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un uomo moderno

21 Ott
dal web

Non lo commuovono le pietre antiche né i mattoni, non il ferro né il legno,

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un viaggio a nord del cuore

16 Ott

                           

Capitava lì non più di una volta ogni due o tre anni, portatovi dal caso, così almeno gli sembrava, come un relitto che cavalca inconsapevolmente l’onda fino a riva. Altri avrebbero scritto andava in vacanza una volta ogni tanto. E avrebbero sbagliato. Una vacanza è qualcosa di pianificato, richiede una meta e un programma di viaggio, tutte cose che Camillo evitava accuratamente, perché lui aveva innanzitutto bisogno di ingannarsi: tutto doveva succedere per caso.

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pollo al cherri, o al cerri, o come cavolo si scrive (r)

2 Ott
c.calati

                                 

 

 

Ci mancava questa strega dai capelli ricci e la pelle colore del cacao. Credevo che fosse una specie di schiava, così mi aveva detto mio figlio, “Papà, Awadi sarà al tuo servizio 24 ore su 24, e io sarò tranquillo a non saperti solo.” Le balle! Continua a leggere

l’umiltà della pietra

29 Set

c.calati

Tutto era nato da un errore, quello che chiamiamo il caso della vita.

Camillo avrebbe dovuto recarsi per lavoro alla diga in costruzione in Valle Anzasca per verificare una spesa per il calcestruzzo che non gli tornava (ragioniere nella ditta appaltatrice raramente si muoveva dal suo ufficio, questa volta però doveva controllare sul posto quantitativi e spese) ma incredibilmente, fidandosi della sua  memoria distratta e diffidando del navigatore, aveva imboccato una valle sbagliata, vicina e parallela all’altra. Continua a leggere

la vita è una stupidaggine

13 Set

by c.calati

Alla fine non c’era stata alcuna festa.

Il cerchio di pietre sulla sabbia e, al suo interno, la legna e i legnetti ben impilati sopra le pallottole di carta era tutto ciò che restava delle loro intenzioni. Nessuno aveva acceso il fuoco per il falò di fine estate. Continua a leggere

il guardiano del faro a olio

28 Ago

van gogh

 

 

Una fortuna il lavoro che mio fratello mi ha procurato su questa scheggia di roccia, pur di togliermi dai guai combinati ad Arles. Non sono certo un guardiano professionista, ma i pochi impegni, rabboccare l’olio di mattina, a faro spento, e regolare a sera la sua fiamma, li assolvo con una precisione maniacale. Continua a leggere

o l t r e (revisione)

22 Ago

c.calati

 

 

 

In un pomeriggio piovoso non diverso da tanti altri, mentre era sulla strada del ritorno a casa, Camillo, giunto al bivio di Albiano, mise la freccia a destra e deviò dal suo percorso. Prese il lungo rettilineo in direzione sud, fissando le nuvole che si ammassavano all’orizzonte.
Aveva sempre considerato la corona di colline come il confine naturale del suo mondo ma ora provava il desiderio di un oltre vago che non si limitasse alla prima cerchia collinare. Superare il Monferrato, valicare l’Appennino, puntare al mare, verso una verginità di volti e borghi. Continua a leggere

Calfosch

16 Ago

g.gunda

 

 

Il paesetto era un incrocio di lingue, tutte locali, una piccola babele in cui i valligiani sembravano muoversi a loro agio. A lui si rivolgevano in italiano mentre tra loro usavano indifferentemente il tedesco o il ladino, e a volte gli era parso che parlassero un dialetto ancora diverso, che forse era la sintesi dei due precedenti. Anche le insegne dei negozi e i cartelli stradali erano ripetuti nelle tre lingue, il nome stesso del paese prevedeva la triplice dizione applicata pedantemente persino sui segnavia in legno lungo i sentieri che dall’abitato si distribuivano in ogni direzione, chè in ogni direzione c’erano boschi da attraversare, cascate da raggiungere, rocce su cui inerpicarsi. Continua a leggere

resurrezione e sassi (revisione)

4 Ago

m.calati

 

 

 

E poi ritorneremo, terra sulla terra, sassi magari, levigati all’acqua, lavorati al vento, modellati dalla grandine. Continua a leggere

una storia cilena

30 Lug

c.calati

 

 

La luce nel locale si diffonde a macchie, come faticasse a conquistare spazio al fumo e al pulviscolo che aleggiano nell’aria.

Ricardo Reis siede al suo tavolo in un alone di penombra. Ha un berretto tondo calcato in testa da cui spuntano sui lati e sulla nuca pochi capelli, grigi e sottili, come una lanetta. Infinite piccole rughe attorno agli occhi sembrano le tacche che la costanza di un ergastolano ha segnato sul muro. La barba è trasandata, tra le labbra ha un mozzicone spento come un delinquente, ma in volto l’espressione è così mite che non ti fa paura nemmeno il coltellaccio insanguinato che tiene tra le mani. Più che un assassino sembra un uomo sereno, forse buono, come ce ne sono pochi. E ti vien voglia di sederti con lui al tavolo e chiedergli che cosa hai combinato, Ricardo?, con l’affetto di un fratello, anche se non sai nemmeno chi egli sia. Continua a leggere