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la carriola

3 Set
c.calati

             

Bisogna dirlo, Diego Petrilli era piuttosto arrogante. Non una cattiva persona nel complesso, ma i tanti anni vissuti all’Olivetti come ingegnere d’alto profilo gli avevano inculcato un’esagerata fede nella tecnologia e nell’efficienza che lui, una volta ritiratosi in campagna, aveva tradotto in uno sguardo di superiorità, non del tutto involontario, nei confronti dell’arretratezza dei suoi compaesani.

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Frida

29 Lug
c.calati

                                                        

Erano poche centinaia di metri da percorrere in salita dalla fermata della corriera fino a casa sua, ma a quell’ora c’era un sole basso e feroce che non gli lasciava scampo. Camillo sbuffava e inveiva a bassa voce contro l’estate torrida, e anche contro Frida, se lo stava seguendo da presso. Perché a volte ad attenderlo alla fermata c’era lei, con lo sguardo torvo.

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la quajetta

23 Lug
photo by c.calati

                                                 

Per festeggiare il mio ingresso a pieno titolo nell’organico dell’Ospedalino, sono stato invitato al tradizionale pranzo della quajetta che i dipendenti organizzano ogni primavera. Credevo si trattasse di un risotto con le quaglie, piatto un po’ pesante ma sopportabile anche dal mio stomaco cittadino.

Mi sbagliavo, e di molto.

Non credo che arriverò vivo al termine della quajetta

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dialogo tra un turista jet e un ciclista minimal

17 Lug
t.legger

         

Allora, cosa hai fatto di bello questa settimana?, chiede Giacomo, ma si capisce dalla faccia arricciata che gli interessa poco la risposta. Domanda per avere di rimbalzo l’occasione di raccontare che cosa ha fatto lui.

Sono stato in una valle non lontana da qui, quasi nascosta e poco frequentata perché la strada s’inerpica ripida e sconnessa. Io poi avevo pure la tenda legata sopra lo zaino, quindi è stata davvero una fatica! Ma, arrivato su, c’è un pianoro dalla bellezza spartana. Camillo gesticola, fa un gesto ampio con la mano come disegnasse la piana nell’aria. Una prateria sconfinata con attorno boschi e più lontano cime scintillanti. Ho appoggiato la bici a un palo e ho proseguito a pie…

Giacomo lo interrompe, già annoiato:

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ore a rovescio (r)

27 Giu
c.calati

L’ascensore esterno che dalle mura della cittadella porta direttamente alla piazzetta dell’INPS è già salito e sceso tre volte senza che nessuno sia entrato o uscito dalla cabina. Un uomo solo al comando della pulsantiera schiaccia il tasto per la risalita o la discesa prima che si aprano le porte. Una specie di dirottamento del mezzo senza ostaggi né spargimenti di sangue, c’è un unico passeggero a bordo, e ha bisogno di stare solo.

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il male minore

5 Giu
by c.calati

                                     

Pierluigi non era una bella persona, ma pochi lo sapevano. Apparentemente era il più gioviale del gruppo, sempre pronto alla battuta scherzosa e alle smargiassate, ma nel suo intimo aveva una brace di rancore, di invidie e di altre piccole meschinità che non si spegneva mai.

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come un fiume che nel Carso

27 Mag
c.calati

                              

Era dotato di una pigrizia meticolosa, una sorta di parsimonia dell’energia, che qualcuno scambiava per avarizia di gesti e sentimenti, forse non del tutto a torto. Si era lasciato ingrassare alla poltrona, anche se ancora gli si contavano le costole, che erano le poltrone ad ingrossarsi attorno a lui, tante ne aveva cambiate nella vita, sempre più grandi e accoglienti, ormai era un divano a due posti che sedendo di traverso occupava per intero. La pigrizia, quella sua particolare pigrizia, l’aveva conquistata poco alla volta, come una dote innata da affinare nel tempo o un’arte da coltivare con pazienza.

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nerofumo

16 Mag
c.calati

                                                      

Una mantellina di raso nero prestata dalla nonna, un cappellaccio in disuso del papà, uno spadino di plastica, unico acquisto a dare verosimiglianza al personaggio, un sughero affumicato sul gas della cucina a disegnare baffi e mascherina attorno agli occhi sul volto infantile. Lui, al termine della vestizione, guardandosi allo specchio, più che Zorro si sentiva uno spaventapasseri, ma di quelli che non spaventano nemmeno il merlo più credulone.

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il pioppo albino

22 Apr
c.calati

                                           

Camillo camminava da due ore lungo il canale senza sapere fino a dove volesse arrivare. L’acqua che scorreva nella pianura arida lo rincuorava, era come una linfa vitale per la terra assetata. Presto quell’acqua si sarebbe sparsa per le risaie iniziando un nuovo ciclo di colture.

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l’uomo che voleva smussare gli spigoli del mondo

9 Apr
by c.calati

                  

Camminava a scatti mentre procedeva per vicoli traversi, per accorciare il percorso diceva lui, per evitare la gente sostengo io. A guardarlo di profilo sembrava un geroglifico, tanto si teneva rasente i muri con quel suo mento aguzzo e quel braccio rinsecchito proteso in avanti a fendere una folla inesistente. Aveva passi frettolosi e fiato a sbuffi come temesse di perdere il treno e invece andava verso un luogo suo dove non esisteva ritardo.

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