il pirata del Buon Gesù e il miraggio del lago

8 Set

lago d’Antrona, web

 

 

Pochi giorni or sono, saltabeccando da un blog all’altro come un passerotto in cerca di briciole, sono capitato da Max il poeta (https://paginequotidiane.wordpress.com) dove ho trovato parole e immagini che mi hanno subito conquistato. Max raccontava di una valletta appartata, ramificazione della Val d’Ossola, e di un laghetto alpino tra i più belli. Ho guardato le fotografie e subito ho deciso che quella sarebbe stata la mia prossima gita, scompaginando i programmi precedenti.

Qualcuno sostiene che i laghi sono diventati la mia idea fissa a un livello maniacale, come un collezionista mezzo rimbambito che non parli d’altro che di francobolli rari, ah il “Gronchirosa” come mi piacerebbe possederlo. Il fatto è che i laghi non sono evanescenti come i mari che, senza confini, si continuano uno nell’altro e tu non ci puoi girare attorno, i laghi hanno un perimetro tangibile e una dimensione umana, adatta ai miei piedi, i bacini più piccoli, o ai pedali, quelli più grandi. Continua a leggere

l’ombra bianca degli alberi

31 Ago

c.calati

 

Mi piace l’ombra bianca che lasciano le piante sul selciato quando piove, mentre tutt’attorno il terreno si scurisce. Continua a leggere

il guardiano del faro a olio

28 Ago

van gogh

 

 

Una fortuna il lavoro che mio fratello mi ha procurato su questa scheggia di roccia, pur di togliermi dai guai combinati ad Arles. Non sono certo un guardiano professionista, ma i pochi impegni, rabboccare l’olio di mattina, a faro spento, e regolare a sera la sua fiamma, li assolvo con una precisione maniacale. Continua a leggere

o l t r e (revisione)

22 Ago

c.calati

 

 

 

In un pomeriggio piovoso non diverso da tanti altri, mentre era sulla strada del ritorno a casa, Camillo, giunto al bivio di Albiano, mise la freccia a destra e deviò dal suo percorso. Prese il lungo rettilineo in direzione sud, fissando le nuvole che si ammassavano all’orizzonte.
Aveva sempre considerato la corona di colline come il confine naturale del suo mondo ma ora provava il desiderio di un oltre vago che non si limitasse alla prima cerchia collinare. Superare il Monferrato, valicare l’Appennino, puntare al mare, verso una verginità di volti e borghi. Continua a leggere

Calfosch

16 Ago

g.gunda

 

 

Il paesetto era un incrocio di lingue, tutte locali, una piccola babele in cui i valligiani sembravano muoversi a loro agio. A lui si rivolgevano in italiano mentre tra loro usavano indifferentemente il tedesco o il ladino, e a volte gli era parso che parlassero un dialetto ancora diverso, che forse era la sintesi dei due precedenti. Anche le insegne dei negozi e i cartelli stradali erano ripetuti nelle tre lingue, il nome stesso del paese prevedeva la triplice dizione applicata pedantemente persino sui segnavia in legno lungo i sentieri che dall’abitato si distribuivano in ogni direzione, chè in ogni direzione c’erano boschi da attraversare, cascate da raggiungere, rocce su cui inerpicarsi. Continua a leggere

in montagna senza pedali

12 Ago

c.calati

 

 

Per una volta avevo lasciato la bicicletta a casa, convinto che in questo modo avrei fatto una vacanza più riposante. Ma non è andata così, con gli scarponi ai piedi al posto delle scarpette sui pedali mi sono stancato allo stesso modo. Anzi, mi sono stancato in modo opposto Continua a leggere

resurrezione e sassi (revisione)

4 Ago

m.calati

 

 

 

E poi ritorneremo, terra sulla terra, sassi magari, levigati all’acqua, lavorati al vento, modellati dalla grandine. Continua a leggere

una storia cilena

30 Lug

c.calati

 

 

La luce nel locale si diffonde a macchie, come faticasse a conquistare spazio al fumo e al pulviscolo che aleggiano nell’aria.

Ricardo Reis siede al suo tavolo in un alone di penombra. Ha un berretto tondo calcato in testa da cui spuntano sui lati e sulla nuca pochi capelli, grigi e sottili, come una lanetta. Infinite piccole rughe attorno agli occhi sembrano le tacche che la costanza di un ergastolano ha segnato sul muro. La barba è trasandata, tra le labbra ha un mozzicone spento come un delinquente, ma in volto l’espressione è così mite che non ti fa paura nemmeno il coltellaccio insanguinato che tiene tra le mani. Più che un assassino sembra un uomo sereno, forse buono, come ce ne sono pochi. E ti vien voglia di sederti con lui al tavolo e chiedergli che cosa hai combinato, Ricardo?, con l’affetto di un fratello, anche se non sai nemmeno chi egli sia. Continua a leggere

col casco, casco

24 Lug

c.calati

 

 

Quando ero un (neanche tanto) giovane idiota di poche speranze, mi rifiutavo di utilizzare il casco in bicicletta. Mi sembrava poco virile indossare quella protezione, un’ammissione di pavidità, meglio l’adrenalina di una discesa folle. A chi mi rimproverava l’imprudenza rispondevo con una tiritera che voleva essere spavalda ma, a ripensarci ora, era quanto mai sciocca e per nulla spiritosa: col casco casco di sicuro, senza casco non casco. Continua a leggere

la terza D

19 Lug

c.calati

 

 

Mario alla fine ce l’ha fatta. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, proprio quando pensavo che si fosse rassegnato e avevo rallentato l’attenzione, è riuscito nel suo intento. Questa è stata la sua ultima vittoria, a scorno di nemici e amici.

Di Mario ero amico dai tempi dell’oro, quando ogni affare era un successo e ogni donna una scopata. Da lui avevo imparato l’arte e gli artifici, lo stile e i trucchi a raccogliere quattrini e sesso dove gli altri non battevano che un chiodo. Con lui era sempre un’avventura, vissuta con un sottile patema da parte mia che ne godevo ma temevo l’onda lunga di creditori e mariti traditi, e con leggerezza scriteriata da parte sua che già progettava nuove scorribande in borsa o a letto mentre scappavamo con le braghe in mano, vere o metaforiche che fossero, e tanti bigliettoni stretti tra i denti. Continua a leggere