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madre terra

7 Nov

by web

 

 

Quando fu il suo turno, ultimo dopo il padre e i fratelli più grandi e giusti, afferrò anche lui una manciata di terra. Umida e fredda, la tenne stretta nel pugno come a scaldarla e all’ultimo istante, anziché spargerla nella fossa, se ne riempì una tasca del cappotto, quasi furtivamente. Sulla bara, invece, lasciò cadere qualche foglia e petali appassiti raccolti da altre tombe. Continua a leggere

senza sbagliare autore nè vino

3 Nov

photo by c.calati

 

 

Ci danniamo l’anima per lasciare tracce sulla terra, nella speranza che di noi resti qualcosa d’indelebile.

In realtà la memoria di chi resta è corta Continua a leggere

Caterina, oh Caterina

21 Ott

photo by margherita calati

 

 

Avevo sentito la sua voce, una volta, provenire da un’altra stanza come arrivasse da un’altra epoca. Il muro lasciava passare suoni quasi indistinguibili, io con una fatica disumana tendevo l’orecchio verso la parete, il timpano tirato come la pergamena sopra il bongo perché vibrasse solo alla frequenza esatta per la sua voce che a tratti era soverchiata da brusii e rumori, provenienti forse da una radio dimenticata accesa.

Non sapevo a chi appartenesse questa voce, probabilmente una vicina di casa mai incrociata. Continua a leggere

un sassolino internettiano nella scarpa

23 Set

by web

 

 

Sta prendendo sempre più piede tra i blogger la moda di scrivere i propri brani  in inglese. I più educati pubblicano la doppia versione, in italiano e in inglese, ma ci sono anche quelli che usano unicamente la lingua straniera. A parte alcuni casi sporadici in cui il suo utilizzo è giustificato dall’avere questi blogger (per lo più si tratta di siti settoriali di pittura o di fotografia) una platea internazionale, la motivazione degli altri per me resta un mistero. Continua a leggere

AltraAsia

20 Ago

by web

 

 

Compariva in piazza nei giorni di mercato, spingendo una bicicletta sgangherata; s’aggirava tra le bancarelle come un animale impaurito che la fame spinge al rischio. A gesti e mozziconi d’italiano si offriva per le consegne a domicilio. Erano altri tempi, ancora non eravamo abituati agli stranieri, così donne e vecchiette la guardavano male e stringevano le sacche della spesa come tesori da difendere.
I miei colleghi dagli altri banchi le gridavano Ehi Cina, smamma, e qualcuno le tirava dietro un ortaggio marcio. Lei non faceva nulla per schivare il proiettile, ma ogni volta, pestando la ciabatta sul selciato, ribadiva: No Cina, Vietnam. Altra Asia. Continua a leggere

tre biglietti vincenti

15 Ago

c.calati

 

 

Guidava in modo scriteriato, decisamente al di sopra delle proprio capacità, tanto che lui stesso ne aveva paura. Continua a leggere

viandanti sulla terra scabra

18 Giu

c.calati

 

 

Una vetta raggiunta a fatica, un faggio dall’ombra obliqua, una duna di sabbia al riparo dal vento, un campo di grano punteggiato di fiordalisi, gli scogli di una caletta solitaria, un fazzoletto d’erba tra rovi carichi di more, un tappeto d’aghi sotto pini odorosi, una barca da cui l’orizzonte sale e scende inquieto, una fienagione nell’ultimo sole, una darsena di lago minuscola, da piccolomondoantico,  ma  anche una panchina incongrua  nei pressi di un semaforo, la poltroncina consunta di un cinema deserto, una croce arrugginita ed erbacce sulla tomba in un cimitero di campagna. A ognuno di noi capita d’imbattersi in un luogo, mai visto prima, Continua a leggere