Mottarone

3 Set

by web

 

Con un nome così ridicolo come può essere un monte credibile? A me ricorda il mottarello e la coppa del nonno, roba da bambini del tempo andato, quando  Motta e Alemagna erano per noi le uniche marche che si contendevano il mercato a colpi di panettoni e di gelati. Mottarone, sarà una passeggiata, mica una salita seria, ci dicevamo pedalando in avvicinamento dal lago d’Orta.  Che errore! Continua a leggere

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il dottor ammazzabambini

25 Ago

by c.calati

 

 

Caro Claudio,
spero che questa mia lettera riesca a raggiungerti. Se succederà, vorrà dire che ho ancora una speranza di salvezza. L’affido ad un commerciante svizzero, uno dei pochi stranieri che possono ancora  entrare ed uscire liberamente dalla Paracombia. Continua a leggere

una donna in vetta

23 Ago
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by c.calati

 

 

Questo è un post tutto in salita, a rischio di inadeguatezza delle mie parole e di fraintendimenti, a partire dalla foto che mi espone a facili battute. Non è di stambecchi né di pedalate che voglio parlare, ma del luogo, la brulla spianata in cima al colle battuta dal vento, e della breve felicità che stava per spandersi come polline nell’aria dopo una folata improvvisa. Ieri ero lì ad asciugarmi il sudore al sole come un lenzuolo rattoppato ma ancora buono per avvolgerci la notte Continua a leggere

..e noi lì a far le facce truci senza nemmeno crederci

20 Ago
foto

by c.calati

 

 

È piena notte quando improvvisamente la stanza si illumina a giorno. Nonostante la luce accecante del lampadario mi sveglio a fatica, dormivo così bene, e meritatamente! Mauri è seduto sul letto, in silenzio, forse non ha digerito la cena o ha pensieri che gli tolgono il sonno. Non mi interessa, lo stramaledico e gli biascico di spegnere. La sua risposta è laconica: non l’ho accesa io, come un assassino che neghi l’evidenza, non l’ho uccisa io, signor commissario.

Inizia così la nostra notte da incubo, che dopo anni ancora la ricordo come fosse ieri. Continua a leggere

la ragazza con la chitarra

16 Ago

by web

Due monete d’argento caddero tintinnando nella custodia aperta. Lei si appoggiò allo strumento come a un davanzale e si disegnò in viso un sorriso sottile, una mezzaluna di occhi e di labbra. Continua a leggere

la quindicesima ora

12 Ago

by c.calati

 

 

Non era stato un improvviso capogiro a metterlo sull’avviso e nemmeno un doloretto molesto al braccio sinistro. Nessun disturbo fisico, anzi, quel pomeriggio, dopo il sonnellino in previsione del turno di notte, poteva dire di sentirsi proprio bene.
Eppure, poco dopo il risveglio, gli si era affacciata in testa la sensazione di morte imminente; non immediata, cioè di lì a pochi minuti, ma incombente, nel giro di qualche ora. Continua a leggere

l’ombra breve

9 Ago

c.calati

 

 

È appena avanti a me, nera d’asfalto e di natura sua, piccola e anonima se non fosse per le orecchie sui due lati come i manici di un’anfora.  Osservo il pezzo d’ombra che sporge dal manubrio, un vaso di coccio che s’affaccia tra i gerani alla finestra. Detesto l’ombra breve che sa di sole a picco che ti spacca il capo come un cocco. Continua a leggere