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trotterellando nel Trentino (gioco in tr*)

21 Mag
c.calati

                            

Strade troppo trafficate da TIR tracotanti, tento tracciati alternativi, ma son sentieri stretti, sterrati da farti tremar le braccia, tracce incerte che a tradimento s’interrompono.

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la pietà del ciliegio

26 Apr
c.calati

                                     

Non so se sia giapponese, selvatico o nostrano, non me lo hai mai detto o me lo hai detto tante volte e io non ti ascoltavo, chè quando sono nel tuo giardino il mio sguardo vaga e la mente si distrae. Ed è pur vero che qui i miei occhi son sempre andati al ginkgo che troneggia al fianco del ciliegio sprovveduto sovrastandolo, troppo lo squilibrio tra i due alberi.

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una bazzecola! (senza erre*)

19 Gen
c.calati

                                                              

Questa volta è facile, una bazzecola, si disse Camillo gongolando, ne avanzano ben venti a mia disposizione.  Meditò, tentò e subito si bloccò: quella maledetta innominabile si infilava ovunque come fumo che si spande in ogni spazio o come acqua contaminata che s’insinua e inquina la falda.

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in un pomeriggio d’inverno

15 Gen
c.calati

                                          

Le pietre di un muretto a secco scaldate dal sole e riparate dal vento contro cui appoggiarsi mangiando un panino al prosciutto, le strade minori prive di auto per percorrere tratti di via francigena e scoprire piccoli borghi nascosti a un passo da casa, due bici assistite a rendere morbido lo sforzo sui pedali e liberare gli occhi dalla fatica, un cielo terso così raro e invernale da far invidia al Manzoni, anche se non siamo in Lombardia, un baruccio fuori mano che rivela in cantina tesori di tome, bottiglie, salumi, da farne razzia, le brevi pareti di roccia che scure si stagliano sul verde dei prati a far da palestra a tanti appassionati, una poiana che volteggia in alto col suo lamento di fame, un albero nudo, solitario, in mezzo alla terra appena solcata, immortalato dall’ultimo sole.

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in una mattina d’inverno

10 Gen
t.legger

                                              

Il vantaggio dell’inverno è che non devi fare levatacce per vedere l’alba. Cammino verso la Dora nella campagna addormentata mentre alla mia sinistra il sole si affaccia timido tra le colline.

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il pescatore di Mergozzo

2 Nov
c.calati

                                                   

Non un telo a coprire la barca, la vuole trovare così al mattino, pronta a salpare. E se nella notte ha piovuto, Sebastiano svuota tranquillo il fondo con un secchiello. Poi vi sale sopra, rema fino al centro del lago, cala l’ancora, in realtà una pietra legata ad una corda, sparge un poco di pastura per attirare i pesci e lancia la lenza con un ampio gesto quasi elegante.

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qui in campagna la notte quasi tace

7 Set
by c.calati

Devi tendere l’orecchio e non dormire per udire i piccoli rumori che si fanno suoni sommessi, il pigolio degli uccelli in sonno e il soffio d’ali del gufo in caccia, l’acqua quieta nel canale e la brezza tra le foglie che assomiglia a una leggera pioggia.

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Nuca Nuda

17 Ago
c.calati

                                                   

Si era seduta sul divano del salotto vestita di tutto punto, un abito d’organza che la copriva fino alle caviglie, guantini di filo a nasconderle le mani.  Non mancava un cappellino all’inglese con la veletta sugli occhi. Per vezzo, per gioco, o per andare controcorrente al mondo, nulla di lei era scoperto, sembrava uscita da un dagherrotipo di fine ottocento.

Lui seduto su una poltroncina posta di fronte la guardava sconfortato.

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l’ago Maggiore

12 Ago
t.legger
c.calati

                                           

Che poi, si sa, è tutta una questione di cruna del l’ago: che tu sia cammello o  colonnello senza gobbe, più questa è grande e più hai qualche probabilità di passarci e di salvarti, sai quando si dice ce l’ha fatta per il rotto della cruna (non è così che si dice? Non importa, andiamo avanti).

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analfabetismo floreale

22 Mag
by t.legger

                                           

Amo contemplare i fiori, le distese infinite di giallo nei campi e la singola corolla dai petali così particolari, ma spesso non so dare loro il nome, anche il più semplice.

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