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l’isola che c’è

19 Gen
Stromboli, dal web

                        

Tinte calde alle pareti, arredo sobrio, locali luminosi, musica in sordina, pochi tavolini, ciascuno con la sua lampada da lettura, qualche divanetto tra gli scaffali dei libri, ogni cosa invitava a restare, una sosta che non fosse di minuti contati. Su un bancone a ferro di cavallo erano sparsi con elegante casualità stuzzicanti cabaret di paste, libri aperti, piccoli panini ai più svariati semi, book fotografici, zuccheriere, qualche bottiglia, volumetti di poesia. E al centro lei, Carlina, ad accogliere, offrire, consigliare, con una discrezione attenta ai bisogni dei clienti.

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parole che mancano all’appello

7 Gen
by c.calati

Quelle sbriciolatesi nel difficile passaggio dal sonno alla veglia, non sai se sogni o pensi, tutto è perfetto, lapidario, scolpito nel marmo della mente, ma quando arrivi al foglio sono trucioli di legno, segatura.

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senza E*

3 Gen
dal web

Non fu cosa gloriosa, d’accordo, ma andava fatta. Così lo castigai, in un modo un poco da vigliacco.

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il crampo del lettore

30 Dic
c.calati

                               

Più dello schermo anonimo amo un libro da tenere vivo tra le mani, perchè sono pelle da decifrare i caratteri di carta. 

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eFFe*

27 Dic
by web

                                                            

Faticosamente Firenze funestata franava fra funerali frettolosi, fredde famigerate fosse , fetidi furti, forche, fughe.

Fuoriusciti, finimmo forestieri a Fiesole, fortezza franca.

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vigilia di Natale in macelleria (riedizione riveduta)

22 Dic

                                            

c.calati


Mancavano dieci minuti all’apertura del negozio e Margherita dalla sua postazione osservava preoccupata la massa di gente assiepata dietro le vetrine.

Schiacciati come mosche contro i vetri, c’erano nasi che alitavano nel freddo e mani appoggiate a lasciare su questi impronte e desideri.
Quegli occhi sgranati come fosse fame e quei nasi premuti, deformati, rendevano i volti dell’attesa simili alle teste dei maiali appese dietro il bancone; maiali ancora vivi, quei volti, che, fiutato il cibo sotto il fango, scalpitano e si spintonano grufolando, come fosse una vita che non mangiano.

Sarebbe stato un massacro, questo era evidente.

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la tabellina dell’otto

14 Dic

                                              

Era un uomo senza un’età ben definita e ne andava scioccamente fiero. A essere più precisi, di età ne aveva sin troppe, tutte discordanti tra loro, tanto che alla fine non sapevi quale potesse essere la giusta.

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mi devo credere

8 Dic
c.calati

                                 

Il prossimo anno tornerò in montagna, come un partigiano braccato dai tedeschi. Tornerò senza fucile, solo una sella e una borraccia, per sconfiggere la legge che ogni anno si va sempre un poco peggio. I miei nazisti saranno gli anni e gli affanni che vorrebbero strapparmi al monte e condannarmi alla poltrona.

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zucchine e zucconi

3 Dic
c.calati

                              

Forse era stata la somiglianza tra le due parole o forse il reiterare l’antico rito di disporre file ben ordinate, fatto sta che mentre sistemava con una cura maniacale le fette di zucchine sulla piastra rovente gli tornarono in mente i primissimi tempi a scuola.

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luna o l’altra

29 Nov
c.calati

                                                      

Che poi è sempre lei, la luna, in opposti stati e contrastanti atteggiamenti e io non so quale preferire:

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