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Ivrea che vorrei (il giudizio della nebbia)

14 Apr
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by c.calati

 

 

Dev’essere stato il fulmine a svegliarmi da questo sonno insolito di tardo pomeriggio. Stanno cadendo lampi a secco, senza pioggia, c’è odore di aria bruciata che penetra dai vetri aperti. Troppo silenzio qua dentro e penombra irreale. La stanza del “Monferrato” mi sta improvvisamente stretta, ho bisogno di uscire all’azzardo della pioggia. Continua a leggere

inverno inoperoso

3 Mar
by c.calati

by c.calati

 

 

 

L’inverno mio operaio per una volta è fermo.

Tacciono le sgorbie, non gira il tornio, riposano ciliegio e cirmolo sbozzati a grandi ciocchi che mi limito a sfiorare, come vi leggessi in braille coi polpastrelli ciò che non saranno.

C’è un piacere sottile, che rasenta pace e tristezza, nel sottrarsi alla mietitura delle emozioni, lasciarle lì, appese al cuore o ben visibili all’esterno, senza il mio tocco che le faccia vive. Continua a leggere

vino fantasma (Boca)

29 Gen

photo by c.calati

 

 

Fu forse per amore che quella sera lasciai a lei la scelta del vino. Scorse la carta e indicò al cameriere un nome. Una pastosità alla bocca, come una ragnatela, un calore rosso sulla lingua, più ne bevevo più mi stupiva. Feci per guardare l’etichetta, ma mi fermò, devi indovinare. Non ne avevo idea, ma per me quella sensazione di tela di ragno che m’impolverava il palato era il segno dell’assoluto apprezzamento. Continua a leggere

il tempo è acqua che scorre

17 Gen
by c.calati

by c.calati

 

 

C’è un nocciòlo sotto casa mia che fa da riparo al vento dell’inverno e, d’estate, ombra e ombrello  a una panchina dove a sera la gente prende il fresco, il fresco e qualche fronda dalla pianta per via delle nocciole troppo buone e delle zanzare da scacciare. Continua a leggere

il levigatore

24 Nov
by c.calati

by c.calati

 

 

Camminava per vicoli traversi, per accorciare il percorso diceva lui, per evitare la gente sostengo io. A guardarlo di profilo sembrava un geroglifico, tanto si teneva rasente i muri con quel suo mento aguzzo e quel braccio rinsecchito proteso in avanti a fendere una folla inesistente. Continua a leggere

ascoltando Andrea Parodi

13 Nov

 

 

Vorrei essere più sardo, stare sull’isola fuori dal tempo, non per isolarmi ma per sentire più calore, le vicinanze, i fiati, la lingua incomprensibile che è musica bellissima Continua a leggere

il senso di Camillo per le foglie

8 Nov
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by c.calati

 

 

Finchè sono verdi e salde ai rami Camillo non ci bada, non ne ha avuto nostalgia nell’inverno quando erano assenza, nè si è beato alla loro ombra nella calura estiva. Continua a leggere