i fidanzati di Giorgina

16 Nov
by margherita calati

by margherita calati

 

 

Sembrava una ragazza del nostro meridione, pugliese del Gargano avresti detto, per via di quell’aria limpida negli occhi scuri che a tratti si facevano inaspettatamente  luminosi.

Invece aveva un impasto più complesso, di Piemonte e Sudamerica, con qualche accenno vago di Calabria, come una spruzzata ben dosata di cannella. Facile, pur non sapendo quanto vero, dire che del Brasile avesse preso il temperamento impulsivo, quell’accendersi improvviso e poi chetarsi, e dal nostro settentrione la determinazione a fare che sconfinava spesso nel puntiglio. Ancora meno impegnativo azzardare le origini del suo aspetto fisico: il seno schietto da donna di pianura e una carnagione olivastra da mulatta un po’ stinta dalla nebbia. I capelli neropece erano il residuo di Tropea.

Alle labbra, sottili e stranamente esangui, non avevo saputo dare una qualche provenienza, erano sue e basta.

I denti, invece, quelli erano miei.

Le restituirò il suo bel sorriso, signora mia.” le avevo detto, senza riuscire a scostarmi dal frasario trito d’inizio cura, mentre esaminavo la sua bocca forzatamente spalancata. Alcune carie trascurate stavano sciupando la sua  dentatura regolare.

Mi chiamo Giorgina, quel signora è di troppo. E non sono sua, sa.” aveva risposto lei quando era stata di nuovo in grado di parlare. Mi aveva guardato senza severità, quasi mi stesse concedendo un’indulgenza nonostante il mio approccio poco felice.

Non mescolo mai professione ed emozioni, ma lei aveva il collo un po’ inclinato da una parte. Un collo esile da flamingo rosa che mi fece pensare ad una fragilità elegante, da proteggere e rubare.

Era iniziata così la nostra storia, con quell’equivoco di fondo che fu la mia rovina.

Amavo il suo passo lieve quando entrava nello studio e il modo docile di sistemarsi sulla poltrona reclinata, non un muscolo in tensione. S’abbandonava fiduciosa alle mie cure. E quel suo dire ogni volta “iniziamo”, come fosse lei a dettare i modi e i tempi ed io l’esecutore timoroso di provocarle troppo dolore. Mi sembrava rinunciasse alle difese e questo mi faceva sentire responsabile non solo per il trapano che le penetrava in bocca, ma per il mio stesso starle troppo addosso.

Giorgina, ti faccio troppo male?” le chiedevo di continuo, strascicando in scherzo la G, in un’approssimata imitazione di cadenza  portoghese. Lei aspettava che finissi e poi rideva con la bocca ancora insanguinata. La sua risata m’inorgogliva e m’impacciava, che non ero mai certo se ridesse con me o di me.

Non fu diversa a letto. Mi accoglieva e mi smarriva. Lei fatta di vetro, io così massiccio. “Giorgina..” sussurravo, ripetendo poi in un soffio la stessa domanda dello studio. Si lasciava schiacciare dal mio corpo e vi si avvinghiava tenace attorno, come fosse stato uno scoglio di salvezza, bisbigliandomi quel “prendimi” che ancora una volta dettava i tempi e i modi. Mi risucchiava dentro di sé, tutto intero, ed io avevo la sensazione sconcertante di sparire.

Avrei dovuto capire che ero l’agnello grasso divorato in un boccone dal serpente, ma anche in quei momenti non potevo fare a meno di sentirmi protettivo, “fragile fiore che io strapazzo troppo” le dicevo dopo, come volessi farmi perdonare. E lei rideva, stropicciandomi la faccia con le mani.

Il tempo di stupirmi per esser stato presentato ai suoi amici come “il mio fidanzato dentista” ed era già finita.

Non mi diede molte spiegazioni, secondo lei c’era poco da spiegare. “L’amore è un’onda che va e viene e da cui è bello farsi cullare senza opporre resistenza.”

Me lo disse così, senza cattiveria, facendo spallucce, mentre si sistemava tranquilla sulla poltrona per l’ennesima seduta. Per fortuna avevo già indossato la mascherina e gli occhiali scuri per il laser, così non potè vedere la mia reazione. È che non me l’aspettavo e mi sentivo anche un po’ ridicolo a restarci così male.

Forse avrei dovuto interrompere le cure quel giorno, invece da quel giorno rallentai il ritmo del lavoro per avere altre occasioni di incontrarla.  Arrivava sorridendo, sorridevo anch’io chiedendo come stava e lei mi parlava ogni volta di qualche uomo, “Il mio nuovo fidanzato”, specificava sedendosi.

Marco è uno schianto.

Marco? Ma non si chiamava Luigi?

     No, Luigi era il precedente. Marco l’ho conosciuto pochi giorni fa e mi è subito piaciuto.

     Ah, capisco.

      Dai, iniziamo.

