Archivio | parole per pochi RSS feed for this section

una coppia venuta da fuori

17 Feb
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c.calati

 

 

Che coppia stramba, borbottavano in paese vedendoli passare la mano nella mano, mai le dita intrecciate, solo il palmo stretto al palmo, come si fa con i bambini per paura che ti sfuggano. E nessuno sapeva dire chi dei due potesse sfuggire all’altro. Lei sempre curata, di un’eleganza estrosa, nastri tra i capelli, camiciole e gonne a fiori, lui sciatto, sandali nei piedi, una barba ispida da ladro e una selva di capelli bianchi a scendere confusi sulle spalle o trattenuti malamente da uno spago. Continua a leggere

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il vino, il pane e le parole

10 Feb

c.calati

 

 

Una transvolata atlantica, un volo senza scalo da pionieri come Lindbergh, a guardare il silenzio delle stelle e a temere il mare, un’ostinata migrazione di anatre stremate, e la resa sarebbe senza scampo, un peregrinare medioevale lungo la via francigena, dov’era più facile morire che raggiungere Cluny.

È tutto qui il nostro andare, spedito o fiacco, da un capo all’altro di questo tragitto tragico e imperdibile che chiamiamo vita. Continua a leggere

ci sono storie

5 Feb
giulietta

by web

 

 

Ci sono storie che conservi a lungo in mente, ti vivono dentro, crescono silenziosamente e ti accompagnano nel quotidiano come simpatici tarli che sei abituato a sentir lavorare nei vecchi mobili di casa.

Insomma, ti sembrano reali certe storie ma non è detto che alla fine le realizzi. Continua a leggere

la migrazione sovversiva delle rondini

19 Gen
rondini

by web

 

 

L’argomento era nato in sordina sui social da parte di un qualche ideologo del nuovo corso, come possiamo tollerare che le rondini vadano e tornino dall’Africa liberamente?, aveva buttato lì in una serata di dibattiti fiacchi. Gli avevano risposto alcuni nostalgici del Pascoli, citando abbastanza a sproposito alcuni versi del 10 agosto. Continua a leggere

uuhuhhuuuhuhuhuuuhuuu (la dolce voce della follia)

10 Gen

by c.calati

 

 

Dicono che non ci sono con la testa e forse hanno ragione, ma per la ragione opposta a quel che dicono. Non è il salire al tetto nella notte la mia follia, è questo starmene tranquillo tutto il giorno, come non ci fosse nulla per cui valga la pena. Ed è una pena starmene in poltrona, pantofole e giornale, veder scorrere l’acqua e le parole e non tentare di fermarle. Eppure mi trattengo, tengo a bada il lupo ed il pavone, fremo e sorrido al mondo storto e a quello quadro. Continua a leggere

i lampi di Lillo *

15 Dic

per gentile concessione di Sabina K. (artepsychesabina.blogspot.com)

 

 

Alto e asciutto, un paio di baffi neri a spiovere che creano una curiosa simmetria con le sopracciglia, altrettanto folte e scure e arcuate, Vigilio già nell’aspetto si distanzia dai coetanei, un corpo di trentenne non temprato né dalla palestra né dall’officina, un cervello che intuisci sempre in movimento nel guizzare inquieto dello sguardo, un atteggiamento singolare sul lavoro e in compagnia, da esilio volontario. Continua a leggere

il gambero

2 Dic

by c.calati

 

 

Non riesco a leggere “il giro dell’oca” di DeLuca, o meglio non riesco a leggerlo come si fa comunemente con un qualunque libro, che lo inizi speranzoso, procedi agile o impacciato e tendi naturalmente alla fine, per il piacere delle parole o per la curiosità dell’intrigo o per uggia del costrutto che prima lo termini e meglio è. No, con Erri, soprattutto con questa sua ultima fatica (perché la senti la fatica nella sua voce scritta) leggo poche pagine, poi mi fermo e chiudo il libro come non mi interessasse più. Continua a leggere