orto(m)orto

4 Apr

by c.calati

 

 

Braccia strappate all’agricoltura, dicono a spregio di roba scritta male. Beh, io ci ho provato a tornare alla terra, con l’umiltà dei limiti miei di penna e vanga. Continua a leggere

l’inganno

1 Apr

by c.calati

 

 

La tentazione c’è, di aprire gli occhi alla gente, perché io ho visto il re nudo. Che poi non era un re, ma uno di quei tipi che si nutrono di nobiltà da ribalta Continua a leggere

il tuo maledetto vizio di scrivere!

29 Mar

by c.calati

 

 

Il tuo maledetto vizio di scrivere!, mi urli dietro mentre m’allontano.
Come darti torto?
L’unico tuo errore non è nell’affermazione ma nel tono, che me lo gridi come avessi scoperto in me i passi dell’assassino, quando la stessa frase avresti dovuto buttarla lì col frivolo distacco dello psichiatra, che dissocia la diagnosi brillante dai patemi del malato. Continua a leggere

notte di Natale in Pediatria

25 Mar
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by c.calati

 

 

 

Ho scelto io questo turno di lavoro poco ambito. Ero convinto che mi avrebbe fatto bene starmene occupato. Ora sono pentito. Il reparto è diventato troppo tranquillo, inanimato, l’ambulatorio s’è svuotato ed anche il telefono ha cessato di squillare. È come se per Natale la gente avesse firmato con noi una tregua, così mi sento una sentinella inutile Continua a leggere

note a margine della campagna francese

22 Mar

by c.calati

 

 

Le siepi di rovi e di rosa canina che separano un verde dall’altro, la pietra calcarea tra ocra sbiadito e marrone biancastro, che uguale ritrovi nelle rocce lontane e nelle scaglie impilate ai muretti che a secco ti corrono a lato in un precario equilibrio che regge da secoli, i platani alti che fanno ombra al sentiero che segue il canale Continua a leggere

ci sono luoghi

19 Mar

by web

Ci sono luoghi dove arrivo errando, come Colombo con le Indie. È un’America ogni volta. Ci sono luoghi che non mi appartengono, una nuca nuda per esempio Continua a leggere

per punito

16 Mar

photo by c.calati

 

 

 

 

 

Su, a letto!

Ma non per punito!?, affermavo, esclamavo e interrogavo allo stesso tempo, cercando chiarezza negli occhi e nella bocca di chi mi stava intorno.

E loro subito ridevano.

Io m’incupivo, non m’importava di abbandonare il gioco o l’ascolto delle chiacchiere in cerchio degli adulti, ma era fondamentale per me sapere la motivazione di quel perentorio invito a letto. Continua a leggere