la tazzina dorata

6 Giu
c

                              

Del servizio da dodici che gli aveva lasciato sua nonna,  gli erano rimaste solo tre tazzine, le altre andate perse nei traslochi, sai i buchi neri delle cose che ci sono alla partenza e che non ci sono più all’arrivo, oppure si erano rotte per disattenzione o troppo zelo, sai quando lavi e asciughi con un eccesso di fervore e quelle, più fragili di un uovo, ti si frantumano tra le dita senza un grido e tu guardi i cocci stupefatto.

Ora trattava le superstiti con ogni riguardo, le conservava in una vetrinetta al riparo della polvere e le guardava spesso con un misto di affetto e di sgomento, al pensiero che rotte quelle avrebbe perso l’ultimo legame con la nonna.  Quando le utilizzava, cosa che succedeva di rado, solamente con qualche ospite che riteneva particolarmente degno di tale onore, raccontava ogni volta la storia delle tazzine decantandone la bellezza esotica. Prima ancora di preparare il caffè prendeva un esemplare in mano come fosse un pezzo raro da museo e attaccava la solita solfa: povengono dal mercato arabo di Tripoli, direttamente dagli anni trenta, ma sono opera degli artigiani indiani, che in quel mercato detenevano il monopolio della lavorazione dell’avorio e della ceramica.

Aveva evidentemente amici molto pazienti che lo ascoltavano e lo guardavano, forse nemmeno per la prima volta, infervorarsi nell’illustrare i dettagli, nota la laccatura, ti prego, o nell’accennare le vicende avventurose di sua nonna, eh, lei era una vera Regina d’Africa, diceva parafrasando un film famoso più di mezzo secolo prima.

Gli amici si lasciavano coinvolgere volentieri, e forse si divertivano alla innocua bizzarria delle sue rievocazioni e dell’idolatria per le tazzine. E mai nessuno di loro aveva messo in dubbio la veridicità degli aneddotti.

Un giorno volle invitare per un caffè una donna conosciuta da poco. Era rimasto affascinato dalla sua cultura poco esibita e dalla puntigliosità di certe valutazioni, temperata dai suoi modi educati. Era un azzardo coinvolgere una quasi sconosciuta nel walzer delle tazzine, ma lui aveva percepito un’affinità di pensieri che voleva approfondire.

L’uomo estrasse le tazzine dalla vetrinetta e gliene porse una da osservare con attenzione mentre già le raccontava del mercato arabo. La donna si concentrò sulla tazzina, se la rigirò tra le dita e la capovolse. Con voce atona lesse: Heinrich, Bavaria. E con logica glaciale commentò: non sono arabe, sono tedesche.

La rivelazione lo lasciò sbigottito, in tanti anni non aveva mai guardato la stampigliatura sotto la tazzina, come un bambino non va a guardare sotto la barba di BabboNatale, a scoprire le evidenti fattezze di suo padre.

Nella realtà non cambiava niente, erano pur sempre le tazzine di sua nonna che gliele le aveva lasciate senza specificarne la provenienza. Ma tutta la fantasia che lui, che non era mai stato in Africa dove lei aveva vissuto metà della sua vita, aveva costruito nel tempo con una verosimiglianza emozionale andò in frantumi.

Come un automa riprese la tazzina dalle mani della donna, riuscì anche ad imbastire con lei una conversazione adeguata, ma si dimenticò di prepararle il caffè.

42 Risposte a “la tazzina dorata”

  1. aure1970 6 giugno 2021 a 22:00 #

    Bella storia. 👏🏻

  2. unallegropessimista 6 giugno 2021 a 22:41 #

    Bisognerà cancellare la scritta.

