Archivio | camillo e dintorni RSS feed for this section

lui che non aveva mai visto il mare

21 Giu
foto

by c.calati

 

 

Albert, per quanto si sforzasse, non riusciva a immaginare il mare.

Conosceva a malapena quell’angolo di Fiandra dov’era nato e il suo sguardo non andava oltre il primo crinale di colline. Sapeva che esistevano distese d’acqua enormi, ma a questa enormità non era in grado di dare confini e consistenza. Spesso, appena i lavori alla fattoria glielo permettevano, sgattaiolava fino allo stagno delle anatre, al di là della torbiera e lì, seduto su un bordo erboso, fissava l’acqua, increspando con la fantasia la sua superficie troppo ferma e cercando di moltiplicare all’infinito l’estensione per capirne la grandezza. Ma s’inceppava quasi subito nel calcolo, non arrivava che a figurarsi un laghetto appena un po’ più grande e un po’ più mosso. Continua a leggere

parlarvi di Fulvia?

30 Apr

by web

 

 

 

Ma devo proprio? È che non so cosa descrivere di lei che non sia intaccato da un qualche suo difetto, una ruggine che non risparmia alcuna cromatura. Vorrei trovare un dettaglio da cui partire, che non mi faccia fare la figura del coglione ai vostri occhi. Ma è come parlarvi della ferramenta sotto casa, difficile convincervi che nella sciatteria degli scaffali stracolmi di bulloni, nel bancone ingombro di martelli e cacciativi, nelle tute unte dei clienti, nel dialetto biascicato dai garzoni, io riesca a trovare, e a comunicare a voi, un fascino speciale. Continua a leggere

tre tonalità di viola (1) la musica

18 Apr

by web

 

 

 

Tutte le sere del mondo, Camillo apre i vetri rivolti a occidente e si siede, estate e inverno, a ridosso dell’aria senza patire calura o gelo. Continua a leggere

Ivrea che vorrei (il giudizio della nebbia)

14 Apr
IMG_0339

by c.calati

 

 

Dev’essere stato il fulmine a svegliarmi da questo sonno insolito di tardo pomeriggio. Stanno cadendo lampi a secco, senza pioggia, c’è odore di aria bruciata che penetra dai vetri aperti. Troppo silenzio qua dentro e penombra irreale. La stanza del “Monferrato” mi sta improvvisamente stretta, ho bisogno di uscire all’azzardo della pioggia. Continua a leggere

inverno inoperoso

3 Mar
by c.calati

by c.calati

 

 

 

L’inverno mio operaio per una volta è fermo.

Tacciono le sgorbie, non gira il tornio, riposano ciliegio e cirmolo sbozzati a grandi ciocchi che mi limito a sfiorare, come vi leggessi in braille coi polpastrelli ciò che non saranno.

C’è un piacere sottile, che rasenta pace e tristezza, nel sottrarsi alla mietitura delle emozioni, lasciarle lì, appese al cuore o ben visibili all’esterno, senza il mio tocco che le faccia vive. Continua a leggere

il mio amico Olsen

10 Gen
by web

by web

 
Se hai voglia di ascoltarmi ti racconto di Olsen, un ocone bianco che aveva qualche piuma nera sul culo e sotto l’ala. Ma ti dico poche parole, che mi stanco presto e poi confido che aggiungerai con gli occhi ciò che manca alla mia voce. Continua a leggere

tre sentieri per il lago

3 Gen
IMG_0689

by c.calati

 

 

 

Mentre viaggiava veloce sulla superstrada Michele notò poco lontano, sulla sinistra, un lago piccolo e scintillante. A tutta prima lo bollò come un laghetto di terza categoria, oscurato com’era dalla vicinanza di laghi ben più famosi e grandi, e pure rovinato dallo scempio di asfalto e cemento che arrivava fino a riva. Ma poi rallentò per osservarlo meglio, la sponda opposta sembrava conservare piccole bellezze vergini, paesini abbarbicati a mezza costa, pendii verdeggianti fino all’acqua, rive boscose. Un rapido calcolo degli appuntamenti della giornata, un paio di telefonate necessarie e l’uomo al primo svincolo abbandonò la grossa arteria per inerpicarsi per le strade strette che salivano ai villaggi, la pietra dei muretti al posto del cemento. Continua a leggere