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una faccia da notaio

26 Ott
dal web

                        

Già in terza elementare PierDomenico Cantarelli aveva un aspetto e dei modi da notaio. Lieve sovrappeso da benessere ormai consolidato, guance lisce e rubizze dove potevi esser certo che nemmeno nel successivo mezzo secolo avresti mai trovato l’ombra di un pelo sfuggito al rasoio, atteggiamento distaccato dalle beghe di classe per un’innata superiorità, un sedere di pietra costretto in pantaloni all’inglese e un modo di stare seduto al banco come fosse una scrivania di mogano.

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il sosia

9 Apr

c.calati

 

 

C’era questo collega che mi assomigliava in modo impressionante: alti uguali, stessa barba, stessa magrezza, stessa testa stretta e spelacchiata, occhiali simili e anche la dentatura era quasi uguale, ma io ho i canini un poco storti.  La somiglianza, però, si limitava al fisico perché per il resto il dottor Bajani era diverso da chiunque. Continua a leggere

viaggio a ritroso

7 Mar

c.calati

 

 

La signora Jole era nata anziana e da sempre conduceva una pigra esistenza ai margini dell’impero, lontana dai clamori delle guerre e dagli entusiasmi delle paci. Aveva saputo costruirsi una vita senza scosse che corrispondesse, come un perfetto incastro, alla sua indole semplice e serena; non a caso aveva sposato uno stimato burocrate della colonia, pacifico e solitario, la cui massima aspirazione consisteva nel riuscire a leggere un libro al giorno nella quiete della casa. Continua a leggere

quel porco di Gheddafi

24 Ago

d.calati

 

 

Suonano alla porta, ripetutamente. Una donna anziana, piegata in due dall’artrosi, si muove lentamente verso l’ingresso dell’appartamento.

– Eccomi, eccomi. Chi è?
– …

_ oh, dottore, le apro subito. Continua a leggere

il tavolino di nonna Rebecca

11 Mag

c.calati

 

 

Il calcio di un cavallo uccise mio nonno, segnando, per me, l’inizio dell’era moderna. Quel calcio infatti è la prima notizia certa che ho della mia famiglia.

Il Novecento, iniziato da un decennio, procedeva fiacco, si credeva un secolo tranquillo, nessuna guerra ancora, né rivoluzioni. Solo il calcio mollato da un cavallo al suo padrone nel chiuso di una stalla. Un dramma minimo che non avrebbe oltrepassato le ultime case del paese. Continua a leggere

un vecchio fresco di giornata

7 Giu

c.calati

 

 

Ogni tanto mi sbattono in missione in questo posto sperso, sapete quando, come unica indicazione, vi dicono “in fondo a destra” e voi camminate per un corridoio stretto, poco illuminato, e poi girando a destra e trovate una stanzetta squallida, giusto poco più che nulla. Ecco, lì mi tocca andare una o due volte al mese a combattere la noia più che le malattie, che sono sempre meno quelli che si rivolgono ad un ospedale così piccolo. E la noia è una brutta bestia di cui non ti puoi fidare, ti tradisce non appena ti sei adattato al suo ritmo sonnacchioso. Ti tradisce e ti sbatte in prima linea quando meno te l’aspetti, come un’amaca che prima ti culla e poi ti ribalta a terra. E tu ti senti come un riservista tenuto in naftalina fino ad un momento prima dell’attacco.  Continua a leggere

mio nonno leggeva molto

5 Apr

by aldo boccazzi

 

 

 

 

 

Tripoli, Africa ltaliana. Epoca imprecisata, a cavallo delle due guerre.

Al mattino prima del lavoro, nel buio ancora silenzioso e già sudato, nei pomeriggi in cui è fuoco la strada di ritorno dall’ufficio e s’arroventa la casa che mi accoglie, nelle sere polverose che non s’arrendono alla notte, e più tardi ancora, quando le lenzuola si fanno bava di ragno che ti avvelena il sonno, ogni momento è quello buono. Continua a leggere

i luoghi dell’anima: la baita

28 Feb

CREANDOUTOPIE

baita photo by Elish

Sono uomo di città, ma ho una baita malandata su in montagna, poco sopra Noasca, dove mi rifugio tutte le volte che posso. Si trova in una conca in parte occupata da un piccolo lago e nascosta al mondo da un fitto bosco di larici. Ci si arriva solo a piedi,

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spazzacamino

20 Nov

by web

 

 

L’ho chiamato ad agosto, è arrivato solo ora, forse era partito dalla Danimarca ai tempi di Andersen.

Già, dici spazzacamino e t’immagini un ragazzino magro, col cilindro in testa, il nerofumo in viso, le corde a tracolla, pronto a calarsi dal comignolo e a riapparire ancor più sporco dalla cappa del camino.

Invece si presentano in due, distinti, lindi, educati, stavo per cacciarli credendoli testimoni di Geova. Continua a leggere

partenze e arrivi

12 Nov

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by web

 

 

Più delle stazioni ferroviarie amo gli imbarcaderi, pontili in legno, insegne dipinte a mano, la precisione degli attracchi, i volti compresi degli addetti, le gomene che cadono esatte sui piloni. Continua a leggere