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due lettere d’amore

13 Set

photo by margherita calati

 

 

Caro Nicola,

mentre il treno mi porta lontano, mi è venuto improvviso il bisogno di scriverti.
Sono felice di questa forzata separazione, che tramuterà in nostalgia la solida certezza della tua presenza. È bello guardarti da lontano, osservare nel ricordo il profilo del tuo volto, infilare con la fantasia le mie dita incerte nella tua barba rassicurante, far affiorare dalla memoria i contorni della tua bocca e riascoltare in un angolo remoto del mio cervello la tua voce calma.  Continua a leggere

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il dottor ammazzabambini

25 Ago

by c.calati

 

 

Caro Claudio,
spero che questa mia lettera riesca a raggiungerti. Se succederà, vorrà dire che ho ancora una speranza di salvezza. L’affido ad un commerciante svizzero, uno dei pochi stranieri che possono ancora  entrare ed uscire liberamente dalla Paracombia. Continua a leggere

..e noi lì a far le facce truci senza nemmeno crederci

20 Ago
foto

by c.calati

 

 

È piena notte quando improvvisamente la stanza si illumina a giorno. Nonostante la luce accecante del lampadario mi sveglio a fatica, dormivo così bene, e meritatamente! Mauri è seduto sul letto, in silenzio, forse non ha digerito la cena o ha pensieri che gli tolgono il sonno. Non mi interessa, lo stramaledico e gli biascico di spegnere. La sua risposta è laconica: non l’ho accesa io, come un assassino che neghi l’evidenza, non l’ho uccisa io, signor commissario.

Inizia così la nostra notte da incubo, che dopo anni ancora la ricordo come fosse ieri. Continua a leggere

la quindicesima ora

12 Ago

by c.calati

 

 

Non era stato un improvviso capogiro a metterlo sull’avviso e nemmeno un doloretto molesto al braccio sinistro. Nessun disturbo fisico, anzi, quel pomeriggio, dopo il sonnellino in previsione del turno di notte, poteva dire di sentirsi proprio bene.
Eppure, poco dopo il risveglio, gli si era affacciata in testa la sensazione di morte imminente; non immediata, cioè di lì a pochi minuti, ma incombente, nel giro di qualche ora. Continua a leggere

la vera umanità

30 Lug

by c.calati

 

 

Ho bisogno di parlarvi, perché devo trovare qualcuno che comprenda. E io stesso devo capire quale sia la vera umanità…  Continua a leggere

Albergo Fiorucci

3 Lug

c.calati

 

 

 

 

Vittorio Fiorucci aveva una faccia da topo e un animo da artista. Del roditore aveva gli occhi vispi, una barbetta ispida e un muoversi a scatti imprevedibili, come un topino di laboratorio di cui peraltro possedeva anche la taglia contenuta. Dell’artista la vena innata e il sogno di suonare in un locale sui Navigli a Milano. Continua a leggere

l’increscioso caso del signor Carolli e delle giocatrici di pallavolo

19 Feb

 

 

Alfredo Carolli era un depravato di piccolo cabotaggio, quasi innocuo, se non per quegli occhi guizzanti, capaci di fantasia e oscenità senza limiti.
Da un’ora era seduto su una panca, in un corridoio male illuminato e dall’odore stantio di sigarette e muffa. Nell’attesa che qualcosa accadesse, aveva cercato di riordinare le idee, ricostruire gli avvenimenti del pomeriggio, comprenderne la concatenazione. Ma era tutto così confuso, come fosse stato svegliato di soprassalto nel bel mezzo di un sogno; hai voglia poi di riannodare le fila, ricordare i personaggi e la trama! Se ti va bene, ti resta in mente l’essenza, la sensazione precisa e vaga che il sogno voleva rappresentare. E lui di quel pomeriggio ricordava poco, quasi nulla, oltre l’incanto. Come avrebbe potuto spiegare?  Continua a leggere