  3. Alessandro Gianesini 6 giugno 2021 a 23:06 #

    Bella storia, Massimo!
    Sai che dall’immagine avevo pensato ti fossi fatto prendere un po’ la mano l’arte del kintsugi? 🤣

    • massimolegnani 6 giugno 2021 a 23:47 #

      ahah, bè i risultati sarebbero sembrati incredibilmente ottimi!
      grazie Alessandro 🙂
      ml

  4. endorsum 6 giugno 2021 a 23:34 #

    Oddio, com’è finita tra i due? 🙂

    • massimolegnani 6 giugno 2021 a 23:48 #

      male, lui non le perdona di aver infranto un suo sogno, lei non si capacita della sua freddezza 🙂
      ciao End
      ml

      • endorsum 6 giugno 2021 a 23:52 #

        Madonnina… come romperle tutte e tre in un colpo: frantumi.
        Ciao Massimo 🙂

      • massimolegnani 7 giugno 2021 a 08:31 #

        esatto, Ora guarda le superstiti come non fossero più le stesse 🙂

  5. Walter Carrettoni 7 giugno 2021 a 00:16 #

    Tanto il caffè non lo sapeva fare… 😁

    • massimolegnani 7 giugno 2021 a 08:33 #

      vero, faceva un caffè che era una schifezza, ma dentro la quella tazzina gli sembrava sublime
      ciao Walter 🙂
      ml

  6. franco battaglia 7 giugno 2021 a 07:12 #

    Del post mi ha colpito soprattutto una cosa. Un fenomeno che mi riguarda da vicino. Il buco nero dove finiscono le cose tra un trasloco e l’altro. Ma dove finiscono anche cose comprate qualche mese prima e messe in un cassetto dove non sono più. Insomma vero che a casa ho i folletti che si divertono. Ma il buco nero deve esserci. E la paura è che un giorno inghiotta anche me. E che a nessuno venga in mente di cercarmi.

    • massimolegnani 7 giugno 2021 a 08:36 #

      inutile verti a cercare.
      La prima regola dei buchi neri è che le cose o le persone finiteci dentro, a cercarle non si fanno trovare. A volte ricompaiono di loro iniziativa. 🙂
      buongiorno Franco
      ml

  7. Neda 7 giugno 2021 a 11:35 #

    Simpatica la storia. Per me, che ho praticato anche la decorazione su porcellana, terzo fuoco, hanno colpito un paio di cose: per primo, non berrei mai qualcosa all’interno di una tazza, o un recipiente qualsiasi, decorato all’interno, soprattutto con oro. I colori per la decorazione a terzo fuoco (ovvero su smalto, tipici della porcellana) sono molto tossici. Seconda cosa, il fatto che la tazzina fosse stata fatta dalla Bavaria, ditta di porcellane tedesche specializzata nella porcellana soprattutto bianca, adatta ad essere decorata, non esclude che possa essere stata decorata da chiunque, infatti, molte delle porcellane che io ho decorato erano di questa ditta.

    • massimolegnani 7 giugno 2021 a 14:14 #

      caspita, con la seconda notizia apri una prospettiva assai seducente: che qualche mercante arabo intraprendente avesse acquistato un quantitativo di ceramiche “bianche” dalla ditta tedesca e poi le avesse fatte decorare in loco, a Tripoli, dagli artigiani indiani! Ipotesi poco probabile ma molto suggestiva 🙂
      grazie Neda!
      ml

      • Neda 10 giugno 2021 a 10:56 #

        Tutto è possibile, anche se tieni conto, per esempio, dell’influenza che l’oriente ha avuto in Europa nell’ottocento e ne settecento. Molte ceramiche della Meissen tedesca erano influenzate da quelle cinesi e giapponesi, le quali, a loro volta, derivavano per alcuni tratti, da quelle coreane. Soprattutto nell’arte e nell’artigianato c’è sempre da chiedersi chi ha copiato da chi.
        Nelle tue storie, poi, è fantastico l’uso che fai della fantasia e della proprietà del linguaggio, che non finirò mai di ammirare.

