Archivio | racconti lunghi RSS feed for this section

non è successo niente

23 Lug
IMG_0485

by c.calati

 

 

 

Non abbandonare i sentieri battuti è la prima regola se fai montagna d’inverno.

Ma poi succede che si cede alla tentazione, quando già si è sulla via del ritorno.

E non ti sembra un’imprudenza ma una cosa quasi naturale lasciare il percorso sicuro, neve pressata e alti paletti rossi a perdita d’occhio, per inoltrarti nella verginità del bosco, male che vada tornerai a ritroso sui tuoi passi, vecchio pollicino senza sassolini ma con orme profonde lasciate chiare nella neve fresca. È che una nevicata così, che tutto avvolge e trasforma, te la sognavi sin da bambino e ora te la vuoi godere fino all’ultimo fiocco. Continua a leggere

fidati!

17 Lug
foto

by c.calati

 

 

 

Il fatto è che non gli avevo mai creduto.
Eppure gli avevo risposto sempre sì, va bene, qualche volta con un sorriso tirato a sfoglia sulle labbra, altre piangendo silenziosamente nel buio della stanza mentre lui mi amava, instancabile e sereno.  Continua a leggere

lui che non aveva mai visto il mare

21 Giu
foto

by c.calati

 

 

Albert, per quanto si sforzasse, non riusciva a immaginare il mare.

Conosceva a malapena quell’angolo di Fiandra dov’era nato e il suo sguardo non andava oltre il primo crinale di colline. Sapeva che esistevano distese d’acqua enormi, ma a questa enormità non era in grado di dare confini e consistenza. Spesso, appena i lavori alla fattoria glielo permettevano, sgattaiolava fino allo stagno delle anatre, al di là della torbiera e lì, seduto su un bordo erboso, fissava l’acqua, increspando con la fantasia la sua superficie troppo ferma e cercando di moltiplicare all’infinito l’estensione per capirne la grandezza. Ma s’inceppava quasi subito nel calcolo, non arrivava che a figurarsi un laghetto appena un po’ più grande e un po’ più mosso. Continua a leggere

la piccola impresa (racconto lungo per l’estate)

1 Ago
foto

by c.calati

 

 

 

La camerata a otto letti era immersa nel silenzio. Suor Clementina aveva appena finito il giro d’ispezione. Gli altri forse dormivano veramente, loro due erano rimasti immobili con gli occhi chiusi mentre lei li illuminava con la pila, salvo poi mettersi a confabulare non appena l’avevano sentita lasciare la stanza. Continua a leggere

Abba ruja (racconto lungo per l’estate)

10 Ago
by c.calati

by c.calati

La stanchezza gli era piombata addosso all’improvviso, come se dopo tanto girovagare il fisico si fosse esaurito prima della benzina, senza che una qualche spia lo avesse avvisato per tempo. Era stata una giornata vissuta all’insegna della nausea e della fuga: io cambio isola, aveva detto agli amici al momento di iniziare una nuova tappa. Loro, abituati e stufi dei suoi sbalzi d’umore, non avevano fatto nulla per trattenerlo e quel plateale disinteresse era stato come un vaffanculo gridato in coro. Poco male, alle dieci Etienne era già a Bonifacio sul traghetto che in meno di un’ora lo avrebbe consegnato alla Sardegna, isola imprevista Continua a leggere

le briciole di Eva

10 Ago
photo by c.calati

photo by c.calati

 

Klaus, nell’ultimo sonno del mattino, percepisce un tramestio attorno a sé. Tenta di isolarsi, avvolgendosi nel suo bozzolo, ma Beatrice penetra nel sogno con un sorriso affilato e un bisturi luccicante nella mano guantata. Lui prova ancora a fuggire, corre a perdifiato e si ritrae in un angolo della mente, ma lei lo segue con un passo lento e inesorabile. Lo stana e lo fissa minacciosa. Lo accarezza con la lama sulla guancia, mentre in un soffio gelido gli sussurra:- Ti posso distruggere quando voglio.  Continua a leggere

l’esordiente stagionato e la timida Prescelta (racconto da tre angoli)

16 Ago

 

 

Per l’occasione avevo comprato un paio d’occhiali dalla montatura accattivante in simil-tartaruga, privi di quel cordino al collo che avrebbe fatto tanto vecchio presbite. Continua a leggere