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tu te lo ricordi il cielo di quel giorno?

12 Ago

c.calati

 

 

Quale giorno?

Ecco, è proprio questo il punto, il cielo lo vediamo ogni giorno, incombe sulle nostre teste o ci risucchia in alto, ma noi non ci badiamo più che tanto, lo diamo per scontato e non lo leghiamo a quanto ci sta accadendo in un momento particolare, topico. Continua a leggere

oltre Gressoney

20 Lug
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by c.calati

 

 

 

Sono arrivato a un’età in cui il timore maggiore è il declino, come a quarant’anni lo è che compaiano i primi capelli bianchi o a trenta la pancetta. In questi giorni avevo la sensazione che le gambe in bici non avessero più la forza (già scarsa, in termini assoluti!) degli scorsi anni, avevo difficoltà a tenere il passo del mio compagno di sgroppate e muscoli indolenziti dopo ogni uscita. Continua a leggere

il sangue della rosa

6 Lug
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by c.calati

 

 

Appena buio contrabbandieri turchi varcavano i confini con il loro carico, prezioso più dell’oro nero, e silenziosi si spargevano come formiche tra le case. Un lieve picchiettio sui vetri e le porte si schiudevano assetate in uno scambio muto di merce e di denaro. Continua a leggere

omaggio alla mia sorella di maggio

19 Mag
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by d.calati

 

 

Mia sorella è fatta così, quando la si festeggia finisce col fare lei regali a noi, collane di famiglia alle nipoti e a noi fratelli un libretto fotografico redatto e scritto da lei stessa dov’è racchiusa la sua passione per il Sahara, le mille volte di sole e sabbia con Aldo su e giù per il deserto alla ricerca di sempre nuove pitture rupestri, il calore dei Tuareg, il fascino degli spazi sconfinati.

Così oggi sfoglio questo suo prezioso dono e cedo le parole a lei.

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Ivrea che vorrei (il giudizio della nebbia)

14 Apr
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by c.calati

 

 

Dev’essere stato il fulmine a svegliarmi da questo sonno insolito di tardo pomeriggio. Stanno cadendo lampi a secco, senza pioggia, c’è odore di aria bruciata che penetra dai vetri aperti. Troppo silenzio qua dentro e penombra irreale. La stanza del “Monferrato” mi sta improvvisamente stretta, ho bisogno di uscire all’azzardo della pioggia. Continua a leggere

inverno inoperoso

3 Mar
by c.calati

by c.calati

 

 

 

L’inverno mio operaio per una volta è fermo.

Tacciono le sgorbie, non gira il tornio, riposano ciliegio e cirmolo sbozzati a grandi ciocchi che mi limito a sfiorare, come vi leggessi in braille coi polpastrelli ciò che non saranno.

C’è un piacere sottile, che rasenta pace e tristezza, nel sottrarsi alla mietitura delle emozioni, lasciarle lì, appese al cuore o ben visibili all’esterno, senza il mio tocco che le faccia vive. Continua a leggere

vino fantasma (Boca)

29 Gen

photo by c.calati

 

 

Fu forse per amore che quella sera lasciai a lei la scelta del vino. Scorse la carta e indicò al cameriere un nome. Una pastosità alla bocca, come una ragnatela, un calore rosso sulla lingua, più ne bevevo più mi stupiva. Feci per guardare l’etichetta, ma mi fermò, devi indovinare. Non ne avevo idea, ma per me quella sensazione di tela di ragno che m’impolverava il palato era il segno dell’assoluto apprezzamento. Continua a leggere