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al di là del cancello bianco

1 Nov
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by c.calati

 

 

Corrado aveva occhi chiari e sguardo seducente ma era troppo timido per sfruttare questa dote con le donne.

Agata aveva il talento del sorriso che gli uomini ancora non erano riusciti a spegnere del tutto.

Loro due avevano in comune l’altezza non eccelsa e l’appartenenza a quel sottobosco della vita dove è raro e faticoso un raggio di sole. Per il resto erano distanti Continua a leggere

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parole&pistole

23 Ott

by web

Se oggi racconto questa mia storia è proprio per ciò che da essa non si può imparare, i contrattempi e i contraccolpi della vita, quell’insieme di eventi assurdi che per comodità chiamiamo la banalità del caso. Puoi solo raccontarla, la sua banalità, per il resto la subisci, con il crescente dubbio che niente sia banale e niente sia casuale, che quel che hai detto caso sia stato il disegno di qualcuno che a suo tempo ti ha manovrato bene a suo favore.  Continua a leggere

il senso delle Alpi

20 Set
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c.calati

 

 

Alla fine ci sono solo pietre, sbriciolate in un pietrisco deprimente o enormi come questo corno di rinoceronte che sembra attendermi a quella curva per infilzarmi da parte a parte. Continua a leggere

il dottor ammazzabambini

25 Ago

by c.calati

 

 

Caro Claudio,
spero che questa mia lettera riesca a raggiungerti. Se succederà, vorrà dire che ho ancora una speranza di salvezza. L’affido ad un commerciante svizzero, uno dei pochi stranieri che possono ancora  entrare ed uscire liberamente dalla Paracombia. Continua a leggere

la vera umanità

30 Lug

by c.calati

 

 

Ho bisogno di parlarvi, perché devo trovare qualcuno che comprenda. E io stesso devo capire quale sia la vera umanità…  Continua a leggere

il lavoro nobilita l’uomo?

25 Lug

c.calati

 

 

Amica mia,

forse non c’entra nulla con quello che mi chiedi, forse vengo a dirti altro da ciò che ti aspetti. Ma l’altro giorno ho incontrato Akim e devo raccontartelo. Continua a leggere

di sentinella

26 Giu

c.calati

 

 

È venuto il capitano, all’inizio del turno, a tastarmi il morale e a ricordarmi i doveri. Il capitano è giovane e in carriera, di gradi recenti e baffetti curati, è di quelli convinti che la sola presenza, il suo ruolo, non certo l’esempio, esaltino la truppa e lo esentino dal fare. La truppa? Ci sono solo io a dovermi esaltare e grazie non posso, ho troppo da fare, se vuol favorire.  Continua a leggere