a seguire ancora la riga gialla

20 Ago
c.calati

                                              

Per qualche anno è stato un vanto usare solo l’energia delle mie gambe in bici, mentre gli altri erano già passati all’aiuto elettrico. Come un pavone a far la ruota dietro a tre struzzi, tenevo la mia ruota dietro a quelle dei miei amici sfruttandone la scia. In fondo ero già elettrico anch’io, per interposte bici, che con loro davanti a tagliarmi l’aria raggiungevo velocità per me inimmaginabili senza il loro poco volontario supporto. Questo in pianura, con mio spasso e loro scorno,  ma quando c’era da salire a loro bastava aumentare la potenza del motore per piantarmi in asso e aspettarmi in cima, freschi e rilassati, io che arrivavo stravolto e senza fiato. Ma anche in quel momento, agli inviti irridenti degli amici a usare una bici facile come la loro, opponevo un rifiuto intransigente, orgoglioso dei miei muscoli ormai fiacchi.

Poi è arrivato il giorno in cui ho dovuto scegliere se appendere la bicicletta al chiodo o cedere al compromesso del motore. Decisione non facile, mi disturbava venir meno alle mie convinzioni, ma ancora di più mi disturbava rinunciare a pedalare. Temevo di deprimermi a quella resa plateale, la vedevo come un declassamento del mio corpo, un disonorevole passaggio di categoria.

Invece non è stato così traumatico il passaggio, al contrario, appena mi sono procurato una bici da corsa elettrica, mi è tornato un entusiasmo che non provavo da tempo. Dalle prime pedalate ho capito che la mia non era una resa al motore ma lo sfruttamento di un’opportunità.

Sono tornato sul Naviglio a seguire la riga gialla della pista dal lago alla città e dalla città al lago, ho inforcato il Villoresi a riascoltare la musica dello sterrato sotto le ruote, ho pedalato la campagna solitaria nelle ore della sera, ho assaggiato piccole salite, gustato brevi discese, tutto vissuto in una frenesia bambina. È stato come quando papà mi ha tolto le rotelline laterali: io, trepidante e intrepido, ho pestato sui pedali e non mi sono più fermato.

c.calati

34 Risposte a “a seguire ancora la riga gialla”

  1. vittynablog 20 agosto 2021 a 22:14 #

    E’ una bicicletta bellissima ( adoro il verde ) e hai fatto benissimo! Il progresso deve farci sentire meglio ! Ora potrai fare tutti i giri che vuoi! Sono felice per te!!!!! ❤ ❤ ❤

  2. dimaco 20 agosto 2021 a 22:31 #

    Non sentirti sminuito.
    Avrai sempre l’opportunità del fuori sella, di tanto in tanto, in uscite estemporanee con le moltipliche pure.
    Goditi intanto la bellezza di una gita in full immersion con la spintarella e senza pensare alle tachicardie vigliacche, che non hanno etica verso l’esperienza: pensa che è un giusto premio che ti sei guadagnato e meritato, con tutto quello che hai pedalato prima.
    Resti sempre un idolo, per me.

    • massimolegnani 21 agosto 2021 a 00:20 #

      hai pienamente ragione, non c’è da essere sminuiti, per anni ne ho fatto a meno, ma adesso era diventata indispensabile.
      e ho fatto come dici tu, l’ho subito considerata un premio che mi sono dato.
      grazie per il bell’incoraggiamento (quanto all’idolo sono senza parole:))
      ciao
      ml

  3. unallegropessimista 20 agosto 2021 a 23:49 #

    E un po che ci sto pensando

    • massimolegnani 21 agosto 2021 a 00:24 #

      se usata con criterio (non per andare più veloci ma per ridurre la fatica) è un ottimo supporto, te la consiglio
      ciao Allegro
      ml

  4. phileasfogg2020 21 agosto 2021 a 05:39 #

    Pedalare (o nel mio caso camminare) lungo i canali dà un gran senso di pace

    • massimolegnani 21 agosto 2021 a 09:28 #

      sono d’accordo con te, i canali sono un mondo a parte, rilassante.
      ben arrivato tra queste righe 🙂
      ml

  5. Franco Battaglia 21 agosto 2021 a 06:15 #

    Ero scettico quando un mio amico carissimo, ciclista, è passato alla pedalata assistita, ma l’ho visto davvero entusiasta, soprattutto felice di scoprire nuovi orizzonti e raggiungere mete altrimenti negate. Chissà, prima o poi..
    gli faccio leggere il post.. gli piacerà decisamente!

