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il senso delle Alpi

20 Set
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c.calati

 

 

Alla fine ci sono solo pietre, sbriciolate in un pietrisco deprimente o enormi come questo corno di rinoceronte che sembra attendermi a quella curva per infilzarmi da parte a parte. Continua a leggere

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il dottor ammazzabambini

25 Ago

by c.calati

 

 

Caro Claudio,
spero che questa mia lettera riesca a raggiungerti. Se succederà, vorrà dire che ho ancora una speranza di salvezza. L’affido ad un commerciante svizzero, uno dei pochi stranieri che possono ancora  entrare ed uscire liberamente dalla Paracombia. Continua a leggere

la vera umanità

30 Lug

by c.calati

 

 

Ho bisogno di parlarvi, perché devo trovare qualcuno che comprenda. E io stesso devo capire quale sia la vera umanità…  Continua a leggere

il lavoro nobilita l’uomo?

25 Lug

c.calati

 

 

Amica mia,

forse non c’entra nulla con quello che mi chiedi, forse vengo a dirti altro da ciò che ti aspetti. Ma l’altro giorno ho incontrato Akim e devo raccontartelo. Continua a leggere

di sentinella

26 Giu

c.calati

 

 

È venuto il capitano, all’inizio del turno, a tastarmi il morale e a ricordarmi i doveri. Il capitano è giovane e in carriera, di gradi recenti e baffetti curati, è di quelli convinti che la sola presenza, il suo ruolo, non certo l’esempio, esaltino la truppa e lo esentino dal fare. La truppa? Ci sono solo io a dovermi esaltare e grazie non posso, ho troppo da fare, se vuol favorire.  Continua a leggere

ho incontrato uno svizzero felice

9 Giu

 

 

 

 

Per prima cosa, appena alzato, spalanca vetri e ante della finestra che dà sul lago. A quell’ora l’aria è pungente anche in primavera ma per nulla al mondo rinuncerebbe a quel primo sguardo di tacita benevolenza sulla piazzetta, ai pochi passanti che ha imparato a riconoscere ad uno ad uno, ai platani frondosi che fanno vagamente Francia, al lambire del lago i gradoni di ciottoli, ai cigni presuntuosi come guardie giurate nel pattugliare la riva, allo scuolabus che raccoglie i cinque o sei bambini del paese come una chioccia i suoi pulcini. Konrad abbraccia con gli occhi i dettagli della scena che si replica identica ogni mattino e la guarda come fosse un’eterna novità. È la conferma quotidiana di aver fatto, due anni prima, la scelta giusta: abbandonare Basilea troppo opprimente, smettere i panni dello svizzero modello, tutto lavoro, perbenismo e soldi, chiudere conti e conoscenze e andare verso sud per essere se stesso. Continua a leggere

fate una cosa intelligente

13 Mag

photo by c.calati

 

Di Omero Malaguti nel quartiere dicevano che era fiacco.

Avessero avuto maggiore proprietà di linguaggio avrebbero detto che era amorfo, perché probabilmente è questo che intendevano, la sua era mancanza di forma e di costrutto. Naturalmente aveva una sua fisionomia e qualcosa negli anni aveva costruito, ma dava l’idea di attraversare la vita come fosse liquido, acqua che prende la forma della brocca o del bicchiere, acqua che ci guardi attraverso in trasparenza. Continua a leggere