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il cigno e la farfalla (la scatola di balsa)

20 Mar

c.calati

 

Quel rasentare i muri quasi ad appiattircisi come un antico egizio nonostante la mole non indifferente, quello sguardo rivolto perennemente a terra a contare sassi e formiche, quel cappellaccio informe calato in testa estate e inverno come non volesse farsi riconoscere e che lo rendeva immediatamente riconoscibile, quello scantonare lesto se vedeva da lontano un conoscente, quei passetti frettolosi con cui attraversava lo spazio aperto della piazza e quel sorrisetto ebete con cui tentava di sottrarsi al dialogo. Tutto contribuiva a fare di lui un personaggio che ondeggiava tra il ridicolo e il penoso. Continua a leggere

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l’occasione fa l’uomo bravo

7 Mar
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c.calati

 

 

Pino gonfia i palloncini e ride.

A guardarlo sembra un citrullo.

In realtà lui ride all’allegria che non sapeva di possedere e che ora sparge intorno come chicchi di semenza. E ride anche a quell’uovo di Colombo che è la vita. Continua a leggere

il senso di Camillo per le pietre

2 Mar
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c.calati

 

 

Gli capitava di fermarsi all’improvviso, imbambolato come un fesso a metà di una qualunque attività, quando s’imbatteva in una pietra che per qualche motivo astruso lo emozionava. Potevano essere le grosse pietre squadrate in riva al canale, lui vi vedeva l’antica lavandaia inginocchiata a sbattere i panni, o i pochi lastroni rimasti di un’antica strada romana su cui sentiva il passo attutito di calzari femminili o il rimbombo al passaggio di un’intera legione. Poteva  essere un sasso anonimo o la pietra angolare su cui si reggeva una vecchia costruzione, lui comunque trovava un senso al loro esistere, se si può dire “esistere” parlando delle pietre. Continua a leggere

terzo pontile

26 Feb

c.calati

 

 

Una mattina di fine settembre, dopo aver girovagato per la città dorata, prendo la salitella che partendo dalla piazza del mercato s’inoltra tra vecchie ville e qualche casa contadina in una periferia perfetta che con poche faticose pedalate sfuma dal traffico alla solitudine del lago. Una cosa di cui sono grato a Ivrea è questa facilità all’evasione.

Dalla strada il pontile sembra deserto, Continua a leggere

una coppia venuta da fuori

17 Feb
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c.calati

 

 

Che coppia stramba, borbottavano in paese vedendoli passare la mano nella mano, mai le dita intrecciate, solo il palmo stretto al palmo, come si fa con i bambini per paura che ti sfuggano. E nessuno sapeva dire chi dei due potesse sfuggire all’altro. Lei sempre curata, di un’eleganza estrosa, nastri tra i capelli, camiciole e gonne a fiori, lui sciatto, sandali nei piedi, una barba ispida da ladro e una selva di capelli bianchi a scendere confusi sulle spalle o trattenuti malamente da uno spago. Continua a leggere

il vino, il pane e le parole

10 Feb

c.calati

 

 

Una transvolata atlantica, un volo senza scalo da pionieri come Lindbergh, a guardare il silenzio delle stelle e a temere il mare, un’ostinata migrazione di anatre stremate, e la resa sarebbe senza scampo, un peregrinare medioevale lungo la via francigena, dov’era più facile morire che raggiungere Cluny.

È tutto qui il nostro andare, spedito o fiacco, da un capo all’altro di questo tragitto tragico e imperdibile che chiamiamo vita. Continua a leggere

ci sono storie

5 Feb
giulietta

by web

 

 

Ci sono storie che conservi a lungo in mente, ti vivono dentro, crescono silenziosamente e ti accompagnano nel quotidiano come simpatici tarli che sei abituato a sentir lavorare nei vecchi mobili di casa.

Insomma, ti sembrano reali certe storie ma non è detto che alla fine le realizzi. Continua a leggere