ci sono storie

5 Feb
giulietta

by web

 

 

Ci sono storie che conservi a lungo in mente, ti vivono dentro, crescono silenziosamente e ti accompagnano nel quotidiano come simpatici tarli che sei abituato a sentir lavorare nei vecchi mobili di casa.

Insomma, ti sembrano reali certe storie ma non è detto che alla fine le realizzi.

Per fare un buon racconto, mi hanno detto,  ci vogliono tre ingredienti essenziali, il vero, il sogno e la speranza (cit. la poetessa rossa), amalgamati tra di loro e impastati di invenzioni.

In una storia ci devi essere tu, ben camuffato naturalmente ma con qualcosa di riconoscibile, un vezzo, un sopracciglio, una parola, e poi ci deve essere qualcosa che non sei stato né sarai mai, ma che ti sarebbe piaciuto essere. E tutt’attorno c’è da mettere la bambagia, o il filo spinato, della fantasia a seconda dell’atmosfera in cui vuoi immergere le parole.

Adoro il passaggio di stato, quell’andare dalla testa ai tasti. È il momento culminante, assai rischioso, può succedere che nel travaso tutto evapori e la storia allora si disperde all’aria come mai esistita. È un timore che mi attanaglia sempre, più di seicento brani sul blog, eppure temo sempre che sia l’ultimo, che non mi riesca più di dare forma e maschera alle idee che di continuo s’accendono e si spengono nella mia testa.

Oreste, per esempio, è lì che aspetta da tempo, scalpita impaziente facendo ruggire il motore, ma io non mi decido, temo il travaso. Di lui ormai so tutto, il carattere e il mestiere, il luogo e il tempo e anche la giornata particolare in cui farlo vivere, forse morire.

Oreste ombroso mi regalerebbe un lavoro alternativo al mio, collaudatore di modelli sportivi, e un’epoca, tra la fine degli anni cinquanta e i primi sessanta in cui io ero solo un bimbetto che alla finestra guardava passare le automobili. E mi regalerebbe anche la mitica Giulietta Alfa Romeo, all’avanguardia per quei tempi, su cui avrei voluto viaggiare da bambino. Ma papà comprava solo  tranquille auto da famiglia, la 1400 B, la Taunus,  la Consul.

Addirittura di Oreste so pure dove andava a collaudare i suoi prototipi.

Anzi, tutto ha preso le mosse nel giorno in cui pedalando tra risaie e aironi sono capitato a Balocco, prima all’Osteria poi alla pista privata della casa automobilistica milanese.

Fermo davanti ai cancelli ho letto sull’asfalto la sua storia.

Coscienzioso sul lavoro, l’Oreste. Scrupoloso e critico,  mai gli andava bene così com’era  il modello che gli davano da provare, sempre a trovare difetti (il posteriore saltella, i freni non sono proporzionati alla potenza) che, a correggerli, per l’azienda significavano costi aggiuntivi che non sempre voleva sobbarcarsi.

E qui mi affiora a tradimento il timore del travaso.

Troppo reale Oreste, pure mai esistito, troppo circostanziate le vicende immaginate, che la Giulietta era davvero una macchina nervosa, mi ricordo certi suoi capottamenti mortali, troppo bella la Giulietta, che era passione per la guida e rischio di strafare. In fondo quello che mi frena è il timore che l’AlfaRomeo, che in quel progetto ardito aveva profuso grandi capitali, venga a sapere di Oreste e a distanza di decenni non gradisca le sue critiche e le mie.

Forse dovrei stare sul vago, fargli collaudare una macchina qualunque su strade anonime in un tempo senza tempo. Ma, accidenti, Oreste, come idea, è inscindibile dalla Giulietta, come un amore non lo puoi narrare spezzandolo in due, racconti di uno ma non dell’altra, al posto dell’altra ci metti una pupazza qualunque.

No, non posso.

O forse potrei, Giulietta che diventa la sua donna?

Sono indeciso, mi sembra una finzione più che una soluzione. E mentre mi scervello per rendere credibile la storia, Oreste già evapora nell’aria.

Il travaso è andato a male.

Sfocano i contorni, si disperde il mio collaudatore e mentre lui svanisce al sole del reale come la neve in questi giorni, mi sembra di sentirlo mormorare Giulia, Giulietta, amore mio. Sarà la macchina o la donna?

È troppo tardi per saperlo, ormai Oreste non c’è più.

 

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44 Risposte to “ci sono storie”

  1. LaDama Bianca 5 febbraio 2019 a 12:38 #

    Beh, se c’è una persona che i racconti li sa imbastire al meglio ben dosando quei 3 ingredienti, quello sei certamente tu.

    • massimolegnani 5 febbraio 2019 a 14:56 #

      oh, grazie davvero, Dama!
      però questa volta il racconto non è arrivato a nascere 😦
      un sorriso
      ml

  2. Non Solo Campagna - Il blog di Elena 5 febbraio 2019 a 12:40 #

    All’alba i sogni svaniscono. Forse è l’alba…

  3. intempestivoviandante 5 febbraio 2019 a 12:52 #

    Spero che torni. Di solito i personaggi e le storie lo fanno, magari in altra forma. Lo spunto fa davvero venir voglia di saperne di più.

    • alemarcotti 5 febbraio 2019 a 14:44 #

      È vero…

    • massimolegnani 5 febbraio 2019 a 15:02 #

      chissà, provo a lasciarlo lì addormentato e poi magari mi tornerà la voglia di raccontare Oreste in altro modo 🙂
      un abbraccio, Alex
      ml

  4. pino 5 febbraio 2019 a 13:52 #

    Mi piacere saper imbastire una storia come fai tu, magari anche con soli due ingredienti…purtroppo non ne sono capace. 🙂

  5. alemarcotti 5 febbraio 2019 a 14:44 #

    Hanno ragione☺

    • massimolegnani 5 febbraio 2019 a 15:06 #

      oggi sei enigmatica, Ale 🙂
      Chi e per che cosa “hanno ragione”?

