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narghilè

25 Mag
dal web

                                                     

All’improvviso, mentre armeggia con la pipa che ha ripreso a fumare da poco, gli torna in mente, come accadesse ora, una sera di tanti anni fa quando sua figlia ufficializzò il suo primo amore adulto. Forse perché la pipa è quanto di più assomigli a un narghilè.

Non si trovano in un luogo esotico durante un viaggio più o meno organizzato, sono a pochi chilometri da casa. Esotica è la sera e la scelta di sua figlia.

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appena prima di nascere

3 Mag
dal web

                       

Da sempre appena entrato in vasca rivivo una sensazione antica, suggestione del tempo senza tempo vissuto al principio del mio essere, quando l’acqua era il mio ambiente e la quiete il mio stato naturale. M’immergo allora totalmente a  ritrovare i movimenti fluidi, l’ovattamento ai suoni e m’immedesimo in un me stesso primordiale.

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un mucchietto di lettere

28 Apr
c.calati

                                               

Camillo fissava con un lieve sgomento il mucchietto di lettere che provenivano da un’altra epoca. Le aveva lette tutte senza seguire un ordine e senza tentare di identificare i nomi e i luoghi, se non quello di suo padre e di un generico NordAfrica. Della lettura quello che gli premeva e lo agitava era altro dalla cronologia degli eventi o dalla ricostruzione degli affetti. Erano soprattutto la distanza e le condizioni.

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la giostra

1 Apr
dal web

                                                    

Con la nebbia e i primi freddi è arrivata puntuale la Fiera dei Morti che per cinque giorni porterà l’allegria in paese. Le giostre si sono sistematenella spianata in periferia non lontana dal cimitero, ma noi, nella nostra eccitazione infantile, non facciamo caso al macabro contrasto tra vivi e morti, tra baracconi e tombe.  E  abbiamo assimilato in scioltezza il termine un poco raccapricciante che per tradizione definisce la festa di inizio novembre.

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una faccia da notaio

26 Ott
dal web

                        

Già in terza elementare PierDomenico Cantarelli aveva un aspetto e dei modi da notaio. Lieve sovrappeso da benessere ormai consolidato, guance lisce e rubizze dove potevi esser certo che nemmeno nel successivo mezzo secolo avresti mai trovato l’ombra di un pelo sfuggito al rasoio, atteggiamento distaccato dalle beghe di classe per un’innata superiorità, un sedere di pietra costretto in pantaloni all’inglese e un modo di stare seduto al banco come fosse una scrivania di mogano.

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il sosia

9 Apr

c.calati

 

 

C’era questo collega che mi assomigliava in modo impressionante: alti uguali, stessa barba, stessa magrezza, stessa testa stretta e spelacchiata, occhiali simili e anche la dentatura era quasi uguale, ma io ho i canini un poco storti.  La somiglianza, però, si limitava al fisico perché per il resto il dottor Bajani era diverso da chiunque. Continua a leggere

viaggio a ritroso

7 Mar

c.calati

 

 

La signora Jole era nata anziana e da sempre conduceva una pigra esistenza ai margini dell’impero, lontana dai clamori delle guerre e dagli entusiasmi delle paci. Aveva saputo costruirsi una vita senza scosse che corrispondesse, come un perfetto incastro, alla sua indole semplice e serena; non a caso aveva sposato uno stimato burocrate della colonia, pacifico e solitario, la cui massima aspirazione consisteva nel riuscire a leggere un libro al giorno nella quiete della casa. Continua a leggere

quel porco di Gheddafi

24 Ago

d.calati

 

 

Suonano alla porta, ripetutamente. Una donna anziana, piegata in due dall’artrosi, si muove lentamente verso l’ingresso dell’appartamento.

– Eccomi, eccomi. Chi è?
– …

_ oh, dottore, le apro subito. Continua a leggere

il tavolino di nonna Rebecca

11 Mag

c.calati

 

 

Il calcio di un cavallo uccise mio nonno, segnando, per me, l’inizio dell’era moderna. Quel calcio infatti è la prima notizia certa che ho della mia famiglia.

Il Novecento, iniziato da un decennio, procedeva fiacco, si credeva un secolo tranquillo, nessuna guerra ancora, né rivoluzioni. Solo il calcio mollato da un cavallo al suo padrone nel chiuso di una stalla. Un dramma minimo che non avrebbe oltrepassato le ultime case del paese. Continua a leggere

un vecchio fresco di giornata

7 Giu

c.calati

 

 

Ogni tanto mi sbattono in missione in questo posto sperso, sapete quando, come unica indicazione, vi dicono “in fondo a destra” e voi camminate per un corridoio stretto, poco illuminato, e poi girando a destra e trovate una stanzetta squallida, giusto poco più che nulla. Ecco, lì mi tocca andare una o due volte al mese a combattere la noia più che le malattie, che sono sempre meno quelli che si rivolgono ad un ospedale così piccolo. E la noia è una brutta bestia di cui non ti puoi fidare, ti tradisce non appena ti sei adattato al suo ritmo sonnacchioso. Ti tradisce e ti sbatte in prima linea quando meno te l’aspetti, come un’amaca che prima ti culla e poi ti ribalta a terra. E tu ti senti come un riservista tenuto in naftalina fino ad un momento prima dell’attacco.  Continua a leggere