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fate una cosa intelligente

13 Mag

photo by c.calati

 

Di Omero Malaguti nel quartiere dicevano che era fiacco.

Avessero avuto maggiore proprietà di linguaggio avrebbero detto che era amorfo, perché probabilmente è questo che intendevano, la sua era mancanza di forma e di costrutto. Naturalmente aveva una sua fisionomia e qualcosa negli anni aveva costruito, ma dava l’idea di attraversare la vita come fosse liquido, acqua che prende la forma della brocca o del bicchiere, acqua che ci guardi attraverso in trasparenza. Continua a leggere

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questa specie d’amore

18 Apr

by d.calati

 

 

 

Non so se esiste ancora nel sughereto dei Mannoi, tra Orune e Bitti, il cumulo di pietre sotto il quale avevano seppellito Cosimo Sanna. A quel tempo gli uomini erano sbrigativi, una fossa, pochi sassi e due rami a far da croce, specie se si trattava di un servo-pastore morto suicida. Di riportarlo in paese per un vero funerale neanche a parlarne.

Aveva appena una ventina d’anni quando morì, ma vent’anni sono tanti se si è cominciato a lavorare da bambini, e lui a cinque spazzava la cucina dei padroni, a sette conduceva gli animali seguendo un servo anziano, dai dieci andava solo; a vent’anni, allora, si ha già tutta una vita alle spalle, orrenda per lo più, e poche prospettive avanti a sè, se non lavoro duro e precoce invecchiamento. Continua a leggere

Alla cortese attenzione…

2 Apr

by c.calati

 

 

 

Alla cortese attenzione della Dott.sa Liliana Pensabene,
Responsabile dell’Ufficio Risorse Umane

Egregia dottoressa,
la disturbo per metterla al corrente di un fatto personale che purtroppo avrà ripercussioni sulla mia attività lavorativa. Si tratta di un problema delicato da trattare con il massimo riserbo, anche per evitare che la notizia giunga all’orecchio interessato di qualche nostro concorrente.
Sarei venuto a parlarle di persona, ma, come capirà da quanto sto per esporle, questo non è materialmente possibile, sarebbe un colloquio penoso per me e difficilmente comprensibile per lei.  Continua a leggere

un nome da poeta

5 Feb

photo by margherita calati

 

 

Aveva capelli crespi più di un Eritreo, occhi spiritati da sciamano dell’Africa Centrale, e un volto così pallido da rendere scura la pelle di un pastore lappone. Sembrava una miscela di latitudini improbabili, un minestrone di razze poco assortite, eppure era di Vigevano, un Gualtieri autoctono, potevi risalire come un salmone per generazioni e ancora ti ritrovavi immerso tra le case di questa città. Non si era mai allontanato più che tanto da quel posto, ma anche in quel posto ci stava a disagio come in una camicia le cui asole non corrispondono ai bottoni. Forse era colpa del nome che suo padre gli aveva appioppato come una traccia obbligatoria da seguire.

Spiridio! Continua a leggere

parole per pochi

28 Gen

by c.calati

 

 

Anni fa ho inserito questa categoria (parole per pochi) tra le voci con cui etichetto i brani sul blog. Chissà che cosa avevo in mente. Un invito a rovescio rivolto a  chi passava (sai quando dici vai,vai e intendi ti prego resta)? Un bocciare distaccato, quasi stoico, quel mio brano? O, al contrario, un modo presuntuoso di riferirmi a un’ipotetica elite di lettori, l’unica in grado di comprendere le “vette” (?) del mio pensiero? Continua a leggere

sembra ottocento

10 Gen

by c.calati

 

 

Ha appena piovuto nel bosco, le foglie ancora gocciolano e la luce filtra tra gli alberi diffondendosi intorno senza ombre. Di fronte a me due donne, la madre e la figlia, stanno lì al centro del sentiero, immobili ed altere, provo a guardarle come sconosciute.  Continua a leggere

terra madre

30 Dic

lo ripropongo da creandoutopie.wp

CREANDOUTOPIE

by web

Quando fu il suo turno, afferrò anche lui una manciata di terra. Umida e fredda, la tenne stretta nel pugno come a scaldarla e all’ultimo istante, anziché spargerla nella fossa, se ne riempì le tasche del cappotto, quasi furtivamente.

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