    • massimolegnani 21 agosto 2021 a 09:33 #

      guarda, è stata una sorpresa piacevole anche per me, non faccio “imprese” ma la bici elettrica (mi sono preso un vero gioiellino, bici in carbonio di tipo “gravel”) mi permette di fare lunghe gite senza il timore di non farcela:)
      ciao Franco
      ml

  6. teti900 21 agosto 2021 a 08:45 #

    ecco, adesso torneranno le cronache di imprese ‘spericolate’.
    figurati se il ‘gruppo’ perde l’occasione di ‘osare’ oltre i limiti anagrafici!

    • massimolegnani 21 agosto 2021 a 09:37 #

      ahah, no no, tranquilla, il “gruppo” è un po’ acciaccato per cui ci limiteremo all’ordinario senza pensare allo straordinario (un po’ come le tue vasche galvanizzate dove il tuo “record” è già l’essere lì e nuotare)
      ciao Teti
      ml

  7. sibillla5 NADIA ALBERICI 21 agosto 2021 a 10:36 #

    beh hai fatto solo bene!!! insomma non ti perderai paesaggi magnifici e la sensazione dell’aria no? bellissimo il racconto…bravo scrittore come ce ne sono pochi!

    • massimolegnani 21 agosto 2021 a 16:57 #

      era il modo migliore per restare in sella 🙂
      felice che apprezzi le parole 🙂
      buona serata, Nadia
      ml

  8. newwhitebear 21 agosto 2021 a 16:04 #

    volevo ben dire che dalle immagini non era la usuale bicicletta. 😀 Leggendoti, ho capito che la mia intuizione era corretta. La tecnologia aiuta laddove la forza non arriva.
    Insomma un convertito in riva al lago.

    • massimolegnani 21 agosto 2021 a 16:59 #

      nuova fiammante!
      come tutti i neo-convertiti, ora cerco di fare nuovi proseliti, dopo aver disprezzato per anni chi ricorreva alla bici assistita!
      ciao GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 21 agosto 2021 a 21:23 #

        Pedalare è fatica. Bici assistita rende meno gravoso il tragitto.

      • massimolegnani 21 agosto 2021 a 23:01 #

        sicuramente, ma è proprio per quell’aiuto che la rifiutavo, mi sembrava un imbroglio.
        ora invece quell'”imbroglio” me lo godo 🙂

      • newwhitebear 22 agosto 2021 a 22:35 #

        peccato veniale quell’imbroglio. Se si avesse sempre vent’anni forse non si userebbe

      • massimolegnani 23 agosto 2021 a 09:29 #

        pienamente d’accordo con te, alla mia (nostra!) età mi considero assolto da questo peccato veniale 🙂

      • newwhitebear 23 agosto 2021 a 20:45 #

        Un peccato veramente veniale

      • massimolegnani 23 agosto 2021 a 22:27 #

        concordo!

      • newwhitebear 23 agosto 2021 a 23:24 #

        ciao

      • massimolegnani 24 agosto 2021 a 10:11 #

        ciao

  9. Keep Calm & Drink Coffee 22 agosto 2021 a 12:19 #

    Le immagini che mostrano la natura da vivere sono davvero belle, ma il tuo esordio a due ruote ha il valore aggiunto dei ricordi del cuore.

    • massimolegnani 22 agosto 2021 a 14:59 #

      e lì avevo ancora le ruotine laterali, appena prima che papà me le togliesse 🙂
      grazie Keep per la tua condivisione
      ml

  10. Neda 24 agosto 2021 a 09:44 #

    Buona pedalata…elettrica.

  11. elettasenso 26 agosto 2021 a 16:59 #

    E hai fatto bene. Inutile: ciò che ci agevola va usato senza inutili testardaggini. Io avrei voglia di provare un monopattino 🤓

    • massimolegnani 26 agosto 2021 a 18:16 #

      Eletta, concordo con te in linea generale, però valuta bene il monopattino, con le sue ruotine così piccole e le buche che ci sono per le strade è un mezzo piuttosto pericoloso!
      un sorriso
      ml

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