      • alemarcotti 5 febbraio 2019 a 15:28 #

        Ahahahah… Che sei bravo a raccontare con pochi elementi… Lo. Credo davvero☺😍

      • massimolegnani 5 febbraio 2019 a 16:28 #

        oh, grazie, che gentile, non avevo capito 🙂

      • alemarcotti 5 febbraio 2019 a 17:34 #

        È che a volte, leggendo i commenti, non penso al resto😂😂😂😂

      • massimolegnani 5 febbraio 2019 a 19:15 #

        ahah, che tenera 🙂

  6. yourcenar11 5 febbraio 2019 a 17:22 #

    Io sono abbastanza sicura che il racconto si materializzerà quando i vari “pezzi” si incastreranno bene come in un puzzle: Oreste non è svanito, continua a vivere e al momento giusto salterà fuori. Quasi sempre i racconti più riusciti sono quelli che sono costruiti faticosamente nel tempo…

    • massimolegnani 5 febbraio 2019 a 19:15 #

      è vero, gli spunti, le idee, non sempre si realizzano di getto, certe volte bisogna lasciarli decantare prima di concretizzarli, ma capita anche che durante la decantazione svaporino via.
      speriamo che a Oreste non tocchi l’ultima ipotesi 🙂
      ciao Cri, buona serata
      ml

  7. Lucy the Wombat 5 febbraio 2019 a 22:39 #

    Certi personaggi esistono solo in potenza e già così si intravedono chiaramente, magari è questo il caso 🙂

    • massimolegnani 5 febbraio 2019 a 23:47 #

      forse hai ragione, Oreste esiste quel che basta in queste righe, non ha bisogno d’altro per esser personaggio 🙂
      ciao Lucy
      un sorriso
      ml

  8. Walter Carrettoni 5 febbraio 2019 a 23:05 #

    Ecco, il problema è che adesso Oreste è qui a casa mia che, mentre mi prosciuga la bottiglia di Barolo buono messo via per le grandi occasioni, cerca di spiegarmi cosa non va nella mia Panda del ’95.
    E ora come lo mando via?

    • massimolegnani 5 febbraio 2019 a 23:52 #

      ahah,
      è semplice, basta che gli confessi che non ti piacciono le alfa e se ne andrà via disgustato.
      Perchè lui le critica e le maltratta per mestiere, ma le alfa le ama, svisceratamente, tutte.
      mi spiace per il tuo Barolo, ma lui gli avrà fatto sicuramente onore 🙂
      ml

      • Walter Carrettoni 6 febbraio 2019 a 00:28 #

        Ok, sulle Alfa mentirò, sul Barolo nessun problema, lui ha apprezzato, io preferisco il bianco…

      • massimolegnani 6 febbraio 2019 a 00:47 #

        perfetto 🙂

  9. newwhitebear 6 febbraio 2019 a 19:07 #

    bello questo racconto dove si potrebbe dire che è tutto reale oppure immaginario, dove il labile confine è valicato sereno dalla parole.

  10. lamelasbacata 6 febbraio 2019 a 23:53 #

    Anche se è svanito (forse) gli hai reso giustizia ed è diventato già un personaggio. Questa volta ti è bastato scrivere un metaracconto enigmatico e affascinante.

    • massimolegnani 7 febbraio 2019 a 00:27 #

      sai è tanto tempo che Oreste mi bazzica in testa, è diventato quasi un amico.
      e degli amici non è che vuoi raccontare tutto, semmai degli spizzichi.
      magari parlerò ancora di lui per accenni o ingrandendo un dettaglio 🙂
      buonanotte Mela cara
      ml

      • lamelasbacata 7 febbraio 2019 a 00:33 #

        leggerò con piacere tutto ciò che vorrai svelarci di lui, ma già così mi piace molto e forse mi basta questo abbozzo tratteggiato con affetto.
        notte serena mio caro

      • massimolegnani 7 febbraio 2019 a 00:42 #

        grazie per queste parole 🙂

  11. mocaiana 8 febbraio 2019 a 19:27 #

    La tua paura è anche la mia 🙂

  12. Stefi 10 febbraio 2019 a 22:50 #

    Quanti Oreste ho dentro me, quanti asfalti, quanti travasi, quante idee sfuggite e quante trame prese al volo. Così dev’essere, io credo. 😊

    • massimolegnani 10 febbraio 2019 a 23:15 #

      sì,è giusto così
      si vede che Oreste non si sentiva ancora pronto, ma non è detto che più avanti non torni 🙂
      ciao, Stè
      ml

  13. Patrizia Caffiero 13 febbraio 2019 a 11:32 #

    600 post, 600 travasi dal sangue delle vene, dai sogni e da qualcosa in più che la scrittura raccoglie e libera. Ma parlare di chi è più vicino ai sentimenti non è facile. Raccontare l’irraccontabile non è facile. “Si parla d’altro per non parlar della corona” scrissi una volta, quando scrivevo sul blog tanto, ma non scrivevo di ciò che avevo più a cuore. Ma poi arriva il momento di scriverne.

    • massimolegnani 13 febbraio 2019 a 12:30 #

      è che a furia di rimescolare le carte io non capisco più quando sto parlando d’altro e quando sto per dire della corona.
      un abbraccio, Patrizia
      ml

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