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du’ cervi

13 Ott
c.calati

                                                          

Camillo era il prototipo dell’homo photograficus e lo era ben da prima che esplodesse la mania degli scatti compulsivi.

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il destino dell’agave

8 Ott
dal web

                                       

Stava lì da anni, in un riquadro ghiaioso nel giardinetto dietro casa dei suoi genitori, quasi nascosta tra l’hibiscus, il plumbago e gli oleandri.

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la pietà della polvere (r)

3 Ott
photo by margherita calati

                                  

Se solo lasciassimo la polvere posarsi, come un rispetto muto, sulle cose del non uso, una dimenticanza calda, lenta a formarsi come una memoria, cenere a Pompei, terra a strati sopra Troia, un’Iliade senza Omero la nostra storia che riemerge dai dettagli in un nostalgico pudore per l’eccesso che è stato il nostro corpo.

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lucertole

28 Set
c.calati
c.calati

                                                         

Sembrava a suo agio in ogni ambiente, ma in un modo particolare, mantenendosi quasi invisibile. Forse le piaceva esserci senza apparire.

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i pioppi, le stoppie

26 Set
c.calati

                                              

Mi sono fermato in questo viottolo dietro casa, folgorato dalla bellezza dell’insieme e dall’apparente banalità dei dettagli.

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trattoria fuori porta

13 Set
c.calati

                                                     

Amo la penombra discreta della sala come pure l’abbagliare dei tegami appesi qui in cucina. Tra questi due ambienti contrapposti mi divido.

Questo ristorante mi appartiene, non tanto per possesso quanto per similitudine, che il luogo è fuori mano, il nome scarno, le indicazioni un press’a poco, la luce esterna fioca. Tutti segni che assomigliano al mio orgoglio minimo e tenace, che preferisco il dentro al fuori.

Mi piace che mi vengano a scoprire alla spicciolata, per scelta, qualche volta per un passaparola bisbigliato, o che siano guidati dal caso esatto della fame e dell’intuito. E che qualcuno poi se ne vada sorpreso e soddisfatto.

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qui in campagna la notte quasi tace

7 Set
by c.calati

Devi tendere l’orecchio e non dormire per udire i piccoli rumori che si fanno suoni sommessi, il pigolio degli uccelli in sonno e il soffio d’ali del gufo in caccia, l’acqua quieta nel canale e la brezza tra le foglie che assomiglia a una leggera pioggia.

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la ragazza che corre

24 Ago
c.calati

                                          

Appoggiato al parapetto in legno con lo sguardo perso nella corrente del canale che trascina pigramente le prime foglie arrese al vento della notte, si gode una sosta nel cammino verso casa. Alza di colpo la testa richiamato da qualcosa che ancora non sa cosa sia, come il segugio che si blocca e fiuta l’aria per un vago sentore di selvatico che ancora non è preda. Scruta l’alzaia alla sua destra finchè vede una figura che avanza, poco più di un puntino scuro sul chiarore ocra dello sterrato. Non la distingue bene ma in qualche modo sa, come il segugio di cui sopra, che è una donna che corre.

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Nuca Nuda

17 Ago
c.calati

                                                   

Si era seduta sul divano del salotto vestita di tutto punto, un abito d’organza che la copriva fino alle caviglie, guantini di filo a nasconderle le mani.  Non mancava un cappellino all’inglese con la veletta sugli occhi. Per vezzo, per gioco, o per andare controcorrente al mondo, nulla di lei era scoperto, sembrava uscita da un dagherrotipo di fine ottocento.

Lui seduto su una poltroncina posta di fronte la guardava sconfortato.

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un eroe per caso

9 Ago
by web

                               

GianGaleazzo Legnani era un uomo quieto e un sognatore incallito. Per la necessità del pane si era impiegato nelle ferrovie, quando i treni arrivavano in orario, ma la sua passione era la poesia.

Di giorno redigeva in una calligrafia impeccabile orari ferroviari che poi affiggeva nella bacheca della stazione, di sera cercava di far quadrare versi incerti come fossero colonne di arrivi e di partenze.

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