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al di là del cancello bianco (riveduto)

31 Gen
by c.calati

                                                                                        

Corrado aveva occhi chiari e sguardo seducente, ma era troppo timido per sfruttare queste attrattive con le donne.

Agata aveva il talento innato del sorriso che gli uomini ancora non erano riusciti a spegnere del tutto.

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il dilemma (O)*

28 Gen

c.calati

                                              

Gentile Isabella, cara redattrice della mia rubrica preferita, è una sua fedele lettrice che le parla, l’anima trepidante tra le dita.

Lei, esperta in sentimenti e fallimenti, mi dia un parere illuminante su un dilemma che mi affligge. Una premessa che le chiarisca la situazione: Mattia, la mia anima gemella, se ne sta indifferente a tagliare le zucchine mentre Michele, davanti a lui, mi abbraccia e mi bacia sulle labbra. Le pare accettabile?

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la casa di Pietro

20 Gen

c.calati

                                    

A diciott’anni Pietro era già a un punto morto, la scuola abbandonata prima del diploma, il lavoro in fabbrica preso e lasciato nel giro di un mese, non faceva per lui la catena di montaggio. E adesso ammuffiva sul divano come su una zattera con i suoi beni di prima necessità, sigarette, popcorn e lo schermo dello smart. Per suo padre, abituato a lavorare sodo da una vita, era inconcepibile che il figlio vegetasse senza fare assolutamente nulla, nemmeno le cose sbagliate.

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uhhuhuuu…(appena oltre la follia)

16 Gen

                                           

Dicono che non ci sono con la testa e forse hanno ragione, ma per la ragione opposta a quel che dicono. Non è il salire al tetto a sera la mia follia, è questo starmene tranquillo tutto il giorno, come non ci fosse nulla per cui valga la pena. Ed è una pena starmene in poltrona, pantofole e giornale, guardare il canale oltre la finestra, veder scorrere l’acqua e le parole e non tentare di fermarle. Eppure mi trattengo, tengo a bada il lupo e il pavone, fremo e sorrido al mondo storto e a quello quadro.

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il miele del diavolo

6 Gen

                                           

– Si ricorda, maresciallo? Le spiegavo che in inverno non sarebbe potuto succedere. D’inverno è troppo freddo per fermarsi a riflettere, le dicevo tutto infervorato, non si lasciano pause morte tra un fare e l’altro, siamo atomi agitati, non c’è la temperatura adatta a farsi domande esistenziali che poi non sai dove ti portino. Lei mi guardava perplesso, aveva sollevato la visiera del berretto con la fiamma d’ordinanza come per scrutare meglio le mie rughe, trovare forse in quelle il senso del mio vaneggiare. Sostenevo che a gennaio non puoi soppesare un tradimento, misurare uno sgarbo, nemmeno immaginare una reazione. Ma in estate, con tutte quelle ore lente, quegli atomi immobili, in estate ti fai le domande e sei tutto un ribollire di risposte rancorose. 

Beh, me lo lasci dire, erano tutte fesserie che le spiattellavo per giustificare il mio delitto.

Forse ci credevo davvero, ma adesso mi rendo che era una stupidaggine: sì, anche a gennaio puoi avere buoni motivi per uccidere. E non mi guardi con quella faccia smarrita, maresciallo.

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il fascino del grigio

27 Dic

                                               

Dopo la neve piove, ostinatamente, e per le strade è una poltiglia di fango, sabbia e sale, come essere all’ultima spiaggia. Un cielo incolore di nuvole e nebbia ristagna annoiato a pochi metri da terra. La città si trascina moribonda tra ombrelli cupi, abiti sbiaditi e altri grigiori. È viscido l’asfalto, sporca la pioggia, brutta la gente incarognita, uscirne vivi non è facile.

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dalla voce di lui

20 Dic

                                         

La sento imprecare appena entrata in casa, una furia che mi dà sui nervi ma non voglio darle la soddisfazione di incazzarmi. Prima che varchi la porta della camera da letto cerco di concentrarmi su qualcosa di banale per non farmi coinvolgere dalle sue grida. Ecco, mi metto a far ballare la ciabatta sulla punta del piede.

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il grano senza neve

15 Dic

                                             

Ieri era stata preannunciata neve anche in pianura, io la aspettavo come un passaggio necessario e bello. Ma è stata una spolverata che a malapena mi ha sporcato il parabrezza, un vago bianco sui tetti, nulla sulle piante.

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dalla voce di lei

11 Dic

                                       

Avevo iniziato a inveire contro di lui mentre ero ancora in corridoio e avevo spalancato la porta della camera da letto con violenza. Sapevo di trovarlo lì e lo volevo affrontare una volta per tutte.

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il naufragio

2 Dic

Scendono le scialuppe dal vascello in fiamme, scivolano sull’acqua in uno sciabordio triste, sciamano in ogni direzione e lasciano scie confuse come api sciocche senza più regina.

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