mi sono dimenticato di Lorenzo Marone

6 Dic
c.calati

                             

La lettura era iniziata sotto i peggiori auspici.

Il libro non l’avevo comprato io, me l’ero ritrovato casualmente tra le mani e già questa mancanza di scelta costituiva per me un handicap non da poco. Poi scorrendo la quarta di copertina scopro che lo stesso autore aveva scritto La tentazione di essere felici che sapevo di aver letto. Purtroppo non ricordavo la trama né il mio eventuale gradimento. Ricordavo solamente di  averlo comprato per la suggestione del titolo e della copertina (una donna in rosso di spalle sotto un arco) e di essermi accorto dopo poche pagine di averlo già letto. Un acquisto inutile, segno deprimente della mia smemoratezza.

Insomma, avevo iniziato la lettura con diffidenza e con un sordo rancore nei confronti del povero autore, come fosse colpa sua che io non ricordassi nulla del suo precedente testo (che, detto per inciso, non ho più trovato nella mia libreria, ben due copie volatilizzate!).

Mi ero ormai convinto che quel suo primo libro non mi fosse piaciuto, così non mi aspettavo nulla di buono nemmeno dal secondo.

Nelle prime pagine, più che accostarmi alla lettura, ho cercato la conferma ai miei pregiudizi. Credetti di averla trovata, la conferma che lo avrebbe condannato, nella scelta dell’autore di scrivere al femminile, scelta che spesso risulta patetica perché resta evidente che chi parla è un uomo che si è solo infilato una gonna.

Poi, senza accorgermene, mi sono lasciato andare alla lettura. Mi sono dimenticato di Lorenzo Marone e tutto è cambiato.

Così, mentre leggo, a Marone che tace e a questa donna, senza nome e senza età, che parla, perdòno ogni imperfezione, perdòno l’impronta dell’orso sulla neve, orso in realtà estinto da decenni su quei monti, perdòno certi passaggi troppo lirici, perdòno l’eccesso di sfortuna e la troppa fortuna, in cambio di una lettura che di riga in riga si fa ascolto avvinto, come mi trovassi dentro la baita della donna o passeggiassi con lei nei boschi di montagna.

La cosa strana nelle mie letture è che per apprezzare davvero la scrittura non devo percepire il lavoro dell’autore, la sua fatica, l’impegno quotidiano a soppesare le parole, non devo vedere quella che chiamo “la stesura studiata a tavolino”, come quando guardo il Mosè mi piace pensare alla naturalezza con cui Michelangelo l’ha tirato fuori dal marmo e non allo sforzo immane che ha dovuto fare.

Ed è esattamente quello che mi succede con questo romanzo.

Con il passare delle pagine la narrazione si fa sempre più fluida come se la voce della protagonista fosse diventata più convinta del mio ascolto dopo qualche titubanza iniziale, mia e sua. E io non ho il minimo dubbio di ascoltare una voce femminile che mi racconta le sue peripezie, la follia di abbandonare la città per vivere in montagna, la precarietà della sua vita solitaria, i pochi incontri, fondamentali, che fa, e soprattutto la natura in cui si immerge totalmente.

Leggo e ascolto con trepidazione, parteggio per lei, condivido le sue scelte, temo un epilogo da cui esca sconfitta.

E diventa un piacere sopraffino questo libro.

Di Marone mi ricordo solo all’ultima pagina, quando nei ringraziamenti scopro che il suo romanzo è ambientato in una valle, mai specificata nel testo, che conosco bene per averla percorsa mille volte in estate e in inverno, sotto un sole cocente e in mezzo a tormente di neve, in compagnia e in solitudine. Forse anche da questo è nata l’empatia con “la donna degli alberi”.

Bravo Lorenzo!

34 Risposte a “mi sono dimenticato di Lorenzo Marone”

  1. sibillla5 NADIA ALBERICI 6 dicembre 2021 a 12:05 #

    ahh bene allora lo posso regalare a qualcuno per Natale!!