 

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47 Risposte to “i fidanzati di Giorgina”

  1. labloggastorie 16 novembre 2016 a 10:36 #

    Mi piace molto come l’hai raccontata, nell’immediato ho pensato che rappresenta bene (per me) la paura di stringerci a chi riesce a entrare nel nostro intimo scoprendone le macchie. La bocca e i denti li ho sempre considerati una parte molto intima, più di altre. Un caro saluto

    • massimolegnani 16 novembre 2016 a 14:16 #

      vero in generale, però, a pensarci, Giorgina è l’opposto, lei non ha alcuna remora a stringersi attorno a chi lascia entrare nell’intimità della sua bocca, nè a cambiare bocca da baciare. 🙂
      ciao “blogga”
      ml

  2. Tati 16 novembre 2016 a 12:11 #

    avere addosso la geografia, essere una moltitudine e questo si rispecchia nel modo d’essere…

    • massimolegnani 16 novembre 2016 a 14:18 #

      d’accordo con te, la geografia mescolata è una bellezza che non si lascia etichettare.
      un sorriso, Tati.
      ml

  3. rodixidor 16 novembre 2016 a 13:36 #

    Vivace figura di donna, ben descritta, ben raccontata. Sempre un piacere passare di qui. 🙂

  4. lamelasbacata 16 novembre 2016 a 14:39 #

    A ben pensarci i confini Giorgina li aveva già stabiliti al primo incontro con quel “io non sono sua”.
    Donna indipendente come il mare o una farfalla, incapace di posarsi troppo a lungo sullo stesso fiore ma con il fascino proprio di chi è nato spirito libero.
    Un bel racconto 🙂

    • massimolegnani 16 novembre 2016 a 15:56 #

      Grazie Mela e brava tu che che hai centrato la farfalla e il suo carattere 🙂
      ml

  5. Daniela 16 novembre 2016 a 16:11 #

    storia ben descritta di uno spirito frizzante e verace,donna che non si giudica poichè non mente; e questo è un grande pregio oggigiorno.

    • massimolegnani 16 novembre 2016 a 18:31 #

      Si’ lo ritengo anch’io un pregio, soprattutto se unito a una assenza di sotterfugi
      Ciao Daniela e grazie
      ml

  6. Cose da V 16 novembre 2016 a 19:07 #

    Mi sono piaciute più le descrizioni che hai fatto che la storia in sé (non che quella non mi sia piaciuta). E questo è tutto dire, perché si trovano molte descrizioni noiose e fredde in giro, mentre qui è sempre un piacere leggerle e immaginare.

    • massimolegnani 16 novembre 2016 a 19:29 #

      Be’ mi piace dare un’idea non approssimativa del personaggio che descrivo, non sempre ci riesco 🙂
      Grazie V
      (noto ora che hai un viso simile alla modella della foto qui sopra!)

      • Cose da V 17 novembre 2016 a 16:06 #

        Beh, non si può dire che ti manchi la fantasia : D

      • massimolegnani 17 novembre 2016 a 18:17 #

        rido

  7. entomotimica 16 novembre 2016 a 20:41 #

    Molto bello, toccante e lieve!

  8. Pendolante 16 novembre 2016 a 21:41 #

    Una donna libera, in tutti i sensi: da pregiudizi, restrizioni, convenzioni. Lui invece è incatenato: bellezza e delicatezza = fragilità = necessità di protezione = la forza di chi protegge

    • massimolegnani 16 novembre 2016 a 22:34 #

      Sbagliare un’equazione è l’equivoco che condanna il protagonista, sono d’accordo con te 🙂
      ml

  9. artepsychesabinablogspotit 17 novembre 2016 a 17:03 #

    Giorgina ha una schiettezza “maschile”, e questo è il suo punto di forza. Dico “maschile” perché una donna che fa quel che crede e non lo nasconde è sempre una rarità, una persona coraggiosa, e che ne sia consapevole o no poco importa. Perché certe cose alle donne non si perdonano ancora e, forse, non si perdoneranno mai, soprattutto qui da noi.
    Il cappio dell’ipocrisia stringe il collo a tutte noi e non si esercita solo in tema amoroso e/o di libertà sessuale (tanto per chiamare le cose con il loro nome). Il cappio dell’ipocrisia chiede che ogni azione e ogni espressione femminile arrivi a destinazione corredata di adeguati ammortizzatori. Pensa, a me è capitato di ricevere un “velato” rimprovero per aver aderito ad uno scherzo linguistico con parole poco forbite…non erano insulti o cattiverie, no, ma sono stata segnata a dito e mi sono sentita subito fuori posto…certo, accadeva un po’ di tempo fa, ché ora me ne vado fregando sempre di più.
    Mi hai fatto venire un’idea-post…
    Ciao!

