Archivio | mille caratteri, più o meno RSS feed for this section

brevi appunti di viaggio

12 Mar

                                            Brevi appunti di viaggio

Mi è sempre piaciuto seguire il corso dei fiumi, umili o maestosi ti guidano per paesaggi di natura e ti portano in città che dalle loro sponde sembrano più belle.

Continua a leggere

per le antiche strade

3 Feb

c.calati

                                       

Ai nastri neri d’asfalto e bianchi di strisce che corrono veloci da una città all’altra, preferisco le vecchie strade che lente univano i paesi.

Continua a leggere

il dilemma (O)*

28 Gen

c.calati

                                              

Gentile Isabella, cara redattrice della mia rubrica preferita, è una sua fedele lettrice che le parla, l’anima trepidante tra le dita.

Lei, esperta in sentimenti e fallimenti, mi dia un parere illuminante su un dilemma che mi affligge. Una premessa che le chiarisca la situazione: Mattia, la mia anima gemella, se ne sta indifferente a tagliare le zucchine mentre Michele, davanti a lui, mi abbraccia e mi bacia sulle labbra. Le pare accettabile?

Continua a leggere

Arancia Arcana*

13 Gen
c.calati

                                     

Papà pranzava alla rapida tra sala operatoria e altri lavori, INAM, ambulatori, attività a parcella, con cui s’arrabattava per allevare la larga famiglia. Aveva fretta e s’arrabbiava se c’attardavamo a tavola, slap, slap, ammoniva accigliato se abulici avanzavamo roba nel piatto.

Continua a leggere

Dicembre

7 Dic

                                                

Dunque ci siamo, inizia il mese delle feste. Ma io di Dicembre preferisco i giorni dispari, quelli banali, fatti di niente come fosse Marzo, lontani dalle vigilie, dalle tavole imbandite e dalle chiese riempite una volta all’anno.

Continua a leggere

la mongolfiera

22 Nov

                                          

Adagiata sui campi, al di là delle piante che la rendono invisibile, la sento soffiare e sbuffare come un enorme animale preistorico che si stia risvegliando dopo un lungo letargo.

Camilla, la mia cagna, abbaia disperata, non si dà pace, credendo che sia un drago sputafuoco.

Continua a leggere

trotterellando nel Trentino (gioco in tr*)

21 Mag
c.calati

                            

Strade troppo trafficate da TIR tracotanti, tento tracciati alternativi, ma son sentieri stretti, sterrati da farti tremar le braccia, tracce incerte che a tradimento s’interrompono.

Continua a leggere

la pietà del ciliegio

26 Apr
c.calati

                                     

Non so se sia giapponese, selvatico o nostrano, non me lo hai mai detto o me lo hai detto tante volte e io non ti ascoltavo, chè quando sono nel tuo giardino il mio sguardo vaga e la mente si distrae. Ed è pur vero che qui i miei occhi son sempre andati al ginkgo che troneggia al fianco del ciliegio sprovveduto sovrastandolo, troppo lo squilibrio tra i due alberi.

Continua a leggere

una bazzecola! (senza erre*)

19 Gen
c.calati

                                                              

Questa volta è facile, una bazzecola, si disse Camillo gongolando, ne avanzano ben venti a mia disposizione.  Meditò, tentò e subito si bloccò: quella maledetta innominabile si infilava ovunque come fumo che si spande in ogni spazio o come acqua contaminata che s’insinua e inquina la falda.

Continua a leggere

in un pomeriggio d’inverno

15 Gen
c.calati

                                          

Le pietre di un muretto a secco scaldate dal sole e riparate dal vento contro cui appoggiarsi mangiando un panino al prosciutto, le strade minori prive di auto per percorrere tratti di via francigena e scoprire piccoli borghi nascosti a un passo da casa, due bici assistite a rendere morbido lo sforzo sui pedali e liberare gli occhi dalla fatica, un cielo terso così raro e invernale da far invidia al Manzoni, anche se non siamo in Lombardia, un baruccio fuori mano che rivela in cantina tesori di tome, bottiglie, salumi, da farne razzia, le brevi pareti di roccia che scure si stagliano sul verde dei prati a far da palestra a tanti appassionati, una poiana che volteggia in alto col suo lamento di fame, un albero nudo, solitario, in mezzo alla terra appena solcata, immortalato dall’ultimo sole.

Continua a leggere