  2. pino 6 dicembre 2021 a 12:36 #

    Apprezzo questo tuo modo incantevole e inusuale di raccontare un libro. Parti da lontano, come solo tu sai fare: dalle tue diffidenze, dalla tua smemoratezza, dalle tue suggestioni per certi titoli e per certe copertine (quanto ti capisco!…), dai tuoi pregiudizi nei confronti di certi autori, per arrivare, poi, a raccontare te stesso attraverso il libro, la cui lettura “di riga in riga diventa ascolto avvinto”. Anzi, tu stesso diventi personaggio del libro e ti rivedi a passeggiare con la protagonista in quella valle “mai specificata nel testo” che però tu riconosci “per averla percorsa mille volte in estate e in inverno”. Tutto molto bello.
    Di questo giovane scrittore ne ho sentito parlare, ma non ho letto niente. Lo terrò presente in occasione dei miei prossimi acquisti. Ciao 😊

    • massimolegnani 6 dicembre 2021 a 19:08 #

      ci sono dei libri che mi coinvolgono in pieno, ci “cado dentro”
      Grazie Pino per le tue belle parole
      ml

  3. Keep Calm & Drink Coffee 6 dicembre 2021 a 13:07 #

    Curiose queste apparizioni e sparizioni di libri …
    Grazie per il consiglio! Dopo la tua descrizione risulta davvero da non perdere.

  4. phileasfogg2020 6 dicembre 2021 a 13:28 #

    Evviva le letture iniziate sotto i peggiori auspici. Tante volte chi ben comincia si ferma a pag. 2

    • massimolegnani 6 dicembre 2021 a 19:10 #

      sono d’accordo con te, meglio partire diffidenti, non si possono che avere buone sorprese:)
      ciao
      ml

      • phileasfogg2020 6 dicembre 2021 a 20:15 #

        Forse è un atteggiamento da tenere buono in generale nella vita, anche per altre esperienze,

      • massimolegnani 6 dicembre 2021 a 23:12 #

        sì, sarebbe un buon modo di procedere, al riparo dalle delusioni.

  5. vittynablog 6 dicembre 2021 a 22:30 #

    Io direi : Bravo Massimo! Nell’aver raccontato questo libro con parole vibranti che mettono la voglia di leggerlo!!! 🙂

  6. newwhitebear 7 dicembre 2021 a 21:51 #

    capita di non ricordare un testo letto e comprarne una seconda copia. Mi è capitato più volte tratto in inganno dalla diversa copertina e in tempi non sospetti.
    Dal commento deduco che il testo ti è piaciuto nonostante la diffidenza iniziale.

    • massimolegnani 8 dicembre 2021 a 00:40 #

      ma quando succede non è mai una bella sensazione.
      e se aggiungi la perdita di entrambe le copie!
      sì, il libro mi è piaciuto tantissimo.
      buonanotte GianPaolo
      ml

  7. silvia 9 dicembre 2021 a 11:05 #

    solitamente non faccio regali natalizi, ma la lettura del post mi ha convinto a regalarlo a mio marito, amante della natura.

  8. Lorenzo Marone 10 dicembre 2021 a 10:15 #

    Grazi di cuore, Massimo, grazie a tutti!

    • massimolegnani 10 dicembre 2021 a 10:41 #

      caspita, questa non me l’aspettavo e naturalmente mi fa molto piacere.
      complimenti ancora per il tuo libro
      ml

  9. elettasenso 10 dicembre 2021 a 11:23 #

    Che strano: siamo “in linea” anche questa volta. Perché tu ed io non siamo quei blogger che recensiscono libri a ogni pié sospinto. Invece preferiamo parlare dei libri e del perché e del come… Comunque mi hai fatto voglia di leggerlo 🙃

    • massimolegnani 10 dicembre 2021 a 11:56 #

      sì, è vero, solo qualche volta parliamo di libri e non lo facciamo secondo i canoni classici, Più che recensioni le mie e le tue sono suggestioni scaturite da quanto abbiamo letto.
      (se lo leggerai noterai qualche assonanza con la protagonista:))
      un abbraccio, Eletta
      ml

      • elettasenso 10 dicembre 2021 a 11:58 #

        L’avevo pensato alla assonanza 🙃 che bello che ti ha ringraziato lo scrittore 🙃

      • massimolegnani 10 dicembre 2021 a 12:48 #

        è stata una piacevolissima sorpresa, del tutto inattesa:)

      • elettasenso 10 dicembre 2021 a 17:28 #

        L’unica volta che ho avuto commenti da una scrittrice è stato per litigarci… 🙄

      • massimolegnani 10 dicembre 2021 a 22:52 #

        ahah, beh, a me è andata decisamente meglio:)

      • elettasenso 11 dicembre 2021 a 11:55 #

        🙃Sí

      • massimolegnani 11 dicembre 2021 a 18:53 #

        un sorriso

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