nemmeno badato a chi fosse l’autore, Cognetti, ipnotizzato com’ero dal gatto nero al centro del disegno: a seconda di come lo guardavo era la provvidenziale sovrapposizione alla ragazza altrimenti nuda o un’immagine sorniona stampigliata sul casto vestito di questa. Mi era sembrata un’ambiguità molto promettente, che poi, in effetti, ho ritrovato nelle tante, contraddittorie, sfumature del carattere della protagonista. Ambiguità rimarcata dal suo lieve (e simbolico) strabismo che impediva di comprendere appieno su quale presente e su quale futuro si posasse il suo sguardo.

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l’isola che c’è

19 Gen
Stromboli, dal web

                        

Tinte calde alle pareti, arredo sobrio, locali luminosi, musica in sordina, pochi tavolini, ciascuno con la sua lampada da lettura, qualche divanetto tra gli scaffali dei libri, ogni cosa invitava a restare, una sosta che non fosse di minuti contati. Su un bancone a ferro di cavallo erano sparsi con elegante casualità stuzzicanti cabaret di paste, libri aperti, piccoli panini ai più svariati semi, book fotografici, zuccheriere, qualche bottiglia, volumetti di poesia. E al centro lei, Carlina, ad accogliere, offrire, consigliare, con una discrezione attenta ai bisogni dei clienti.

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la prevalenza della carta

27 Dic

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by c.calati

 

 

Più dello schermo, un libro da tenere tra le mani, pelle da decifrare i caratteri di carta.  Continua a leggere

dimenticare Maigret

19 Mar

foto

 

 

Simenon è il più grande romanziere europeo del novecento.

Ecco, l’ho detto, così non ci pensiamo più.
E già le vedo le vostre facce storte, le smorfie orripilate, i nasi arricciati dal disgusto, che ce n’è una schiera più meritevoli e solidi di lui. Come avessi affermato che l’Inter è la migliore squadra d’Europa. E allora voi giù a snocciolarmi la litania dei nomi e dei blasoni, Bayern, Canetti, Liverpool, Maugham, Real, Joyce, Ajax, Mann, Milan, Baricco, Barcellona (solo sulla Roma e De Carlo nessuno fiata).  Continua a leggere

il viaggiatore notturno

8 Mar

maggiani

 

Due generi di libri non sopporto, quelli che avrei potuto scrivere io, bei compitini dalla scrittura scorrevole e dalla trama adeguata, arrivi veloce all’ultima pagina, bon, fatto, li chiudi, li riponi e li dimentichi. E quelli che, per quanto originali, ti danno, dalle prime pagine, la sensazione di essere stati scritti, anzi confezionati, non per comunicare umori ma per vendere bene. Gli insopportabili best-seller, nemici del lettore.  Continua a leggere

storia della pioggia

21 Ago

by c.calati

by c.calati

L’avevo comprato ammaliato dal titolo, ma una volta a casa, rileggendo la quarta di copertina, mi sembrò che il libro avesse parecchi requisiti per rischiare di restarmi indigesto: autore maschile ma scrittura al femminile, un azzardo che spesso naufraga, pioggia quotidiana su un’Irlanda povera e paesana, saga familiare per cui non sapevo se temere di più Beautifull o i Buddenbrock, infine libro che parla di libri con tutti i rischi di autoreferenzialità connessi. Lo lasciai lì per ultimo nella pila degli acquisti. Quando alla fine toccò a lui lo presi in mano di malavoglia. Continua a leggere