rileggendo emmeelle

22 Lug
photo by c. calati

                                           

(In questa estate già di per sè strana, e per me ferma a fermentare, ripenso a un luglio di pochi anni fa in Provenza. Rileggo un brano di allora perché ho bisogno di rivivere quell’esperienza come stesse accadendo ora.)

Sono salito al Col du Canadel.

Vabbè, se guardate sulla cartina la sua (misera) altitudine,  dovrei  vergognarmi tanto è basso, anziché parlarne come si trattasse di un’impresa epica. 

Eppure tu non immagini che fatica, nel fuoco di Provenza, mettere un metro sopra l’altro fino a impilarne 267, e che vertigine ti prende a guardare sotto di te il mare che lentamente s’allontana sempre più scosceso e poi sprofonda.

Sei a pelo d’acqua quando parti e in una breve verticale devi arrivare al cielo. Così abbandoni il brulichio vociante della costa e ti inoltri tra oleandri e ibiscus nel suono concitato delle “cigalou” che ti accompagnerà fino alla cima. Non le vedi le cicale ma sono una presenza viva, due ali assiepate a bordo strada, invisibili sì, ma festanti come tifosi olandesi sul loro tornante all’Alpe d’Huez durante il Tour.

E non capisci se tutto quel fracasso è un incitamento alla tua piccola impresa o sono grasse risa per l’improvvida maglia gialla che hai scelto stamattina.

(ecco, ora ricordo una per una le gocce di sudore come sudassi adesso, e sono un balsamo le gocce nell’immobilismo attuale. Sì, sto pedalando sul divano.)

Saranno le cicale, sarà la luce provenzale fatta di sole e vento, sarà la frenesia che oggi ti senti nelle gambe, fatto sta che sali lento e sali bene e arrivi dove non credevi. Chi è salito in auto al colle ora quasi si vergogna e in tante lingue e in tanti modi rende omaggio alla fatica, parole calde incomprensibili, una borraccia d’acqua, una pacca sul sudore delle spalle.

(e steso sul divano mi torna in mente Paolo Conte e il suo Bartali con “quel naso triste come una salita”. Per un istante sono io Bartali tra i “francesi che s’incazzano”a vedermi comparire per primo in cima.)

Adesso da questo minimo colle guardo la baia, il profilo irregolare della costa, l’arroganza dei promontori protesi all’acqua, il candore delle vele, la superbia delle scie dei motoscafi, le masse scure delle isole, ma soprattutto il colore incredibile del mare che solo ora, duecento metri sopra, ha senso per me essere al mare.

E dopo, mentre ridiscendo guadagnando velocità ad ogni metro che prima era stato faticato, provo una sensazione sconosciuta di sconfinamento da me stesso, un’evasione dai miei limiti di umano. Potrei osare l’oltre, sperimentare un’altra dimensione. Ad ogni curva la tentazione è forte, vorrei con un gesto che mi sembra naturale tirare dritto sul tornante, proiettarmi come sparato nello spazio da un cannone, disegnare nell’aria una parabola perfetta e abbracciare questo cobalto di bellezza che prima è cielo e dopo è mare.

(lo sconfinamento da me stesso,forse proprio questo passaggio volevo ritrovare nella lettura. Ora che per continuare a vivere mi sono imposto regole, rinunce, confini che malsopporto, mi fa bene leggere che anche allora, come ora, avevo questo desiderio di impossibile. Che non è voglia di deragliare dal binario in modo irreparabile ma anelito a una libertà surreale, un’evasione dai miei limiti di umano.)

28 Risposte a “rileggendo emmeelle”

  1. sibillla5 NADIA ALBERICI 22 luglio 2021 a 09:10 #

    sempre interessante e piacevole leggerti! beh sul desiderio di sconfinamento dai limiti …ci sono anch’io!!!

