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tre tonalità di viola (1) la musica

18 Apr

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Tutte le sere del mondo, Camillo apre i vetri rivolti a occidente e si siede, estate e inverno, a ridosso dell’aria senza patire calura o gelo. Continua a leggere

Ivrea che vorrei (il giudizio della nebbia)

14 Apr
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by c.calati

 

 

Dev’essere stato il fulmine a svegliarmi da questo sonno insolito di tardo pomeriggio. Stanno cadendo lampi a secco, senza pioggia, c’è odore di aria bruciata che penetra dai vetri aperti. Troppo silenzio qua dentro e penombra irreale. La stanza del “Monferrato” mi sta improvvisamente stretta, ho bisogno di uscire all’azzardo della pioggia. Continua a leggere

inverno inoperoso

3 Mar
by c.calati

by c.calati

 

 

 

L’inverno mio operaio per una volta è fermo.

Tacciono le sgorbie, non gira il tornio, riposano ciliegio e cirmolo sbozzati a grandi ciocchi che mi limito a sfiorare, come vi leggessi in braille coi polpastrelli ciò che non saranno.

C’è un piacere sottile, che rasenta pace e tristezza, nel sottrarsi alla mietitura delle emozioni, lasciarle lì, appese al cuore o ben visibili all’esterno, senza il mio tocco che le faccia vive. Continua a leggere

il mio amico Olsen

10 Gen
by web

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Se hai voglia di ascoltarmi ti racconto di Olsen, un ocone bianco che aveva qualche piuma nera sul culo e sotto l’ala. Ma ti dico poche parole, che mi stanco presto e poi confido che aggiungerai con gli occhi ciò che manca alla mia voce. Continua a leggere

tre sentieri per il lago

3 Gen
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by c.calati

 

 

 

Mentre viaggiava veloce sulla superstrada Michele notò poco lontano, sulla sinistra, un lago piccolo e scintillante. A tutta prima lo bollò come un laghetto di terza categoria, oscurato com’era dalla vicinanza di laghi ben più famosi e grandi, e pure rovinato dallo scempio di asfalto e cemento che arrivava fino a riva. Ma poi rallentò per osservarlo meglio, la sponda opposta sembrava conservare piccole bellezze vergini, paesini abbarbicati a mezza costa, pendii verdeggianti fino all’acqua, rive boscose. Un rapido calcolo degli appuntamenti della giornata, un paio di telefonate necessarie e l’uomo al primo svincolo abbandonò la grossa arteria per inerpicarsi per le strade strette che salivano ai villaggi, la pietra dei muretti al posto del cemento. Continua a leggere

Camillo e altre sogliole

21 Dic
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Sai… dice Camillo e tace, perchè a quel punto ci vuole una pausa che aiuti a riflettere. Gli amici lo sanno e già sono oltre, verso l’atmosfera che lui col silenzio sta tentando d’introdurre. Ma Marisa, che quella parola ha inteso come un abbozzo spaurito a contrastarla, riprende a macinare le parole, che tante e forti danno maggiore sicurezza.  Continua a leggere

il levigatore

24 Nov
by c.calati

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Camminava per vicoli traversi, per accorciare il percorso diceva lui, per evitare la gente sostengo io. A guardarlo di profilo sembrava un geroglifico, tanto si teneva rasente i muri con quel suo mento aguzzo e quel braccio rinsecchito proteso in avanti a fendere una folla inesistente. Continua a leggere