    • massimolegnani 17 novembre 2016 a 18:24 #

      condivido la tua affermazione sulla schiettezza “maschile” di Giorgina. Aggiungo però che lei, per come la immagino io, è molto femminile nei modi, naturalezza, assenza di spavalderia, mancanza di calcoli, come si fosse appropriata di uno stereotipo maschile riplasmandolo a suo piacere.
      attendo incuriosito il tuo post 🙂
      ciao Sabina,
      ml

  10. gelsobianco 17 novembre 2016 a 19:54 #

    Immediata mi sorge una domanda
    la parcella del dentista è aumentata dopo che Giorgina si è rivelata non una fragile creatura?
    tu sai, ml, che i miei commenti a caldo sono così, di getto.
    😉
    gb

    • massimolegnani 17 novembre 2016 a 20:12 #

      Ahah, no il dentista non si sarebbe mai vendicato, e soprattutto non cosi’
      Ti sorrido, gb
      ml

      • gelsobianco 17 novembre 2016 a 20:57 #

        Allora dammi il nome di questo dentista così nobile d’animo, per favore.
        Buona serata, ml
        Sempre bello leggerti e… commentarti.
        🙂
        gb

      • massimolegnani 17 novembre 2016 a 21:24 #

        Segreto! Comunque anziche’ il pediatra avrei dovuto fare il dentista, nobile o meno 🙂
        Buona serata a te, gb
        e grazie

      • gelsobianco 18 novembre 2016 a 00:37 #

        oh no, ml.
        tu sei un pediatra
        io ricordo bene i tuoi scritti sul tuo reparto di pediatra e sulle tante emozioni che da te giungevano forti a me e agli altri tuoi lettori.
        tu nelle notti di guardia a contatto con il dolore e i sorrisi
        tu nel mondo dei neonati, dei bimbi, dei ragazzini e delle loro mamme

        un abbraccio forte
        gb

      • massimolegnani 18 novembre 2016 a 00:56 #

        tu mi conforti, grazie
        ti sorrido

      • gelsobianco 18 novembre 2016 a 01:38 #

        trovo “giusto” il nome che hai dato alla protagonista “Giorgina” 😉
        anche i piccoli particolari contano in un racconto.

        buona notte, ml 🙂
        gb

      • massimolegnani 18 novembre 2016 a 01:41 #

        🙂
        buonanotte a te

    • Gigys 18 novembre 2016 a 00:49 #

      Ahahah bella questa, io anche pensavo che forse il conto finale fosse salito un poco…

      • massimolegnani 18 novembre 2016 a 01:09 #

        è un dentista che sa perdere con onore 🙂

      • Gigys 18 novembre 2016 a 01:10 #

        Questo discorso non fa’ una carie….

      • massimolegnani 18 novembre 2016 a 01:16 #

        ahah, giusto 🙂

      • Gigys 18 novembre 2016 a 01:11 #

        Piega… Volevo dire piega.

      • massimolegnani 18 novembre 2016 a 01:17 #

        carie..è perfetto nel contesto 🙂

  11. Gigys 18 novembre 2016 a 00:48 #

    Ahi ahi Giorgina…
    Bel racconto… Molto curiosa di vedere come sarebbe finita.

    • Gigys 18 novembre 2016 a 00:50 #

      Tra Giorgina e il dentista.

    • massimolegnani 18 novembre 2016 a 01:08 #

      eheh, sarebbe finita, se il racconto fosse continuato, che la girandola di uomini di Giorgina non finiva 🙂
      ciao e ben arrivata
      ml

      • Gigys 18 novembre 2016 a 01:09 #

        Mi stai dicendo che hai finito il lavoro.. ma lei non ha finito gli uomini??? 😓
        Tristezza……
        Grazie…. Con piacere

      • massimolegnani 18 novembre 2016 a 01:16 #

        eheh, Giorgina è fatta così, non lo fa con malizia

  12. Arianna 19 novembre 2016 a 08:17 #

    Questa Giorgina mi è simpatica! Anche il dentista, però! Davvero saggio e anche un po’ filosofo…In fondo, credo stia molto simpatica anche a lui, nonostante la sua capacità di inseguire passioni molto più velocemente di quanto non faccia la carie! 🙂

    • massimolegnani 19 novembre 2016 a 10:27 #

      Ecco, si’, mi fa piacere la tua rivalutazione del dentista che accetta la sconfitta senza vendicarsi e mantiene un malinconico affetto per Giorgina.
      Ciao Arianna, buona giornata
      ml

  13. Arianna 19 novembre 2016 a 11:36 #

    Eh sì, traspare tutto!
    Buona giornata a te, Massimo!

  14. alessialia 28 novembre 2016 a 11:48 #

    Bella bella bella…. ci son rimasta maleee! Quanto mi piacciono i tuoi raccontiii!
    Ho recuperato cio che avevo perso… scusa i commenti a valanga!

    • massimolegnani 28 novembre 2016 a 12:12 #

      sorrido, perchè ci sei rimasta male? Giorgina veleggia leggera nella vita e lui, il dentista, più che ferito dalla sconfitta ha una malinconica felicità per il breve tempo che lo ha visto al fianco di Giorgina 🙂
      ml

  15. massimolegnani 28 novembre 2016 a 12:37 #

    Alessia, sei una valanga calda, avvolgente, mai soffocante 🙂
    ml

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