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il primo mattino del mondo

11 Nov
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by c.calati

 

 

Può piovere per settimane intere, in fondo è il mestiere di Novembre la pioggia, può essere buio a mezzogiorno, com’è successo ieri, tanto da farti temere che non ci sia più un domani, può alzarsi il vento a raffiche siberiane o a folate di scirocco a spostare i coppi e turbinare foglie. Ma poi sempre, una mattina, torna inaspettato il sole. Continua a leggere

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la signora che salutava i treni

8 Nov

web

 

 

– Certo che la conosco, commissario, anche se è cambiata molto rispetto a questa foto-tessera; qui sembra una ragazzina, mentre quella che ho in mente io è una signora, una signora già di una certa età. Anzi, noi la chiamiamo “la signora del treno”, che evidentemente qui in stazione non abbiamo molta fantasia. Non abita a Villanova, in paese non l’ho mai vista. Compare all’incirca una volta al mese, ma non ha una data precisa, tipo il 3 del mese o il secondo mercoledì, no, ci ho fatto caso, non c’è una regolarità nella sue apparizioni. Arriva con una valigia piuttosto grossa, di quelle con le ruote, che non hai bisogno del facchino, tanto mica ce l’abbiamo, noi, il facchino. Compra un biglietto per Torino, seconda classe, sola andata e anche se arriva con molto anticipo non entra mai in sala d’aspetto. No, anche d’inverno, va direttamente alla pensilina e aspetta in piedi, praticamente immobile, senza dare confidenza a nessuno. 
Lei si chiederà come faccio a ricordarmi di questa donna, con tutti i passeggeri che partono e arrivano ogni giorno.
Bè, il fatto è che la signora non parte mai.
Quando arriva il treno, lei afferra il manico della valigia e fa qualche passo in avanti scrutando nei vagoni, come se cercasse con lo sguardo lo scompartimento meno affollato. Ma la gente sale e scende e lei sta lì.
Le prime volte il capostazione rimaneva con la paletta alzata ad aspettare, “forza signora” provava a gridare e allora lei scuoteva la testa e lui fischiava il via libera un po’ incazzato perchè c’era cascato un’altra volta. Ora finge d’ignorarla, ma io lo vedo che la guarda infastidito, come se la signora fosse un disturbo alla precisione delle cose, sa come sono i capi, credono che tutto dipenda da loro e che tutti vogliano fargli un dispetto. È l’unico qui che non le vuole bene. Noialtri che lavoriamo qui, ogni volta la osserviamo da lontano e ancora ci speriamo che prima o poi lei parta. Vedesse la dignità con cui si lascia sfilare il treno davanti agli occhi, come una speranza o una delusione, che poi credo siano la stessa cosa. E mentre l’ultima carrozza s’allontana, la signora alza il braccio destro in un saluto composto.
Allora in stazione cala un silenzio strano, siamo tutti fermi, come fossimo sconfitti.
E la signora se ne va con passo lento, per via della valigia. Ha un’espressione seria ma non particolarmente triste. Sembra che stia uscendo dal cimitero, ma non dopo un funerale, no, dopo una visita ormai abituale a qualche suo defunto.
Ma lei, commissario, perchè voleva sapere? La signora non può certo aver combinato guai, non è il tipo, mi creda. Tra qualche giorno dovrebbe ricomparire e magari è la volta che il treno lo prende veramente!

– No, la signora non verrà più a salutare i treni, nè tanto meno a prenderli. L’abbiamo ripescata ieri dal canale e ancora non sappiamo cosa le sia successo.-  Continua a leggere

la festa è altrove

7 Nov

by c.calati

 

Nonostante le quinte d’alberi e i vetri chiusi, lo raggiunge la musica burina del Faccia Bella Village. Continua a leggere

al di là del cancello bianco

1 Nov
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by c.calati

 

 

Corrado aveva occhi chiari e sguardo seducente ma era troppo timido per sfruttare questa dote con le donne.

Agata aveva il talento del sorriso che gli uomini ancora non erano riusciti a spegnere del tutto.

Loro due avevano in comune l’altezza non eccelsa e l’appartenenza a quel sottobosco della vita dove è raro e faticoso un raggio di sole. Per il resto erano distanti Continua a leggere

parole&pistole

23 Ott

by web

Se oggi racconto questa mia storia è proprio per ciò che da essa non si può imparare, i contrattempi e i contraccolpi della vita, quell’insieme di eventi assurdi che per comodità chiamiamo la banalità del caso. Puoi solo raccontarla, la sua banalità, per il resto la subisci, con il crescente dubbio che niente sia banale e niente sia casuale, che quel che hai detto caso sia stato il disegno di qualcuno che a suo tempo ti ha manovrato bene a suo favore.  Continua a leggere

fantasma d’Olanda

16 Ott
donna in bici

by web

 

 

 

Andare controvento sulla strada dell’argine è roba da donChisciotte e i suoi mulini, una battaglia ingenua che sfianca e acciacca. Mi ostino a spingere, ma ogni metro avanti ti sembra di scivolare indietro. Lotto per un’ora, sperperando energie e bestemmie, poi faccio l’unica cosa logica, abbandonare l’argine per la strada bassa, che spero più protetta. Supero un ragazzo che piantato ad un incrocio sta consultando una cartina. Quella cartina dalle notizie incerte, nell’era degli infallibili display, me lo rende subito simpatico, ha il mio stesso anacronismo. Gli sorrido e gli faccio cenno di seguirmi, la direzione è questa, per qualunque dove provenendo da Ferrara.  Continua a leggere

sai i detriti che il fiume

12 Ott
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by c.calati

 

 

Si rese conto che sarebbe stata una giornata cupa, anzi che già lo era dal risveglio: un incalzare di nuvoloni neri in testa e in cielo. E non trovò affatto consolatoria quella corrispondenza tra il dentro e il fuori. Continua a leggere