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il vino, il pane e le parole (5?)

8 Apr
c.calati

                                             

Una trasvolata atlantica, pionieri come Lindbergh, una migrazione di anatre stremate, un peregrinare medioevale sulla via francigena, dov’è più facile morire che arrivare vivi a Roma.

È questo il nostro viaggio.

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alla festa di Thun

25 Nov
dal web

                             

Mentre seguivo un Reno ancora giovane, da poco uscito dal lago di Costanza e sopravvissuto a stento ai salti impegnativi di Sciaffusa che non si possono dire vere cascate ma un rotolare periglioso dell’acqua tra massi e sassi, mentre seguivo il Reno divagando tra i suoi affluenti mi sono ritrovato nel cuore della Svizzera in una Thun in festa, non so per quale festa.

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non sono nato eroe

18 Set

c.calati

 

 

Ecco, forse dovrei stare dietro le sbarre come un delinquente, perché essere tiepido alla vita, defilato, asociale, è una dissociazione a delinquere. Continua a leggere

la vita è una stupidaggine

13 Set

by c.calati

Alla fine non c’era stata alcuna festa.

Il cerchio di pietre sulla sabbia e, al suo interno, la legna e i legnetti ben impilati sopra le pallottole di carta era tutto ciò che restava delle loro intenzioni. Nessuno aveva acceso il fuoco per il falò di fine estate. Continua a leggere

Calfosch

16 Ago

g.gunda

 

 

Il paesetto era un incrocio di lingue, tutte locali, una piccola babele in cui i valligiani sembravano muoversi a loro agio. A lui si rivolgevano in italiano mentre tra loro usavano indifferentemente il tedesco o il ladino, e a volte gli era parso che parlassero un dialetto ancora diverso, che forse era la sintesi dei due precedenti. Anche le insegne dei negozi e i cartelli stradali erano ripetuti nelle tre lingue, il nome stesso del paese prevedeva la triplice dizione applicata pedantemente persino sui segnavia in legno lungo i sentieri che dall’abitato si distribuivano in ogni direzione, chè in ogni direzione c’erano boschi da attraversare, cascate da raggiungere, rocce su cui inerpicarsi. Continua a leggere

in montagna senza pedali

12 Ago

c.calati

 

 

Per una volta avevo lasciato la bicicletta a casa, convinto che in questo modo avrei fatto una vacanza più riposante. Ma non è andata così, con gli scarponi ai piedi al posto delle scarpette sui pedali mi sono stancato allo stesso modo. Anzi, mi sono stancato in modo opposto Continua a leggere

rondini e falchetti (Concarena 3)

7 Lug

c.calati

 

 

Dovessimo dare ascolto al meteo il nostro viaggio slitterebbe ancora, pessime previsioni per tutta la settimana, ma noi siamo stufi di rinvii, Concarena sta diventando il titolo di una novela senza tele e senza fine. Così partiamo in un’alba che non promette niente di buono, un breve tratto in macchina per portarci in zona, e poi via con i pedali come fossimo giovani incoscienti. Continua a leggere

la piazza

29 Mag

c.calati

 

 

 

La diagonale di piazza Tredici Martiri, dalle Poste Centrali all’imbocco di via Righieri, era un percorso in campo aperto, nessun riparo dagli occhi indiscreti che scrutavano la coppia, cecchini appostati nell’oscurità dei portici.

O almeno così la sentiva lei, e ogni volta le mancava il fiato. Continua a leggere

la Concarena e il Coronavi…

12 Apr

c.calati

 

 

Non so di preciso cosa sia, se un’area geografica, una montagna, o la frazione di un paese. Avevo sentito quella parola da due ragazzi che parlavano tra loro di un entusiasmante itinerario ciclistico in ValCamonica. Io, seduto al tavolo vicino, mi ero segnato su un foglietto i nomi dei luoghi a mano a mano che li snocciolavano. Continua a leggere

la poltroncina

28 Mar

dal web

 

 

Lei aveva questo nome strano, Galizia, impostole dal padre a ricordo del “camino” fino all’estrema regione spagnola che aveva a lungo sognato di compiere e mai aveva effettuato. Questo, cioè il fatto di essere riferimento a qualcosa di non realizzato, aveva probabilmente inciso sul suo carattere, Galizia infatti era cresciuta tra timori, incertezze e qualche passo falso, e ancora adesso, nonostante possedesse indubbie qualità morali e fisiche, sentiva il bisogno di continue rassicurazioni. La dicevano scontrosa e chiusa, ma non sapevano che lei era un fiore in ombra che solo al sole apre i propri petali.

Lui fu il sole, per quel giorno almeno Continua a leggere