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la rana di Galvani

5 Ago

by c.calati

 

 

Non è che vi mancasse da molto, ma i suoi ritorni in città erano sempre stati un mordi e fuggi, un seguire traiettorie immutabili che, come binari d’acciaio da cui non poteva deragliare, lo portavano esclusivamente alle case dei pochi parenti e amici rimasti. Solo ora, forse per la prima volta, aveva modo di girovagare senza fretta per vie e quartieri che da subito gli risultarono quasi sconosciuti, irriconoscibili.

La città era cambiata. Non tanto e non solo nell’urbanistica, quanto nella fisionomia e nella pelle. Continua a leggere

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la magia della matematica

30 Lug

by web

 

 

La magia dei numeri, ragazzi, imparate ad amarla. La loro perfezione che si svela lentamente, i nodi che si sciolgono ad uno ad uno, i passaggi come una partitura e poi la corsa focosa verso la soluzione. La matematica è una musica compiuta, ascoltatela, seguitela.

Il professor Astori cercava di spronare in questo modo i suoi allievi, Continua a leggere

dimore (ir)reali

19 Lug

c.calati

Salì i gradini che portavano all’ingresso della residenza sabauda di campagna, ma anziché entrare si spostò verso un finestrone laterale. Guardò oltre i vetri come dentro a un altro secolo. Continua a leggere

occhi sottili

24 Giu

by web

 

 

Aveva occhi sottili come le feritoie di un capanno di caccia. Continua a leggere

ogni notte muore un blog

29 Mag

by c.calati

 

 

Se ne stava lì sul ponte, i gomiti appoggiati sulle pietre della spalletta e la mente impegnata a consumarsi tra meditazioni di minima levatura e noia piatta, difficile distinguere tra i due stati.  La tesa del cappello grondava goccioloni giù nel fiume, ma Camillo nemmeno s’era accorto che stesse piovendo. Continua a leggere

la Gazza

29 Apr

c.calati

 

 

Ieri mi sono deciso, era da tempo che volevo conoscere quell’uomo.

Di ritorno dalla consueta passeggiata tra le vigne, anziché rientrare in casa, ho proseguito lungo la salita a ciottoli che porta al castello. Prima ancora di scorgere la panchina della quercia sapevo che lo avrei trovato lì.

Eccolo, infatti. Era seduto al centro di questa: le braccia distese lungo lo schienale, il corpo rilassato sulle stecche di legno, occupava da solo l’intera panchina. Mentre mi avvicinavo, una gazza che stava impettita ai suoi piedi si spostò prudentemente, con piccoli saltelli,  sotto i rami bassi della quercia, ma non volò via come mi aspettavo. Continua a leggere

quell’uomo

22 Apr

c.calati

 

 

Quell’uomo mi ha incuriosito.

Mi capita, una o due volte al mese, di vederlo passare sotto la finestra del mio studio mentre affronta la salita dai ciottoli sconnessi che porta al castello. Non so come si chiami né da dove venga, sicuramente non abita nel borgo, siamo talmente pochi che ci conosciamo tutti. Probabilmente arriva  da una qualche casa dei paraggi e vuol dire che si sobbarca ogni volta un bel cammino. Continua a leggere