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la piazza

29 Mag

c.calati

 

 

 

La diagonale di piazza Tredici Martiri, dalle Poste Centrali all’imbocco di via Righieri, era un percorso in campo aperto, nessun riparo dagli occhi indiscreti che scrutavano la coppia, cecchini appostati nell’oscurità dei portici.

O almeno così la sentiva lei, e ogni volta le mancava il fiato. Continua a leggere

la Concarena e il Coronavi…

12 Apr

c.calati

 

 

Non so di preciso cosa sia, se un’area geografica, una montagna, o la frazione di un paese. Avevo sentito quella parola da due ragazzi che parlavano tra loro di un entusiasmante itinerario ciclistico in ValCamonica. Io, seduto al tavolo vicino, mi ero segnato su un foglietto i nomi dei luoghi a mano a mano che li snocciolavano. Continua a leggere

la poltroncina

28 Mar

dal web

 

 

Lei aveva questo nome strano, Galizia, impostole dal padre a ricordo del “camino” fino all’estrema regione spagnola che aveva a lungo sognato di compiere e mai aveva effettuato. Questo, cioè il fatto di essere riferimento a qualcosa di non realizzato, aveva probabilmente inciso sul suo carattere, Galizia infatti era cresciuta tra timori, incertezze e qualche passo falso, e ancora adesso, nonostante possedesse indubbie qualità morali e fisiche, sentiva il bisogno di continue rassicurazioni. La dicevano scontrosa e chiusa, ma non sapevano che lei era un fiore in ombra che solo al sole apre i propri petali.

Lui fu il sole, per quel giorno almeno Continua a leggere

i blog, che erano le nostre case

25 Mar

c.calati

 

 

Le strade che portano ai blog si sono fatte silenziose, pochi si avventurano nell’etere, come se i divieti governativi e i rischi reali di contagio si fossero estesi al mondo virtuale. Pensavo che questa sarebbe stata una zona franca, un ampio spazio in cui ritrovarsi a rincuorarsi in sicurezza, invece anche qui pochi volti in giro e quei pochi sono affranti. Il contagio si è diffuso nelle menti. Continua a leggere

non salverò mai nessuno, io

28 Feb

dal web

 

È il colore a volte che fa la differenza, nel mio caso una differenza abissale.

Avrei voluto essere arancione, mi sono ritrovato blu. Continua a leggere

il senso dell’andare

13 Feb

c.calati

 

 

Il lago la Grigna il traghetto il dettaglio della ruota il cielo incerto. È tutto quello che si vede nella foto.

Il freddo la fatica  gli errori la soddisfazione la stanchezza. È ciò che c’è e non si vede.

Due giorni in giro a pedalare.

Dirne di più sarebbe ripetere parole già dette troppe volte.

Ma poi c’è il senso dell’andare, un concetto che ancora tengo  avvolto nel mistero. Continua a leggere

madre terra

7 Nov

by web

 

 

Quando fu il suo turno, ultimo dopo il padre e i fratelli più grandi e giusti, afferrò anche lui una manciata di terra. Umida e fredda, la tenne stretta nel pugno come a scaldarla e all’ultimo istante, anziché spargerla nella fossa, se ne riempì una tasca del cappotto, quasi furtivamente. Sulla bara, invece, lasciò cadere qualche foglia e petali appassiti raccolti da altre tombe. Continua a leggere

senza sbagliare autore nè vino

3 Nov

photo by c.calati

 

 

Ci danniamo l’anima per lasciare tracce sulla terra, nella speranza che di noi resti qualcosa d’indelebile.

In realtà la memoria di chi resta è corta Continua a leggere

Caterina, oh Caterina

21 Ott

photo by margherita calati

 

 

Avevo sentito la sua voce, una volta, provenire da un’altra stanza come arrivasse da un’altra epoca. Il muro lasciava passare suoni quasi indistinguibili, io con una fatica disumana tendevo l’orecchio verso la parete, il timpano tirato come la pergamena sopra il bongo perché vibrasse solo alla frequenza esatta per la sua voce che a tratti era soverchiata da brusii e rumori, provenienti forse da una radio dimenticata accesa.

Non sapevo a chi appartenesse questa voce, probabilmente una vicina di casa mai incrociata. Continua a leggere

un sassolino internettiano nella scarpa

23 Set

by web

 

 

Sta prendendo sempre più piede tra i blogger la moda di scrivere i propri brani  in inglese. I più educati pubblicano la doppia versione, in italiano e in inglese, ma ci sono anche quelli che usano unicamente la lingua straniera. A parte alcuni casi sporadici in cui il suo utilizzo è giustificato dall’avere questi blogger (per lo più si tratta di siti settoriali di pittura o di fotografia) una platea internazionale, la motivazione degli altri per me resta un mistero. Continua a leggere