      • massimolegnani 10 giugno 2021 a 12:11 #

        mi piacciono le influenze tra diversi stili che ritrovo anche in queste semplici tazzine.
        grazie Neda per le belle parole di apprezzamento.
        ml

      • Neda 12 giugno 2021 a 17:01 #

        Sempre grazie a te. Leggerti è un piacere dell’anima.

      • massimolegnani 12 giugno 2021 a 17:51 #

        sei davvero troppo buona, grazie Neda 🙂

  8. vittynablog 7 giugno 2021 a 15:42 #

    Alle volte sono i pensieri le convinzioni, che tengono vivi tutti i ricordi di una vita…. non si dovrebbe mai entrare a gamba tesa in quei ricordi…. si rischia poi di non bere più caffè…. ❤ Bellissimo racconto, assolutamente coinvolgente. Forse perchè anch'io conservo alcune tazzine della nonna materna !!!! 🙂

    • massimolegnani 7 giugno 2021 a 17:35 #

      a volte anche una verità palese andrebbe taciuta a chi è perso in una sua fantasia
      Comunque tu dai un’occhiata nel sotto delle tazzine di tua nonna 🙂 🙂
      grazie Vitty
      ml

  9. teti900 7 giugno 2021 a 18:21 #

    mi hai fatto subito correre a controllare le tre tazzine del servizio che ho suddiviso tra i vari eredi diretti… altra fattura, nessuna storia correlata, ma stessa matrice… per via del bordo così sottile, come camillo, le serbo per un caffè speciale, anche da sola, e come lui non avevo mai guardato sotto… insomma alla fine qualcosa di affine con camillo l’ho trovato!

    • massimolegnani 7 giugno 2021 a 20:46 #

      che tu non avessi mai guardato sotto, mi piace molto
      piccole affinità 🙂
      ciao Teti
      ml

  10. Keep Calm & Drink Coffee 7 giugno 2021 a 18:52 #

    Mi hai fatto pensare a I soliti sospetti … niente è ciò che sembra 😉

    • massimolegnani 7 giugno 2021 a 20:48 #

      già, la verità è insidiosa, specie se mescoli realtà e fantasia 🙂
      ciao Keep
      ml

  11. Bloom2489 7 giugno 2021 a 21:24 #

    Leggendo i commenti mi è piaciuta l’idea che fossero solo prodotte in Germania ma decorate a Tripoli, come spiegazione razionale. E a parte quella, che importa, sono tazzine che hanno una storia, tante volte la verità non serve a molto, è quello in cui crediamo che conta. E comunque è proprio bella 🙂

    • massimolegnani 7 giugno 2021 a 21:48 #

      anche a me è piaciuto il suggerimento di Neda che sistema un po’ le cose 🙂
      ecco, la verità non serve a molto, sono pienamente d’accordo, soprattutto quando uno si era costruito un percorso, una spiegazione sua, di fantasia, ma realistica.
      grazie Bloom, buona serata
      ml

  12. elettasenso 8 giugno 2021 a 08:07 #

    Quando gli oggetti raccontano ❤️

    • massimolegnani 8 giugno 2021 a 09:10 #

      sì, oggetti quasi animati, con il loro carico di significati 🙂
      buongiorno Eletta
      ml

  13. newwhitebear 8 giugno 2021 a 17:03 #

    sembra una storia vissuta. Beh! Non erano arabe na di certo vecchie visto che erano della nonna.
    Gustosissima questa storia.

  14. Maria 11 giugno 2021 a 17:12 #

    Che storia! Alla fine si è frantumato lui prima delle ultime superstiti 🙈

    • massimolegnani 11 giugno 2021 a 17:49 #

      eh, sì, forse è il destino delle persone troppo sensibili…si frantumano!
      ciao M.aria
      un sorriso
      ml

      • Maria 11 giugno 2021 a 21:09 #

        o troppo fragili 👀
        Un sorriso anche a te, Massimo… buona serata ⭐

      • massimolegnani 11 giugno 2021 a 22:49 #

        ..vero!
        ciao 🙂

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