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dove nascono le storie

14 Gen

photo by c.calati

 

 

 

Nello stanzone delle Poste Centrali, una stufa a gas, il soffitto troppo basso, le finestre sempre serrate e tanta gente, sudata o infreddolita, in code più o meno rassegnate, tutto rendeva l’aria mefitica estate e inverno, stagnante più dell’acqua ferma di palude. Eppure per lui era un posto stupendo, ci vedeva acqua limpida di sorgente. Continua a leggere

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oltre

29 Nov

 

by c.calati

 

In un pomeriggio piovoso non diverso da tanti altri, mentre era sulla strada del ritorno a casa, Camillo, giunto al bivio di Albiano, mise la freccia a destra e deviò dal suo percorso. Prese il lungo rettilineo in direzione sud, fissando le nuvole che si ammassavano all’orizzonte. Continua a leggere

essere umano

23 Nov
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by c.calati

 

 

S’è perso presto il senso alto di queste due parole, sproloquiate nel loro significato più prosaico di essere vivente superiore, come fosse merito esistere contrapposti, e sopra, a bestie, piante e pietre. Continua a leggere

suggestione

18 Nov
foto

by c.calati

 

Come una marea si sentì invadere da una sorta di languore di cui non comprendeva la causa né i confini. Una sensazione, non del tutto sgradevole, che fluttuava tra cervello e stomaco, gli faceva rallentare il passo. Continua a leggere

Giovanni, il candido

8 Set

photo by c.calati

 

 

 

Giovanni Santangelo era stato un ragazzo bruttino e un adulto scialbo, di quelli che non sapresti dire se quel giorno c’erano. Ma poi il tempo aveva lavorato a suo favore come fa il sale con certi marinai a scolpirgli le rughe e a smussargli gli spigoli agli zigomi e gli angoli alla bocca. Non che Giovanni assomigliasse a un marinaio Continua a leggere

lui che non aveva mai visto il mare

21 Giu
foto

by c.calati

 

 

Albert, per quanto si sforzasse, non riusciva a immaginare il mare.

Conosceva a malapena quell’angolo di Fiandra dov’era nato e il suo sguardo non andava oltre il primo crinale di colline. Sapeva che esistevano distese d’acqua enormi, ma a questa enormità non era in grado di dare confini e consistenza. Spesso, appena i lavori alla fattoria glielo permettevano, sgattaiolava fino allo stagno delle anatre, al di là della torbiera e lì, seduto su un bordo erboso, fissava l’acqua, increspando con la fantasia la sua superficie troppo ferma e cercando di moltiplicare all’infinito l’estensione per capirne la grandezza. Ma s’inceppava quasi subito nel calcolo, non arrivava che a figurarsi un laghetto appena un po’ più grande e un po’ più mosso. Continua a leggere

parlarvi di Fulvia?

30 Apr

by web

 

 

 

Ma devo proprio? È che non so cosa descrivere di lei che non sia intaccato da un qualche suo difetto, una ruggine che non risparmia alcuna cromatura. Vorrei trovare un dettaglio da cui partire, che non mi faccia fare la figura del coglione ai vostri occhi. Ma è come parlarvi della ferramenta sotto casa, difficile convincervi che nella sciatteria degli scaffali stracolmi di bulloni, nel bancone ingombro di martelli e cacciativi, nelle tute unte dei clienti, nel dialetto biascicato dai garzoni, io riesca a trovare, e a comunicare a voi, un fascino speciale. Continua a leggere