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la sedia*

23 Ott
foto

by c.calati

 

Perché la sedia?, mi chiede lui con una curiosità fresca, impellente, come fosse successo la notte scorsa e non quasi sette anni fa. Gli sorrido seria, come una distanza che non voglio colmare, davanti a questo caffè impacciato che rimesto di continuo pur non avendolo zuccherato. È che non ci si dovrebbe mai reincontrare per caso, bisognerebbe al massimo un cenno di saluto e poi tirare dritto dopo che le strade si sono spontaneamente divaricate. Continua a leggere

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vita di Irene

18 Ott

by c.calati

 

 

 

Era una serata piovosa di mezzo autunno, di quelle che desideri solo arrivare presto a casa.

Enzo quasi non la vide, una bambinetta fradicia di pioggia accucciata in un angolo del portico, non lontana dalla porta d’ingresso. Sembrava un cagnolino randagio che avesse trovato un provvisorio rifugio dalla pioggia.

Che ci fai qui, piccola? le chiese senza chinarsi su di lei.

La bimba lo fissò senza rispondere. Tremava sin negli occhi.

Enzo tornò sulla strada a guardarsi intorno, ma la via era deserta, niente che potesse spiegare la sua presenza lì.

Si rivolse di nuovo a lei, sempre restando in piedi: Chi sei? Ti sei persa?, ma non ebbe risposta.

L’uomo borbottò qualcosa tra sé e finalmente si chinò sulla bambina. Accennò una carezza goffa, poi la prese un po’ maldestramente in braccio come si può fare con un gattino ed entrò in casa.

Papà, mormorò lei strusciandosi addosso a lui, mentre varcavano la soglia.

No, piccola, non sono tuo padre.

Papà, papà, piagnucolò la bimba avvinghiandoglisi al collo.

Senti, capisco che sei scossa, ma stai dicendo una stupidaggine.

Il professore era a disagio, non aveva alcuna dimestichezza con i bambini. Provò a insistere: dimmi come si chiama il tuo papà, così ti riporto da lui, senza ottenere risultato, se non quella sola parola ripetuta come una cantilena, papà, papà, papà. Continua a leggere

piccole misantropie senza importanza

3 Ott

by c.calati

 

 

Mentre ero in giardino a raccogliere su una paletta le cacche del mio cane aiutandomi talvolta con due dita nella difficile impresa, un uomo, blazer blu, cravatta regimental, aria spavalda, mi apostrofò dal cancello, Continua a leggere

la via dell’odio (r)

30 Set

by c.calati

 

 

 

 

Guardo le candele che ancora bruciano sul tavolo. Le fisso da quando mi sono ripreso dal torpore che mi assale a ondate, non so se mi assopisco o se rifletto, tanto sono simili incubi e pensieri. Stanno lì, consumate e resistenti, non lontane dal mio letto infermo, assieme ai resti del pasto e a quattro mosche che banchettano indisturbate. Quanto assomigliamo, io e lei, a quelle due candele, una quasi al lumicino, l’altra che ancora cola cera incandescente e fiammeggia, ma pure lei in qualche modo sofferente. Vorrei gridarlo a Gabriela, farle vedere come ci siamo ridotti, ma ho un delirio che mi confonde il dentro e il fuori, il reale dall’inesistente. Avessi fiato e saliva sputerei a quelle due fiammelle, spegnere finalmente le nostre vite idiote. Continua a leggere

una ragazza alla pari

14 Set

by margherita calati

 

 

Tutto cominciò con l’annuncio che avevo affisso in università, nella mia bacheca personale, cerco studentessa alla pari (sono escluse le frequentatrici del mio corso) per collaborazione domestica. Continua a leggere

Giovanni, il candido

8 Set

photo by c.calati

 

 

 

Giovanni Santangelo era stato un ragazzo bruttino e un adulto scialbo, di quelli che non sapresti dire se quel giorno c’erano. Ma poi il tempo aveva lavorato a suo favore come fa il sale con certi marinai a scolpirgli le rughe e a smussargli gli spigoli agli zigomi e gli angoli alla bocca. Non che Giovanni assomigliasse a un marinaio Continua a leggere

la trota grassa

2 Set

by c.calati

 

 

 

La signora Jole era restia a scendere in negozio, le sembrava una beffa spolverare le statuine, i ninnoli, gli avori ingialliti e tutti quegli oggetti amati, antichi più di lei, e poi dover stare lì in attesa di un acquirente che quasi certamente non sarebbe entrato. Ormai la stagione volgeva al termine e a dirla tutta non era stata una gran stagione. Continua a leggere