  2. unallegropessimista 22 luglio 2021 a 11:07 #

    Sono tranquillo perché hai scritto il pezzo.
    Buone vacanze immagino

    • massimolegnani 22 luglio 2021 a 20:36 #

      Beh più riposo che vacanza
      la vacanza vera di cui parlo è di qualche anno fa
      Ciao “allegro”
      ml

  3. vittynablog 22 luglio 2021 a 16:05 #

    Be’ saperti fermo è già una cosa vuori dal normale. Capisco questo tuo desiderio di rivivere un momento sia di fatica, sia di bellezza, perchè la Provenza è tutta meravigliosa! iummagino salire in alto per poter godere di un panorama mozzafiato con un mare che ti invita a ” volarci ” dentro.

    Devi ritenerti fortunato per aver vissuto luoghi tanto belli. Ne verranno altri e noi saremo qua a leggere i tuoi racconti vivendoli con i tuoi occhi!!! Grazie per questo meraviglioso giro!!! ❤

    • massimolegnani 22 luglio 2021 a 20:39 #

      Sicuramente sono stato fortunato per questo e per tanti altri motivi.
      Grazie a te gentile Vitty
      ml

  4. Keep Calm & Drink Coffee 22 luglio 2021 a 16:14 #

    L’evasione è sempre positiva.
    Hai riacceso anche i miei ricordi della Provenza che sono molto più lontani e anche più bassi … nessuna collina da scalare, eppure penso ad una sorta di ascesa tra i momenti belli che conservo nel cuore.
    Grazie!

    • massimolegnani 22 luglio 2021 a 20:43 #

      Sì, anche solo il poter pensare di evadere 😀
      La Provenza..nostalgia!
      Ciao Keep
      ml

  5. maxilpoeta 22 luglio 2021 a 20:14 #

    bellissima narrazione, giusto un paio di giorni fa anch’io nel mio blog ho parlato della Provenza, di un viaggio di diversi anni fa, guarda un po’ che coincidenza…😊👍👏👏

  6. newwhitebear 22 luglio 2021 a 21:48 #

    Un ricordo vivo che spunta in questa estate anomale. Un raccontare asciutto ma incisivo e pare di vederti sudare e pedalare per raggiungere il cocuzzolo tra il suo festante delle cicale.

  7. elettasenso 24 luglio 2021 a 07:46 #

    Che bello questo pezzo con la sovrapposizione del prima/dopo… Chapeau 🌹

  8. Anna Bernasconi Art 24 luglio 2021 a 08:55 #

    A guardare la cartina ci sarà anche, volendo guardare il muoversi unicamente come obiettivo sportivo, da vergognarsi ma ad essere lì c’è da incantarsi. Mai sottovalutare le piccole cose. 😃

    • massimolegnani 24 luglio 2021 a 13:37 #

      Sì le piccole cose, le piccole soddisfazioni, danno la carica!
      Ciao Anna 🙂
      ml

  9. franco battaglia 24 luglio 2021 a 09:56 #

    L’evasione dalle nostre possibilità à quella libertà che ci rende narratori. Prima a noi stessi, e poi agli altri. Ti (e mi) auguro evasione perenne.

    • massimolegnani 24 luglio 2021 a 13:39 #

      Le tue parole a commento hanno sempre un di più di poesia che me le fa sentire vicine
      Grazie Franco
      ml

  10. Neda 25 luglio 2021 a 11:20 #

    Che bello questo tuo scritto. M’ha fatto tornare nei ricordi di un intero febbraio trascorso in Provenza, Bocche del Rodano, con il Mistral che cercava di sollevarmi da terra mentre entravo, a piedi, ad Avignone, quarantacinque anni fa.

    • massimolegnani 25 luglio 2021 a 17:19 #

      il Mistral non è cambiato molto in questo mezzo secolo, è sempre un vento da odio e amore 🙂
      mi fa molto piacere il tuo condividere le parole e i luoghi
      buona serata, Neda
      ml

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