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una cosa alla volta

17 Apr
c.calati

                                              

Mi devo rassegnare, non sono una donna. Hai presente quegli esseri alieni che si dipingono le unghie e intanto friggono i calamari, parlano al telefono, sbucciano una mela, scrivono un post e la lista della spesa (a volte per non perdere tempo unificano post e lista), fumano un cigarillo, bevono una birra,  e in tutto questo agire non sbagliano una mossa?

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il vino, il pane e le parole (5?)

8 Apr
c.calati

                                             

Una trasvolata atlantica, pionieri come Lindbergh, una migrazione di anatre stremate, un peregrinare medioevale sulla via francigena, dov’è più facile morire che arrivare vivi a Roma.

È questo il nostro viaggio.

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tra l’asino e il maiale

20 Mar
c.calati

                                            

Il mastodonte che ci portiamo dentro, i pesi asfittici e insensati, quel carico d’affanni ricordi e nullità, sai i detriti che il fiume raccatta in giro, quando è gonfio d’acqua e d’ira, e  che si trascina a denti stretti fino al primo ponte e lì, smarrito, si soffoca da solo. Un suicidio che diresti ben riuscito.
Ecco, io, al contrario, vorrei essere ruscello sottile e lieve e vivo, per quanto sia tortuoso il mio percorso, e non quel fiume ingordo e scriteriato. Vorrei viaggiar leggero ma non so scrollarmi di dosso il peso dell’eccesso come l’asino la soma, lotta, s’impunta, scorreggia e scalcia che sembra DonChisciotte, ma poi s’arrende sotto i colpi di bastone e riprende rassegnato il suo sentiero.

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ma perchè salire?

6 Mar
c.calati

                                              

Me lo chiedo tutte le volte che mi spolmono sui tornanti di strade solitarie che non finiscono mai. Che cosa mi porta a salire oltre l’anagrafe e i muscoli infiacchiti? Non ho uno spirito che ambisca ad elevarsi, semmai ama stare a contatto con la terra, smuoverla, frugarla come fa il verme in cerca di sorprese. Né ho la tendenza a competere, sai il confronto con il rischio di soccombere, tant’è che in queste occasioni sono sempre solo. Eppure ci deve essere qualcosa che mi spinge, nessuno mi costringe a salire con una fatica illogica fino al punto in cui la resa o la conquista della cima hanno il medesimo sapore amaro della troppa sofferenza.

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il cigno

25 Feb
c.calati

                                                                 

L’ho incontrato una mattina, ai primi di febbraio, quando il tempo era ancora pieno inverno, freddo, nebbia e tanto umido, e io pedalavo, più per puntiglio che per piacere, lungo l’alzaia del canale. Avevo pensieri cupi come corvi che nemmeno la bicicletta riusciva a diradare, deleterio il perfetto coincidere tra il malessere interiore e quello atmosferico.

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breve storia del pollice

23 Feb
c.calati

                                                              

Mi è venuto questo vezzo di tenere il pollice infilato tra indice e medio. Non saprei dire quando e come abbia cominciato, credo non da molto, ma so che ultimamente il gesto si è fatto più frequente; appena le mani sono libere da impegni ecco che il pollice si pone nel tepore delle altre due dita, come un gatto che d’istinto si rifugia nell’angolo più confortevole della casa.

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ogni uomo ha un’isola

3 Feb
dal web

Talvolta è poco più di un masso in mezzo a un fiume o uno scoglio tra le onde a cui è difficile aggrapparsi, in altri casi è un atollo tropicale da cui ci si stacca a stento per tornare al quotidiano. Ma ciascuno ha la sua isola solitaria in cui isolarsi, solida metafora inaccessibile agli estranei, dove trovare rifugio dalla petulanza del mondo, le voci troppo alte anche quando sono parole di tastiera, l’assalto delle offerte non richieste, le liti futili e quelle più profonde, i suoni fastidiosi, le luci che t’accecano, i trilli impertinenti.

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le parole, preziose pietre

16 Gen
photo by margherita calati

Camillo trema allo spreco di parole, saluti-auguri-sputi-lazzi e Curiazi, come fossero risorse inesauribili e non le pietre preziose che lui pensa, pietre da conservare in cofanetti foderati di raso rosso e da mostrare raramente, solo a occhi amici.

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senza E*

3 Gen
dal web

Non fu cosa gloriosa, d’accordo, ma andava fatta. Così lo castigai, in un modo un poco da vigliacco.

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luna o l’altra

29 Nov
c.calati

                                                      

Che poi è sempre lei, la luna, in opposti stati e contrastanti atteggiamenti e io non so quale preferire:

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