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la migrazione sovversiva delle rondini

19 Gen
rondini

by web

 

 

L’argomento era nato in sordina sui social da parte di un qualche ideologo del nuovo corso, come possiamo tollerare che le rondini vadano e tornino dall’Africa liberamente?, aveva buttato lì in una serata di dibattiti fiacchi. Gli avevano risposto alcuni nostalgici del Pascoli, citando abbastanza a sproposito alcuni versi del 10 agosto. Continua a leggere

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uuhuhhuuuhuhuhuuuhuuu (la dolce voce della follia)

10 Gen

by c.calati

 

 

Dicono che non ci sono con la testa e forse hanno ragione, ma per la ragione opposta a quel che dicono. Non è il salire al tetto nella notte la mia follia, è questo starmene tranquillo tutto il giorno, come non ci fosse nulla per cui valga la pena. Ed è una pena starmene in poltrona, pantofole e giornale, veder scorrere l’acqua e le parole e non tentare di fermarle. Eppure mi trattengo, tengo a bada il lupo ed il pavone, fremo e sorrido al mondo storto e a quello quadro. Continua a leggere

i lampi di Lillo *

15 Dic

per gentile concessione di Sabina K. (artepsychesabina.blogspot.com)

 

 

Alto e asciutto, un paio di baffi neri a spiovere che creano una curiosa simmetria con le sopracciglia, altrettanto folte e scure e arcuate, Vigilio già nell’aspetto si distanzia dai coetanei, un corpo di trentenne non temprato né dalla palestra né dall’officina, un cervello che intuisci sempre in movimento nel guizzare inquieto dello sguardo, un atteggiamento singolare sul lavoro e in compagnia, da esilio volontario. Continua a leggere

il gambero

2 Dic

by c.calati

 

 

Non riesco a leggere “il giro dell’oca” di DeLuca, o meglio non riesco a leggerlo come si fa comunemente con un qualunque libro, che lo inizi speranzoso, procedi agile o impacciato e tendi naturalmente alla fine, per il piacere delle parole o per la curiosità dell’intrigo o per uggia del costrutto che prima lo termini e meglio è. No, con Erri, soprattutto con questa sua ultima fatica (perché la senti la fatica nella sua voce scritta) leggo poche pagine, poi mi fermo e chiudo il libro come non mi interessasse più. Continua a leggere

pozzanghere e abissi

28 Nov

photo by margherita calati

 

 

Arrivava in spiaggia prima del sole, quando il cielo iniziava appena a schiarire e Samuel stava finendo di pettinare la sabbia col rastrello. Non era il suo lavoro quello, ma gli serviva per raggranellare qualche euro in più, oltre ai pochi altri che tirava su come bagnino di salvataggio. Fosse stato in California, come spesso fantasticava, lo avrebbero chiamato bay-watcher e avrebbe passato il tempo a rianimare e poi scoparsi bionde pettorute travolte dalle onde. Invece era in Romagna e, con un mare poco più di una pozzanghera, nessuno rischiava di annegare, se non qualche crucco che ci cascava dentro ubriaco. Uno schifo appiccicare le labbra a quelle bocche che puzzavano di birra e crauti e massaggiare quella ciccia tremula, dove da qualche parte, forse, c’era nascosto il cuore.  Continua a leggere

e dovrei scriverne

15 Nov

photo by margherita calati

 

 

A vederla da fuori, era forse una che passava con troppa facilità da un letto all’altro, e se era questo che pensavi di lei non avevi altro da dire. Continua a leggere

al di là del cancello bianco

1 Nov
IMG_1555

by c.calati

 

 

Corrado aveva occhi chiari e sguardo seducente ma era troppo timido per sfruttare questa dote con le donne.

Agata aveva il talento del sorriso che gli uomini ancora non erano riusciti a spegnere del tutto.

Loro due avevano in comune l’altezza non eccelsa e l’appartenenza a quel sottobosco della vita dove è raro e faticoso un raggio di sole. Per il resto erano distanti Continua a leggere