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la (im)perfezione (2° edizione)

3 Feb

c.calati

 

 

Giacomo Ferletti, professore di matematica e geometria alla scuola media di Trausella, era arrivato da qualche giorno, ma ancora non era sceso a mare. La pensione si trovava a mezza costa, circondata da castagni e roverelle e carezzata mattino e sera da un venticello tiepido. Dalla terrazza lo sguardo dominava il golfo.

La padrona, servendogli la colazione all’ombra di un pergolato, gli chiese se quello sarebbe stato il giorno buono per una nuotata. Il professore, costernato, dovette farsi ripetere due volte la domanda, prima di comprendere la sua parlata così chiusa. Allora fece un sorriso un po’ colpevole, accennando un no con la testa:

– Devo ancora prendere possesso dei luoghi, studiare le geometrie del golfo, comprendere i venti, capire le correnti.

– ‘Na nuotata dovete fare, mica il varo di una nave.

La donna fece una risata massiccia alla propria battuta e si allontanò scuotendo più volte la testa. Continua a leggere

il collaudatore (dicembre 1959)

19 Dic

by web

 

 

 

 

Nella notte aveva nevicato in abbondanza su Milano.

Oreste fu svegliato dal grattare delle pale sul pavè di piazza Missori. Avrebbe voluto dormire ancora ma sapeva che con quel tempo infame presto sarebbe arrivata la telefonata dallo stabilimento di Arese.

Così si alzò quasi di scatto, si lavò in fretta e accese il gas sotto la moka.

Mentre sorseggiava il caffè, guardò dai vetri gli spalatori all’opera, una manna la neve per tanti disoccupati. Nei primi inverni del dopoguerra anche lui aveva pregato per un po’ di neve e la conquista di una pala del Comune. Poteva dirsi fortunato perché ora aveva un lavoro vero che lo appassionava. Invece storse la bocca in un ghigno rabbioso all’idea che in realtà gli era capitata una sfiga cosmica, come a tanti altri della sua classe: 1921, la classe esatta per la guerra. Dai primi successi sui circuiti di Pescara, Imola, Torino, quattro balle di paglia a delimitare tracciati tortuosi tra marciapiedi e lampioni, si era di colpo ritrovato a guidare camion militari per le strade ancora più tortuose dei Balcani. Mussolini, anziché spezzare le reni alla Grecia, aveva spezzato a lui la carriera da pilota. Continua a leggere